Terzo Punto Idraulico e Meccanico per Trattori Agricoli: Funzionamento e Caratteristiche
Il terzo punto è un componente essenziale per i trattori agricoli, utilizzato per collegare gli attrezzi al trattore stesso. Esistono due tipologie principali: il terzo punto idraulico e il terzo punto meccanico. Entrambi svolgono la stessa funzione, ma si differenziano per il meccanismo di regolazione della lunghezza.
Terzo Punto Idraulico
Il terzo punto idraulico offre una maggiore flessibilità e facilità di regolazione rispetto al modello meccanico. Grazie al sistema idraulico, è possibile modificare la lunghezza del terzo punto direttamente dalla cabina del trattore, senza dover scendere e intervenire manualmente.
Caratteristiche e Dimensioni
Le caratteristiche e le dimensioni del terzo punto idraulico variano in base alla categoria e al modello. Di seguito, alcuni esempi:
- Terzo punto idraulico di III categoria: Progettato per migliorare significativamente le prestazioni del trattore.
- Alesaggio: 80 mm, garantisce una robustezza eccezionale, ideale per affrontare i compiti agricoli più impegnativi con sicurezza ed efficienza.
- Diametro dello stelo: 40 mm, assicura una notevole stabilità durante l'uso, permettendo movimenti fluidi e precisi. Questa caratteristica è fondamentale per operazioni che richiedono un controllo accurato, riducendo al minimo il rischio di danni alle attrezzature o ai raccolti.
- Lunghezza massima: 746,5 mm, offre una grande versatilità, adattandosi facilmente a diverse attrezzature agricole. Questo consente di utilizzare lo strumento in molteplici applicazioni, dalla semina alla raccolta, ottimizzando il rendimento del trattore in ogni fase del lavoro.
- Lunghezza minima: 573,5 mm, rende il terzo punto facile da gestire per il trasporto o lo stoccaggio. Questa compattezza non compromette la funzionalità, ma anzi facilita le operazioni di montaggio e smontaggio, risparmiando tempo prezioso.
- Finitura: Verniciatura con una finitura RAL 7021 permette una protezione duratura contro la corrosione e gli agenti atmosferici.
- Terzo punto idraulico con snodo anteriore e posteriore non verniciato:
- Lunghezza minima di 480 mm e una massima di 690 mm, con una corsa di 210 mm.
- Alesaggio da 50 mm, diametro stelo da 30 mm.
- Terzo punto idraulico con doppio snodo anteriore e posteriore:
- Ha una lunghezza regolabile da 410 a 570 mm per adattarsi alle tue esigenze specifiche.
- Terzo punto idraulico cat.
Terzo Punto Meccanico
Il terzo punto meccanico è una soluzione più semplice ed economica rispetto al modello idraulico. La regolazione della lunghezza avviene manualmente, tramite un sistema di filettatura.
Caratteristiche e Dimensioni
Anche per il terzo punto meccanico, le caratteristiche e le dimensioni variano in base alla categoria e al modello. Di seguito, alcuni esempi:
- Terzo punto meccanico di categoria I: Con filettatura M22, è progettato per offrire prestazioni eccellenti e durature in campo.
- Braccio terzo punto Top meccanico seconda categoria M40x3:
- Lunghezza: 635 mm chiuso, 870 mm aperto.
- Posizionato nella parte posteriore del trattore.
- È l'accessorio ideale per collegare il trattore agli attrezzi agricoli.
Sono disponibili diverse varianti, tra cui:
- Terzo punto Basic cat.
- Attacco terzo punto triangolare femmina cat.
- Terzo punto meccanico completo cat.
- Terzo punto meccanico Top cat.
- Terzo punto meccanico completo II cat.
- Terzo punto meccanico Top Ama II cat.
- Terzo punto meccanico Top completo II cat.
- Terzo punto Top cat.
- Terzo punto meccanico Top completo cat.
Accessori Complementari
Per ottimizzare l'utilizzo del terzo punto, è possibile aggiungere alcuni accessori complementari, come:
- Gancio rapido da saldare su bracci inferiori per attacco a tre punti: Progettato per rendere l'applicazione degli attrezzi al trattore più veloce che mai.
Il Sollevatore Idraulico: Componente Chiave per la Gestione degli Attrezzi
Nell'arco della loro vita, le trattrici lavorano con attrezzature trainate, portate o semi-portate. Il sollevatore è indispensabile per gestire le attrezzature portate e semi-portate poiché, usando l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio e generata da una pompa idraulica, permette il loro sollevamento durante le svolte a bordo campo e nel passaggio al trasporto su strada. Nella pratica, il sollevatore idraulico si occupa di trasmettere lo sforzo di trazione all'implement, alzarlo o abbassarlo per mantenere una determinata posizione e regolare gli sforzi trasmessi da esso al trattore.
La pompa eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito. Se la pompa a ingranaggi fornisce una portata fissa, quella a pistoni a cilindrata variabile - più complessa e in genere installata sulle alte potenze - offre una portata regolabile in funzione delle esigenze del sistema. Realizzato in acciaio, ogni cilindro idraulico ospita un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore.
L'attacco a 3 punti comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale. Solo un attacco a 3 punti con geometria ben definita consente un corretto accoppiamento degli attrezzi.
Modalità di Funzionamento del Sollevatore
La prima modalità permette il mantenimento delle attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno - come nel caso di spandiconcime, barre irroratrici, falciatrici a dischi - o a una determinata profondità nel suolo (attrezzi per la lavorazione). Diversamente, con lo Sforzo controllato è possibile mantenere costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno. Infine, la modalità Flottante evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte (trinciatrici, coltivatori, alcuni erpici a denti, sarchiatrici, rincalzatrici, alcune falciatrici) di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.
Controllo Meccanico ed Elettronico
Se inizialmente i sollevatori erano controllabili solo per via meccanica, ora i modelli più recenti ed evoluti possono essere gestiti tramite elettronica. Il conducente controlla un sollevatore meccanico con una leva di posizione e una dello sforzo. In modalità Sforzo controllato, si usa la leva dello sforzo per impostare l'ampiezza dell'intervallo in cui il tiro deve rimanere costante. Se l'ampiezza stabilita è elevata, il controllo dello sforzo manterrà costante il tiro del trattore per ampie variazioni della profondità.
Un sollevatore elettronico è gestibile con interruttori e potenziometri, raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida, e dotato di sensori - detti estensimetri - per il controllo dello sforzo.
Sollevatori Anteriori
Il sollevatore anteriore permette il lavoro con attrezzi frontali che - combinati con quelli posteriori - assicurano maggiore produttività oraria, minori costi di gestione e ridotto calpestio del terreno.
La scelta di BCS è di progettare e assemblare internamente tutti i sollevatori (del tipo a singolo effetto), integrando componenti di CBM, Ama e Lo Snodo.
I sollevatori dei trattori da vigneto e frutteto si distinguono da quelli da campo aperto per il comando generalmente meccanico, la capacità di sollevamento inferiore e la maggiore compattezza.
L'esigenza di maggiore compattezza si riflette nel montaggio di un attacco a 3 punti di categoria più bassa: 1 o 2 per trattori fino a 100 cavalli.
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