Bagno Caldo Dopo Mangiato: Mito o Realtà?
Fare il bagno dopo mangiato fa male? È una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta, soprattutto con l’inizio della stagione estiva, ma qual è la risposta? Esistono prove del fatto che il bagno dopo mangiato sia pericoloso? Abbiamo dunque perpetuato questa falsa credenza per decenni?
Cosa Dice la Scienza?
Chiariamolo subito: la risposta è no. Non ci sono infatti prove scientifiche che sostengano la correlazione tra il bagno dopo mangiato e un ipotetico malore, come conferma anche la International Life Saving Federation (l'organizzazione mondiale per la sicurezza in acqua). Fare il bagno dopo mangiato, dunque, non fa male, e non ha senso costringere i bambini ad aspettare tante ore prima di immergersi nuovamente in acqua.
La Congestione: Cos'è Realmente?
Con il termine congestione s’intende un blocco digestivo dovuto a un repentino sbalzo termico. Nello specifico, a causa del brusco cambiamento della temperatura esterna, si verificherebbe un minore afflusso di sangue allo stomaco durante la digestione. In realtà, il nostro corpo è perfettamente in grado di digerire anche in acqua, quindi la possibilità che si sia soggetti a una congestione è molto remota. Non solo: la congestione si manifesterebbe comunque lentamente, lasciandoci il tempo di tornare a riva in sicurezza.
Idrocuzione: Un Rischio Reale
I problemi più severi a livello nervoso e cardiaco sono dovuti a un fenomeno detto idrocuzione, indotto dall’immersione brusca in acque fredde. L'idrocuzione è una sincope improvvisa dovuta alla differenza drastica tra la temperatura corporea e quella dell'acqua. Nello specifico, è una reazione nervosa automatica che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, e provoca un arresto della circolazione e dell'ossigenazione cerebrale. Per aggirare questo pericolo, è bene evitare di tuffarsi in acqua di colpo quando si è molto accaldati o sudati.
Quanto Tempo Aspettare?
Ci è stato sempre raccomandato di aspettare tre ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato, spesso a prescindere da ciò che si è consumato a pranzo. Se si considerano i tempi medi di permanenza del cibo nello stomaco, appare chiaro che tre ore di digestione sono richieste solo dai pasti particolarmente pesanti. Ma allora quanto tempo dobbiamo far passare tra il pasto e il bagno? La durata della digestione non è infatti sempre uguale: un pranzo a base di carboidrati oppure di pesce e verdura si digerisce in circa un’ora, mentre alimenti ricchi di proteine e grassi animali, come la carne rossa, possono richiedere fino a 4-5 ore di digestione.
Secondo molte stime, inoltre, circa il 70% delle morti per annegamento sembra essere correlato al consumo di alcol e i motivi sono anche collegati all'effetto negativo che le bevande alcoliche hanno su riflessi e capacità di attenzione. Anche gli alcolici andrebbero evitati completamente prima di entrare in acqua perché essendo ricchi di zuccheri provocano un'eccessiva sudorazione.
Consigli Utili per un Bagno Sicuro
Oltre alle regole di buon senso, come evitare di abbuffarsi quando si è in spiaggia e prestare attenzione in caso di correnti particolarmente forti, può essere utile tenere a mente alcune importanti accortezze per evitare qualsiasi rischio quando si fa il bagno in mare.
- Immersione graduale: Soprattutto in caso di acqua particolarmente fredda, è importante immergersi gradualmente, così da scongiurare lo shock termico. Visto che il nemico numero uno del bagno post pranzo è il freddo, bagnarsi poco alla volta, senza entrare di corsa in acqua, è fortemente consigliato perché così facendo la temperatura corporea si mantiene il più possibile stabile, il corpo si abitua al cambiamento e l'eventualità di shock termico diminuisce.
