Si Può Fare il Bagno Dopo Mangiato? Rischi e Consigli
Le mamme, e soprattutto le nonne, spesso vietano a figli e nipoti di fare il bagno in mare dopo pranzo. «Devono passare almeno tre ore!» è la tipica frase che ancora si sente in spiaggia. Ma è davvero così? Si può fare o no il bagno in piscina dopo mangiato?
Come Funziona la Digestione
I motivi di tanta prudenza sono presto spiegati. Dopo mangiato bisogna digerire e per questo stomaco e intestino devono lavorare di più, per cui hanno bisogno di energia, che ottengono richiamando molto sangue dalla circolazione. In questa fase c’è dunque maggior afflusso di sangue nell’addome.
Se però contemporaneamente svolgiamo anche un’attività fisica impegnativa, come per esempio nuotare oppure giocare a tennis o a calcetto, anche i muscoli vorranno la loro parte di sangue per proseguire al meglio nell’attività sportiva. Banalmente muscoli e apparato digerente entrano in «competizione» per accaparrarsi il sangue che, con le sue componenti, fornisce l’energia necessaria per portare a termine gli incarichi: digerire e nuotare.
Cosa Succede se Muscoli e Stomaco Entrano in Competizione
Le conseguenze di questa competizione possono essere diverse. Stomaco e intestino vanno a rilento (da qui la fatidica frase: «Ti si ferma la digestione!»). E questo succede in particolare se si entra in acqua fredda, con un rapido sbalzo termico.
A causa del brusco cambiamento della temperatura esterna, diminuisce l’afflusso di sangue allo stomaco durante la digestione perché il sangue viene richiamato nelle aree periferiche del corpo per mantenere la temperatura basale, e questo processo può rallentare o bloccare la digestione con conseguente congestione. Se si nuota o si svolge un’attività intensa in acqua possono essere i muscoli che non rispondono bene agli impulsi e anche i riflessi diventano lenti.
Ma tra i due litiganti (stomaco e muscoli) ce n’è un terzo che potrebbe soffrire per questa guerra all’ultimo sangue: il cervello. Anche lui infatti potrebbe rimanere un po’ a corto del prezioso liquido rosso.
Come Regolarsi Senza Rischiare
Quanto spiegato vale in particolare quando ci si tuffa in acqua abbastanza fredda, in mare, ma anche laghi o fiumi. O se si beve una bibita ghiacciata subito prima di entrare in acqua.
Se invece si fa il bagno in acqua tiepida, dove si tocca e si fanno sforzi moderati, magari solo dopo aver bevuto un succo di frutta o mangiato una fetta di anguria il bagno si può fare con tranquillità.
«Una persona in salute ha abbastanza sangue per mantenere tutte le parti del corpo in perfetto funzionamento dopo un pasto normale se si fa qualche bracciata» dice Gianfranco Beltrami, medico dello sport, vice presidente della Federazione Italiana Medico Sportiva. «Diverso è un vero allenamento di nuoto, con un’attività fisica impegnativa» aggiunge.
Cosa Mangiare
Un pasto copioso, ricco di proteine e grassi e associato a sforzi intensi può invece, dal canto suo, provocare nausea e vomito, mentre vanno bene cibi ricchi di carboidrati, quelli che del resto assumono anche durante la gara gli atleti che fanno competizioni di gran fondo di nuoto, spesso in acque molto fredde e con un impegno gravoso.
Da evitare invece assolutamente gli alcolici, statisticamente correlati a episodi di annegamento.
I Tempi di Digestione
In conclusione serve buonsenso. Il bagno in mare o in piscina è certamente da evitare dopo un pranzo di nozze, in ogni caso. Se invece si consumano carboidrati, frutta e verdura e in acqua non si fanno sforzi eccessivi il bagno si può fare anche da subito senza correre rischi.
Le tre ore di digestione sono richiesti solo da cibi particolarmente pesanti. È uno di quegli argomenti capaci di dividere intere spiagge e di mettere a dura prova relazioni familiari solitamente ben consolidate.
Il Parere degli Esperti
A dirimere la questione, che si ripresenta ogni estate da generazioni, è il dottor Massimo Resti, direttore del Dipartimento specialistico interdisciplinare del Meyer. In realtà, dichiara, la saggezza popolare a cui si appellano le madri non trova un riscontro scientifico.
Considerando però che stiamo parlando di balneazione estiva nel Mediterraneo, la variabile più importante da prendere in considerazione è la seconda. “Si può tranquillamente mangiare frutta mentre si sta immersi nell’acqua - chiarisce Resti - e il problema non si pone neppure se si mangia un panino, oppure un gelato”.
I problemi, spiega, possono insorgere solo nel caso in cui si entri in acqua dopo un pasto abbondante e non si rispettino alcune elementari precauzioni. “La digestione più impegnativa è rappresentata da alimenti che contengono proteine e grassi. In particolare, la carne di maiale è quella che richiede più tempo. In questo caso, le tre ore di attesa sono davvero consigliate.
