Bagni San Filippo: Storia e Terme di un Tesoro Toscano
La Toscana, rinomata per le sue bellezze storiche e paesaggistiche, vanta anche numerose fonti termali, ideali per chi cerca relax e benessere. Tra queste, spiccano i Bagni San Filippo, un piccolo borgo con una sorgente termale antichissima, apprezzata fin dai tempi dei Greci e dei Romani.
Storia e Origini delle Terme di San Filippo
Già noti ai Romani, i Bagni San Filippo si trovano in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico, celebre, in particolare, per i suoi numerosi alberi monumentali.
Le proprietà terapeutiche delle acque di Bagni San Filippo erano conosciute già in epoca romana. In epoca medievale, le Terme di San Filippo furono trasformate in un monastero, dove i monaci avevano scoperto il potere curativo dell’acqua termale e le utilizzavano per curare le malattie e il benessere generale dei fedeli.
I Bagni furono ristrutturati nel 1566 per volontà di Cosimo I de' Medici. Furono frequentati anche da altri illustri personaggi appartenenti alla famiglia de' Medici, come Lorenzo il Magnifico, che vi si recò nel 1485, e il Granduca Ferdinando II, che tentò, nel 1635, di liberarsi da un persistente "mal di capo".
Il nome del borgo deriva da San Filippo Benizi, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, che si fermò nel borgo nel 1269.
Analisi Chimiche e Proprietà delle Acque
Delle acque fu compiuta una prima analisi chimica, alla fine del Settecento, da Giorgio Santi. Le acque di San Filippo non sono legate solo ai temi dell'idrologia medica, ma anche a quelli del rapporto tra arte, scienza e tecnica.
Le acque termali di Bagni San Filippo sono classificate come solfuree-solfato-calciche-magnesiache e sgorgano a una temperatura di circa 48°C. Questa particolare composizione le rende indicate per trattamenti dermatologici e per la cura di malattie degli apparati digerente e respiratorio. Le acque hanno importanti proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antimicrobiche.
Il Fenomeno delle Concrezioni Calcaree
Le acque, infatti, contengono in abbondanza carbonato di calcio che, solidificando, forma delle particolarissime concrezioni bianche. Già nel secolo XIII Ristoro d'Arezzo, nella sua Composizione del Mondo, aveva sottolineato la particolarità di questo tipo di acque: «E già sono issuti monti, li quali erano tutti bianchi, quasi come neve, li quali erano fatti d'acqua, la qual facea pietra; e segno di ciò si era, che l'acqua uscia a sommo quelli monti, e vegnendo giù spargendosi d'attorno quelli monti, quella acqua si struggea facendosi pietra, e crescea sempre il monte. E nella sommitade d'uno di quelli monti era uno bagno d'acqua calda: nella quale noi ne bagnammo, e i nostri capelli, i quali stavano nell'acqua, vi si poneva pietra d'attorno, come la cera allo stoppino per fare candela».
La "Plastica dei Tartari" di Leonardo De Vegni
La proprietà di cementazione delle acque fu utilizzata, verso la metà del Settecento, da Leonardo De Vegni che inventò una tecnica, detta "plastica dei tartari", con la quale riuscì a realizzare vari oggetti artistici. Per la loro produzione, nel 1766, De Vegni istituì un'apposita fabbrica, assai apprezzata dal Granduca Pietro Leopoldo.
Nel 1788 presentò all'Accademia dei Fisiocritici di Siena una "Memoria sulla plastica de' Tartari", dove descrisse nei minimi particolari il suo originalissimo metodo: «Senz'aiuto di scarpello, o simile arnese, - annotava Leonardo De Vegni - ottengo, quasi immediatamente dall'acqua, bassorilievi di qualunque grandezza, e di qualunque più fino intaglio, candidi, lucidi, e duri a mio piacimento, potendoli avere di tutte quelle consistenze, che abbiamo sopra notate: che sicuramente posso ampliare tale invenzione per ornati d'architettura, lapide scritte, vasche di fontane, e vasi di giardini d'opera rustica, e simili, resistenti all'intemperie dell'aria al pari d'un marmo».
Anche Emanuele Repetti, nel suo Dizionario, descrive il metodo ideato Da Vegni: «Devesi all'ingegnere Leonardo Vegni l'industrioso metodo di riempire con l'incrostazione delle acque termali di S. Filippo le forme concave che vi si espongono; e ciò mediante la caduta dell'acqua medesima dall'alto sopra legni traversi sospesi alquanto da terra. Intorno all'apparato stanno appese quelle forme che si vogliono destinare a ricevere li spruzzi dell'acqua, perché ivi si depositi in tenuissime molecole il candido tartaro.
Il Fosso Bianco e la Balena Bianca
Un luogo magico da non perdere è il cosiddetto Fosso Bianco, una zona termale libera che si incontra lungo i sentieri che si inoltrano nel bosco. La più imponente formazione calcarea presente è la Balena Bianca, una gigantesca concrezione bianca che ricorda la bocca di una balena, da cui sgorgano acque termali a una temperatura di circa 48°C.
La cascata calcarea di Fosso Bianco, che si trova nelle Terme di San Filippo, è una delle attrazioni naturali più suggestive della Toscana. La cascata, che si sviluppa per circa 70 metri, offre uno spettacolo unico, con l’acqua che scorre tra le rocce e le piante circostanti, creando un effetto di grande suggestione. La formazione della cascata di Fosso Bianco è stata causata dal processo di precipitazione del carbonato di calcio, che avviene a causa delle alte temperature e del pH alcalino delle acque termali.
