Fernando Botero: Un Viaggio nell'Arte del Volume e della Sensualità

A Roma, Palazzo Bonaparte ha ospitato una mostra dedicata all'arte di Fernando Botero, la prima e più completa realizzata in Italia a un anno dalla sua scomparsa. La mostra ha offerto uno sguardo approfondito sulla carriera artistica di Botero, esplorando le sue influenze, i suoi temi ricorrenti e il suo stile inconfondibile.

Le Radici e le Influenzate

Fernando Botero, nato in Colombia nel 1932, iniziò a dipingere da giovanissimo. Dopo un breve soggiorno a Barcellona, andò a Madrid dove si iscrisse alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, ma fu il Museo del Prado che si rivelò più utile alla formazione da autodidatta del suo stile. Lo stesso avvenne per la pittura quattrocentesca italiana a cominciare da Piero della Francesca. A Firenze, Botero si stabilì per lavorare e studiare per due anni la pittura del Quattrocento e i testi di Bernard Berenson, il grande critico d’arte. Giunse in tal modo a razionalizzare la sua innata fascinazione per il volume, una tendenza presente anche nelle sue primissime opere, quando non aveva ancora lasciato la Colombia.

Nel catalogo Lina Botero rivela un aspetto illuminante:” fu una sorta di rivelazione davanti alla forza, ai colori e alla composizione di questa grande opera d’arte”. Ad aprire la sezione in mostra c’è il dipinto intitolato Homenaje a Mantegna; per la prima volta in più di 40 anni quest’opera viene esposta al pubblico grazie alla casa d’aste Christie’s di New York, che ha reso possibili i contatti necessari.

Si tratta di un olio su tela del 1958 dipinto a Bogotà, basato su un affresco di Andrea Mantegna: la Camera degli Sposi al Palazzo Ducale di Mantova. Per la prima volta è esposta al pubblico anche l’opera intitolata La Menina (segun Velázquez), L’infanta Margarita che Botero aveva conservato per sé.

Botero da autodidatta si impadronì magistralmente delle diverse tecniche e, nell’articolazione delle diverse sezioni tematiche, la mostra ne dà una esauriente e affascinante dimostrazione.

Il Volume e la Scultura

La seconda sezione è dedicata alla scultura un estensione della visione del volume che si materializza nella terza dimensione come afferma l’artista. “La mia grande passione per la forma diede luogo alla necessità di trasformare le forme della mia pittura in volumi reali, tridimensionali, tattili.”

All’inizio degli anni Ottanta venne per la prima volta nella città di Pietrasanta, centro famoso per i grandi artigiani che da generazioni lavorano il bronzo e scolpiscono il marmo proveniente dalle cave di Carrara. I soggetti riprendono temi trattati anche nelle altre forme d’arte: privilegiando le donne.

Il Disegno e i Temi Ricorrenti

Segue la parte dedicata ai disegni in cui sono affrontati i diversi temi in cui è articolata l’esposizione: l’ambiente colombiano, la natura morta, il circo, la corrida e il Ritratto del padre, tratto da una fotografia perché era morto quando l'artista aveva quattro anni.

Botero riguardo al disegno affermava: “Il disegno è praticamente la base di tutto, è l’identità del pittore, è il suo stile, è la sua convinzione formale; e il colore è una specie di regalo che si fa al disegno".

La Religione e la Società

Nei ricordi della città natale di Medellín una parte importante l’ha la quotidianità, le icone religiose nelle chiese e nelle cattedrali, argomento della parte dedicata a La religione. Oltre le convenzioni, in cui spiccano: Nostra signora di Colombia, l’ironico Bagno del Vaticano e l’intenso Cristo crocifisso che fa parte del ciclo dedicato alla Passione.

Una sezione è dedicata al Circo, un tema ricorrente anche in artisti del XIX e XX secolo, Lina Botero, nel catalogo, narra: “Il tema del circo emerse spontaneamente nel lavoro di mio padre. Nel 2006, mentre si trovava a Zihuatanejo, un villaggio di pescatori sulla costa pacifica del Messico, vide arrivare un circo povero e umile, che catturò la sua attenzione con la sua poesia e la sua magia.

Segue quella dedicata alla Corrida, a cui giovanissimo si dedicò prima di scoprire la sua vera vocazione, ci sono anche scene crude: La cornata e El arrastre, il trascinamento del toro ucciso. A questo proposito viene riportata una frase di Botero:“Le mie opere non vogliono rappresentare fedelmente la realtà senza offrire un universo proprio e coerente, una nuova dimensione pittorica. Le opere devono essere fedeli unicamente alla pittura e all’universo poetico che ne scaturisce.

