Prova Impianto Idraulico: Guida Dettagliata

L’impianto idraulico è un elemento fondamentale in ogni edificio, spesso dato per scontato. Tuttavia, problemi come cali di pressione, intasamenti o perdite possono minare la stabilità dell'intero sistema. Ignorare questi segnali può portare a problemi più seri e costosi.

In questo articolo, esploreremo come effettuare una prova di pressione su impianti idraulici, sia aperti che chiusi, seguendo le normative e garantendo la sicurezza.

Quando è Necessario Verificare un Impianto Idraulico?

È necessario rivolgersi a un esperto per una verifica in diverse situazioni:

  • Problematiche legate al funzionamento: Prestare attenzione a segnali come bollette dell’acqua troppo salate, formazione di muffa o eccessiva umiditĂ .
  • Impianto di vecchia data: Negli impianti di 30 anni fa, le tubature non venivano isolate, causando dispersione di calore e condensa.
  • Durezza dell’acqua: Un’acqua troppo calcarea può ostruire e indebolire le tubature, causando cali di pressione o rotture.
  • Colore dell’acqua: Acqua giallastra o marrone può indicare tubature vecchie che rilasciano sostanze dannose.

Come Controllare un Impianto Idraulico?

Ogni proprietario può effettuare alcuni controlli preliminari:

  • Esaminare visivamente le tubazioni accessibili per individuare umiditĂ , corrosione o danni.
  • Monitorare la pressione dell’acqua in diversi punti della casa.
  • Ascoltare i suoni provenienti dai tubi (sibili o colpi).

Tuttavia, è sempre consigliabile affidarsi a un idraulico esperto per un’analisi accurata e una diagnosi precisa.

Prova di Pressione: Procedura e Sicurezza

Aquatechnik suggerisce di effettuare il collaudo dell’impianto secondo la normativa UNI EN 806-4 (procedura C). Per impianti eseguiti con i prodotti Aquatechnik, suggeriamo di applicare una pressione di 15 bar. Attenzione! Nel caso fosse necessario ridurre tale pressione (ad es. connessione a radiatori, rubinetti, valvole o per scelta tecnica vincolante) si rispetti comunque il valore previsto da Leggi e norme in materia di collaudo. In tal caso, si raccomanda di prolungare adeguatamente il tempo della prova definitiva.

In questo nuovo articolo di Inforedil Accademia, leader nella formazione della termotecnica, vediamo come la prova di pressione si applica a sistemi sia aperti che chiusi (acqua o miscela acqua-glicole). Nella prima fase si verifica l’ermeticità dell’impianto, nella seconda la sua resistenza. Entrambe possono essere eseguite in un unico ciclo di prova.

La scelta del fluido per la prova dipende dal tipo di installazione e dalla messa in funzione prevista. L’impianto o il tratto da testare dev’essere riempito con acqua secondo la direttiva SITC BT102-01, se necessario aggiungendo un prodotto antigelo. Per eseguire correttamente la prova, l’impianto dev’essere riempito lentamente e spurgato completamente. Durante il riempimento dell’impianto occorre verificare costantemente che non vi siano perdite.

Per almeno 10 minuti, il manometro non deve rilevare cali di pressione. Per la prova si devono usare strumenti di misurazione tarati, in grado di visualizzare variazioni di pressione di 0,1 bar. Dopo la prova di tenuta, si passa alla prova di resistenza applicando una pressione non superiore a 1,3 volte la pressione di esercizio (pfin). Non bisogna mai superare le pressioni di prova massime previste per eventuali componenti speciali (ad es. compensatori, ammortizzatori). La prova deve durare almeno 6 ore.

Se sono presenti tubi di plastica, occorre considerare la dilatazione dovuta all’aumento della pressione. La pressione non deve scendere. Si deve attendere il raggiungimento dello stato di compensazione e stabilità termica. La prova di tenuta viene eseguita con una pressione di almeno 0,15 bar.

