Sant'Elia Idraulica: Storia dell'Approvvigionamento Idrico a Napoli e Bivongi

Già in età romana a Napoli era pressante il problema dell’approvvigionamento idrico, risolto con la costruzione dell’acquedotto del Serino. L’opera grandiosa, il cui percorso di 96 Km si snodava dalla sorgente del Serino fino alla Piscina Mirabilis di Bacoli, rientrava nell’ambito di un ampio programma imperiale di ammodernamento di una delle zone più ambite dal turismo romano.

Un’opera così complessa necessitava interventi di restauro: in età Flavia furono integrati lunghi tratti di condotta, mentre si deve all’intervento di Costantino la ricostruzione del percorso principale dell’acquedotto sino a Napoli. Negli anni Cinquanta, dopo un periodo di siccità, si rese necessario realizzare un acquedotto integrativo, alimentato da una falda profonda.

La visita al serbatoio dello Scudillo permetterà di ammirare alcune parti dell’acquedotto particolarmente significativi per dimensioni o per utilizzo, come il venturimetro utilizzato per misurare la portata d’acqua e uno dei primi contatori in bronzo, la centrale di telecontrollo, che propone un itinerario virtuale a ritroso, dal rubinetto alla sorgente, con esposizione di strumenti, attrezzi e utensili d’epoca.

La Storia Idrica di Bivongi: Tra Miniere, Terme e Centrali Idroelettriche

Parallelamente alla storia idrica di Napoli, anche altre località come Bivongi in Calabria, presentano un interessante percorso legato all'acqua e alle sue diverse utilizzazioni.

Nel 1782, durante il Regno di Napoli, nella Calabria Ultra si attesta l'esistenza di 42 miniere in attività, di cui 23 per l'estrazione dell'argento misto a piombo. Bivongi, insieme a Stilo, Badolato, Longobucco e Reggio, era considerato un distretto argentifero.

In località Acque Sante nel 1850 nasce un centro di acque termali rimasto attivo fino al 1950; all'inizio del '900 fu affiancato da un albergo ora in restauro.

Nel 1913 fu costruita da Avvenire Spa la centrale idroelettrica Guida, prima centrale idroelettrica del Sud Italia; in attività fino al 1953.

E' l'unica centrale elettrica arrivata a noi fra le prime costruite in Calabria e risale al 1913. Fu costruita dai contadini di Bivongi e rifornì di elettricità tutti i paesi limitrofi fino al 1952.

Fu costruito nei primi del Novecento vicino allo stabilimento termale delle "Acque sante", (di natura alcalino solforosa), costruito invece intorno al 1850.

Il Mulino e le Ferriere di Bivongi

Si hanno notizie del mulino sin dal XIII secolo. Fu costruito da monaci cistercensi per frantumare la galena (minerale), prelevato da una miniera in località "Argentera". Successivamente la galena veniva fusa nel forno (da cui deriva il nome del mulino).

Nelle vicinanze, dalle poche tracce, si evince la presenza anche di una ferriera adibita alla produzione di cannoni e granate, ceduta da Re Carlo V nel XVI secolo al suo scudiero Cesare Fieramosca.

La Cascata di Marmarico

La cascata si trova nell'alto corso della fiumara Stilaro, al vallone Folea denominato "salto di Marmarico", che significa "lento" o "pesante", probabilmente dall'impressione che l'acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili. E' la cascata più alta dell'Appennino meridionale con i suoi 120 m.

E' raggiungibile lasciando l'auto al ristorante "La Vecchia Miniera" di Bivongi (Contrada Perrocalli) e da li, gli 8 km di strada non asfaltata, assai dissestata, piena di buche e pietre appuntite, sono da percorrere esclusivamente noleggiando un fuoristrada (altrimenti usandone uno proprio, 40 minuti) oppure a piedi per circa 1 ora e 45 minuti.

Strada facendo, oltre a frequenti segnali di colore rosso per la giusta direzione, vi sono due sorgenti d'acqua potabile, la prima a tre km dal ristorante e l'altra, dopo aver attraversato due ponti: uno stretto di ferro e cemento e l'altro piccolo di legno, 10 minuti prima d'arrivare alle cascate.

L'Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria a Bivongi

A Bivongi nel 1982 fu progettato dall'Associazione Calabrese Archeologia Industriale (ACAI) ed è in via di attuazione l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria.

L'edificio è un fabbricato moderno appositamente destinato al museo. E' composto da 3 piani fuori terra. Al primo piano la galleria, la sala conferenze, la biblioteca e gli uffici. Al secondo vi è una appartamento - studio per gli artisti residenti. Il tutto per un totale di 400 mt quadri.

I materiali sono bene esposti ed illuminati da impianto a canali ad illuminazione centrale. Un'altra sala è invece illuminata a parete. Le opere sono corredate da didascalie in italiano. Nel 2006 è avvenuto un restauro interno dell'edificio.

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Primario obiettivo della CE.DI.S. s.r.l. è quello di espansione e consolidamento nel mercato dei prodotti termoidraulici, arredo bagno, condizionamento e riscaldamento. Il tutto garantendo sempre qualità, affidabilità, efficienza, consulenza e rispetto dei tempi di consegna.

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