Questa considerazione vale anche per la parte dedicata alla Violenza in cui ci sono opere su Abu Ghraib e episodi di violenza del suo paese come Il massacro ore 20,15 e Madre e figlio entrambi del (2004). Su questo argomento di nuovo le parole dell'artista sono illuminanti:” L’arte non ha il potere di produrre cambiamenti sociali o politici. Ha però il potere di perpetuare nel tempo la memoria di un episodio. Il mondo ricorda il bombardamento di Guernica durante la Guerra Civile spagnola perché Picasso lo ha dipinto. Lo stesso è accaduto con Goya e le esecuzioni del 2 maggio.

Le Radici Colombiane e l'Eredità Artistica

La conclusione non poteva che riguardare le possenti radici colombiane ben descritte dalle parole dell’artista:” La questione è che l’arte e l’artista devono assicurarsi che le proprie radici continuino ad affondare nella propria terra e nella propria vita: e la mia vita è sempre stata in Colombia, e la mia terra è sempre stata la Colombia. Lì la natura esuberante, l’amore, la musica, la politica, le classi del potere danno forma alla sua storia.

Nel dipingere, cerco tutto questo tra i miei ricordi e lo reinvento nel mio studio, donandogli nuova vita, nuovi colori, forme esagerate. Tutto ciò che plasmo nei miei dipinti riflette un mondo conosciuto durante la mia gioventù. È una specie di nostalgia, di ossessione, che ho trasformato nel tema centrale del mio lavoro. […] Ho vissuto per cinque anni a New York e molto a lungo anche in Europa, ma nulla è riuscito a cambiare la mia prospettiva, la mia natura e il mio spirito latinoamericani.

La Mostra al Vittoriano: Un Omaggio all'Arte di Botero

La mostra "Botero" si è presentata come la prima grande retrospettiva dell’opera dell’artista in Italia, aprendo al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini. Ad accogliere il pubblico fuori dalla mostra, visibile anche a tutti i passanti, la gigantesca scultura in bronzo Cavallo con briglie che occupa con tutta la sua maestosa imponenza lo spazio antistante il Museo raccontando la perfetta plasticità volumetrica delle forme simbolo dello stile Botero.

Le Sezioni della Mostra

La mostra al Vittoriano era suddivisa in otto sezioni:

  • Sculture
  • Versioni da antichi maestri
  • Nature morte
  • Religione
  • Politica
  • Vita latino-americana
  • Nudi
  • Circo

Sculture: La Tridimensionalità delle Forme

Fernando Botero affermava che "la plasticità tridimensionale o volumetrica della forma è molto importante". In effetti le sue figure "a tutto tondo" conquistano da sempre lo spazio e sovente paiono proiettarsi dalla tela verso l’osservatore. L’evoluzione in senso scultoreo dei suoi personaggi sembrerebbe pertanto un evento consequenziale, addirittura scontato. Ma Botero ha risolto brillantemente il problema rivolgendo una particolare attenzione al volume e alla tipologia delle immagini per ottenere una conquista armonica e suadente dello spazio che talora si impreziosisce di una affascinante solennità, di un intimo mistero.

Sia nella Donna sdraiata come ne I ballerini, non viene meno l’attenzione formale e la ricerca di uno stile personale, caratteristiche profondamente connaturate alla sua poetica. Dunque, anche in ambito tridimensionale si dispiega il suo mondo che consente all’immagine una eterna sospensione tra desideri, sogni e reminiscenze.

Versioni da Antichi Maestri: Un Dialogo con il Passato

Uno degli elementi caratterizzanti la pittura di Fernando Botero consiste nella sua capacità di coniugare mirabilmente la cultura latino-americana delle sue origini, alimentata dall’iperbole e dal gusto del fantastico, a quella occidentale. Il riferimento all’Europa va ovviamente ascritto soprattutto alla cultura pittorica incontrata e amata attraverso Giotto, Piero della Francesca, Leonardo, Mantegna, Velázquez, Goya, importanti punti di riferimento durante i suoi viaggi in Italia e Spagna nei primi anni Cinquanta.

Botero non imita mai. Egli ricrea alla sua maniera, dando vita a immagini che ambiscono a una loro autonomia. Siamo di fronte a vere e proprie re-interpretazioni nelle quali Botero vuole rendere omaggio, anche attraverso una certa benevola ironia, a dipinti celeberrimi, cercando, a secoli di distanza, di ricrearne lo spirito, attualizzato e fatto proprio attraverso la sua idea originale del volume e dello spazio, del segno e del colore.

