La Rocca Idraulica di Fiumicino: Storia di Bonifiche e Trasformazioni
Il Litorale Romano è la porzione di territorio laziale posta a sud-ovest di Roma e interessata dalla Foce del Fiume Tevere. Questo territorio presenta eccezionali caratteri di interesse sia dal punto di vista morfologico-ambientale che archeologico e storico-antropologico. Tracce degli avamposti militari d’epoca medievale e rinascimentale sono evidenti nella Rocca e nel Borgo di Ostia Antica oltre che nei castelli e nelle torri costiere sparse lungo il litorale. Abituati a pensare ad Ostia, a Fregene ed al Litorale di Maccarese sino a Passoscuro come una meta naturale ed alla portata di tutti per trascorrere qualche ora al mare, facciamo fatica ad immaginare lo stato di questi luoghi prima delle bonifiche.
L'Ecomuseo del Litorale Romano: Polo Ostiense Maria Pia Melandri
L’Ecomuseo del Litorale Romano, ora Polo Ostiense intitolato ad una dei suoi fondatori Maria Pia Melandri, è stato inaugurato nel 1994 presso l’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, ed è dedicato ai temi delle bonifiche e delle grandi trasformazioni fisiche e antropiche del territorio alle foci del Tevere. A questo museo, che viene definito Polo Ostiense, è stato aggiunto il Polo Ecomuseale di Maccarese, all’interno del Castello di Maccarese, dedicato alla storia della campagna romana verso il mare e in particolare alle vicende legate al lavoro delle genti per la redenzione del territorio e il suo utilizzo agricolo nel corso degli ultimi due secoli. Il Polo di Maccarese prosegue quindi il programma di ecomusealizzazione del Litorale Romano progettato dalla Cooperativa di Ricerca sul Territorio per restituire a questo territorio, per molto tempo dimenticato, gli elementi essenziali della sua trasformazione fisica e antropica nel corso dei secoli.
Il Territorio Prima delle Bonifiche
E, invece, questa zona era tutta palude: a partire dall’incuria e da fenomeni naturali a partire dalla caduta dell’Impero Romano, infatti, l’intera zona intorno alla foce del Tevere si è trasformata prima in laguna e poi in palude. Gli effetti di questi fenomeni si avvertirono sino a Roma rendendo inospitale e malsana tutta la zona latistante il fiume sino alla Basilica di San Paolo fuori le mura.
Questo territorio ha mutato tantissimo il suo aspetto a partire dalla fine del secolo XIX in seguito alla bonifica degli stagni e delle paludi litoranee: un’impresa idraulica che ha segnato la storia di Roma Capitale e che ha determinato un fenomeno immigratorio di grande interesse antropologico.
L’occasione la fornì la situazione che alla fine dell’Ottocento si era verificata in Romagna, nella zona del delta del Po un tempo parte dello Stato Pontificio. I contadini romagnoli, avvezzi a bonificare manualmente le loro terre da strappare alle paludi, non avevano abbastanza terra per sfamare tutti e l’insensibilità dei latifondisti di fronte alle loro richieste di condizioni migliori li avevano spinti a politicizzarsi.
La Bonifica Ostiense e il Ruolo dei Ravennati
Nel 1883 si era costituita a Ravenna un’associazione di operai e braccianti che aveva come leader il socialista Nullo Baldini, aveva dato prova di abilità e organizzazione nella bonifica nella pineta di Ravenna e che vide nel subappalto della bonifica del Litorale Romano un’occasione di riscatto e di autogestione. Resistendo alle condizioni proibitive e alla malaria, i Ravennati, divisi tra sterratori e scariolanti, dopo sette lunghi anni sconfissero a forza di braccia - visto che le prime idrovore arrivarono solo nel 1889 - la palude ostiense guadagnandosi stima e rispetto.
Il lavoro dei Ravennati fu immane, e molti di loro morirono di stenti e di malaria. Di quelle fatiche sono rimasti nel borgo di Ostia Antica un bassorilievo dedicato agli scariolanti e la lapide monumentale «Pane e Lavoro» posta nel 1904 in prossimità di uno dei casali di caccia in cui era stata aperta una piccola trattoria di cucina tipicamente romagnola a servizio dei braccianti, diventata di moda nel secondo dopoguerra col nome di «Ristorante al Monumento» quando iniziò ad essere frequentata da personalità e star cinematografiche, primo fra tutti Federico Fellini.
