Scherzo Telefonico Idraulico: Storia di un Fenomeno Virale Barese
Negli anni '80, prima dell'avvento di internet, un fenomeno curioso si diffuse a Bari: gli scherzi telefonici di un misterioso idraulico. Questi scherzi, caratterizzati da un umorismo volgare e da un linguaggio dialettale colorito, divennero rapidamente un cult, diffondendosi in tutta la città attraverso cassette.
«Buongiorno, sono l’idraulico. Sono venuto qualche giorno fa a fare un “aggiustamento”. Potete passarmi il bidello? Nicola mi pare che si chiama». Molti lettori stanno già ridendo, altri sono pronti a proseguire la conversazione, recitando a memoria le varie battute del dialogo surreale tra il misterioso idraulico e (l’ormai ex) bidello del convitto Cirillo di Bari, il mitico Nicola Guardavaccaro.
Erano gli anni 80, internet non era contemplato neanche nella saga di “Ritorno al futuro”, eppure gli scherzi telefonici dei tre divennero un fenomeno che oggi definiremmo “virale”. Le cassette che riproducevano le volgarissime burle telefoniche ai danni di alcuni cittadini baresi si diffusero infatti rapidamente in tutto il capoluogo e praticamente non esisteva casa che non avesse a disposizione la sua brava collezione di registrazioni degli scherzi.
Diciamolo subito, non si trattava certo di humor inglese o di ironiche rappresentazioni della realtà, al contrario gli scherzi dell’allegro terzetto affondavano a piene mani nella volgarità più estrema, in parolacce e bestemmie rivolte al malcapitato interlocutore, che a sua volta si difendeva con tutte le scurrilità e le sconcezze che era possibile trovare nel ricco vocabolario dialettale barese.
«Eravamo nel 1987 e frequentavo il primo anno di scuola superiore - ricorda il 41enne Marco -. La prima volta ascoltai i nastri a casa del mio amico Giuseppe, ma solo dopo che la mamma uscì per andare a fare dei servizi: se i nostri genitori si fossero accorti di ciò che ascoltavamo, si sarebbero arrabbiati molto. All’epoca non si sentivano molte parolacce, la tv e la radio adottavano un linguaggio “pulito” e di solito le bestemmie erano “patrimonio” dei delinquenti, della gente poco raccomandabile.
Questi tre “ragazzacci” furono in grado di gettare la città in un caos di telefonate allucinate in cui ben presto i ruoli di “vittima” e “carnefice” finirono con il confondersi e fin quasi a ribaltarsi. Ma improvvisamente le registrazioni finirono e sul comico terzetto cadde il silenzio. Un silenzio che ha però contribuito alla costruzione di un mito.
«Si dice che uno di loro sia diventato un importante politico», afferma il 36enne Silvano Dragonieri, scrittore e produttore di un film sul trio Ciola dal titolo “Trovilo!”. Il lungometraggio è andato in scena per la prima volta nel 2010 nel cinema Armenise a Bari. Il nome non è casuale e riprende una delle battute più esilaranti di uno scherzo perpetrato ai danni del solito convitto. A pronunciare l’improbabile imperativo è il “Signor Cacace”, uno dei personaggi più famosi rappresentati da questi burloni: Cacace è il padre di un fantomatico alunno che sembra improvvisamente scomparso.
«Nonostante fossero passati trent’anni dal periodo in cui gli scherzi imperavano a Bari, il film fu un successo - ricorda il produttore -. Alla prima centinaia di persone si misero in fila con la speranza di entrare nel cinema».
«Nelle mie ricerche - racconta ancora Dragonieri - ho scoperto che in realtà c’è un nucleo più antico di scherzi, che è forse quello più allegro e spontaneo e che potrebbe risalire all’82-83 e uno successivo che cominciò a imperversare tra il 1985 e il 1987. Probabilmente si tratta di ragazzi che hanno cercato di imitare le “gesta” degli amici più grandi. Non sono però mai riuscito a scoprire nulla sulla loro identità, ma una volta, al termine di una proiezione del film a Trani, fui fermato da un uomo. Doveva aver superato la cinquantina ed era visibilmente commosso. “Oggi hai fatto felice qualcuno lassù in cielo”, mi disse.
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