Quanto Costa un Impianto Idraulico al Mq: Prezzi e Fattori Determinanti
L'impianto idraulico è uno dei principali elementi che rendono "vivibile" una casa. L'impianto idraulico permette di portare acqua in un'abitazione in modo che sia fruibile per gli usi domestici. Proprio per questo è uno dei primi elementi su cui si pensa di intervenire, quando si deve ristrutturare casa. Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Ma in realtà anche quando non si deve ristrutturare.
Cosa si intende per impianto idraulico? Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Ma al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. Siccome dell’impianto di riscaldamento abbiamo parlato in questo articolo, e sarebbe inutile ripetere concetti già approfonditi, nei prossimi paragrafi affronteremo gli aspetti salienti del rifacimento dell’impianto idraulico legato alla parte di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.
Fare una trattazione omnicomprensiva non è possibile, ma è importante avere ben chiari alcuni aspetti, quanto si pensa al rifacimento dell’impianto idraulico di casa: dalla corretta valutazione della reale necessità di tale intervento, che vedremo essere sia legata all’età dell’immobile sia alle condizioni delle tubature esistenti, fino alla pianificazione e all’esecuzione dei lavori. Affronteremo questioni cruciali come la comprensione delle normative vigenti e l’importanza di ottenere i necessari permessi, oltre a esaminare le diverse metodologie di ristrutturazione disponibili, dalle tecniche tradizionali a quelle più innovative come il relining.
Quando è necessario rifare l'impianto idraulico?
La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.
Studi hanno mostrato che la durata media delle tubature varia in base al materiale: per esempio, il Pvc può durare oltre 40 anni, mentre il rame e l’acciaio galvanizzato hanno una vita media di circa 50 anni. Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti. In particolare, tubi in materiali più vecchi come il piombo possono rilasciare sostanze nocive nell’acqua, diventando un rischio per la salute. I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature. Queste perdite, se non affrontate, possono portare a danni strutturali significativi e a un aumento dei costi di riparazione.
A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico. Queste ispezioni, infatti, permettono di identificare precocemente eventuali problemi, prima che diventino emergenze costose. In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.
Componenti di un impianto idraulico
La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento. Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.
- Rete di tubature: La parte di un sistema idraulico più importante all'interno di una abitazione è tuttavia la rete costituita dalle tubature che attraversano l'intera casa.
- Rubinetteria e accessori: La rubinetteria e gli apparecchi igenico-sanitari sono indispensabili per l'erogazione e l'accumulo dell'acqua erogata.
- Depuratore: E' il dispositivo che permette il trattamento dell'acqua e renderla quindi idonea all'uso domestico.
Materiali utilizzati
Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna. Inoltre, bisogna fare riferimento alla normativa UNI EN ISO 15875-2, la quale specifica che i tubi multistrato sono idonei per una varietà di applicazioni, tra cui impianti idrosanitari, di riscaldamento, condizionamento e impianti industriali.
Secondo il DPR 412/93, è prescritto che le tubazioni delle reti di distribuzione dei fluidi caldi in fase liquida o vapore degli impianti termici devono essere coibentate. Per prevenire il congelamento: è importante isolare i tubi che corrono attraverso spazi non riscaldati, come muri esterni, garage, soffitte non riscaldate e cavità del pavimento. I materiali comunemente usati per l’isolamento dei tubi includono strisce di pellicola per tubi, schiuma apposita, l’isolamento delle pareti, copri rubinetti per l’outdoor, e l’installazione di rubinetti esterni a prova di gelo. In sintesi, l’isolamento delle tubazioni è una pratica necessaria per proteggere l’impianto idrico domestico da danni causati da temperature estreme e per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto.
L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C. La normativa in cui vengono definite le caratteristiche delle tubazioni in Pvc è la UNI EN 1401-1:2019.
Tipologie di impianti di adduzione
Abbiamo detto che l’acqua all’interno degli impianti di adduzione è in pressione. Questa pressione non deve essere eccessiva, sia per non mettere sotto stress le tubazioni, le valvole e le giunzioni, sia per evitare fastidiosi rumori. Ma allo stesso tempo non deve essere troppo bassa per consentire un flusso d’acqua abbondante e regolare.
Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.
- Impianto idrico in derivazione: L’impianto idrico in derivazione è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
- Impianto idrico con collettore: L’impianto idrico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.
Impianto di scarico
Tecnicamente questa parte dell’impianto idraulico è più semplice rispetto a quello di adduzione. Si tratta semplicemente di tubazioni, solitamente in Pvc, che hanno lo scopo di convogliare le acque reflue di lavabi, docce, vasche, wc, lavatrici, etc. Le acque, all’interno delle tubazioni di scarico, scorrono per gravità, cioè vanno da un punto più alto a un punto più basso. Questo aspetto significa che gli scarichi dei vari sanitari non si possono trovare troppo lontano dalle fecali (i tubi verticali che convogliano le acque attraverso i vari piani verso la fognatura).