Il consiglio è quello di evitare un’immersione rapida, tipo il tuffo, e di procedere con gradualità, in modo da risparmiare all’organismo una brusca variazione di temperatura. Meglio evitare anche uno sforzo fisico intenso (ma la raccomandazione vale anche fuori dall’acqua).
Congestione: Mito o Realtà?
Questo, di solito, è il principale argomento portato dalle mamme a supporto della loro tesi. A cui i bambini, in genere, non possono ribattere. Ma cosa s’intende con congestione?
In poche parole, è il blocco della digestione dovuto a shock termico. La digestione richiede molte energie all’organismo, che vengono fornite richiamando molto sangue dalla circolazione per mandarlo all’apparato digerente. Questo significa che le altre zone del corpo ne ricevono di meno (compreso il cervello), mentre lo stomaco ne riceve di più.
Se fuori fa caldo e ci si tuffa in acque troppo fredde (ma avviene lo stesso se si beve una bevanda ghiacciata) l’intero processo viene alterato. Per mantenere la temperatura corporea (i nostri 37 gradi) il cervello deve richiamare il sangue dallo stomaco per riscaldare il corpo. In questo modo la digestione si blocca di colpo, e questa brusca interruzione può causare crampi, dolori addominali, nausea, vomito.
Più difficilmente può capitare un malore più grave o addirittura la perdita di coscienza. Questo non significa che si rischi sempre la congestione. Il nostro corpo, infatti, è in grado di gestire due attività diverse come la digestione e uno sforzo fisico, purché questo sia leggero.
Il vero problema cui prestare attenzione è lo sbalzo di temperatura: lo shock dipende dalla differenza tra la temperatura dell’aria e quella dell’acqua. Per questo un bagno caldo si può fare tranquillamente.
Quanto Bisogna Aspettare?
Come sempre, sarebbe troppo bello avere una risposta definitiva: anche in questo caso dipende da diverse circostanze. In effetti, per essere una questione così diffusa, non ci sono studi scientifici e le certezze sono poche. È comunque bene tenere sotto controllo tre fattori:
- La digestione stessa, che naturalmente dipende da quanto e cosa si è mangiato. Il processo digestivo, di solito, richiede da una a tre ore, a seconda della pesantezza e della complessità del pasto.
- La temperatura dell’acqua: se è molto fredda rispetto a quella dell’ambiente bisogna assicurarsi di avere completamente digerito il pasto. Se è calda, si può anticipare il bagno.
- Entrare in modo graduale: se l’acqua è molto fredda è sempre meglio immergersi lentamente, in modo da abituare l’organismo al cambio di temperatura.
Insomma non ci sono certezze scientifiche ma come sempre, quando si parla di bambini, bisogna usare un atteggiamento prudente.
Consigli della SIP (Società Italiana di Pediatria)
“La famosa regola delle ‘tre ore di attesa’ è un supplizio inutile”, a fare chiarezza in un’intervista rilasciata al magazine ‘GrandHotel’ è la Presidente SIP, Annamaria Staiano. “Non esiste una regola scientifica che preveda questa attesa- spiega- anche perché la digestione avviene in modo diverso a seconda degli alimenti.
Può avere un senso se il bambino ha consumato un pasto abbondantissimo costituito da fritture, alimenti molto grassi, salse e intingoli ovvero da piatti che richiedono una lunga e laboriosa digestione. Se invece il bambino ha mangiato, come dovrebbe essere, un piatto di pasta condita con olio e pomodoro e magari un po’ di pesce o una fettina di carne può senz’altro entrare in acqua anche subito dopo pranzo.
Attenzione, però- ricorda la Presidente- bisogna immergersi in acqua gradualmente, bagnandosi prima le caviglie, i polsi, quindi lo stomaco e poi le tempie. Si deve cioè evitare lo sbalzo termico a cui lo esporrebbe tuffarsi o immergersi di colpo, che potrebbe causare la perdita di conoscenza. Sempre per questa ragione, il bambino non dovrebbe fare il bagno quando è accaldato e sudato: prima di entrare in acqua, sia pure gradualmente, dovrebbe rinfrescarsi all’ombra”.
Alcool e Bagno: Un Mix Pericoloso
Un’ultima cosa molto importante: se fare il bagno dopo mangiato può non rappresentare un problema, di sicuro farlo dopo aver bevuto alcolici può essere rischioso. Sia negli adolescenti sia negli adulti, nel 70% delle morti da annegamento è implicato il consumo di alcol.
Conclusioni
In sintesi, non è necessario aspettare ore dopo aver mangiato per fare il bagno, ma è fondamentale usare il buon senso. Evitare pasti pesanti, alcool e sbalzi termici improvvisi sono le precauzioni migliori per godersi il mare e la piscina in tutta sicurezza.
| Fattore | Raccomandazioni |
|---|---|
| Tipo di pasto | Leggero (carboidrati, frutta, verdura): OK subito dopo. Pesante (proteine, grassi): attendere 2-3 ore. |
| Temperatura dell'acqua | Tiepida: OK. Fredda: entrare gradualmente o attendere la digestione. |
| Attività fisica | Moderata: OK. Intensa: attendere un po'. |
| Alcool | Da evitare assolutamente prima del bagno. |