La Bonifica di Maccarese
Qui parte un’altra storia, quella della bonifica di Maccarese. Al fine di realizzare la necessaria trasformazione fondiaria, nel 1925 viene fondata da parte della Società Generale per le imprese di bonifica e irrigazione, gestita da importanti istituti finanziari, la Maccarese Società Anonima di Bonifiche (SAB), costituita dalla SGIBI - Società di bonifiche e irrigazione partecipata dalle principali banche nazionali, che nell’aprile 1925 entrò in possesso della tenuta, acquistando oltre 4.500 ettari di territorio in gran parte coperto da palude.
Se la bonifica ostiense dei ravennati era improntata al cooperativismo quella che s’incentrò su Maccarese fu un tentativo di speculazione agraria condotto dal regime fascista nel periodo dal 1925 al 1936: lo scopo delle concessioni era quello di bonificare, valorizzare e rivendere i terreni a prezzo maggiorato grazie alle notevoli migliorie apportate e alle infrastrutture realizzate remunerando nel frattempo, con la produzione agricola per il mercato di Roma, il capitale impiegato. Anche se non mancò il condizionamento del regime, seppure meno pressante rispetto alla contemporanea bonifica pontina, la bonifica di Maccarese e di tutta la zona nord si caratterizzò soprattutto per la sua pianificazione agricola.
Un’ultima differenza tra le due opere di bonifica e tra i loro realizzatori: i Ravennati di Ostia Antica, anche grazie all’area archeologica che con la bonifica fu finalmente portata alla luce e grazie all’edificazione del Lido di Ostia, si aprirono ai romani , mentre i veneti di Maccarese rimasero a lungo una comunità chiusa.
I Percorsi dell'Ecomuseo
Il primo percorso, che si svolge in esterno, incontra i luoghi di maggior interesse dell’area della bonifica ostiense: i canali di acque basse e alte, la grande vasca di raccolta delle acque basse, gli impianti delle idrovore antiche e moderne. Nel fabbricato principale dell’impianto, la cui costruzione risale al 1884, è possibile ammirare la sala macchine pressoché nelle condizioni originarie, che conserva, tuttora funzionanti, le prime pompe di sollevamento idraulico.
Il secondo percorso, all’interno della struttura museale, è articolato in varie sezioni che rappresentano diversi temi e momenti connessi con le bonifiche e le trasformazioni fisiche e antropiche del territorio: l’agro litoraneo prima del secolo XIX; la situazione igienico sanitaria della campagna e la legislazione per il risanamento della capitale; le scoperte sui modi di trasmissione della malaria e la lotta antimalarica; la nascita della cooperazione bracciantile nel ravennate; l’impresa di bonifica del litorale romano; la nascita e lo sviluppo degli insediamenti contemporanei.
Polo Ecomuseale di Maccarese
Nel Polo sono esposti documenti, carte, immagini, fotografie, film, modelli, oggetti, attrezzi, in gran parte provenienti dagli archivi di famiglia.
Informazioni Utili
L’Ecomuseo, che si trova in Via del Fosso di Dragoncello 172, è visitabile su prenotazione. Le giornate disponibili per la visita sono: dal lunedì alla domenica.
Il Polo di Maccarese è situato nel Castello S.Giorgio a Maccarese, in Piazza della Pace, e è aperto per le visite nei giorni di giovedì dalle ore 17,00 alle ore 19,30 e sabato dalle ore 10,30 alle ore 13,00, sempre su prenotazione.
Le Attività della Cooperativa CRT
La Cooperativa CRT non si dedica solo ad attività di studio e ricerca, ma ha sviluppato una serie di attività volte alla diffusione della storia del territorio presso i residenti insieme a programmi finalizzati a sviluppare il senso comunitario dei cittadini. La CRT ha realizzato un consistente numero di iniziative culturali aperte a tutti: manifestazioni pubbliche di vario tipo, convegni, presentazioni, proiezioni, mostre documentarie, programmi di didattica sociale e scolastica.
Da ricordare soprattutto le manifestazioni celebrative del 1° Centenario della Bonifica del Litorale Romano nel 1984 al termine della ricerca sui braccianti romagnoli, hanno costituito un evento culturale significativo e tra i più rilevanti dell’epoca contemporanea per il litorale. A partire da quell’evento, la CRT ha costruito un appuntamento annuale significativamente intitolato Il Litorale incontra la sua Storia. Quest’anno si celebreranno i 140 anni della bonifica e noi siamo in attesa del programma della manifestazione.
tag: #Idraulica
