Come evitare che un raccordo idraulico si sviti
In questo breve articolo, offriremo alcuni consigli utili per chiunque voglia cimentarsi in piccoli lavori idraulici e non sappia da dove cominciare. Si tratta di suggerimenti di base, ma necessari per eseguire i compiti in sicurezza e con la garanzia di una buona riuscita.
Consigli preliminari
Solitamente è il padre o uno zio a insegnare come si avvita un tubo o si stringe un raccordo senza rovinarlo, ma oggi è possibile imparare anche solo seguendo una guida. Buona lettura!
Senso di avvitamento
Ogni raccordo va avvitato in senso orario rispetto al punto che deve essere avvitato, ovvero verso destra. Per svitare, si procede in senso antiorario, verso sinistra. Se ti trovi in verticale, poniti in quell'ottica e ricordati la regola.
L'unica eccezione è costituita dagli elementi dei termosifoni, i cosiddetti radiatori. In tutte le rubinetterie e i sottostanti attacchi, l'acqua calda è situata sempre sulla sinistra, mentre l'acqua fredda è a destra.
Preparazione del raccordo
Si suggerisce di graffiare ogni raccordo con filettatura in ottone prima di apporvi la canapa, soprattutto se si tratta di un raccordo cromato. Si procede in questo modo per evitare che la canapa possa scivolare e spostarsi, viste le superfici lisce della vite. Questa operazione non si rivela necessaria in caso di raccordi zincati, in quanto realizzati con materiale grezzo, in grado di trattenere maggiormente la canapa tra i suoi filetti.
Materiali e tecniche per la tenuta
I raccordi sono fatti per essere guarniti con teflon o canapa. Personalmente, con il teflon non mi sono mai trovato molto bene, preferisco utilizzare la canapa (la cosiddetta "stoppa") opportunamente ricoperta di pasta verde. Sono d'accordo al 100%: ho visto tanti raccordi guarniti con il teflon che perdono, ma nessuno guarnito con la canapa.
Strumenti indispensabili
La conoscenza dell'uso giusto di una chiave inglese e di una pinza a becco di pappagallo è di fondamentale importanza per lavorare nel campo termoidraulico. Un buon idraulico dovrebbe avere la giusta gamma di attrezzi per coprire tutte le situazioni ed essere sempre all'altezza del lavoro che è incaricato di svolgere.
Hanno la forma di una leva ed è opportuno montarle in tutti i bagni che ancora non ne sono dotati, perché permettono di chiudere l'uscita d'acqua di ogni singolo rubinetto senza essere costretti a scollegare l'intera rete idrica. Questa funzione si rivela particolarmente utile per il collegamento dei flessibili, ma più in generale per le più banali operazioni idrauliche.
Precauzioni durante l'avvitamento
Anche in caso di avvitatura di un semplice rubinetto, onde non compromettere la cromatura metallica esterna, sarà opportuno coprire il punto che andremo a stringere con la pinza a pappagallo con un panno in cotone, in modo da evitare di danneggiare esternamente le superfici visibili. Il consiglio è quello di porre tra l'attrezzo usato e la superficie cromata sempre un panno che possa svolgere un compito di protezione, impedendo al metallo di rigare ad esempio la ceramica di un bidet.
Altro errore da evitare sarebbe quello di stringere con eccessiva veemenza. Si dovrebbe chiudere in senso orario sin quando non si avverte una certa resistenza, oltre la quale non si dovrebbe mai andare perché aumenterebbe il rischio di rompere un raccordo. Spesso resta il dubbio che un serraggio non sia stato realizzato correttamente, riducendo così le percentuali di buona riuscita di un lavoro. Usare il giusto strumento, proporzionato alla grandezza dell'elemento da stringere, sarà il miglior modo per sapere se si è stretto bene il raccordo o il bullone.
Risoluzione di problemi comuni
A volte, una prolunga rotta in ottone può risultare difficile da svitare. In questi casi, si può provare con due pinze a pappagallo e l'uso di svitol. Se il problema persiste, è possibile che il raccordo sia bloccato dal cemento. In tal caso, bisogna fare attenzione a non forzare eccessivamente sul multistrato. Visto che il manicotto è di ottone (un ottimo conduttore di calore), si può usare la fiamma o la pistola termica indirizzandola sull'estremità del manicotto, permettendo al calore di trasmettersi anche al raccordo in fondo.
Se anche con il pappagallo non si riesce a svitare, si può utilizzare un giratubi americano che si autoblocca sul tubo. Per togliere l'ogiva, si può incidere in maniera longitudinale (parallela al tubo) con un seghetto, facendo attenzione a non intaccare il tubo. Non si deve tagliare per tutto lo spessore, ma solo per circa 1 mm; poi basta infilare un buon cacciavite nella fessura e girare. L'ogiva dovrebbe spaccarsi all'altezza del taglio, permettendo una rimozione indolore.
In caso di incisione del tubo con il seghetto, sarà necessario tagliarlo, inserire un giunto ed un altro pezzo di conduttura per raggiungere la lunghezza desiderata.
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