Realizzare un Impianto Idraulico Fai da Te: Guida Dettagliata
Hai intenzione di creare un impianto idraulico fai da te? Vediamo come dovrĂ essere effettuato, le tipologie di impianto e le fasi per ottenere un lavoro ottimale. Ovviamente potrai avventurarti in questo intervento solo nel caso in cui tu sia abbastanza preparato in materia!
Come Funziona lâImpianto Idraulico: Basi e Componenti
In linea generale, lâimpianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- Adduzione e distribuzione dellâacqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
- Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dellâimpianto che si occupa di condurre lâacqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di Adduzione e Distribuzione
Lâimpiego efficace dellâacqua allâinterno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dellâacqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo allâinterno della struttura.
In genere, lâimpianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualitĂ dellâacqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dellâacqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.
Ă essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dellâacqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso lâalto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densitĂ (PEAD), in rame o in PVC.
Per lâimpianto di distribuzione dellâacqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.
I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per lâacqua calda ed uno per lâacqua fredda.
Per dimensionare lâimpianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unitĂ di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono lâimpianto.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. Ă essenziale che lâangolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, lâinstallazione di dispositivi come sifoni e ventose previene lâingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perchÊ offre il vantaggio di una maggiore igienicità . Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a âperaâ, aâ Uâ, oppure a âSâ, che ospita sempre una piccola quantitĂ dâacqua in grado di impedire il ritorno e lâuscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano lâintasamento.
Lâimpianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore allâ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore allâ1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nellâimpianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto dâispezione;
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature Igieniche dellâImpianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono lâimpianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per lâacqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dellâacqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore allâ1% per convogliare lâacqua in un pozzetto ispezionabile;
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa dâacqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa dâacqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa dâacqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a unâaltezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore allâ1%;
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad unâaltezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dellâacqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire lâisolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore allâ1%;
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di piĂš recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore dâacqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore allâ1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dellâacqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. Ă provvisto di miscelatore monocomando per lâerogazione dellâacqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. Ă giĂ fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore allâ1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dellâacqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacitĂ da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Materiali e Strumenti Necessari
Il materiale con cui si andrĂ a realizzare un impianto idraulico per la casa cambia in base alle caratteristiche fisiche dellâambiente nel quale andrĂ posizionato e dovrĂ rispondere a tutte le normative vigenti in materia. Il piĂš utilizzato fino a pochi anni fa, oggi il ferro, zincato o tornito, è stato soppiantato da materiali di nuova generazione. Il rame è il metallo da preferire in assoluto per la sua alta resistenza alla corrosione e ai fattori inquinanti, per la sua alta conducibilitĂ , sia in idraulica che nei circuiti elettrici, e perchĂŠ interamente riciclabile. I tubi in PVC, quelli in polietilene e in multistrato sono le scelte dâelezione odierne. Pratici e resistenti, sono semplici da lavorare, economici e di facile reperibilitĂ .
Un altro elemento necessario per una corretta costruzione dellâimpianto idraulico è rappresentato dalle giunzioni, che dipendono dal tipo di tubatura scelta.
Munirsi degli attrezzi giusti è il passo successivo per poter effettuare un lavoro a regola dâarte. In generale, serviranno tutti quegli arnesi tipici utilizzati dagli idraulici e facilmente reperibili presso qualsiasi negozio di ferramenta o bricolage.
Se si intendono eseguire modifiche su vecchie tubazioni per impianto idrico di alimentazione in metallo o grosse realizzazioni come un impianto idraulico completo, conviene allargare la normale dotazione con alcuni attrezzi che rendano possibile lo svolgimento del lavoro e lo velocizzino.
Tipi di Tubazioni
- Tubi in Polipropilene: Sono molto pratici per la realizzazione di tubazioni di alimentazione idrica. Per le giunzioni serve il polifusore, strumento per saldare le parti a caldo. Con la cesoia a scatto è possibile tagliare i tubi con molta precisione e senza la formazione di sbavature. I pezzi da unire vanno riscaldati con il polifusore in modo che si ammorbidiscano e possano essere congiunti. Dopo aver scaldato le estremitĂ con il polifusore, i pezzi vanno inseriti uno nellâaltro rispettando lâorientamento corretto ed esercitando una certa pressione. La fusione trasforma i due pezzi in un corpo unico garantendo la tenuta idraulica e la resistenza meccanica.
