Schema Idraulico del Bagno: Guida Completa alla Progettazione e Manutenzione

Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, si tratta di una parte fondamentale della casa, la cui funzione è quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi. L’acqua è l’elemento protagonista del bagno, spazio della casa in cui trova la sua perfetta applicazione. Tuttavia, il suo spirito libero e i suoi benefici vanno opportunamente gestiti al fine di consentirne il pratico utilizzo.

Progettazione dell'Impianto Idraulico

La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari. La progettazione architettonica esecutiva comprende l’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e definisce compiutamente, in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico, l’intervento da realizzare.

La progettazione dell’impianto idraulico è uno degli aspetti della fase esecutiva al cui interno, oltre all’architetto, sono coinvolte altre figure professionali che partecipano, ognuna con le proprie competenze, alla sua realizzazione. Affinché l’impianto sia funzionale, efficiente e realizzato a regola d’arte è necessario che venga eseguito nell’osservanza dei criteri di sicurezza, affidando il progetto esclusivamente a professionisti esperti e in grado di scegliere l’impianto giusto, capace di garantire il massimo risparmio energetico e idrico.

Requisiti Essenziali

  • Bisogna fare riferimento alle reti di adduzione e di distribuzione dell’acqua calda e fredda.
  • Va previsto un allacciamento alla rete pubblica dell’acquedotto.
  • Occorre che sia elaborato un sistema di smaltimento delle acque chiare e scure, adeguato alle esigenze dell’utenza, quindi è necessario prevedere un corretto sistema di scarico.
  • È necessario predisporre, per l’abitazione che si allaccia alla rete pubblica, l’installazione di un contatore adibito alla fornitura di acqua potabile che ha il compito di determinare il numero di metri cubi di acqua utilizzati.

Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione. Le prime utili indicazioni sulla progettazione del bagno sono contenute nel D.M. 5 luglio 1975 in cui si specifica che nel locale devono essere presenti wc, bidet, lavabo, vasca da bagno e doccia. Inoltre, deve essere prevista un’apertura esterna per il ricambio dell’aria o un sistema di areazione meccanica.

In un piccolo bagno di servizio può non esservi la vasca o il piatto doccia; è bene, però, prevedere attacchi dell’acqua e dello scarico per future esigenze, sfruttandoli per la lavatrice. Nei bagni di piccole dimensioni i sanitari si devono allineare su una sola parete per non intralciare e la vasca può essere sostituita da un piatto doccia che occupa meno spazio. In locali grandi i sanitari possono essere meglio distribuiti.

Componenti dell'Impianto Idraulico

L’impianto idrico sanitario comprende: l’insieme delle reti, i componenti, le apparecchiature e gli accessori che permettono l’adduzione e la distribuzione dell’acqua calda e fredda nonché i relativi scarichi. Gli impianti idraulici del bagno prevedono delle tubature di adduzione, cioè destinate a portare acqua calda e fredda ai sanitari.

Tipologie di Impianti

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:

  • Adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
  • Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc). La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.

Distribuzione a Collettore

Per la distribuzione di piano è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, posato in soluzione unica senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. I collettori devono essere posizionati in una cassetta dedicata, in un punto facilmente accessibile per facilitare le eventuali operazioni di manutenzione.

Impianto di Scarico

Gli impianti di scarico sono di due tipi: a doppio tubo, cioè con un doppio sistema di scarico che tiene separate le acque nere (liquami, WC) dalle bianche (lavandino, bidet, lavatrice...), oppure a tubo singolo nel quale confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche. Naturalmente lo scarico a doppio tubo dà maggiore igienicità: essendoci due tubi separati non è possibile sentire l’odore sgradevole delle acque nere, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno.

Lo scarico a doppio tubo offre il vantaggio di una maggiore igienicità: essendoci due tubi separati non è possibile il riflusso delle acque nere, nè del loro sgradevole odore, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno. Lo scarico monotubo è adottato di solito nei condomini e nei grandi complessi edilizi, dove i bagni e le cucine degli appartamenti sono sovrapposti.

Il collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico è costituito da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone, caratterizzato da una forma ricurva a forma di “pera”, “ U”, oppure “S”, all'interno del quale rimane sempre un pò d'acqua che impedisce il ritorno e l'uscita degli odori sgradevoli. Tuttavia, proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta.

Materiali e Tecnologie

Nel corso dell’elaborazione del progetto dell’impianto idraulico, si stabiliscono anche le tipologie di tubazioni da utilizzare che assicurino resistenza e affidabilità. La normativa vigente prevede che le reti di scarico possono essere realizzate con tubazioni in ghisa, piombo, gres, calcestruzzo, materiale plastico, acciaio zincato, acciaio rivestito.

Oggigiorno si registra un ricorso massiccio alle tubazioni in materiale plastico, la qualcosa ha velocizzato la relativa posa in opera, nonché ha permesso di contenere sensibilmente i costi. Le materie plastiche maggiormente utilizzate per la realizzazione delle condotte di scarico sono il PVC, il polipropilene, il polietilene ad alta densità.

