Riccardo Viti: L'Idraulico Arrestato per l'Omicidio di Andreea Cristina Zamfir
Dopo un interrogatorio durato sette ore, Viti è stato fermato per omicidio volontario. Secondo la Questura, si tratta di un uomo affetto da una perversione: "Lui si soddisfa solo vedendo qualcuno soffrire". Per la prestazione della prostituta romena, Viti aveva pattuito una ricompensa di 30 euro.
La Confessione e le Indagini
Riccardo Viti ha confessato tutto. L’uomo, che ha ammesso di avere l’abitudine di frequentare prostitute già dal 2005, ha raccontato che all’inizio le pagava 100 euro ma poi, dopo essere rimasto disoccupato, aveva ridimensionato il suo budget. Nel corso dell’interrogatorio in questura a Firenze, condotto dal pubblico ministero Paolo Canessa, titolare delle indagini, l’uomo ha confessato. Durante la perquisizione nella sua abitazione sarebbe stato ritrovato scotch simile a quello usato all’ospedale di Careggi e utilizzato dal maniaco seriale per legare le mani della vittima. Sembra che Viti lavorasse anche per conto dell’ospedale: avrebbe quindi avuto accesso al nastro adesivo utilizzato nel magazzino ospedaliero per gli imballaggi e i pacchi.
Secondo quanto appreso, si sarebbe giunti all'identificazione dell'uomo arrestato anche attraverso le indagini delle ultime ore, basate sulla sua descrizione da parte delle donne che avrebbe violentato negli scorsi anni. Gli investigatori sono arrivati anche ricostruendo tutto il percorso della sua auto, da quando ha preso a bordo la ragazza fino all'arrivo in via del cimitero di Ugnano, con le videoregistrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate lungo il percorso. Al momento dell'arresto l'uomo aveva con sé anche il giubbotto indossato quella sera.
Le immagini hanno consentito alla polizia di ricostruire il percorso fatto la notte tra il 4 ed il 5 maggio dal Fiat Doblò grigio di Viti dal momento in cui l'uomo ha preso a bordo la prostituta nella zona del parco delle Cascine all'arrivo nei pressi della strada che si perde in mezzo ai campi di Ugnano, interrotta dalla sbarra alla quale il corpo della ragazza era stato legato. L'auto di Viti è stata trovata parcheggiata nei pressi dell'abitazione dell'uomo e sequestrata.
Le Reazioni all'Arresto
"Sono finito. Ormai non mi salva nessuno": sono le parole pronunciate da Viti al momento dell'arresto, quando è stato bloccato nella sua casa di via Locchi a Firenze. "Ho fatto una bischerata. Speravo la trovassero come le altre”, avrebbe poi aggiunto. “Ma che sei te il mostro di Ugnano?”. Gli ha chiesto la madre durante l’arresto.
Il compagno della giovane rumena, arrivato in Questura, ha commentato in lacrime l’arresto del killer: “Sono molto felice per questa notizia”. Secondo l’uomo: “Cristina non si prostituiva. La sera in cui è morta è uscita intorno alle 22, disse che aveva un appuntamento di lavoro come baby sitter.
Soddisfazione "perché la squadra mobile e i carabinieri sono riusciti a catturare la bestia" è stata espressa dal questore di Firenze, Raffaele Micillo. Era stato lo stesso questore, ieri, a definire l'autore del gesto "una bestia", pur dispiacendosi, aveva detto, per il paragone con gli animali. "Sono state trovate prove inconfutabili a suo carico, l'uomo ha confessato il delitto". Svolta nelle indagini sulla donna uccisa in Toscana. Riccardo Viti «ha confessato pienamente, ha cominciato a fare le prime ammissioni già al momento della perquisizione». Lo ha detto il procuratore capo facente funzioni della Procura di Firenze, Giuliano Giambartolomei.
Riccardo Viti avrebbe «una tendenza sessuale particolare, un che di sadico, si soddisfa sessualmente vedendo soffrire». Questo, al momento, il movente individuato dal pm Paolo Canessa per spiegare le violenze sessuali a prostitute inflitte dall'idraulico arrestato stamani a Firenze. L'indagato, ha aggiunto il pm Canessa, avrebbe sviluppato il suo sadismo sessuale ricordando «fumetti letti da ragazzo». «Quando le donne strillavano» per il dolore «io scappavo e le lasciavo lì perchè avevo paura di essere scoperto da qualcuno». Così, in un passaggio del suo interrogatorio, l'idraulico Riccardo Viti rispondendo alle domande del pm Paolo Canessa.
