Guida Completa all'Installazione di Caldaie e Requisiti UNI 7129

Il gas naturale (o metano) è la fonte di energia primaria più diffusa in Italia: dai giacimenti di estrazione e, attraverso una fitta rete di distribuzione, arriva direttamente nelle nostre case. Da un antenato utilizzo rivolto all’illuminazione (a inizio ‘900), il gas è andato progressivamente occupando un ruolo di primo piano nel bilancio energetico domestico. La quasi totalità delle abitazioni civili del nostro Paese sono servite da un impianto a gas.

Cos'è un Impianto a Gas?

Un impianto a gas è un sistema composto da dispositivi progettati per utilizzare il gas combustibile (come metano, GPL o gas manifatturato) come fonte di energia. Questi impianti possono essere utilizzati per diverse finalità, tra le quali il riscaldamento di edifici, la produzione di acqua calda sanitaria, la cottura di cibi e altre applicazioni industriali o domestiche. Gli impianti a gas includono caldaie, apparecchi di cottura, scaldabagni e altri dispositivi, oltre a tubazioni, valvole e sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, che devono essere progettati e installati seguendo le normative di sicurezza specifiche.

Come è Fatto un Impianto a Gas?

L’impianto a gas è costituito dai seguenti componenti:

  • Impianto interno
  • Predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione dei locali di installazione degli apparecchi
  • Predisposizioni edili e/o meccaniche per l’aerazione dei locali di installazione
  • Predisposizioni edili e/o meccaniche per l’evacuazione all’esterno dei prodotti della combustione ed il collegamento camino/canna fumaria
  • Predisposizioni per l’installazione di bombole o il collegamento a recipiente fisso

Normativa Impianti a Gas: la Norma UNI 7129

La norma tecnica UNI 7129:2015, costituisce di fatto un “Testo Unico”, riferimento normativo per gli impianti domestici e similari. La legge (Dm 37/08) dispone che gli impianti siano realizzati a “regola d’arte”, secondo quanto indicato nelle norme CEI ed UNI (UNI CIG per il gas).

La normativa di riferimento per l’impianto a gas ad uso domestico è la UNI 7129 aggiornata nel 2015. La norma si applica ad impianti domestici per l’utilizzo dei gas combustibili appartenenti alla I, II e III famiglia, rispettivamente gas manifatturato, metano e GPL. La norma fissa i criteri per la costruzione ed i rifacimenti di impianti interni o parti di essi asserviti ad apparecchi utilizzatori con portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW.

La UNI 7129 è divisa in 5 parti:

  • UNI 7129-1: impianto interno
  • UNI 7129-2: installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione
  • UNI 7129-3: sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione
  • UNI 7129-4: messa in servizio degli apparecchi/impianti
  • UNI 7129-5: progettazione, installazione e messa in servizio

Possiamo prendere in considerazione anche la UNI 7128 come riferimento per gli impianti a gas ad uso civile appartenenti alla I, II e III famiglia di cui alla UNI EN 437, a valle del punto di inizio.

L’impianto a gas ad uso civile è un impianto che ha le seguenti funzioni e utilizzi:

  • Climatizzazione di edifici e di ambienti
  • Produzione di acqua calda sanitaria
  • Cottura domestica di cibi
  • Ospitalità professionale, di comunità e ambienti similari

Tra gli impianti a gas ad uso civile si includono:

  • Gli impianti domestici: impianto a gas in cui gli apparecchi installati hanno tutti singola portata termica non maggiore di 35 kW
  • Gli impianti civili extradomestici: impianto a gas asservito ad almeno un apparecchio avente singola portata termica nominale massima maggiore di 35 kW o apparecchi installati in batteria con portata termica complessiva maggiore di 35 kW
  • Gli impianti per ospitalità professionale, di comunità e di ambiti simili: impianto asservito al complesso delle attività che si riferiscono ai settori turistico alberghiero, della ristorazione, dei bar e delle grandi catene di ristorazione aperte al pubblico, delle comunità e degli anti pubblici e provati

UNI 7129: le Distanze

Secondo le disposizioni della normativa UNI 7129, che dettaglia le misure e le distanze minime per la progettazione degli scarichi, lo scarico a parete deve rispettare una distanza minima dalle finestre degli altri edifici compresa tra i 30 e i 60 centimetri, a seconda della potenza della caldaia. È compito dell’installatore tecnico rilasciare la certificazione di conformità e controllare i fumi di scarico.