Relining: una tecnica innovativa
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali. D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
C’è un altro aspetto da evidenziare. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Ristrutturazione del bagno: pianificazione e installazione
Il bagno è spesso l’area più critica dell’impianto idraulico di una casa e dove le necessità di ristrutturazione sono più frequenti. La ristrutturazione di questa zona richiede sempre particolare attenzione.
- Pianificazione e design: Prima di procedere con l’installazione, è necessario definire il nuovo layout del bagno.
- Installazione delle nuove tubature: installazione delle nuove tubature secondo il progetto. Si dovrà decidere se utilizzare un impianto a collettore o a derivazione, a seconda delle esigenze e della struttura del bagno.
Normative e permessi
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione.
La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).
Dichiarazione di conformità
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore.
In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.
Agevolazioni fiscali
Quando si ristruttura una casa gli impianti rappresentano un costo sempre più significativo. Infatti, si stanno trasformando in sistemi complessi che consentono un maggiore comfort per gli inquilini. Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€. Sono detraibili non solo le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, ma anche i costi di progettazione, le prestazioni professionali inerenti, le perizie ed i sopralluoghi.
Come stimare il costo di un impianto idraulico
Quando si giunge alla conclusione di installare un nuovo impianto idraulico, sicuramente, a monte della decisione vi possono essere varie ragioni. La prima cosa che bisogna fare è innanzitutto capire dove deve essere eseguito l'intervento. L'elemento da cui ha origine la gestione dell'impianto idraulico è il contatore.
Se nell'impianto idraulico di casa nostra si verificasse qualche guasto, saremo in grado di accorgercene attraverso alcuni piccoli segnali. Materiale e perdite: se quando si apre il rubinetto esce acqua sporca significa che le tubature sono vecchie, e probabilmente rilasciano materiali nocivi per la tua salute. Composizione dell'acqua: se l’acqua, una volta asciugatasi, lascia una patina bianca significa che è molto calcarea.
Se dovesse presentarsi anche solo uno di questi intoppi, sarebbe certamente il caso di rivolgersi ad un professionista che intervenga sull'impianto idraulico. Un ulteriore spesa da sostenere potrebbe essere quella delle spese di spostamento. Si può verificare l'occasione in cui, al posto che presentarti la sua tariffa oraria, l'idraulico voglia essere ricompensato in relazione ai punti acqua installati.
Costo punto acqua
Ma cosa si intende per punto acqua? In ogni caso, il prezzo medio a livello statale di un punto acqua è di circa 170 €. Esiste una vastissima gamma di sanitari tra cui poter scegliere. Se nel nostro bagno desideriamo istallare una doccia o una vasca da bagno, dobbiamo tenere presente che comprendendo tutti gli elementi che ne fanno parte, il prezzo può oscillare tra i 500 € e i 2.000 €.
Scegliere la rubinetteria non è sicuramente una decisione da prendere alla leggera: influenzerà tutta l'estetica del vostro bagno. Ne esistono di diverse tipologie, dimensioni, forme e, ovviamente, fasce di prezzo. I rubinetti possono essere da appoggio o con installazione a parete. Il costo di un rubinetto può oscillare tra i 50 € e 300 €, fatta eccezione per i rubinetti da doccia.
Se si vuole affrontare anche il tema degli elettrodomestici, quelli collegati all'impianto idraulico sono lavatrice e lavastoviglie. Chiaramente questi due elementi, fondamentali in un appartamento, vedono variare il loro costo in base alla marca e quindi alla qualità.
Normativa Edilizia
Oggi, interpretare la normativa edilizia, specialmente per i non addetti ai lavori, risulta essere complicato. Lo Stato, attraverso il Testo unico sull'Edilizia DPR. 380/01 detta le linee guida e le prescrizioni a carattere generale. La manutenzione straordinaria, definita nell'art. 6 del sopra citato T.U. In poche parole, se desideriamo realizzare o anche solo rifare un impianto idraulico, dobbiamo necessariamente presentare la CILA secondo quanto stabilito dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, ovvero Comunicazione Inizio Lavori Asseverata; a presentarla può essere il proprietario o l'usufruttuario dell'immobile.
Non è affatto semplice definire il costo per rifare l'impianto idraulico senza conoscere le dimensioni delle superfici su cui si deve intervenire, e non avendo oltretutto idea degli interventi da eseguire. Il tempo totale stimato per completare i lavori è di circa una settimana. Per la singola uscita di controllo, un idraulico addebita una cifra orientativa di 30 euro.
Listino prezzi impianti idraulici
Ecco quanto costa fare (o rifare) un impianto idraulico. In genere, il costo di un intero impianto idraulico va dai 2000 ai 4000 €. Ecco uno scenario tipico per una casa di piccole dimensioni e per una casa medio-grande:
- Casa piccola (50-70 mq con 6 o 7 punti acqua).
