Schema Impianto Idraulico con Ricircolo: Funzionamento e Vantaggi
L'acqua è un bene prezioso e indispensabile per la vita e per numerose attività quotidiane e industriali. In un mondo dove le risorse naturali stanno diventando sempre più scarse e preziose, ottimizzare l'uso dell'acqua, specialmente quando essa è integrata nei sistemi energetici, è fondamentale. È proprio a questo che serve il ricircolo dell’Acqua Calda Sanitaria (ACS), una pratica che sta guadagnando terreno grazie alle sue molteplici potenzialità in ambito di sostenibilità e risparmio energetico.
Cos'è il Ricircolo dell'Acqua Calda Sanitaria (ACS)?
Il ricircolo dell’Acqua Calda Sanitaria (ACS) è un meccanismo ingegnoso progettato per ottimizzare la fornitura e l'utilizzo di acqua calda negli impianti idraulici di abitazioni, edifici commerciali e industriali. Il concetto di base è quello di garantire una disponibilità istantanea di acqua calda ai punti di utilizzo, minimizzando contemporaneamente gli sprechi idrici ed energetici.
Il ricircolo dell’acqua calda sanitaria (ACS) è un meccanismo, un circolatore più nello specifico, che viene collegato ad una linea supplementare parallela alla linea dell’acqua calda. In un sistema di ricircolo ACS standard, l'acqua calda viene costantemente fatta circolare attraverso le tubature, garantendo che l'acqua nei punti di erogazione (come rubinetti e docce) sia sempre calda e pronta all'uso. Questo significa che non è necessario attendere che l'acqua si scaldi, evitando così la dispersione di acqua fredda e riducendo gli sprechi.
Il processo inizia con l’acqua fredda che viene riscaldata da una sorgente di calore, che può variare da caldaie a gas a pompe di calore, passando attraverso scaldabagni elettrici e sistemi a energia solare. L'acqua calda viene poi inviata attraverso le tubature, raggiungendo i vari punti di erogazione. L'acqua calda non utilizzata e presente nelle tubature viene inviata nuovamente al sistema di riscaldamento attraverso un circuito di ritorno.
Come Funziona un Impianto di Ricircolo ACS?
Il meccanismo alla base di questi impianti è ingegnoso e semplice al contempo: consiste nel far costantemente circolare, attraverso un circolatore appunto, l’acqua calda nelle tubature di modo che sia prontamente disponibile in prossimità di docce e rubinetti. Dotare l’impianto idraulico, di un’abitazione o di un edificio, con un sistema di ricircolo consente di:
- Garantire una disponibilità immediata di acqua calda ai vari punti di utilizzo, anche se tale punto risulta distante dalla caldaia o dal generatore di calore.
- Minimizzare le perdite termiche lungo le tubature.
- Ridurre gli sprechi idrici ed energetici.
- Aumentare il livello di comfort degli utenti.
Proprio per lo scopo con cui nasce un impianto di ricircolo di ACS, questo sistema, per quanto sia chiaramente opzionale, è indicato soprattutto su tratte di linee lunghe.
In un sistema convenzionale, l'acqua fredda viene scaricata dagli impianti idraulici mentre si attende che l'acqua calda raggiunga il punto di utilizzo, con un conseguente spreco di risorsa idrica ed energetica.
Si stima che, in particolar modo su linee lunghe, l’arrivo dell’acqua calda ai punti di erogazione più distanti dalla sorgente di calore possano superare il minuto. La dotazione dell’impianto con un circuito di ritorno permette di abbattere questi tempi di attesa che si aggirerebbero intorno ai 15 secondi come tempo massimo.
Tipologie di Reti di Ricircolo ACS
Le reti di ricircolo vengono classificate in base al punto di collegamento con la tubazione di adduzione dell’acqua calda sanitaria. Questa distinzione ci permette di individuare tre tipologie di rete di ricircolo dell’ACS:
- Ricircolo all’utenza o al collettore: questa tipologia di ricircolo è quella più ramificata e più costosa in quanto raggiunge direttamente i punti di prelievo delle utenze. Garantisce un elevato livello di comfort e per questo viene utilizzata soprattutto in strutture alberghiere e sanitarie, presenta però lo svantaggio di un disequilibrio di bilanciamento delle portate, soprattutto su reti lunghe.
- Ricircolo al piano: questa seconda tipologia di ricircolo raggiunge le cassette di distribuzione degli alloggi permettendo così di ottenere un buon livello di comfort con costi inferiori. È la soluzione maggiormente utilizzata negli edifici residenziali che presentano distribuzioni prevalentemente orizzontali. La rete di circolazione si collega all'allaccio dell'unità .
- Ricircolo alla colonna: questa terza tipologia, infine, raggiunge le adduzioni in sommità alle colonne montanti. Com’è facile intuire, è la più semplice delle tre tipologie a livello di realizzazione e consente il corretto bilanciamento delle portate di acqua grazie all’inserimento di specifici dispositivi. Adduzione del ricircolo alla sommità delle colonne montanti. Tuttavia, in questi impianti esclusi è utile per quelle unità particolarmente estese, ove i rubinetti distano dal generatore.
Vantaggi di un Impianto di Ricircolo ACS
Tra le pratiche volte a limitare gli sprechi idrici troviamo proprio l’impianto di ricircolo dell’acqua calda sanitaria che consente di riutilizzare l’acqua sanitaria già riscaldata e di non sprecarla aumentando al contempo il comfort degli utenti che vedono una notevole diminuzione dei tempi di attesa dell’acqua alla temperatura desiderata. La ricaduta positiva di questo approccio è duplice. Da un lato c’è un chiaro vantaggio economico, conseguenza della minor quantità di acqua e di energia consumata.
Potremmo allora riassumere i vantaggi di un impianto di riscaldamento di ACS in:
- Vantaggio economico: grazie alla riduzione degli sprechi idrici ed energetici.
- Vantaggio ambientale: in quanto garantiamo una riduzione del consumo di risorse e dell’emissione di gas serra.
Ovviamente non dobbiamo dimenticarci dello scopo di questo impianto che rappresenta di per sé un vantaggio, ovvero la disponibilità praticamente immediata di acqua calda presso tutti i punti di erogazione che porta quindi ad un maggior comfort degli utenti.
La sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica rendono l’impianto di ricircolo dell’ACS un sistema interessante da proporre e implementare.
Ricordiamoci che la sostenibilità e l’efficienza energetica sono raggiungibili attraverso il corretto dimensionamento degli impianti.
Schema 3D impianto idraulico di distribuzione
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.
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