Temu: Recensioni e Analisi Approfondita sull'Affidabilità e la Qualità dei Prodotti
Shop like a billionaire: con questo claim Temu si è presentato al grande pubblico durante il Super bowl dello scorso 12 febbraio allo State Farm Stadium di Glendale in Arizona, l’evento sportivo più importante degli Stati Uniti. È un avvenimento tanto colossale da essere preso come termine di paragone per rendicontare manifestazioni simili in altre discipline: “È il Super bowl del calcio”, o “è il Super bowl dello sci” e, nella sua ultima edizione, è stato visto da 113 milioni di spettatori.
Durante l’halftime si esibiscono ospiti del calibro di Rihanna, come durante l’ultima edizione, Lady Gaga, Beyoncé o i Coldplay e, mandare in onda uno spot durante la pausa, costa 7 milioni di dollari, quello di Temu è andato in onda per ben due volte durante la partita. Una cifra, 14 milioni di dollari, non da poco per un brand sconosciuto ai più e lanciato sul mercato statunitense appena cinque mesi prima, nel settembre del 2022.
Stando ai dati diffusi dalla società di analisi di mercato Sensor tower lo spot di Temu mandato in onda durante il Super bowl ha generato un incremento istantaneo dei download e degli utenti attivi giornalieri del 45 per cento e da allora non hanno mai smesso di crescere facendo della app del brand la più scaricata negli States. La società proprietaria di Temu (che ha sede a Boston), la cinese PDD Holdings, ha dichiarato rispetto al terzo trimestre un fatturato di 4,9 miliardi di dollari: una cifra superiore del 65 per cento rispetto allo periodo dell’anno precedente che ha portato il valore totale a superare i 100 miliardi di dollari.
Il modello di business di Temu, che spedisce in più di quindici mercati in tutto il mondo, dal Messico alla Nuova Zelanda passando per il Regno Unito e l’Italia, è simile a quello delle principali piattaforme cinesi come Shein, Wish e Alibaba: vendere enormi quantità di prodotto a prezzi incredibilmente bassi.
Temu però si distingue per la fusione tra shopping e intrattenimento, introducendo esperienze di gamification in cui i clienti possono giocare per vincere premi e promuovendo un’esperienza di shopping condivisa attraverso l’acquisto di gruppo: un concetto molto diffuso in Asia che consente ai clienti di formare gruppi e di usufruire di sconti all’ingrosso. Più utenti comprano lo stesso prodotto e più il suo prezzo scende riprendendo il concetto: Team up, price down.
Temu inoltre non si limita all’abbigliamento, ma offre una vastissima gamma di prodotti che comprendono anche articoli per la casa ed elettronica a prezzi se possibile ancora più bassi di quelli offerti da Shein: un paio di earpods wireless può arrivare a costare anche solo 2 euro, uno smartwatch 4,99 e un vestito da sera 12 euro, tutto comprensivo di spedizione e reso gratuito. Con questi prezzi e questi escamotage torna anche il claim: “compra come fossi un miliardario”. Non stupisce che le vendite di Temu superino del 20 per cento quelle di Shein.
Non da ultimo: Temu, a differenza di Shein, non produce ma opera semplicemente come marketplace, mettendo in collegamento diretto fornitori e consumatori e, di fatto, occupandosi principalmente solo della spedizione. In più permette ai produttori cinesi di spedire direttamente in occidente senza doversi appoggiare a centri di distribuzione locali, come fa ad esempio Amazon. Ma, al netto di questo, come sono giustificabili prezzi tanto bassi?
Una possibile risposta sta in un’inchiesta condotta da Bloomberg sulla catena di approvvigionamento di Temu sia negli Usa che in Cina che ha messo in luce come una buona parte dei prodotti messi in vendita dal marketplace appartengano ad aziende situate nello Xinjiang, una regione dove il lavoro forzato è la regola e che gli Stati Uniti hanno bannato: nulla di quello che proviene da questa regione può essere commercializzato su suolo americano.