UNI 7129: Caldaia in Bagno

Secondo la UNI 7129/15 si può installare una caldaia sotto 35 kW di potenza nel bagno, ma solo se si tratta di una caldaia a camera stagna (si Tipo C). È vietato installare apparecchi a camera aperta (di tipo B) e privi di collegamento a camino/canna fumaria (tipo A).

Da qualche parte ho letto che il motivo è quello che le aperture di ventilazione imposte dalla 7129 non sono compatibili con la destinazione d'uso di certi locali (bagni/docce e camere da letto, in quanto ivi ci si spoglia), e in caso di presenza di fori di aerazione porterebbero l'utente a chiuderli vanificando la sicurezza passiva.

Il Punto di Inizio di un Impianto a Gas

Il punto di inizio di un impianto a gas è il primo componente soggetto all’applicazione della norma di installazione. Nel caso di impianti domestici il punto di inizio corrisponde ad uno dei seguenti elementi:

  • Il rubinetto posto subito a valle del gruppo di misura (escluso il gruppo di misura)
  • Il rubinetto posto subito a valle di una derivazione che alimenta un impianto domestico o simile, qualora la tubazione principale del gas a valle del gruppo di misura è asservita ad impianti di tipologia diversa
  • Il rubinetto posto subito a valle del gruppo di riduzione qualora l’impianto sia alimentato con pressione maggiore del campo di applicazione della norma di installazione

Punto di inizio di impianti a GPL

Nel caso di impianti a GPL per uso domestico, il punto di inizio corrisponde ad uno dei seguenti componenti:

  • Il raccordo di uscita della valvola della bombola (bombola esclusa), per gli impianti alimentati da una singola bombola
  • I raccordi di uscita delle valvole delle bombole (valvole escluse), per gli impianti alimentati da bombole collegate fra loro
  • Il gruppo di misura di potenza (gruppo escluso) e la valvola di intercettazione generale dell’impianto (se manca il gruppo di misura, escludendo la valvola), per gli impianti alimentati da un deposito di GPL ad uso domestico

Punto di inizio impianti extradomestici

Il punto di inizio per gli impianti civili extradomestici corrisponde ad uno dei seguenti elementi:

  • Il rubinetto posto subito a valle del gruppo di misura
  • Il rubinetto posto subito a valle di una derivazione che alimenta un impianto civile extradomestico, qualora la tubazione principale del gas a valle del gruppo di misura è asservita ad impianti di tipologia diversa
  • Il rubinetto posto subito a valle del gruppo di riduzione qualora l’impianto sia alimentato con pressione maggiore di quella prevista dal campo di applicazione delle norme di installazione

Impianto Gas Domestico Tubazioni

Per le tubazioni di un impianto a gas dobbiamo far riferimento alla UNI 7140 aggiornata al 2019. La norma stabilisce i requisiti costruttivi e i metodi di prova dei tubi flessibili non metallici di tipo A1, A2, B e C per l’allacciamento di apparecchi utilizzatori alimentati con gas combustibili appartenenti alle famiglie I, II e III. Questi tubi possono essere installati in un ambiente interno o esterno, ad una temperatura che va dai -30°C a 90°C.

Il campo di applicazione dei tubi suddetti è diviso in:

  • Tubi flessibili in lunghezza di fabbricazione di tipo A1, A2: solo per apparecchi mobili
  • Tubi flessibili assemblati di tipo B: per apparecchi mobili, fissi e ad incasso
  • Tubi flessibili assemblati di tipo C: per apparecchi mobili, fissi e ad incasso e per l’allacciamento ad alta pressione della bombola GPL

Come si classificano i tubi?

Le tubazioni (parte fissa degli impianti) possono essere di: acciaio, rame, polietilene, multistrato metallo-plastico, acciaio inossidabile corrugato PLT-CSST. I tubi non metallici vengono divisi in 3 classi in base alla massima pressione di esercizio, come riportato in tabella:

Classificazione dei tubi flessibili Pressione massima nominale
Tubi di tipo A1 e A2 (prima classe) 0,2 bar
Tubi B e C (seconda classe) Circa 20 bar

Ogni tubo di tipo B o C deve essere accompagnato da istruzioni per il montaggio con precise indicazioni sul tipo delle filettature, delle sedi di tenuta, delle guarnizioni, sull’uso e la manutenzione (inclusi schemi di montaggio, limitazioni d’uso ed avvertenze), con attenzione particolare ai modi per evitare torsioni o piegamenti della parte flessibile. Le istruzioni specificano che non devono essere collegati due o più tubi fra loro e che non è consentito il riutilizzo di tubi e guarnizioni.

