Quanto Tempo Si Può Stare Senza Urinare e Defecare: Una Guida Completa

L'intestino è una parte fondamentale dell'apparato digerente, estendendosi dal piloro all'orifizio anale. Gli anatomisti lo dividono in due sezioni principali: l'intestino tenue e l'intestino crasso.

Anatomia dell'Intestino

L'intestino tenue, lungo circa 7 metri con un diametro medio di 4 centimetri, è il primo tratto dell'intestino. Inizia dalla valvola pilorica, che lo separa dallo stomaco, e termina alla valvola ileocecale, al confine con l'intestino crasso. È composto da tre sezioni: duodeno, digiuno e ileo.

L'intestino crasso è il tratto terminale dell'intestino e dell'apparato digerente.

Stitichezza: Cause e Complicazioni

La stitichezza cronica è un disturbo comune con numerose cause possibili, spesso sconosciute. Nella maggior parte dei casi, è un sintomo, non una malattia. Come la febbre, può essere causata da molte situazioni diverse, tra cui:

  • Dieta inadeguata: ricca di grassi animali e zuccheri, ma povera di fibre.
  • Eccessiva sedentarietà.
  • Disidratazione.
  • Assunzione prolungata di lassativi.
  • Incapacità di defecare quando non si è fuori casa.
  • Abitudine a rimandare il bisogno di defecazione.
  • Sindrome dell’Intestino Irritabile.
  • Cattive abitudini comportamentali.
  • Viaggi.
  • Gravidanza.
  • Ragadi ed Emorroidi.
  • Farmaci.
  • Disturbi della motilità del colon.
  • Inerzia del colon.
  • Disfunzione del pavimento pelvico.
  • Abuso di lassativi.
  • Disturbi ormonali.
  • Malattie particolari.
  • Perdita di Sali corporei.
  • Compressione meccanica.
  • Danni nervosi.

La stitichezza nel tempo può portare a complicanze come emorroidi (dovute a sforzo eccessivo) o ragadi (dovute al passaggio di feci dure). Si definisce stitichezza cronica quando si hanno meno di tre defecazioni a settimana per tre o più settimane.

Stipsi nei bambini e negli anziani

La stitichezza è molto frequente nei bambini e può essere dovuta a tutte le cause descritte sopra. In pochi casi vi può essere un difetto congenito delle terminazioni nervose dell’intestino (morbo di Hirschprung) o una scarsa funzionalità della tiroide che stanno alla base della stipsi.

I vecchi soffrono di stipsi molto più dei giovani adulti. Una dieta inadeguata, la scarsa introduzione di liquidi, lo scarso movimento fisico, molti farmaci e comportamenti errati portano alla stitichezza.

Quando Rivolgersi al Medico

È importante avvertire il medico di famiglia quando la stitichezza insorge rapidamente, dura da più di tre settimane, è ostinata e severa, ed è associata a perdita di peso e/o dolori addominali.

Come Curare la Stitichezza

Prima di intraprendere la cura della stipsi, bisogna ricordare che la frequenza normale delle defecazioni varia ampiamente: da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana. Ciascun individuo deve stabilire cosa è normale per sé per evitare un inutile uso di lassativi che creano dipendenza.

Minimi cambiamenti dietetici e delle abitudini di vita possono aiutare a risolvere la stitichezza senza ricorrere al medico o ai farmaci. È utile trovare il tempo per fare esercizio fisico moderato, bere molti liquidi (non zuccherati) e, se la stitichezza persiste per più di tre settimane, consultare uno specialista gastroenterologo.

A seconda dell’età e della storia clinica il Gastroenterologo prescriverà alcune indagini diagnostiche (esami del sangue come l’emocromo, la sideremia, la VES o in alcuni casi la colonscopia).

Nella maggioranza delle persone i lassativi stimolanti debbono essere l’ultima risorsa ed assunti sotto la supervisione del medico. Il Medico Gastroenterologo è esperto nel capire quando è necessario un lassativo e soprattutto quale tipo è il più idoneo per quella persona.

Tipi di lassativi

  • Lassativi formanti massa: assunti con molta acqua, aumentano il contenuto d'acqua nell'intestino.
  • Lassativi stimolanti: stimolano le contrazioni ritmiche dei muscoli dell'intestino.
  • Lassativi osmotici: impediscono ai liquidi di essere riassorbiti nell'intestino.
  • Lassativi ammorbidenti: inumidiscono le feci e prevengono la disidratazione.
  • Lassativi lubrificanti: rendono le feci untuose per un passaggio più agevole.
  • Lassativi salini: trattengono acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci.
  • Farmaci con prescrizione medica: come prucalopride e linaclotide.