Nello Xinjiang, regione autonoma che si trova tra Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, India, e Tibet vivono infatti circa 11 milioni di uiguri, popolazione musulmana di lingua turca, originaria della regione e vessata sistematicamente dal governo centrale, tanto da spingere Mike Pompeo, Segretario di Stato degli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump, ad utilizzare la parola genocidio per indicare tanto le politiche di sicurezza in atto nella regione, compresa quella rigidissma del controllo delle nascite, quanto la reclusione nei campi di internamento che hanno la specifica missione di rieducare i membri delle minoranze islamiche nella regione e dove si inserisce lo scenario dei lavori forzati.
Anche il principale competitor di Temu, ovvero Shein, è accusato di produrre nella regione dello Xinjiang e, come se non bastasse, i due colossi dello sfruttamento di manodopera sono impegnati in una causa legale che li vede contrapposti. Temu ha infatti accusato Shein presso il tribunale del Massachusetts, di aver creato contratti esclusivi con produttori indipendenti in Cina, impedendo loro di lavorare con Temu. L’azienda sostiene che Shein abbia stipulato gli accordi nel tentativo di superare Temu nei mercati statunitensi.
Se il fast fashion ha generato un sacco di problemi all’ambiente, l’ultra fast fashion è la nuova frontiera dell’iper-consumismo che rappresenta una minaccia enorme in fatto di inquinamento. Marchi come Temu e Shein immettono sul mercato nuovi prodotti costantemente: se con il fast fashion siamo arrivati ad avere 52 drop di prodotto in un anno, ovvero uno alla settimana, con l’ultra fast fashion ci ritroviamo nuovi oggetti da mettere nel carrello ogni singolo giorno.
I prezzi incredibilmente bassi, oltre a presupporre terribili scenari di sfruttamento, comportano anche un’altra cosa: la pessima qualità dei prodotti, la cui vita è veramente breve. Questo significa che assisteremo ad un riversarsi in discarica di ancora più prodotti, tessili e non. Senza contare il fatto che su una piattaforma come Temu non c’è traccia di fibre naturali o materiali poco impattanti, la stragrande maggioranza dei prodotti tessili sono di poliestere, che è un derivato del petrolio e, come tale, altamente inquinante.
Altri marchi di ultra fast fashion sono il cinese Romwe, che per altro è di proprietà dello stesso fondo che controlla Shein, l’americano Zaful e lo svizzero Tally Weijl. La posizione di leadership, che fino a poco meno di un anno fa era indiscussamente di Shein, oggi è stata messa in crisi dalla nuova stella nascente di questo mondo fatto di sfruttamento e prodotti scadenti, Temu appunto.
Se tutto questo non fosse sufficiente a scoraggiare gli acquisti su Temu, qualche mese fa sul retailer online si sono anche abbattute ombre circa la gestione dei dati degli utenti: dai più comuni sospetti sul trattamento poco ortodosso in materia di advertising ai più pesanti secondo cui l’app conterrebbe un malware in grado di copiare tutti i dati presenti sugli smartphone su cui viene installata.
Recensioni degli utenti su Temu
Molto poco seri e chiari per quanto riguarda le modalità di spedizione, nonché la qualità dei prodotti che il più delle volte lascia a desiderare. Basta dire che una borsa, a loro dire in tela, si è totalmente scucita dopo un giorno dall'uso e l'ho buttata al secchio perché era di nylon!!!
Ho già scritto altre recensioni negative al merito mai pubblicate da Trustpilot...ma guarda un pò...mi viene chiesto a quali ordini faccio riferimento? Se sono una iscritta/cliente TEMU loro sanno benissimo a quali ordini sto facendo riferimento...basta guardare il mio account.
Se hai bisogno di chiarimenti su resi, rimborsi o qualsiasi altra questione, preparati a parlare... con un'intelligenza artificiale. Non esiste un numero di telefono, nessuna possibilità di interagire con un operatore umano, nemmeno via chat. L’assistenza è completamente automatizzata e spesso fornisce risposte generiche, poco chiare o totalmente scollegate dal problema reale. Se il tuo caso è anche solo leggermente diverso dallo standard, l’AI non sa gestirlo e ti ritrovi in un circolo vizioso di risposte preimpostate che non risolvono nulla.