Questa procedura è tuttavia piÚ dispendiosa e piÚ pericolosa rispetto a una prova di pressione con acqua. Perciò, È di estrema importanza rispettare alcune norme per garantire la sicurezza durante lo svolgimento della prova di pressione pneumatica.

A soffermarsi in questi termini sulla sicurezza delle prove di pressione è la premessa di un nuovo documento realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’Inail. Questo documento è meglio conosciuto come “L’esecuzione in sicurezza delle prove di pressione condotte su attrezzature in esercizio”. Nel documento - a cura di Canio Mennuti e Giuseppe Augugliaro (DIT) - si ricorda che il principale pericolo derivante da una prova di pressione “è rappresentato dall’improvviso e involontario rilascio dell’energia immagazzinata nell’attrezzatura sottoposta a test”. Inoltre si segnala che durante l’esecuzione del test “il rischio connesso aumenta con l’aumentare della pressione che può causare la possibile fuoriuscita di fluido da giunti, raccordi, flange, valvole e altri accessori, con eventuale proiezione di parti o frammenti di tali componenti”. Il Regolamento n.

Documentazione della Prova di Pressione

La prova di pressione va documentata in un verbale, una copia del quale dev’essere consegnata al committente. I valori seguenti costituiscono i dati minimi da riportare.

Disinfezione e Risciacquo

un risciacquo finale con acqua potabile sino a che il fluido scaricato non assume le caratteristiche chimiche e batteriologiche dell'acqua di alimentazione. La disinfezione si attua con apposito dosaggio minimo di disinfettante che deve rimanere in loco almeno 8 h senza prelievo di acqua da parte degli utenti (a tal fine devono adottarsi opportuni provvedimenti, avvisi, segnali, ecc.) e con prelievo di campioni alla fine della disinfezione, per le opportune analisi.

Sicurezza sul Lavoro

Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalitĂ  di esecuzione delle attivitĂ  e di utilizzo delle attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs.

  • Fissare in modo sicuro i materiali e gli attrezzi sul posto di lavoro (Allegato V Parte I Punto 5 del D.lgs.
  • Fissare i carichi da trasportare in modo che non scivolino e cadano (Allegato VI Punto 1.7 del D.lgs.
  • Controllare la portata delle zone di magazzinaggio (Allegato IV Punto 1.1.3. del D.lgs.
  • Tenere asciutti i pavimenti (Allegato IV Punto 1.3.1. del D.lgs.
  • Rimuovere residui ed ostacoli dall’area di lavoro (Allegato IV Punto 1.4.10 del D.lgs.
  • Segnalare gli ostacoli esistenti e le differenze di livello del pavimento (Allegato IV Punto 1.3.2. del D.lgs.
  • Non stendere cavi, condotte, manichette, ecc.
  • Richiedere le schede di sicurezza delle sostanze utilizzate (Art. 224-225 del D.lgs.
  • Accertare che i prodotti chimici siano correttamente etichettati (Art. 224 del D.lgs.
  • Durante l’uso del disinfettante, assicurare la ventilazione o l’aspirazione localizzata quando il lavoro viene svolto in spazi chiusi (Allegato IV Punto 1.9 del D.lgs.
  • Usare mezzi di protezione sostitutivi nei casi in cui non sia possibile fare ricorso alla aspirazione localizzata (Allegato IV Punto 1.9 del D.lgs.
  • I lavoratori devono essere formati sulle procedure atte a far fronte a situazioni di emergenza relative ad incendi o pronto soccorso (Allegato IV punto 4 del D.lgs.
  • Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro (Art. 71 comma 4 del D.lgs.
  • Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni (Allegato VI Punto 1.6 del D.lgs.
  • Qualora la quantitĂ  di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed allontanamento di quantitĂ  importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attivitĂ  ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria (Allegato IV punto 2.2 - Art. 77-78 del D.lgs.
  • Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs.
  • Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs.