Incontinenza Fecale

L’incontinenza fecale è un disturbo che si manifesta con la perdita involontaria di feci o gas intestinali, che possono essere modeste fino ad arrivare ad una incapacità totale di controllarle. Si tratta di un disturbo molto invalidante e mortificante.

I sintomi includono uno stimolo impellente di defecare impossibile da controllare, o la perdita di feci senza avvertire alcuno stimolo. Può iniziare con la sola perdita di gas intestinali oppure con la perdita di piccole quantità di muco giallastro o secrezione anale evidente negli slip (soiling).

Le cause possono essere diverse, tra cui:

  • Disfunzioni del pavimento pelvico.
  • Origini neurologiche.
  • Lesioni o malattie del midollo spinale.
  • Anomalie congenite.
  • Malattie infiammatorie intestinali.
  • Tumori.
  • Malattie neurologiche croniche come sclerosi multipla e diabete.

La diagnosi avviene tramite visita specialistica e indagini per individuarne la causa e proporre le opzioni terapeutiche adeguate.

Tenesmo

Il tenesmo è una contrazione spasmodica che determina uno stimolo continuo all’evacuazione intestinale o alla minzione vescicale. Si intende la sensazione dolorosa e persistente di dover evacuare l’intestino o la vescica, anche quando non c’è effettivamente niente da espellere.

Nel tenesmo rettale, lo stimolo continuo a evacuare esita nell’emissione nulla o scarsissima di materiale (fecale o muco). Il paziente riferisce spesso dolore e una sensazione di pienezza a livello dell’ano.

Il tenesmo vescicale è uno spasmo involontario e spesso doloroso dello sfintere vescicale, il muscolo che controlla l'emissione di urina dalla vescica. Si sostanzia nella sensazione urgente di urinare, accompagnata da un’emissione di urina ridotta o nulla.

Cause del tenesmo

Il tenesmo può avere diverse cause, tra cui:

  • Ansia.
  • Stress emotivo.
  • Cattiva alimentazione.
  • Infiammazioni intestinali (sindrome di Crohn o colite ulcerosa).
  • Infezioni sessualmente trasmissibili (clamidia).
  • Endometriosi.
  • Polipi e tumori nel colon-retto.
  • Cancro anale.
  • Colite.
  • Diverticolite.
  • Celiachia.
  • Ascesso perianale.
  • Emorroidi.
  • Stipsi.
  • Calcoli.
  • Vescica neurogena.
  • Prolasso vescicale.
  • Cancro alla prostata.
  • Prostatite.
  • Vaginite.
  • Cancro alla prostata e alla vescica.

Diagnosi e trattamento del tenesmo

La diagnosi si basa sui sintomi riferiti dal paziente, sulla loro frequenza e durata. Vengono eseguiti esami fisici, esplorazione digitale rettale, esami di laboratorio e, in alcuni casi, esami urodinamici.

La cura dipende dalla causa sottostante e può includere terapie mediche, cambiamenti nello stile di vita e, in alcuni casi, interventi chirurgici.

Blocco Intestinale

Il blocco intestinale è una condizione potenzialmente grave che si verifica quando il transito del contenuto intestinale viene interrotto. Questo può causare diversi problemi e richiede una valutazione medica tempestiva.

Negli adulti le cause più comuni di blocco intestinale sono generalmente legate a interventi chirurgici addominali pregressi che hanno creato tessuto cicatriziale interno (aderenze), ernie, o tumori.

I sintomi includono:

  • Dolore addominale crampiforme.
  • Gonfiore addominale.
  • Vomito.
  • Incapacità di emettere gas o feci.

Rischi e diagnosi del blocco intestinale

Uno dei rischi principali è lo strangolamento intestinale, che compromette il flusso di sangue all'intestino. Altri rischi includono la cancrena intestinale, la peritonite e la disidratazione.

La diagnosi inizia con un esame medico accurato e un'anamnesi. La radiografia dell’addome può rivelare la dilatazione delle anse intestinali, indicando la sede dell'occlusione.

Trattamento del blocco intestinale

Il trattamento prevede il ricovero in ospedale, l'utilizzo di un sondino nasogastrico per aspirare il contenuto accumulato e la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Nei casi più gravi, può essere necessario un intervento chirurgico.

Nei casi di blocco intestinale grave, la prognosi risulta però essere meno favorevole con un tasso di mortalità che supera il 30%.

Non Sottovalutare i Sintomi

È fondamentale non sottovalutare nessun sintomo e rivolgersi sempre ad un medico specialista per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

Le informazioni contenute in questo articolo sono state scritte da medici professionisti, ma non possono e non devono in alcun modo sostituire una visita medica specialistica. Se ritieni di sperimentare la sintomatologia della patologia descritta in quest'articolo, non iniziare autonomamente terapie, ma parlane subito con il tuo medico di fiducia.

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