Il sito termale libero, noto come Fosso Bianco, è un torrente immerso nel bosco dove confluiscono diverse sorgenti di acqua calda, creando una serie di piscine naturali. È possibile fare il bagno sotto questa monumentale cascata solida, immersi in un boschetto di querce e pini e abeti, percorrendo un piccolo itinerario che conduce alla piscina vera e propria.
L’accesso alle terme libere è gratuito e aperto tutto l’anno, permettendo ai visitatori di immergersi nelle calde acque circondati dalla natura rigogliosa.
Fangoterapia Fai-da-Te
I fanghi naturali presenti sul fondo delle vasche possono essere applicati sulla pelle per un trattamento purificante e tonificante. È importante rispettare l’ambiente circostante e seguire le indicazioni locali per preservare la bellezza e l’integrità del sito.
Lo Stabilimento Termale di Bagni San Filippo
Questa zona si trova a ridosso di un’altra area, che è invece conosciuta con il nome di Terme di San Filippo, un centro termale vero e proprio a pagamento, dotato quindi di servizi di ogni tipo.
Lo stabilimento termale di Bagni San Filippo si trova all’interno dell’hotel Terme San Filippo. Le sorgenti dello stabilimento sono state autorizzate dalla Regione Toscana come terapeutiche, e vengono costantemente monitorate le loro caratteristiche chimico-fisiche. Presso la struttura è possibile utilizzare trattamenti come fangoterapia, balneoterapia, inalazioni, ma anche percorsi benessere con trattamenti corpo e viso, massaggi ed estetica.
La loro notorietà si fa risalire al XIII secolo, quando Filippo Benizzi, medico fiorentino, le utilizzò per operare guarigioni - ritenute miracolose - che gli hanno meritato il titolo di santo.
L’attività termale si svolge presso l’Hotel Terme San Filippo, comprendente lo stabilimento storico, un palazzo settecentesco di bella architettura, completamente rinnovato sia nella veste alberghiera sia nelle dotazioni terapeutiche. Tra queste, la piscina termale, di particolare suggestione nella cornice del parco per l’andamento a cascatelle, l’acqua opalescente e i vapori che ne scaturiscono.
Indicazioni Terapeutiche
Le acque delle terme San Filippo sono sulfureo-solfate-bicarbonate ipertermali e hanno una gradazione di 52°C, arricchite da fanghi naturali. Vengono utilizzate nello stabilimento termale per balneoterapia, fangobalneoterapia, inalazioni, aerosol, aerosol ionizzato, aerosol ultrasonico, docce nasali micronizzate, maschere facciali, doccia filiforme. Ideali per la cura di malattie osteo-neuro-articolari (osteoartrosi e reumatismo articolare subacuto e cronico primario, artropatie croniche, neuriti, nevralgie, distrofie ossee, postumi di traumi osteoarticolari, sciatalgie, calli ossei); malattie dell’orecchio, naso e gola (riniti, faringiti, laringiti catarrali allo stato subacuto e cronico, sinusiti, otiti catarrali croniche, sordità rinogena, riniti vasomotorie e allergiche); malattie dell’apparato respiratorio (bronchiti croniche, tracheo-bronchiti croniche, bronchiectasie, bronchiti enfisematose, patologie dell’albero respiratorio secondarie all’inalazione di tossici e irritanti - come silicosi, asbestosi e pneumoconiosi -, asma bronchiale bronchitica e su base allergica); e infine malattie dermatologiche (eczemi, psoriasi, acne giovanile, acne rosacea, eczemi varicosi, sindromi neurodermatologiche).
Cosa Vedere nei Dintorni di Bagni San Filippo
Chi desidera venire a Bagni San Filippo, in provincia di Siena, per approfittare delle acque sulfuree delle sue terme, potrà sfruttare l’occasione anche per visitare i suoi dintorni ricchi di posti interessanti e che possono rappresentare un piacevole diversivo fra un’immersione e l’altra ai bagni termali.
- Grotta di San Filippo: Si tratta di una piccolissima cappella che si trova all’interno di una montagna, scavata nella roccia, a pochi minuti a piedi dal centro del paesino. Secondo la leggenda, San Filippo Benizi si ritirò in questa grotta all’incirca verso la seconda metà del Quattrocento, e percuotendo una roccia con il suo bastone, fece sgorgare acque curative come segno di ringraziamento verso gli abitanti del borgo che lo avevano sempre accolto nel migliore dei modi.
- Fortezza di Radicofani: La fortezza si trova a circa 13 km dai Bagni San Filippo. È un’imponente struttura che risale al Medioevo e aveva una chiara funzione difensiva.
- San Quirico d’Orcia: Lungo la via Francigena. La prima tappa lungo la statale è San Quirico d’Orcia, borgo medievale in posizione elevata che conserva buona parte della cinta muraria con 14 torrette. La collegiata dei Ss. Quirico e Giulitta sfoggia un bel portale (XI secolo) decorato da colonne annodate e bassorilievi.
Lungo il corso del fiume Arbia, ormai a pochi chilometri dal capoluogo, fa mostra di sé la mole di mattoni rossi della Grancia di Cuna, esempio perfettamente conservato di fattoria fortificata.
Come Raggiungere Bagni San Filippo
- In auto: Per raggiungere Bagni San Filippo in auto, percorrere l’Autostrada del Sole (A1) e uscire a Chiusi-Chianciano Terme. Da lì, seguire le indicazioni per Chianciano Terme e successivamente per Bagni San Filippo, attraversando la Strada Statale Cassia (SS2).
- In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi-Chianciano Terme, situata a circa 30 km da Bagni San Filippo. Dalla stazione, è possibile proseguire in autobus o taxi fino alla destinazione finale.
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