- Evitare l'attività sportiva intensa: È poi da evitare l'attività sportiva subito dopo aver mangiato, in particolar modo se si è esagerato con le quantità. Lo sport richiede infatti un considerevole dispendio di energia, energia che sarebbe dunque sottratta alla digestione.
- Valutare le condizioni: Prima di tutto è bene valutare le condizioni meteorologiche in corso. Se il mare è molto mosso meglio desistere e non correre rischi inutili. Infine è utile valutare le proprie capacità natatorie e psicofisiche.
Il Bagno dei Bambini: Precauzioni Speciali
Ma da che età si può fare il bagno al mare? «Su questo punto occorre far prevalere il buon senso- dice Staiano- Se si parte dal presupposto che fare il bagno deve essere divertente, sarebbe meglio aspettare che il bambino abbia almeno sei mesi, che abbia cioè raggiunto un’età in cui può apprezzarlo. Molto dipende comunque dal singolo bambino: ci sono piccoli attratti dall’acqua che addirittura la raggiungono prima dell’anno di vita, gattonando, mentre altri, magari più grandicelli, ne hanno un vero terrore. I primi possono essere assecondati, i secondi non devono assolutamente esser e forzati a entrare”.
Da ricordare però che “la piscinetta va riempita poco (l’acqua deve arrivare al massimo all’ombelico del bambino seduto) e il bambino, anche se l’acqua è bassissima, non deve mai essere perso di vista”. I bambini piccoli “se cadono in acqua non riescono a salvarsi da soli- ricorda Staiano- È importantissimo che, fino a i quattro anni, e comunque fin quando non hanno imparato a nuotare, indossino i braccioli, e che un adulto li vigili costantemente da vicino”.
Ma che succede se il bambino facendo il bagno beve l’acqua di mare? «E’ tossica per l’organismo- dice Staiano- per via del suo alto contenuto di sale. In più, se il mare è inquinato può contenere agenti infettivi che possono causare vari problemi, primo tra tutti una forma di gastroenterite, i cui sintomi tipici sono nausea, vomito, diarrea, in presenza dei quali bisogna prontamente rivolgersi a un pediatra. Dunque- raccomanda- sarebbe senz’altro meglio che simili incidenti di percorso non si verificassero. Posto questo, è ovvio che una piccola quantità d’acqua salata ingerita non può creare particolari danni. È consigliabile, comunque, quando succede, porgere al bambino dell’acqua dolce, utile per eliminare la quantità di sale contenuta nell’acqua marina assunta”.
Per quanto riguarda la durata del bagno la pediatra ricorda poi che “i segnali a cui prestare attenzione per capire quando è il momento di uscire dall’acqua, sono tre : i brividi di freddo, il raggrinzimento della pelle delle dita e la colorazione bluastra delle labbra. Per dire basta, deve essere sufficiente, comunque, che il bambino tremi”.
Ma è bene far indossare una maglietta al bambino? “Una maglietta di cotone è utile perché diminuisce il rischio di scottature- dice Staiano- però non basta: sulla pelle va comunque applicata la crema solare protettiva . A meno che non si scelga una maglietta realizzata in tessuto specifico, che agisce da schermo solare”. Così come “quando il bambino gioca in spiaggia è buona cosa fargli indossare un cappellino, a patto però che sia molto leggero, meglio se di paglia bucherellato. Diversamente può trattenere il calore con il rischio che si surriscaldi l a testa”. Infine, una volta usciti dall’acqua, è bene fare una doccia al bambino? “E’ una buona abitudine perché l’acqua salata può risultare irritante per la pelle di un piccolino . Se però dopo la doccia si rimane ancora in spiaggia occorre rinnovare l’applicazione del prodotto solare”.
| Tipo di Pasto | Tempo di Digestione |
|---|---|
| Carboidrati (pasta, riso) | Circa 1 ora |
| Pesce e Verdura | Circa 1 ora |
| Proteine e Grassi Animali (carne rossa) | 4-5 ore |
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