- Casa grande (120-150 mq con 16/17 punti acqua).
- 2 punti acqua per la zona lavanderia
Questi prezzi possono variare e risultare più bassi o più alti in base alle variabili di cui ti abbiamo parlato nel precedente paragrafo. Vediamo ora i prezzi di un impianto idraulico zona per zona, in particolare bagno e cucina.
Costo impianto idraulico per il bagno
Il bagno è l’ambiente della casa che presenta maggiori punti acqua, poiché ne presenta, in media, 4 o 5 (contro 1, 2 o al massimo 3 delle altre zone). I punti acqua in una toilette di una casa sono in genere relativi ai sanitari, dunque al lavandino, al bidet, alla doccia, al WC e alle eventuali lavatrice e vasca da bagno.
Sono proprio i punti acqua che determinano una netta fluttuazione dei prezzi per la realizzazione dell’impianto. I costi aumentano all’aumentare dei punti acqua. Ad esempio, l’impianto idraulico per un bagno con 4 punti acqua costa circa 1000-1500 €, mentre per un bagno con 6 punti acqua può tranquillamente superare il prezzo di 2000 €. A questi prezzi va poi annesso il costo del posizionamento dei sanitari e delle opere murarie per rifinire le pareti.
Prezzo dell’impianto idraulico per la cucina
Le cucine hanno, di solito, 1 o 2 punti acqua, uno per il lavello e uno per l’eventuale lavastoviglie. Il costo può variare anche in base alla lunghezza delle tubature, che nella zona cucina possono essere molto lunghe.
Costi specifici per dimensione dell'abitazione
Costo impianto idraulico casa 200 mq
Per case di 200 mq, il costo di un impianto idraulico può variare tra 4000€ e 8000€, considerando la necessità di coprire una vasta area con tubature e punti acqua distribuiti in modo efficiente.
Rifare impianto idraulico casa anni ’70 costo
Nel caso di case degli anni ’70 con impianti idraulici obsoleti, il costo per rifare l’impianto idraulico può aumentare.
Costo punto acqua e scarico
Il costo di un punto acqua e la connessione alla rete di scarico variano a seconda della sua posizione e complessità. In media, aspettatevi un costo tra 200€ e 800€ per ogni punto, considerando le opere murarie necessarie.
Fattori che influenzano i prezzi
I prezzi degli impianti idraulici possono variare in base a diversi fattori. Di seguito, sono elencati alcuni dei principali fattori che influenzano i costi:
- Dimensione dell’abitazione (Metri Quadri): La dimensione della casa è uno dei fattori determinanti. Maggiore è la superficie da coprire, più lunga e complessa sarà la rete idraulica, influenzando il costo.
- Tipologia di Intervento: Il tipo di impianto desiderato incide sui costi. Ad esempio, l’installazione di un punto acqua avrà un costo diverso rispetto a un intero impianto idraulico per la casa.
- Numero di Punti Acqua: Ogni punto acqua aggiunto, come lavandini, wc, lavastoviglie e docce, comporta costi aggiuntivi. Il numero e la complessità dei punti acqua influiscono direttamente sul budget.
- Stato Attuale dell’Impianto: Nel caso di ristrutturazioni o rifacimenti, lo stato attuale dell’impianto può influenzare i costi. Ad esempio, la rimozione di un vecchio impianto o l’adeguamento a norme più recenti possono comportare costi aggiuntivi.
- Complessità delle Opere Murarie: Se sono necessarie opere murarie significative per installare o modificare l’impianto, come la rimozione di pareti o la posa di nuovi pavimenti, ciò può aumentare i costi.
- Materiali Utilizzati: La scelta dei materiali può influenzare notevolmente i costi. Materiali di alta qualità possono essere più costosi, ma spesso garantiscono una maggiore durata e affidabilità.
- Località Geografica: Le differenze regionali possono influire sui prezzi.
Tabella riassuntiva dei costi
| Tipo di Impianto | Dimensione Casa | Costo Stimato |
|---|---|---|
| Impianto Idraulico Completo | 50-70 mq (6-7 punti acqua) | 2000€ - 4000€ |
| Impianto Idraulico Completo | 120-150 mq (16-17 punti acqua) | 2000€ - 4000€ |
| Impianto Idraulico Completo | 200 mq | 4000€ - 8000€ |
| Impianto Idraulico Bagno (4 punti acqua) | - | 1000€ - 1500€ |
| Impianto Idraulico Bagno (6 punti acqua) | - | > 2000€ |
| Punto Acqua Singolo | - | 200€ - 800€ |
N.B.: I prezzi indicati rappresentano solo delle stime indicative e possono variare in base a diversi fattori.
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