In un’epoca in cui la tecnologia dovrebbe migliorare l’esperienza utente, qui sembra solo peggiorarla. Un servizio clienti senza persone non è un servizio. Deluso e frustrato.
Sconti, offerte lampo, affari imperdibili… tutti messaggi confezionati per attirare l’attenzione, spesso con inviti a scansionare QR code per ottenere premi o vantaggi. Ma alla fine, si rivelano quasi sempre solo esche per ottenere click sul sito. Questa invasività rende l’esperienza ancora più frustrante.
- Diversi articoli non ricevuti.
- Inoltre mi scrivono che i pacchi sono tornati indietro perché io non ero in casa al momento della consegna, e non è vero.
- Se non ricevo i miei ordini non acquisterò mai più.
Temu pessima esperienza Temu .. assolutamente da evitare!!! Consegnato solamente all' ufficio postale!mai all' indirizzo,con AliExpress non è mai successo! Ho bloccato questo sito.
Salve. Ho due ordini insospesi uno dal 17 luglio e l altro dal 4 agosto oggi. Stesso corriere. Ma putroppo loro non hanno colpa. La cosa che mi fa arrabbiare che mi mandano sconti e soldi. Si seriamente soldi su carta temu. Bellissimo. ma riesco a spenderli ? No . I pacchi non arrivano , io poi con i soldi che prendo da loro sconti e tanti sconti chiaramente aumento la lista di spese e metto altre 50 euro.
Poi i pacchi come al solito mon arrivano più. Di nuovo offerte sconti mi rimborsano e io aggiungo denaro. Secondo me sono un coccodrillo. Ordine 19516000625834 dicono che hanno tentato la consegna , ma io ho le telecamere è ho salvato il film dalle ore 16,10 alle ore 16.40. Loro dicevano che erano venuti alle 16.21 in più ho un registratore altri circuito che registra tutta la casa anche il camino. Neanche nel camino sono passati. Però può darsi che con questa nota consegneranno. Ma non ci credo.
Infatti mi scuso con Temu che li ho tartassati ma non potevano fare niente avevano le mani legate non sono riusciti ad contattare il corriere o la sede. E stato un bel sogno. Temu fa sognare perché permette tutti di avvicinarsi a tutte le fantasie. Grazie.
Io mi sono trovata abbastanza bene, volevo solo chiedere perché non avete lasciato la spesa minima a 10€ , essendo a 20€ è forse troppo.
Vendono oggetti di autenticità non limpidissima. Ordino dei fischietti della Fox per arbitri di calcio e pallavolo. Arrivano in un tempo medio con le poste ordinarie cinesi e italiane. Quello che è stato incredibile è stato constatare la dubbia autenticità del prodotto. Le scritte sono in un inglese tradotto in maniera maccheronica, i riferimenti al sito internet sono errati. Certo, costano molto meno degli originali, ma mi viene il dubbio che non siano originali. Diffiderei!
Penso che chi si lamenta dell'accozzaglia cinese di bassa qualità abbia seri problemi di valutazione... se ordini merce a prezzi stracciati cosa ti aspetti?!? Il made in italy di qualità che tutti desideriamo non lo trovi di certo a pochi euro! Detto questo... io ho acquistato un paio di volte da Temu (perfettamente consapevole della tipologia di acquisto che stavo facendo) e devo dire che la mia esperienza è stata molto positiva.
Ho comprato delle scatoline per i confetti sono arrivati in un tempo più che accettabile e il prodotto era molto carino e perfettamente rispondente sia alle foto che alle caratteristiche descritte; ho acquistato la cuccetta per i miei due gatti e anche per questo prodotto non ho riscontrato problemi, stessa esperienza per l'acquisto di una macchinetta per le unghie, arrivata in perfette condizioni, ricca di accessori e assolutamente funzionale al suo scopo. Certo é che l'assistenza non è delle migliori sia per l'uso di messaggi automatici sia per la difficoltà che sicuramente riscontrano nel comprendere ciò che scriviamo.