- Tubi in Rame: Il tubo di rame è venduto in diametri da 10 a 54 mm, in barre o in rotoli. Essendo il rame un ottimo conduttore di calore, per evitare cali di rendimento si usa quasi sempre del tubo rivestito allâesterno da una guaina di plastica o poliuretano, piĂš o meno spessa.
- Tubi in Acciaio Zincato: Sono senzâaltro i piĂš difficili da lavorare e richiedono anche la disponibilitĂ di alcune attrezzature specializzate. Per il collegamento di pezzi successivi è necessario procedere alla filettatura delle estremitĂ in modo da potervi avvitare i giunti di collegamento.
Tipologie di Impianto: A Deviazione e a Collettore
Per realizzare un impianto a deviazione occorre installare una tubazione principale. Le giunzioni devono esser realizzate sottotraccia e coperte quindi da piastrelle, con gli innumerevoli svantaggi che questo comporta. Inoltre, nel caso in cui si aprano contemporaneamente due o piĂš rubinetti, il flusso dâacqua va a diminuire.
Diverso è il caso dellâimpianto a collettore, chiamato anche sistema a ragno. La sua realizzazione è relativamente semplice. Si installa un collettore idraulico inserito in una cassetta apposita, posta in luoghi di facile accesso.
Qualora si decida di realizzare un impianto a deviazione, occorre utilizzare tubature rigide mentre se si sceglie lâimpianto a collettore i tubi da preferire sono necessariamente flessibili (rame, multistrato o polietilene).
Oltre a essere di facile realizzazione, lâimpianto a collettore presenta un altro notevole vantaggio. I giunti, parte nevralgica dellâimpianto idraulico, sono la parte soggetta a un rapido deterioramento. In questo caso la loro sostituzione è semplicissima in virtĂš dellâassenza di qualsiasi struttura sottotraccia.
Manutenzione e Riparazioni Fai da Te
Fatta eccezione per interventi di riparazione che richiedono la presenza di personale specializzato, la manutenzione ordinaria e i piccoli lavori possono essere effettuati tranquillamente attraverso il fai da te. La regola fondamentale è quella di operare nella massima sicurezza. Questa è una condizione imprescindibile per poter operare senza rischi.
Sostituzione di un Rubinetto
Sostituire un rubinetto è lâoperazione piĂš semplice. BasterĂ smontare il precedente allentando la vite inferiore, nascosta sotto la ghiera, e toglierlo dai flessibili. Dopo la sostituzione del gommino, si potrĂ inserire il rubinetto nuovo procedendo inversamente alle varie fasi dello smontaggio.
Sostituzione di un Sanitario
La sostituzione di un sanitario può sembrare difficile ma in realtà è piuttosto semplice. BasterĂ svitare le viti alla base, raschiare il cemento e tirar via lâelemento. Il montaggio del nuovo modello avverrĂ seguendo, anche in questo caso, il processo inverso, avendo cura di stuccare adeguatamente il pavimento sul quale poggia il nuovo sanitario.
Normative e Dichiarazione di ConformitĂ
Un impianto di scarico deve essere progettato e posato seguendo le indicazioni tecniche della norma di riferimento, la UNI EN 12056-2:2001. Ă attraverso questo testo che il progettista trova i riferimenti per redigere un impianto di scarico, considerando ogni dettaglio inerente lâedificio, la sua destinazione dâuso e le sue pertinenze.
Ogni impianto di scarico allâinterno di un fabbricato funziona in gravitĂ e quindi la pendenza in rapporto alle portate di scarico è il cardine sul quale si basa il dimensionamento dei relativi diametri da impiegare per tubazioni e raccordi.
La dichiarazione di conformitĂ di un impianto idraulico deve essere redatta nel rispetto del Decreto del Ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 - Regolamento concernente lâattuazione dellâarticolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera A della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivitĂ di installazione degli impianti allâinterno degli edifici (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 61 il 12 marzo 2008).
Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalitĂ dellâimpianto idraulico, lâimpresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformitĂ degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui allâarticolo 6 del D.M. 37 del 22/01/2008.
Qualora tu sia un poâ esperto in materia procedi pure con lâimpianto idraulico fai da te, ma in caso contrario, è sempre consigliabile affidarsi ad un professionista.
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