Quante Prugne Secche Mangiare per Alleviare la Stitichezza?

La stitichezza è una condizione che interessa milioni di persone, soprattutto donne. Ma come si identifica? Quando si può davvero parlare di stitichezza? È dunque molto importante sapere cosa fare, cosa mangiare e come comportarsi per cercare di risolvere il prima possibile questa fastidiosa problematica. A soffrire di tale disturbo sono molti adulti e anche molti bambini in tutto il mondo.

Essendo un problema molto comune, derivante da cause di varia natura, in primis l’assunzione di farmaci, è bene migliorare il proprio stile di vita, riequilibrare la dieta e, soprattutto, evitare l’assunzione di farmaci, se possibile. Dunque, si può combattere questo fastidioso problema cambiando modo di mangiare, scegliendo cioè un’alimentazione equilibrata.

Molte persone che soffrono di stitichezza cronica ricorrono con frequenza all’uso di lassativi o di preparati erboristici, senza sapere che così facendo non fanno altro che peggiorare la loro condizione: un intestino pigro non viene di certo invogliato a lavorare in modo più efficace se, settimana dopo settimana, viene sollecitato passivamente dai lassativi!

Attraverso piccoli accorgimenti alimentari è possibile agire in modo diverso sulla funzionalità intestinale: si va a stimolare la motilità anziché sopprimerla come fanno i lassativi irritanti.

Il Ruolo delle Prugne Secche

Le prugne sono i frutti del Prunus domestica, un albero appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Sono particolarmente note per la loro eccellente azione lassativa. Questo effetto è legato alla presenza di acidi organici, zuccheri ad azione osmotica e ossifenisatina.

Le prugne secche sono il risultato del processo di disidratazione del frutto fresco. Il processo di disidratazione aiuta anche la conservazione dei frutti, ne intensifica la dolcezza e ne arricchisce il sapore. Sono note soprattutto per il loro effetto lassativo naturale, grazie all’alto contenuto di fibre e sorbitolo, uno zucchero che favorisce il transito intestinale.

Le fibre alimentari, in particolare quelle insolubili, aumentano il volume delle feci e ne facilitano il passaggio attraverso l’intestino, migliorando il transito intestinale. Inoltre, le prugne secche contengono composti fenolici che possono stimolare l’attività dei batteri intestinali, migliorando ulteriormente la digestione.

Quante Prugne Secche Mangiare?

Un paio, 4 oppure 6? Magari 8, se sono piccole? Ma quante prugne si possono mangiare al giorno senza controindicazioni? «Le prugne possono essere tranquillamente consumate nelle 3 “canoniche” porzioni di frutta consigliate al giorno, dove ogni porzione è rappresentata da circa due frutti» dice la nutrizionista Tiziana Stallone.

Le prugne secche sono un concentrato di nutrienti, un vero toccasana. Ottenute attraverso un processo di disidratazione che rimuove l’acqua dal frutto, le prugne secche sono tra i più noti frutti disidratati.

Uno studio olandese ha comparato gli effetti del classico rimedio della nonna con quelli dello psyllium, una fibra naturale che ultimamente è molto venduta come integratore per agevolare il transito intestinale. I risultati parlano chiaro: le prugne secche californiane sono più efficaci dello psyllium.

Nel caso in cui le prugne secche vengano acquistate come evacuanti, devono essere lasciate in ammollo per una notte e consumate il mattino seguente insieme all’acqua rimasta.

Prugne Fresche vs Prugne Secche: Quali Scegliere?

Se vi state chiedendo che differenza c’è dal punto di vista nutrizionale tra le prugne secche o disidratate e quelle fresche occorre sapere che il frutto essiccato mantiene invariate molte proprietà del frutto originario.

«A eccezione del contenuto di vitamina C, quasi assente, e di acqua; l’azione antiossidante degli antociani e dei carotenoidi rimane invece invariata poiché questi pigmenti resistono alla disidratazione, al calore e alle ossidazioni. Bisogna prestare attenzione, tuttavia, nel prodotto secco al contenuto di solfiti, comunemente utilizzati come conservanti e che possono dare allergia e sviluppare sensibilità. Tuttavia il grado di maturazione e la tipologia di prugna possono determinare un incremento significativo del contenuto di zuccheri semplici con un aumento dell’apporto calorico che nella versione disidratata può superare le 200 calorie ogni 100 grammi, pari a una porzione di un paio di frutti».

La prugna fresca, invece, racchiude al suo interno molte sostanze ad azione antiossidante, come i fenoli e la vitamina C.

Benefici Aggiuntivi delle Prugne

«Le prugne sono diuretiche, hanno effetto ipotensivo e spiccate proprietà antiossidanti» dice la nutrizionista Tiziana Stallone. «Nella versione rosso-violacea se consumate con la buccia hanno un altissimo contenuto di pigmenti vegetali tra cui antociani e bioflavonoidi ad azione antiossidante, antinfiammatoria e di sostegno per il trofismo dei vasi sanguigni. Le prugne con la buccia di colore giallo hanno invece uno spiccato contenuto di carotenoidi. Questi pigmenti si vanno a depositare in maniera localizzata nello strato più profondo dell’epidermide ed esercitano una azione protettiva contro i raggi ultravioletti» spiega l’esperta.

«Dati recenti in letteratura dimostrano come un consumo regolare di prugne, sia fresche sia disidratate, favorisca la salute delle ossa nelle donne nel post menopausa attraverso la modulazione della cascata antinfiammatoria. Gli studi sono preliminari e molti condotti su modelli animali, ma sembra che l’effetto sia quello di inibire la perdita di minerali attraverso la riduzione dello stress infiammatorio e ossidativo».

Quando Evitare le Prugne

«Le controindicazioni sono legate al contenuto di zuccheri e fibra» dice la nutrizionista Tiziana Stallone. «Come accade con gli altri frutti, anche nel caso delle prugne il consumo dovrebbe essere contenuto per chi soffre di iperglicemia, diabete e insulino-resistenza. In questi casi non andrebbero mai essere superati i quattro frutti al giorno pari a due per porzione, meglio se associati a frutta secca o yogurt bianco per attenuare il picco glicemico. La fibra, sia della polpa sia della buccia, specie se consumata in eccesso, può essere invece mal tollerata da chi ha il colon irritabile o i diverticoli infiammati. Il consumo di questo frutto va inoltre limitato da chi soffre di allergia sistemica al nichel».

La quantità di prugne va contenuta e ridotta infine anche in caso di diarrea. «Sia il frutto fresco sia il prodotto disidratato favoriscono la motilità intestinale promuovendo lo svuotamento d’organo e ammorbidendo la consistenza delle feci.

Consigli Aggiuntivi per Combattere la Stitichezza

Oltre all'uso delle prugne secche, è utile seguire alcuni consigli generali per combattere la stitichezza in modo naturale:

  • Aumentare l'assunzione di fibre: Consumare alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura, cereali integrali e legumi.
  • Bere più acqua: Assicurarsi di bere a sufficienza ogni giorno per mantenere le feci morbide.
  • Idratazione: senza un adeguato apporto di acqua è impossibile stimolare il transito intestinale.
  • Fare attività fisica: L'esercizio regolare può promuovere la motilità intestinale.
  • Grassi: diete fortemente ipolipidiche portano inevitabilmente a stipsi, perché i grassi sono indispensabili ad ammorbidire le feci.
  • Creare una routine: Cerca di avere un programma regolare per i pasti e per andare in bagno.

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