Ma ... Se si utilizza Temu con la consapevolezza di ciò che è in grado di offrire nessuno avrá grossi problemi...
P E S S I M O Meno di 0 stelle, se fosse possibile! E' ora che le autorità giudiziarie intervengano per fermare i numerosi siti, quasi sempre cinesi, come questo! Questi si arricchiscono con truffe legalizzate, paccottiglia cinese di pessima qualità, prezzi stracciati fuori mercato, nessuna tutela e garanzia per il consumatore. Patetiche le poche recensioni positive (probabilmente finte). Questa gente rovina il commercio a gente seria che lavora bene!
Azienda molto affidabile E' un'ottima soluzione per acquisti a prezzi veramente bassi. Se un pacco non arriva, ti rimborsano immediatamente. A mia moglie inviano addirittura la fotografia dell'atto della consegna. Ho letto le recensioni negative, sinceramente non capisco!
Gli ultimi tre pacchi non mi sono stati consegnati. Nessuno ha suonato al campanello, ed eravamo sempre tutti in casa. I loro corrieri probabilmente lasciano, per la solita fretta, i pacchi per la strada, alla mercè di tutti. Quando non li tirano nel cortile, spaccando il materiale fragile. Alla richiesta di rimborso, la negano, pur non essendoci prove di consegna o firme di ricezione.
Prima poteva valere la pena comprare qualcosa, anche se di qualità opinabile. Ora non conviene più, negli utlimi tempi ho avuto più problemi che altro. Poi ti rispondono, come si può leggere qua sotto, che faranno un follow up della questione, e sono sempre disponibili con i loro canali di chat. In pratica, si ritorna daccapo di fronte un muro di gomma che risponde con dei copia incolla uguali per tutti. Da ridere.
Cinque stelle veramente meritate! Ogni pacco è sempre arrivato. Ogni rimborso è sempre stato effettuato.. sono disponibili in via chat immediatamente. La qualità dei prodotti proporzionata al prezzo sono veramente soddisfatta. Ho fatto parecchi acquisti, e tutte esperienze reali.
L Azienda e' assente. Voi dite che replicano ad oltre il 90% delle recenzioni negative......ma con che???!!! Fasullerie!!! PERCHE' NON REPLICANO CONCOSA E' SUCCESSO AI MIEI ORDINI N°PO-098-01580541630070162 e PO-098-12575555881590162 (che loro danno per gia' spediti) con un VERO NOME DISPEDIZIONIERE ed un VERO TRACK NUMBER????
Schifosi bugiardi ti promettono 5/7regali a zero euro come mi è appena accaduto ti fanno spendere i soldi e niente regali zero euro in cambio ti propongo un regalo per altre 20 euro di spesa. Già i loro vestiti di poliestere che brucia il corpo fanno schifo.
Inchiesta Altroconsumo sulla sicurezza dei prodotti Temu
Mentre l'Unione europea è al lavoro per imporre dazi doganali all'importazione di prodotti low cost acquistati da piattaforme esterne al mercato europeo, in Italia cresce la popolarità dei colossi ecommerce cinesi come Temu. Popolarità guidata soprattutto dai prezzi stracciati dei prodotti venduti sulle piattaforme, ma che non sempre tiene conto di fattori fondamentali come la conformità e la sicurezza.
La conferma è arrivata dall'inchiesta Altroconsumo pubblicata lo scorso anno in cui abbiamo acquistato 28 prodotti su Temu, riscontrando diverse criticità. Dai giocattoli con marcatura CE assente o contraffatta ai cosmetici commercializzati senza la lista completa degli ingredienti (INCI) obbligatoria in tutta l'Unione europea.
