San Piero in Bagno: Storia e Arte in un Borgo Appenninico

Appena fuori dall'abitato di San Piero in Bagno, salendo per circa 2 chilometri sul colle rotondo, si giunge a Corzano, luogo dove natura, storia e religione si armonizzano.

Corzano: Natura, Storia e Religione

Qui sorgono i resti di un castello (tratti della cortina poligonale, cisterna, fondamenta della rocca), ed un piccolo santuario, basso ed elegante, ingrandito nel corso dell’Ottocento per venerare una immagine della “Madonna col Bambino”, raffigurata in un affresco del quattrocento e anche oggi intensamente venerata dalla popolazione, soprattutto nelle festività ad essa dedicate (Domenica in albis in Aprile e ultima Domenica di Agosto).

Il luogo è anche raggiungibile a piedi attraverso la medievale mulattiera. L’antico tracciato lungo circa 1 km - scandito da 14 grandi stazioni in bronzo della Via Crucis (1990) dell’artista sampierano Carmelo Puzzolo, identiche a quelle da lui realizzate per il Monte delle Apparizioni del Santuario di Medjiugorje - è stato completamente ricostruito e restaurato dalla locale associazione “Il Faro di Corzano”.

Rio Salso e Montegranelli: Escursioni e Panorami

Dalla piazza principale, cuore del paese, salendo per circa 12 chilometri, si raggiunge su uno sprone la piccola località di Rio Salso dove Intorno domina la natura, ricca di sentieri e mulattiere che portano verso il vicino Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, verso Monte Falterona e Campigna e verso la suggestiva valle del Bidente di Pietrapazza.

Attraversando il paese di San Piero in Bagno, a pochi chilometri si giunge con una strada comunale stretta e tortuosa, alla piccola frazione di Montegranelli, rotonda altura da cui si gode un superbo panorama dell'alta valle del Savio e dei monti che la circondano. Il piccolo borgo è formato da case raggruppate attorno ai ruderi di un castello che fu dei conti Guidi.

San Silvestro e il Cimitero di Crocesanta

Inoltre, seguendo la SP 138, in direzione Cesena, si giunge a San Silvestro, altra piccola frazione comunale formata da poche case raggrumate attorno alla chiesa parrocchiale.

Alle pendici del Monte Cómero, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, poco lontano dal paese di Bagno di Romagna sorge il cimitero di Crocesanta. Costruito nel 1894 su progetto dell’ingegnere architetto Cesare Spighi, rappresenta un pregevole esempio di sepolcreto rurale sulla via che lo collega alla vicina frazione di San Piero in Bagno. Pare che il nome del piccolo sepolcreto derivi dal sito su cui sorge: un’area denominata “La Croce a Monte”, dove già nel XVII secolo sorgeva un oratorio dedicato alla Santa Croce, da cui avrebbe preso il nome; questo luogo conserva ancora oggi il suo autentico volto campestre fatto nel verde dei campi e delle terrose tonalità dei piccoli borghi che si trovano nelle vicinanze. Elementi, questi, che si ripresentano nel complesso del camposanto composto da un basso recinto perimetrale in pietra al cui interno sono racchiusi il campo destinato alle sepolture e la chiesetta cimiteriale.

Bagno di Romagna e la Basilica di Santa Maria Assunta

Nell’affascinante terra dell’Appennino Tosco-romagnolo, si apre un tranquillo paesello chiamato Bagno di Romagna. La prima cosa che si nota all’interno del centro abitato è la Basilica di Santa Maria Assunta che si erge dominando la scena.

Secondo fonti storiche, il 13 novembre 872, il Papa Adriano II ordinò direttamente a Giovanni, Vescovo di Arezzo, la costruzione di tale chiesa, questa richiese molto tempo, poiché passò anche sotto la giurisdizione dei Vescovi del Montefeltro e di Sarsina. La Basilica, nella quale sono riconoscibili alcune linee romaniche solo all’esterno, fu completamente trasformata rispetto alla struttura originaria.

Esternamente possiamo vedere una facciata a salienti, tipicamente romanica, con al centro di essa, un bellissimo rosone scolpito in pietra, con motivo floreale a otto petali, che richiama simbolicamente i sette giorni della Creazione e quello, l’ottavo, del Giudizio. Sotto al rosone è presente il portale d’ingresso, di stile rinascimentale, rialzato da tre scalini poligonali, simili a quelli che si trovavano all’entrata dei templi dell’antica Grecia. Tale portale è affiancato da due lesene decorative, con scalanature e raffinati capitelli classicheggianti.

