Regole e esempi per i bagni nelle scuole dell'infanzia
La gestione degli spazi e delle routine nei bagni delle scuole dell'infanzia è un aspetto cruciale per garantire il benessere e la sicurezza dei bambini. È fondamentale considerare sia la struttura fisica che gli oggetti presenti, in relazione alle finalità pedagogiche ed educative.
Organizzazione degli spazi
In primo luogo, dobbiamo considerare la struttura o lo spazio fisico di cui possiamo disporre. Non possiamo ad esempio pensare di far giocare e mangiare i bambini in uno stesso spazio se questo è troppo stretto e lo spazio viene interamente occupato dai tavoli e dalle sedie. Quindi è bene valutare attentamente come sono disposti i locali, quanta superficie utile abbiamo a disposizione e come vogliamo organizzare la distribuzione delle funzioni (locali per le attività, stanza per il riposo, mensa, bagno per i bambini e per il personale, cucina, etc.).
Anche in questo caso, l’aiuto di un esperto eviterà di commettere errori frequenti, quali il sovraffollamento di mobili ed oggetti, o la disposizione caotica degli stessi. In secondo luogo, consideriamo gli oggetti (arredi, materiali di gioco) che possono essere collocati nello spazio, a seconda delle finalità pedagogiche e relazionali che si vogliono ottenere.
Regole fondamentali per la definizione degli spazi
- Prima regola: Lo spazio deve essere definito. Non possiamo immaginare che un bambino piccolo, appena arrivato in un nuovo spazio, sappia organizzarsi, trovare subito gli oggetti che possano servirgli per i propri giochi. Il bambino da zero a tre anni si sente sperduto in uno spazio grande, anche se colorato e ben arredato, mentre acquista sicurezza negli ambienti di piccole dimensioni, che lo “racchiudono” e nei quali può esplorare ma entro certi limiti di contenimento. E’ compito dell’arredatore saper organizzare e conchiudere gli spazi, in modo tale che in ognuno di essi il bambino possa trovare un filo conduttore e non disperdersi: occorre definire la stanza in cui il bambino entra in angoli precisi, con oggetti e mobili riconoscibili e collocati in modo che il bambino riesca ad orientarsi.
- Seconda regola: Lo spazio deve essere identificabile. Il bambino deve poter entrare in uno spazio e riconoscere quello che vi si trova al suo interno e quello che vi si può fare. L’organizzazione per “angoli” è particolarmente utile se ogni angolo del nido riesce a “parlare” un linguaggio comprensibile al bambino: in base a questo criterio va indirizzata la scelta degli arredi e degli oggetti da collocare, oltre che dei colori e dei materiali. Ad esempio per un bambino può essere rassicurante sapere che nell’angolo della lettura potrà trovare comodi divanetti o cuscinoni su cui potrà guardare i suoi libri preferiti insieme all’educatrice, mentre nell’angolo del gioco simbolico gli oggetti e i mobili costituiranno uno scenario familiare che ricrea l’ambiente domestico.
Giorno dopo giorno il bambino imparerà a riconoscere gli spazi, ricorderà le attività che vi ha svolto, e acquisterà sicurezza nel ripetere le routines quotidiane. Questo non significa che il nido, una volta arredato, debba essere immutabile; anzi, qualche cambiamento interno può essere stimolante. L’importante è che rimangano immutati gli “scenari”, vale a dire l’identità degli spazi.
Terza regola: Ogni spazio è educativo. L’ingresso, ad esempio, è il biglietto da visita del nido.
Normative e disposizioni
Diverse normative e circolari definiscono i requisiti per i servizi igienici nelle scuole, tra cui:
- D.P.G.P. Bolzano 14/01/1992, n. 2
- D. Pres.P. Bolzano 23/02/2009, n. 10
- Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 1996, n. 1
Questi documenti stabiliscono criteri specifici per la separazione dei servizi igienici per sesso (eccetto nelle scuole materne), il numero di WC e orinatoi necessari, e le dimensioni degli spazi.
Requisiti specifici per le scuole dell'infanzia
- Nelle scuole dell’infanzia i servizi igienici possono essere comuni.
- Va prevista una tazza ogni 5-8 bambini/bambine, dell’altezza di circa 30 cm.
- L’altezza delle pareti divisorie e delle porte deve essere di circa 1,40 m.
- Nel locale con i lavandini, che deve servire come antibagno e come passaggio verso le toilette, vanno previsti spazi sufficienti alle pareti per appendere gli asciugamani.
- Ogni 5-8 bambini/bambine va installato un lavandino posto ad una altezza idonea.
- Di norma vanno installati tre lavandini per ogni sezione.
- Va prevista anche una nicchia per la doccia.
- I servizi igienici sono dislocati nelle vicinanze del locale per le attività di gruppo e sono facilmente raggiungibili anche dall’area per i giochi.
Le porte delle cabine dei WC sono provviste del dispositivo per la protezione contro lo schiacciamento delle dita lungo lo spigolo di apertura e lungo lo spigolo laterale. Va previsto un fasciatoio.
Ruolo del personale ATA
Una novità importante introdotta dal nuovo CCNL è l'inclusione dell'assistenza nell'uso dei bagni e nella cura dell'igiene personale dei bambini dell'infanzia e della primaria tra le mansioni del collaboratore scolastico (CS).
Nell’allegato A, declaratoria delle aree del sistema di classificazione del personale ATA- settore scuola, nel mansionario dei CS è presente anche l’assistenza nell’uso dei bagni e nella cura dell’igiene personale dei bambini dell’infanzia e della primaria. Esegue, nell’ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica.
Il collaboratore scolastico, inoltre, si occupa di:
- Vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche.
- Prestare ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall’art.
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