In seguito alla pubblicazione della nostra inchiesta, Temu ci aveva confermato di aver eliminato i prodotti a rischio dal proprio ecommerce e così effettivamente è stato per gli specifici articoli che avevamo acquistato nel 2023. A distanza di qualche mese siamo tornati a verificare la sicurezza di 25 prodotti venduti sulla piattaforma.
Per quanto riguarda i giocattoli per i bambini, purtroppo continuiamo a riscontrare diverse carenze e problemi che causano rischi elevati. In diversi casi la mancanza di istruzioni (o che vengono riportate solo parzialmente) resta un punto di attenzione. È il caso di un prodotto descritto come un "puzzle di grandi dimensioni" che in realtà è un gioco di costruzione fatto di piccoli pezzi: non riporta le indicazioni relative alla sicurezza, come il rischio di soffocamento.
Critici anche alcuni giochi per l'assenza di informazioni fondamentali su come gestire l'imballaggio esterno e per avvertenze di sicurezza. Tra questi anche palloncini non conformi alla normativa di sicurezza sui giocattoli (EN 71) e caratterizzati da un forte odore chimico non ben identificabile tra solventi e siliconi: parliamo di prodotti che possono comportare rischi elevati per la salute e che per l'utilizzo si portano vicino a bocca e naso. Altri giocattoli problematici sono giocattoli per i più piccoli e per la dentizione che invece sono indicati come non idonei sotto i tre anni e da utilizzare sotto la supervisione di un adulto sicuramente non conformi alla direttiva sicurezza giocattoli.
Sulla piattaforma Temu continuano a essere presenti prodotti che imitano gli alimenti, ma che alimenti non sono: è il caso di due kit di candele che abbiamo acquistato. Anche uno dei prodotti cosmetici, delle maschere da viso in carbone di bambù compresso, sono confezionate singolarmente e sembrano liquirizie incartate come caramelle. Estratte dalla confezione assomigliano pericolosamente ad un alimento, se messe in bocca hanno dimensioni tali che potrebbero provocare ostruzione delle vie respiratorie.
Questi prodotti non sono conformi alla normativa nazionale in tema di similalimenti (che recepisce la direttiva europea) poiché possono costituire un pericolo per i più piccoli, dal momento che aspetto, colore, forma e odore ricordano dei cibi, quindi potrebbero essere ingeriti erroneamente.
Se ci concentriamo sui prodotti dedicati alla dentizione dei bambini, la situazione resta preoccupante rispetto alla precedente inchiesta. Abbiamo acquistato una catena porta ciuccio che si autodefinisce anche "catena massaggiagengive in silicone": è sprovvista di corretta etichettatura e non ha superato le prove di resistenza. Siamo infatti riusciti a staccare alcune piccole parti con le mani: un rischio per i bambini più piccoli.
Il prodotto è sprovvisto di istruzioni e anche il sacchetto che lo contiene non riporta il rischio di soffocamento. Infine un ultimo massaggia gengive a forma di giraffa non è conforme alla normativa sui giocattoli, a quella sui Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) e presenta informazioni scarne e, in contrasto con il reale utilizzo, riporta infatti il fantasmino 0-3 come se tale prodotto dovesse essere utilizzato solo sopra i 3 anni.
Rispetto alla nostra precedente rilevazione, l'assortimento di prodotti cosmetici risulta piuttosto ridimensionato, segnale che sono state recepite alcune delle indicazioni emerse. Restano però, anche in questo ambito, alcuni punti di attenzione dato che in molti casi è ancora complicato capire cosa contengono.
Abbiamo acquistato una confezione di 30 maschere in bambù che presentano diverse carenze: assenza dell'elenco degli ingredienti (INCI), mancanza della data di scadenza o del PAO (Period After Opening) che indica la durata del prodotto dopo la sua apertura. Ogni singola maschera è inoltre imballata singolarmente come una caramella, rendendola davvero simile a una liquirizia. Queste lacune, unite al fatto che le istruzioni sono riportate solo in cinese, rendono questo prodotto non conforme alla normativa sui cosmetici, sulla sicurezza generale dei prodotti e dei similalimenti.