Nature Morte: La Personalità degli Oggetti

Le nature morte rivestono un ruolo di primaria importanza all’interno dell’opera di Botero e, a partire dalla fine degli anni Sessanta, alimentano con regolare continuità la seduzione di un’immagine che va ben al di là della semplice composizione di frutta e oggetti su un tavolo, per rivelarsi a volte un vero e proprio mondo a sé, ricco e diversificato, governato da regole ben precise.

"Quando dipingo una mela o un’arancia, so che si potrà riconoscere che è mia e che sono io che l’ho dipinta, perché quello che io cerco è dare a ogni elemento dipinto, anche al più semplice, una personalità che viene da una convinzione profonda". Ecco, per Botero il problema della forma è conferire un’immagine autentica anche agli oggetti inanimati.

Religione: Il Soprannaturale nella Quotidianeità

La religione occupa un ruolo importante nell’impegno pittorico di Botero perché il clima favolistico in cui vengono immersi i vari personaggi prescelti riflette perfettamente l’immagine percettiva di un mondo dove la realtà deve fare sempre i conti con lo sconfinamento in una fantasia che determina compiutamente i pensieri e i gesti della gente.

Politica: Un Narratore Indipendente

L’insopprimibile rapporto con la sua terra non fa di Botero un artista etnico, folcloristico, ma costituisce il presupposto obbligato di un transito, di una meditazione, del raggiungimento della consapevolezza di poter creare e dar vita a un’arte originale e autentica connaturata al temperamento latino-americano. Nella sua pittura c’è una radicata dimensione popolare, un profondo attaccamento alla propria cultura, alla memoria mai venuta meno della quotidianità di Medellín.

Il tono di Botero è quello di un narratore indipendente, di un affabulatore dall’accento libertario la cui caratteristica risiede nella saggezza temperata dal sorriso e da un innato senso dell’ironia.

Vita Latino-Americana: Un Mondo di Ricordi

"Si ritrova nella mia pittura un mondo che ho conosciuto quando ero molto giovane, nella mia terra. Si tratta di una specie di nostalgia e io ne ho fatto l’aspetto centrale del mio lavoro. […] Io ho vissuto quindici anni a New York e molti anni in Europa, ma questo non ha cambiato nulla nella mia disposizione, nella mia natura e nel mio spirito latino-americano. La comunione con il mio Paese è totale".

Stampe Giclée: Alta Qualità Made in Italy

Oltre alle mostre, è possibile ammirare le opere di Botero attraverso stampe giclée di altissima qualità, realizzate con tecniche avanzate che garantiscono lucentezza, durata e tenuta dei colori, e un'altissima risoluzione. Queste stampe su tela, prodotte in Italia con tela 100% cotone e telai di abete giuntato certificato FSC, permettono di portare un tocco di arte e colore nelle proprie case.

La Tecnica Giclée

  • Stampa giclée di altissima qualità
  • Tela 100% cotone
  • Telaio di abete giuntato certificato FSC

I grafici esaminano le foto, eliminano i difetti e contattano i clienti in caso di dubbi, per trasformare le immagini in stampe di qualità.

Le Opere Esposte a Palazzo Bonaparte

A Palazzo Bonaparte sono stati esposti oltre 120 lavori dell’artista colombiano, tra dipinti a olio, sculture, acquerelli, pastelli, disegni a matita, carboncini, sanguigne, che illustrano la profondità e la varietà delle sue ricerche. La mostra ha abbracciato gli oltre 60 anni di carriera di Botero, che iniziò a dipingere da giovanissimo per continuare fino agli ultimi giorni di vita.

Il Bagno: Un Tema Ricorrente

Il tema del "Bagno" è ricorrente nell'opera di Botero. Il dipinto Il Bagno del Vaticano è uno esempio di come Botero affronta temi religiosi con ironia.

L'Eredità di Botero

Le forme monumentali dei suoi soggetti e le fisicità corpulente sono da sempre il suo segno distintivo, ciò che ha reso il suo stile unico e immediatamente riconoscibile. Infatti, sulle tele rappresenta l’opulenza esagerata delle forme, la pienezza dei volumi e la sensualità, tutti fattori esaltati dall’uso iperespressivo del colore. Un’abbondanza che è anche positività, ricchezza e vita.

