Staffe per Impianti Idraulici: Tipi e Utilizzo

Le staffe per tubazioni sono fondamentali in vari settori industriali e domestici, garantendo il corretto posizionamento, la stabilità e la sicurezza delle condutture. Gli staffaggi per tubazioni sono progettati per fissare e supportare tubi e condutture in modo sicuro e affidabile.

Oltre a prevenire movimenti indesiderati e vibrazioni, assicurano l’integrità strutturale dei sistemi, riducendo il rischio di danni e malfunzionamenti. In questo articolo vedremo applicazioni e componenti di questi sistemi.

Settori di Applicazione

Le staffe per tubi trovano impiego in diversi settori:

  • Settore Idrotermosanitario: Le soluzioni di fissaggio sono essenziali per il supporto di tubazioni per acqua potabile, sistemi di riscaldamento, impianti di climatizzazione e sistemi di scarico. Lo staffaggio infatti assicura che le tubazioni siano posizionate correttamente e mantenute in sicurezza, prevenendo perdite e danni strutturali.
  • Settore Elettrico: Gli staffaggi assicurano il supporto e la protezione dei cavi elettrici, per un’installazione ordinata e sicura. In ambito domestico, permettono di organizzare e proteggere i cavi all’interno delle abitazioni, minimizzando il rischio di danni e cortocircuiti.
  • Energie Rinnovabili: Le energie rinnovabili rappresentano un settore in crescita in cui gli staffaggi per tubi giocano un ruolo fondamentale. Negli impianti fotovoltaici, per esempio, questi sistemi di fissaggio supportano le tubazioni per il passaggio dei cavi e dei fluidi necessari per il raffreddamento dei pannelli solari. Negli impianti eolici, sostengono le tubazioni e i cavi all’interno delle torri eoliche. In ambito domestico, invece, vengono utilizzati per supportare i sistemi di riscaldamento solare e gli impianti di produzione di biogas.

Componenti dei Sistemi di Staffaggio

I sistemi di staffaggio per tubazioni comprendono una vasta gamma di componenti e accessori progettati per soddisfare le esigenze di fissaggio sia in ambito domestico che industriale. A tal proposito ti sarà certamente utile sapere quali sono le componenti di queste soluzioni.

  • Fissaggi per sanitari: Una linea completa per l’installazione stabile di sanitari a pavimento su muratura o cartongesso, incluso supporto per sanitari disabili. Coppola Rappresentanze è qui per supportarti.
  • Collari per Tubi:Collari per tubi idraulici in PVC con tassello, disponibili in diverse misure per adattarsi al meglio ai diversi diametri dei tubi. È importante scegliere un collare con il diametro corretto per garantire una presa sicura sui tubi.

Collari di Fissaggio per Tubi

Un collare di fissaggio per tubi è un componente utilizzato per collegare e supportare due tubi in modo sicuro e stabile. È progettato per essere montato intorno ai tubi e fissato saldamente per evitare movimenti indesiderati o perdite. Il collare di fissaggio è generalmente costituito da un materiale robusto e resistente, come acciaio zincato. La sua struttura può variare a seconda del tipo di fissaggio e del diametro dei tubi che deve supportare.I collari di fissaggio per tubi sono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni, tra cui impianti idraulici, sistemi di drenaggio, impianti di irrigazione e molto altro ancora.

Ulteriori Componenti e Accessori

  • Il robusto chiodo a percussione ED può essere installato in calcestruzzo con il percussore SZE senza preforatura.
  • Zincatura: elettrozincato, ca. acciaio DX51 D+Z (N.
  • Il tassello a calza gialla FIS HN è l’ideale per il fissaggio su supporti forati. I 4 fori presenti sulla testa del tassello a calza FIS HN sono veri e propri fori spia e danno l’idea dello stato di riempimento della calza.
  • Quando il tassello viene inserito nel foro, le alette laterali si chiudono verso l’interno. Le alette si chiudono nel foro trattenendo la vite e l‘oggetto da fissare. Il miglior feedback possibile nel serraggio.
  • Il FID 50 è utilizzato in pannelli isolanti sottili a partire da 50 mm. Per fissare accessori leggeri in pannelli isolanti intonacati o non intonacati.
  • Il sistema è omologato per carichi elevati in un’ampia gamma di materiali, quando è utilizzato in combinazione con le resine a iniezione FIS V e FIS EM.
  • Grado di autoestinguenza: classe HB - U.L.

Sistemi di Staffaggio Fischer

I sistemi di staffaggio fischer per impianti e tubi sono pensati per rendere ogni installazione più veloce, sicura e duratura. La gamma comprende staffaggi per tubazioni leggeri o pesanti, ideali per impianti idraulici, termici e industriali, anche in ambienti complessi.

Le staffe per tubazioni, i binari, i collari e gli accessori sono compatibili con impianti esistenti, senza bisogno di smontaggi. Disponibili in acciaio zincato elettrolitico, zincatura a caldo o inox, tutti i componenti sono certificati per la resistenza al fuoco e disponibili anche in versione antisismica C1 e C2. I collari per staffaggi tubazioni garantiscono massima tenuta, anche in caso di dilatazioni termiche.

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La qualità degli impianti idrotermosanitari è sempre più influenzata dall’attenta scelta dei migliori componenti HVAC. Novità importanti per la fiera ISH di Francoforte, non soltanto nelle nostre gamme di raccordi pressfitting, ma anche in merito agli appendages per gli impianti HVAC. Stiamo parlando del Trolley starter Kit e delle comode confezioni di tubi pressfitting da due metri.

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Progettazione di un Impianto Idraulico

Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo. Troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.

Gli schemi e le immagini del modello 3D dell’impianto sono state realizzate con un software BIM per impianti MEP, che ti consente di integrare il modello 3D degli impianti direttamente nel tuo progetto architettonico. In questo modo risulta più immediato verificare eventuali interferenze ed agevolare la collaborazione tra le varie discipline che entrano in gioco in un qualsiasi progetto.

Funzionamento dell'Impianto Idraulico: Le Basi

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:

  1. adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
  2. scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).

La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.

Lo schema che segue rappresenta l’impianto idraulico di distribuzione di un bagno con doppio lavabo, wc, bidet e doccia. Sono riportate in rosso le tubature che conducono l’acqua calda sanitaria e in blu quelle dell’acqua fredda.

Impianto di Adduzione e Distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.

È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete. Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani.

Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.

I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto. Per avere tutte le informazioni sul dimensionamento dell’impianto di adduzione, distribuzione e scarico, leggi “Come progettare l’impianto idrico sanitario“.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.

Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Tipologie di Impianti di Scarico

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta.

Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

Componenti dell'Impianto di Scarico

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • Lavello Cucina: Montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
  • Lavatrice e Lavastoviglie: Per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
  • Lavabo Bagno: Anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
  • Vasca e Doccia: La vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
  • Bidet: Può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
  • Vaso: Il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Schema di un Impianto Idraulico

Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.

Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D.

Partendo dal modello del progetto architettonico, è possibile modellare le tubature (adduzione scarico, distribuzione, acqua calda, fredda, ecc.) ed inserire le apparecchiature direttamente da una ricca libreria di oggetti BIM. In questo modo la progettazione è realistica e dettagliata e si evitano problemi e imprevisti in fase di realizzazione dell’impianto.

Lo schema mostra come le tubazioni dell’acqua fredda e dell’acqua calda partono dal collettore posizionato all’interno del bagno per raggiungere le singole apparecchiature.

Nel collettore, ogni tubatura ha la sua chiave d’arresto per essere esclusa singolarmente dall’impianto. Al collettore arriveranno due tubature: una per l’acqua calda, proveniente dalla caldaia per la produzione di ACS, e l’altro dell’acqua fredda.

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