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

  • Dispositivo utile a proteggere il lavoratore dal rischio di offesa al capo per caduta di materiale dall'alto o comunque per contatti con elementi pericolosi Art 75 - 77 - 78 , Allegato VIII - punti 3, 4 n.1 del D.lgs.
  • perforazione Art 75 - 77 - 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.7 del D.lgs.
  • Indumenti di protezione. Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abrasioni/perforazione/ferite degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Art 75 - 77 - 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.6 del D.lgs.
  • perforazione delle mani Art 75 - 77 - 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.5 del D.lgs.
  • Mascherina per la protezione di polveri a media tossicitĂ , fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Art 75 - 77 - 78 , Allegato VIII-punto 3, 4 n.4 del D.lgs.

Relazione di Verifica dell’Impianto Idrico

Il collaudo dell’impianto idrico si attua attraverso prove e verifiche in corso d’opera (tipicamente su parti di impianto non più accessibili una volta completati i lavori) e prove e verifiche finali.

La relazione di verifica di un impianto idrico è un documento tecnico essenziale che attesta la conformità e il corretto funzionamento del sistema di distribuzione e scarico delle acque. Questo tipo di relazione, richiesto sia in fase di collaudo che durante interventi di manutenzione o ristrutturazione, riveste un ruolo fondamentale nella garanzia della sicurezza, dell’efficienza e del rispetto delle normative vigenti.

Quando si Redige la Relazione di Verifica?

La relazione di verifica si redige in specifici momenti del ciclo di vita dell’impianto:

  • Al termine dell’installazione (collaudo finale).
  • Prima della messa in esercizio.
  • Durante il collaudo tecnico di edifici nuovi.
  • Durante interventi di ristrutturazione o ampliamento.
  • In caso di verifiche periodiche o straordinarie.

A Cosa Serve la Relazione di Verifica?

La relazione di verifica serve a:

  • Verificare la conformitĂ  dell’impianto alle normative.
  • Garantire l’efficienza funzionale.
  • Assicurare la sicurezza.
  • Promuovere la sostenibilitĂ  dell’impianto.

Quadro Normativo e Standard Tecnici

La procedura di verifica è regolamentata da norme tecniche e leggi, tra cui il D.M. 37/2008 e le normative UNI (UNI EN 806, UNI 9182, UNI EN ISO 15874, UNI EN 1717).

Struttura della Relazione di Verifica

La relazione di verifica si articola in diverse sezioni:

  1. Introduzione (descrizione generale dell’impianto, obiettivi della verifica, normative di riferimento).
  2. Analisi documentale (revisione dei progetti esecutivi, certificazioni dei materiali, manuali tecnici).
  3. Verifiche funzionali (prova di tenuta, verifica del flusso e della pressione, controllo dell’isolamento termico).
  4. Verifiche qualitative (ispezione visiva dei materiali, valutazione delle protezioni contro la contaminazione).

Certificazione Impianto Idraulico

La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.

Quando è Richiesta la Certificazione?

La certificazione è obbligatoria in diverse situazioni:

  • Installazione di un nuovo impianto.
  • Modifiche o ampliamenti.
  • Manutenzione straordinaria.
  • Allacci di nuove utenze.

Normativa di Riferimento

Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie.

Come Ottenere la Certificazione?

  1. Progetto dell’impianto.
  2. Materiali e documentazione.
  3. Sopralluogo e verifica.
  4. Certificazione.

Normativa UNI per Impianto Idrico Sanitario

  • UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”.
  • UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”.
  • UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravitĂ  all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”.

Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione

L’assenza di una certificazione può comportare:

  • Rischi per la sicurezza.
  • Sanzioni amministrative.
  • DifficoltĂ  nella vendita o locazione.
  • Possibili contenziosi legali.
  • Problemi con le assicurazioni.

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