Botero e l'Italia: Un Legame Indissolubile

Benché per il grande maestro l’arte dovesse produrre piacere, si allontanò brevemente da tale premessa per affrontare alcuni temi di denuncia in due serie: una dedicata alla violenza in Colombia e l’altra alle torture perpetrate ad Abu Ghraib, in Iraq. Spese fino all’ultimo dei suoi giorni, come disse lui stesso, «ad apprendere la complessa tecnica della pittura». Egli rimase sempre legato alla tradizione dei grandi maestri, e l’Italia, sua seconda patria, svolse un ruolo cruciale nel suo sviluppo artistico.

Le Versioni di Botero: Omaggio ai Maestri

Fin dal primissimo viaggio in Europa nel 1952, ha realizzato numerosi omaggi a sommi esponenti della storia dell’arte universale, che influenzarono e arricchirono la sua vita artistica. Omaggi che si si sono tradotti in una serie di Versioni, in cui si è appropriato di temi creati da altri per trasformarli, con il proprio stile, in opere originali completamente diverse. E così, benché il tema di partenza fossero le opere di Leonardo, Velázquez o Piero della Francesca, il linguaggio è rimasto chiaramente quello di Botero.

Esempi di queste versioni includono:

  • La Menina (La damigella d’onore), che cita Diego Velázquez
  • El Diptico (Il dittico), ispirato a Piero della Francesca
  • El Matrimonio Arnolfini, (Il matrimonio Arnolfini), che riprende Jan van Eyck
  • Mademoiselle Rivière, ispirato a Jean-Auguste-Dominique Ingres
  • La Fornarina, citazione di Raffaello
  • El retrato de los Burgueses, che riprende Rubens

La Passione per il Volume e la Scultura

«La mia estrema passione per la forma mi ha portato alla necessità di trasformare i soggetti della mia pittura in veri e propri volumi tridimensionali e tattili», affermava Botero, che chiedeva sempre alle persone di toccare le sue sculture. Le sue lezioni, che il ventenne Botero seguiva a Firenze, si sarebbero rivelate decisive per la sua carriera.

La Natura Morta: Un Genere Rivisitato

Alla fine del XX secolo non erano molti gli artisti che si cimentavano ancora sul tema delle nature morte, genere che invece ha esercitato un grande fascino su Botero, che quindi lo ha fatto diventare uno dei suoi temi ricorrenti. Grazie all’uso inaspettato che vi ha fatto del colore, ci ha fatto capire perché affermasse che fossero proprio i colori a dominare nelle sue composizioni equilibrate.

Il Circo e la Corrida: Temi Universali e Plastici

Il circo è un tema universale ed estremamente plastico. Botero iniziò a confrontarsi con questo tema nel 2006, durante una delle visite annuali a Zihuatanejo, in Messico. Anche se nelle opere appaiono nel pieno dell’azione, gli attori del circo riflettono la serenità e la staticità proprie dei personaggi boteriani e trasmettono una sensazione paradossale, che oscilla tra il dinamismo e la staticità.

Le corride dei tori, una delle passioni della sua vita, sono state una tematica importante nel suo lavoro pittorico, che è ritornata in modo inteso agli inizi degli anni Ottanta e che ha coinciso con uno de periodi più prolifici della sua carriera di artista.

La Violenza e l'Impegno Sociale

L’arte non ha il potere di produrre cambiamenti sociali o politici. Ha però il potere di perpetuare nel tempo la memoria di un episodio. Botero si è cimentato con gli acquerelli nella raffigurazione della tauromachia, una sua grande passione. Questa tecnica era molto popolare in Colombia e l’artista non ha smesso mai di utilizzarla: l’ultima serie, realizzata nel 2019, è costituita proprio da una raccolta di acquerelli.

Le Radici Colombiane: Un'Inspirazione Costante

«Il problema - affermava Fernando Botero - è che l’arte e l’artista devono assicurarsi che le proprie radici continuino ad affondare nella propria terra e nella propria vita: e la mia vita è sempre stata in Colombia, la mia terra è sempre stata la Colombia. Lì la natura esuberante, l’amore, la musica, la politica, le classi del potere danno forma alla storia del paese. Nel dipingere cerco tutto questo tra i miei ricordi e lo reinvento nel mio studio, donandogli nuova vita, nuovi colori, forme esagerate.

Tabella delle Opere Chiave di Fernando Botero

Opera Anno Tecnica Note
Omaggio a Mantegna 1958 Olio su tela Ispirato alla Camera degli Sposi di Mantegna
La Menina, Dopo Velasquez s.d. Olio su tela Reinterpretazione dell'opera di Velázquez
Ballerina alla sbarra 2001 Olio su tela Esempio del tema del circo
Il Bagno 1989 Olio su tela Tema ricorrente nella sua arte

tag: #Bagno

Leggi anche: