San Piero in Bagno: Storia e Tesori di un Borgo Appenninico
San Piero in Bagno è un paese grande e ben costruito, situato in pianura tra il Monte Comero, Monte Granelli e l'Appennino di Camaldoli, sulla ripa sinistra del fiume Savio. La sua posizione è lungo la strada provinciale che da S. Maria in Bagno per S. Piero entra e traversa i tre valloni del Bidente, e di là per S. Sofia guida poi alla Rocca S. Casciano.
La storia di San Piero in Bagno è legata alla sua posizione strategica e alle risorse naturali del territorio, come le acque termali.
Il Palazzo della Comunità Montana
Divenuto agli inizi dell'Ottocento proprietà della contessa Teresa Angioloni nei Goretti, e nel 1845 della famiglia Pesarini, il Palazzo è stato acquistato nel 1989 dalla Comunità Montana dell'Appennino Cesenate. Dopo un accurato restauro, ne ha fatto la propria sede. Quest'ultimo è stato progettato dall'arch. Cesare Spighi. Di fronte al palazzo si trova il monumento ai caduti delle guerre mondiali.
Corzano: Natura, Storia e Religione
Appena fuori dell'abitato di San Piero in Bagno, salendo per circa 2 chilometri sul colle rotondo, si giunge a Corzano, luogo dove natura, storia e religione si armonizzano. Qui sorgono i resti di un castello (tratti della cortina poligonale, cisterna, fondamenta della rocca), ed un piccolo santuario, basso ed elegante, ingrandito nel corso dell’Ottocento per venerare una immagine della “Madonna col Bambino”, raffigurata in un affresco del quattrocento e anche oggi intensamente venerata dalla popolazione, soprattutto nelle festività ad essa dedicate (Domenica in albis in Aprile e ultima Domenica di Agosto).
Il luogo è anche raggiungibile a piedi attraverso la medievale mulattiera. L’antico tracciato lungo circa 1 km - scandito da 14 grandi stazioni in bronzo della Via Crucis (1990) dell’artista sampierano Carmelo Puzzolo, identiche a quelle da lui realizzate per il Monte delle Apparizioni del Santuario di Medjiugorje - è stato completamente ricostruito e restaurato dalla locale associazione “Il Faro di Corzano”.
Rio Salso
Dalla piazza principale, cuore del paese, salendo per circa 12 chilometri, si raggiunge su uno sprone la piccola località di Rio Salso dove Intorno domina la natura, ricca di sentieri e mulattiere che portano verso il vicino Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, verso Monte Falterona e Campigna e verso la suggestiva valle del Bidente di Pietrapazza.
Montegranelli
Attraversando il paese di San Piero in Bagno, a pochi chilometri si giunge con una strada comunale stretta e tortuosa, alla piccola frazione di Montegranelli, rotonda altura da cui si gode un superbo panorama dell'alta valle del Savio e dei monti che la circondano. Il piccolo borgo è formato da case raggruppate attorno ai ruderi di un castello che fu dei conti Guidi.
Montegranelli è collocato sopra il risalto di un contrafforte, che staccasi dalla sinistra costa dell'Appennino, per discendere tra le Valli del Savio e del Bidente di Valbona, ed è poco distante dalla via provinciale, che da S. Piero in Bagno conduce alla Dogana di Fonte Paolina, e di là a S. Sofia. Ebbero signoria in questo Castello i Conti Guidi del ramo di Romena.
San Silvestro
Inoltre, seguendo la SP 138, in direzione Cesena, si giunge a San Silvestro, altra piccola frazione comunale formata da poche case raggrumate attorno alla chiesa parrocchiale.
Eventi bellici nei dintorni di San Piero in Bagno
Intorno al passo del Carnaio, dove nei giorni precedenti i partigiani hanno ucciso tre soldati tedeschi, decine di case coloniche vengono incendiate, distrutte, saccheggiate e i loro abitanti trascinati a forza sul passo. Il rastrellamento alla ricerca di uomini prosegue per tutto il giorno nei paesi in valle. Alcuni fermati vengono liberati dopo lunghe trattative. Prima dell'arrivo dei camion da San Piero, sette uomini catturati fin dal mattino vengono fucilati sul passo del Carnaio in un campo scosceso vicino alla strada, dove sorge, solitaria, una quercia. Al termine dell'operazione sul passo si contano 26 morti. Tra essi un ragazzo che ha tentato la fuga ed è stato impiccato a un palo telegrafico.
Bagno di Romagna
Dalla vetta dell'Appennino, discendendo da quella parte detta di S. Bernardino, nella Valle del Savio, risiede Bagno in Romagna, piccola terra murata, con borgo annesso, in origine della diocesi di Sarsina, presentemente di S. Sepolcro. La di lui rinomanza ha avuto ed ha vita dalle acque termali, certamente le più cognite in Toscana fino dai tempi remotissimi. Queste acque calde scaturiscono da uno schisto calcareo argilloso, alle falde d'una diramazione dell'Appennino, che staccasi in linea traversale dal giogo di Prataglia.
Deve Bagno la sua origine alle ricche sorgenti di acque saline termali, non ignote forse agli Umbri-Sarsinati, e certamente tenute dai Romani in molto pregio. Siede Bagno sulla sinistra del Savio in angusta foce, chiusa tra i monti. Fuori di porta fiorentina è un piccolo subborgo; entro di essa trovasi da un lato il Pretorio, ed in faccia la casa del Comune, cui è contiguo il teatro. Una via traversa poco distante conduce al vasto edifizio delle Terme un'altra che le resta in faccia dà accesso ad un borghetto. Presso la porta di mezzo trovasi una piazzetta su cui corrisponde la Propositura, già Abbadia di Camaldolensi.
Sulla riva del Savio è un bel passeggio e per la buona conservazione del centro storico all'interno del quale il traffico è limitato.
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