Una buona installazione sanitaria è quella che garantisce nel bagno un’alimentazione idrica con portata sufficiente e continua senza possibilità di inquinamento né di ristagno; infatti un impianto sanitario deve essere salubre, comodo, robusto, silenzioso. Il dimensionamento delle tubazioni è oggetto di ampia discussione anche in ambito legislativo europeo, infatti dimensionare in maniera razionale significa ridurre quanto più possibile i diametri, favorendo il ricambio dell’acqua in ogni ramo della distribuzione e limitando le zone a flusso ridotto, che possono rivelarsi estremamente critiche per la formazione del biofilm interno alle tubazioni e, di riflesso, per la proliferazione di batteri idrodiffusi quali la Legionella.

Le rubinetterie e i sistemi di risciacquo sono sempre più spesso realizzati in un’ottica che prevede l’uso controllato dell’energia e la salvaguardia delle risorse, con procedure e materiali che rispettano l’ambiente e la salute, assicurando lunga durata e l’inalterabilità nel tempo. La moderna produzione di rubinetterie si fonda sull’essenzialità e la semplicità delle forme, la multifunzionalità e la differente tipologia di erogazione, la continua ricerca sulla qualità dei materiali, un’attenzione sempre maggiore al tema del risparmio idrico e alla salvaguardia dell’ambiente.

Manutenzione dell'Impianto Idraulico

Gli impianti idraulici del bagno devono essere sempre in perfetta efficienza. La manutenzione ordinaria prevede la pulizia di pozzetti di scarico e l’eventuale svuotamento della fossa biologica. Per evitare la formazione di cattivi odori è bene pulire con attenzione i filtri del piatto doccia e altri, eliminando eventuale materiale trattenuto.

La manutenzione straordinaria si effettua invece in caso di perdite o ristrutturazioni. Si tratta spesso di interventi con sostituzione di tubature e rifacimento degli impianti che possono rendere inagibile il bagno per alcuni giorni.

Sostituzione dei Sanitari e della Rubinetteria

Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra. Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario.

Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare. Prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle. La sostituzione della rubinetteria è un'operazione più semplice.

Normative e Sicurezza

È in atto un ampio processo di sensibilizzazione verso l’uso consapevole del bene acqua che sta investendo anche il campo della progettazione degli impianti e degli strumenti attraverso cui, l’acqua stessa, è erogata. Nata grazie al successo dell’iniziativa dei cittadini europei “Right2Water”, che ha proposto una revisione della Direttiva 98/83/CE, la nuova Direttiva vuole garantire un accesso più ampio e sicuro all’acqua destinata al consumo umano per tutti i cittadini europei. Il progetto di sostenibilità Green Deal europeo prevede un piano d’azione volto a promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare, e per quanto riguarda l’acqua punta anche a limitarne gli sprechi e le perdite.

Secondo la norma UNI 9054 i rubinetti sanitari sono classificati in:

  • Rubinetti singoli per regolare la portata di una sola condotta di alimentazione.
  • Gruppi miscelatori per regolare la portata e miscelare i flussi di due condotte di alimentazione mediante due comandi separati che possono essere gemellati o distanziati.
  • Rubinetti miscelatori meccanici per regolare la portata della bocca di erogazione miscelando, mediante un monocomando o bicomando, i flussi di due condotte di alimentazione e per modificare temperature e portata di una miscela di acqua calda e fredda.
  • Miscelatori termostatici per variare automaticamente la portata di due flussi a temperatura diversa erogando e mantenendo l’acqua alla temperatura prescelta: possono essere semplici (regolano solo la temperatura) e combinati (regolano temperatura e portata).

Per i rubinetti sanitari singoli e i gruppi di miscelatori, di dimensione nominale pari a mezzo pollice e pressione nominale pari a 10, le condizioni d’uso e la temperatura devono essere le seguenti: pressione 0,05 ÷ Mpa; temperatura max 90° C.

Particolare attenzione è posta dalle norme alla misura della portata che, quando si opera con pressione 0,03 Mpa (3 bar), deve essere di 12 l/min nei rubinetti per lavabi, bidet e docce, mentre in quelli per le vasche da bagno deve essere di 20l/min.

Infine, in base alla rumorosità sviluppata durante il funzionamento, i rubinetti sono classificati in due gruppi: nel gruppo I rientrano quelli in cui la differenza di livello normalizzato (Ds) risulta ≥ 25 dB (A) e il livello sonoro (Lap) ≥ 20dB (A); nel gruppo II quelli in cui la differenza di livello normalizzato (Ds) risulta ≥ 15 dB (A) e il livello sonoro (Lap) ≥ 30 dB (A).

Per le parti a contatto con l’acqua destinata al consumo umano è obbligatorio utilizzare materiali che, nelle condizioni di impego previste, non comportino pericoli per la salute o alterazioni delle caratteristiche organolettiche dell’acqua.

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