Nel garage in uso a Riccardo Viti è stata trovata anche la parte del bastone usato per la violenza su Andreea Cristina Zamfir. L'altra parte del pezzo di legno era stato trovato nel corpo della 26enne romena. Nel locale sono stati sequestrati anche altri bastoni e fascette da elettricista che Viti ha raccontato di aver usato per legare le prostitute in alcuni altri casi precedenti.
Nastro adesivo simile a quello usato per «crocifiggere» Andrea Cristina Zamfir, è stato trovato a casa di Riccardo Viti, l'uomo arrestato stamani. Si tratta di nastro adesivo bianco e verde con la sigla dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, dove lavora la moglie dell'uomo.
«Quello che è stato definito mostro è l'uomo della porta accanto. Una persona normale che ha un'attività lavorativa, che è regolarmente sposato e con un figlio della convivente». Lo ha detto il procuratore capo facente funzione Giuliano Giambartolomei nella conferenza stampa descrivendo Riccardo Viti.
Il Precedente e la Memoria di un Poliziotto
Una prostituta ha riconosciuto Riccardo Viti, l'uomo fermato per l'omicidio della ventiseienne romena Andreea Cristina Zamfir, nelle immagini dell'arresto diffuse oggi dalla polizia e trasmesse dai telegiornali. La donna ha chiamato un poliziotto mentre era ancora in corso la conferenza stampa in questura, dicendo di aver riconosciuto nel cinquantacinquenne l'uomo che in passato l'aveva seviziata legandola e usandole violenza.
Due anni fa, nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, durante la Notte Bianca a Firenze, Riccardo Viti fu protagonista di una lite con una prostituta al Parco delle Cascine. In quell'occasione intervenne una volante della polizia dopo aver sentito delle urla. La prostituta riferì che il cliente le aveva chiesto un gioco erotico ma che non avevano trovato un accordo sul prezzo della prestazione sessuale. L'uomo venne identificato come Riccardo Viti, che viaggiava su un furgone Doblò bianco. Lo stesso mezzo che altre prostitute hanno identificato in questi giorni in cui sono state ascoltate dalla polizia e dai carabinieri.
È stato fondamentale anche la memoria di un poliziotto che ha ricordato l'episodio avvenuto alle Cascine due anni fa dove era intervenuto lui stesso con un collega.
Riccardo Viti era consapevole di quello che stava facendo. Si è reso conto che la vittima delle sue sevizie sarebbe morta, ma non ha fatto niente per salvarla. Anzi, è fuggito, lasciandola agonizzante, legata a una sbarra in una strada della periferia di Firenze, a Ugnano.
L’interrogatorio di convalida del fermo ha convinto il gip di Firenze, Anna Donatella Liguori, che l’idraulico fiorentino deve restare in carcere. Per il gip, Viti è capace di intendere e volere. Le sue dichiarazioni dimostrano lucidità e coerenza. Lo prova la circostanza che davanti al giudice ha ripetuto il racconto fatto al pm Paolo Canessa il giorno in cui venne fermato dalla polizia. “Mi implorava di smettere“, ha detto ricordando le urla di Andreea Cristina Zamfir, 26enne romena Viti, però, ha continuato.
Presto per Viti sarà presentata una nuova richiesta di misura cautelare in carcere. Stavolta riguarderà le prostitute che ha seviziato prima di Andreea Cristina. Le ha violentate, le ha legate e seviziate. Ma non le ha uccise.
Al pm e al gip Viti ha descritto una sorta di escalation: ispirato dai giornaletti pornografici, intorno al 2000 ha cominciato a infliggere alle prostitute giochi erotici spinti, che con gli anni si sono fatti sempre più violenti.
Oltre ai racconti di Viti, cominciano ad arrivare anche quelli delle lucciole che finora avevano taciuto. “Mi ha seviziato - ha detto una di loro al suo legale, l’avvocato Nicodemo Gentile - sarei morta anch’io se non si fosse messo in allarme per un rumore di passi e per l’abbaiare di un cane”.
Viti è in carcere a Sollicciano, in isolamento. Secondo il suo difensore, l’avvocato Alessandro Benelli, “darebbe la sua vita per poterla ridare a quella ragazza”. Anche al gip ha detto di essere pentito: “Vorrei poter tornare indietro”.
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