Discorso analogo va fatto anche per una confezione di salviette per l'igiene orale "Deep cleaning teeth wipe" che non riporta correttamente l'INCI. Una cipria acquistata, invece, sembra riportare la lista degli ingredienti corretta, ma il claim riporta informazioni non veritiere: si definisce "Oil free" ma in realtà contiene olio minerale. Infine un gel glitter non riporta le istruzioni e i rischi di soffocamento del sacchetto che li contiene sono riportate solo in inglese.
In ambito cosmetico abbiamo anche acquistato una penna per la decorazione delle unghie "Nail art pen" e una confezione di 12 matite per sopracciglia. Oltre a cosmetici, abbiamo anche acquistato alcuni dispositivi per la cura della persona.
Le criticità maggiori sono state riscontrate su un kit per extension ciglia (con applicatore e bacchette per mascara) sprovvisto di qualsiasi marcatura di conformità e senza istruzioni e indicazioni del nome del prodotto. Anche su una confezione di 4 rotoli di nastro invisibile per il trucco non sono riportate le informazioni basilari come il nome del prodotto e del produttore o un disegno che indichi l'utilizzo, tanto che è difficile capire di che prodotto si tratta o a cosa può servire.
Tra gli articoli della persona abbiamo anche scovato un "eyelash curler", di fatto una mini piastra elettrica che aiuta a curvare le ciglia finte, una volta applicate. Tra i prodotti più problematici analizzati nella scorsa inchiesta c'erano i caschi da moto e da bicicletta.
Così a distanza di mesi abbiamo acquistato nuovamente alcuni modelli sulla piattaforma Temu, confermando le nostre perplessità. Un casco da moto "retro in stile giapponese" non è conforme alla normativa vigente sulla sicurezza, non ha l'indicazione dell'omologazione ed è sprovvisto di istruzioni. Le dimensioni del prodotto poi lo rendono non conforme con la normativa di omologazione ECE R22 e simile ad un vecchio casco “a scodella” la cui vendita in Italia è vietata dal 2001. Discorso analogo anche per un altro casco modulare/integrale che non riporta l'omologazione Ue, ma solo quella Usa.
Tutti i 25 prodotti acquistati non rispettano la normativa che prevede l'obbligo di etichettatura ambientale sul corretto smaltimento degli imballaggi, obbligatoria in Italia. Nonostante gli impegni di Temu e le nostre precedenti segnalazioni alle autorità, anche quest'ultima inchiesta dimostra che la situazione degli articoli acquistabili su questa piattaforma è ancora critica.
Sono troppi i prodotti non conformi alle normative Ue e che per questo possono costituire un rischio anche serio per adulti e ancora più per i bambini a cui questi articoli sono spesso destinati. Problemi con Temu? Se hai avuto problemi con un acquisto su Temu, rivolgiti alla consulenza legale riservata ai soci.
Tra le 25 inserzioni, nove non erano già disponibili per la vendita. Tra le 16 inserzioni c'erano due articoli che secondo noi soddisfacevano i requisiti. Tuttavia, abbiamo deciso di essere cauti e di rimuoverli dalla vendita. 1. 2. Saremmo lieti di sapere se siete d'accordo con la nostra valutazione di questi due articoli. La sicurezza dei clienti è fondamentale per noi.
Apprezziamo il feedback del pubblico e delle associazioni dei consumatori come Altroconsumo. Come Altroconsumo prendiamo atto di quanto comunicato da Temu, ma aggiungiamo alcune precisazioni. Riconosciamo la reattività della società nell'individuare e nel rimuovere i prodotti a rischio, grazie alle analisi e alle verifiche sul campo svolte da Altroconsumo. Però riteniamo che queste attività di controllo debbano essere fatte dall'azienda stessa, in maniera preventiva e senza necessariamente una segnalazione esterna, in modo che prodotti pericolosi o non sicuri non siano disponibili per la vendita fin dal principio e non che vengano ritirati una volta online.
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