Scolpiti in pietra serena locale, tra le volute e le foglie d'acanto di stile corinzio-composito, si inseriscono a mo' di mascheroni, due volti. Inoltre possiamo rilevare tra il rosone e il portale una lunga cornice modanata che percorre tutto il perimetro della chiesa. Come ogni basilica romanica che si rispetti, si può notare un alto e imponente campanile, costruito in tre fasi ben distinte e che si pensava potesse far parte del sistema difensivo del castello di Bagno. E' un'alta torre quadrata, priva di aperture tranne le monofore ogivali della cella campanaria. Vista la vicina presenza di numerose cave di pietra serena ad Alfero, la Basilica è stata costruita con tale materiale. Perciò nonostante l'aspetto semplice la chiesa rimane un importante testimonianza artistica e storica di questo territorio.

Le nove cappelle all'interno della chiesa ospitano numerose opere d’arte che arricchiscono questo monumento. Entrando gli occhi del visitatore vengono catturati da un bellissimo Fonte battesimale, risalente all’anno 1000 e una statua in terracotta invetriata di Andrea di Marco della Robbia, che rappresenta la giovane martire Sant’Agnese, mentre stringe nelle mani una palmetta, un libro e un agnello. Tale opera è alta 135 centimetri ed è stata sfortunatamente riverniciata con smalto bianco, perdendo così la sua forma originale.

Opere d'Arte nella Basilica

Tra le opere presenti, vogliamo soffermare l’attenzione su:

  • la Natività del Ghirlandaio;
  • il Trittico di Neri di Bicci;
  • la Madonna della Rosa o del Romitorio del Maestro di S. Secondo

Leggende e Storia Medievale

Secondo un antica leggenda, S. Agnese, figlia di un governatore sarsinate, condannata a morte dal padre perché cristiana, fu consegnata ad alcuni sicari per ucciderla. Un'altra leggenda riporta la memoria di un'altra giovane donna: la Beata Giovanna, vissuta secondo le regole ferree dell’ordine Camaldolese.

Sull'Alto Medio Evo, purtroppo mancano testimonianze attendibili, ma ciò di cui si è certi, è che nella fine del Medio Evo siano stati costruiti la Rocca di Corzano, e la Basilica di S.

Tra i vari scontri è da ricordare quello di Montaperti nel 1260 tra Guido Novello (discendente dei Guidi) e una lega guelfa che comprendeva oltre a Firenze anche città come Bologna, Prato, Lucca. Il dominio dei Guidi termina nel 1406 quando la signoria di Bagno venne affidata a Giovanni Gambacorta. Proprio lui rese ancora più forti le mura della stessa città e della Rocca di Corzano, situata presso il vicino paese di S.

I Gambacorti si prodigarono anche in un’altra importante opera di restaurazione e costruzione. Si tratta della cosiddetta Roccaccia, una robusta costruzione quadrangolare eretta su uno sperone roccioso a strapiombo sul fiume Savio. Interprete della legge è il Capitano, uomo d’onore scelto tra i cadetti delle famiglie fiorentine, che restava in carica per 6 mesi. Intorno al 1555 fu fondato proprio dai fiorentini il borgo mercantile di San Piero in Bagno, mentre il Castello di Corzano che domina la vallata venne abbandonato dopo essere stato distrutto e incendiato.

Il Cimitero Monumentale e l'Installazione Artistica di Fabrizio Corneli

Correva l’anno 1944 e Bagno di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, oggi nota per le terme e per i bellissimi paesaggi che la circondano, fu teatro di una terribile strage. Mentre la Seconda Guerra Mondiale volgeva al termine le truppe tedesche in ritirata uccidevano per rappresaglia 27 cittadini del piccolo comune romagnolo. 76 anni dopo, nel Cimitero Monumentale di San Piero, i caduti vengono ricordati con un nuovo ossario, che rievoca l’accaduto e omaggia la memoria di chi non c’è più con un’opera di Fabrizio Corneli. Insieme al lavoro dell’artista è stato inoltre presentato il restauro della Cappella cimiteriale.

È un intervento molto poetico quello progettato da Fabrizio Corneli per ricordare le vittime dell’eccidio del Carnaio. L’artista nato nel 1958 a Firenze, dove ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti cittadina, ha esposto in numerose occasioni in Italia e all’estero, soprattutto in Belgio, Germania, dove ha vissuto, e Giappone. In questi paesi ha realizzato inoltre importanti installazioni permanenti. Per il cimitero di Bagno di Romagna, costruito tra il 1888 e il 1891, progettato da Cesare Spighi, ha realizzato una installazione per non dimenticare, mettendo in rilievo i nomi e le età delle vittime.

Il ricordo, e con esso i nomi, si accendono ogni qual volta il visitatore si “posiziona all’incrocio fra l’asse della navata e quella del transetto”, come spiegano i promotori di questo bel progetto. La memoria, sembra dirci l’artista, sta a noi. È a seconda della nostra posizione rispetto alle cose e ai fatti della vita e della storia, che i messaggi corretti si tramandano.

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