Il fabbricante deve indicare la durabilità e fornire indicazioni per evitare il danneggiamento dei tubi (non devono subire urti, strappi, tensioni, torsioni, piegature e/o schiacciamenti e non devono riscaldarsi oltre 50°C, non devono imbattersi in corpi taglienti, spigoli vivi o altro materiale che può danneggiarli).

Installazione Impianto a Gas: le 6 Fasi

L’installazione di un impianto a gas comprende 6 fasi:

  1. Ideazione della configurazione geometrica e funzionale
  2. Scelta e reperimento dei materiali
  3. Fissaggio degli elementi
  4. Assemblaggio delle parti
  5. Posa e collegamento degli apparecchi
  6. Messa in servizio dell’impianto

Per ogni tipologia di installazione sono scelti e utilizzati materiali, componenti e apparecchi dichiarati idonei all’impiego previsto e conformi alle norme applicabili, nel rispetto della legislazione vigente. Non è consentita l’installazione di apparecchi privi di dispositivi di sorveglianza di fiamma nei nuovi impianti, nella sostituzione di apparecchi in impianti esistenti, nel rifacimento/trasformazione/ampliamento di impianti esistenti. L’installazione degli apparecchi a gas avviene nel totale rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza elettrica.

Gli apparecchi a gas devono essere installati ad una distanza di almeno 1,5 metri da eventuali contatori. Se non è possibile rispettare questa distanza, è necessario realizzare dei setti separatori tra apparecchio e contatore al fine di evitare dispersioni di gas. Devono, inoltre, essere installati nel pieno rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza elettrica. Gli apparecchi a gas non possono essere installati sulla proiezione verticale del piano di cottura.

Apparecchi a Gas: le Tipologie

Sulla base della norma UNI 10642 si identificano:

  • Apparecchi di tipo A: apparecchio non previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo di scarico dei prodotti della combustione all’esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono nel locale di installazione. Fanno parte di questa tipologia di apparecchi: scaldabagni istantanei (fino a 5 I/min), scaldabagni ad accumulo fino a 50 I di capacità e piccole stufe di portata termica fino a 4,2 kW.
  • Apparecchi di tipo B: apparecchio previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo che scarica i prodotti della combustione all’esterno del locale in cui l’apparecchio è installato. II prelievo dell’aria comburente avviene nel locale di installazione e lo scarico dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso. Gli apparecchi di questo tipo sono anche definiti “a circuito di combustione aperto”. Possono appartenere a questo tipo, apparecchi quali: caldaie, scaldabagni istantanei e ad accumulo, stufe, generatori di aria calda e radiatori a gas, ecc.
  • Apparecchi di tipo C: apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di combustione, scambiatore di calore e scarico dei prodotti della combustione) e a tenuta rispetto al locale in cui l’apparecchio è installato. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale. Gli apparecchi di questo tipo sono anche definiti “a circuito di combustione stagno”. Possono appartenere a questo tipo, apparecchi quali: caldaie, scaldabagni istantanei e ad accumulo, stufe, generatori di aria calda e radiatori a gas, ecc.
  • Apparecchi di cottura: apparecchi destinati alla cottura dei cibi quali fornelli, forni a gas e piani di cottura siano essi ad incasso, separati fra loro oppure incorporati in un unico apparecchio chiamato solitamente ”cucina a gas”. È importante ricordare che anche gli apparecchi di cottura devono scaricare all’esterno i prodotti della combustione.

Impianto Gas Cucina a Norma

Per l’installazione di impianti a gas bisogna verificare che i locali di installazione non presentino crepe, fessure, fori. Il locale di installazione di un apparecchio di cottura deve essere sempre aerabile e dotato di sistemi di esalazione. Il locale deve essere ventilato. L’esalazione dei vapori di cottura può essere ottenuta mediante uno dei seguenti sistemi:

  • Cappa a tiraggio naturale
  • Cappa aspirante elettrica
  • Elettroventilatore
  • Aerazione di tipo diretto

Per gli apparecchi di cottura con portata termica nominale massima superiore a 15 kW l’esalazione deve essere garantita mediante cappa aspirante elettrica.

Gli apparecchi fissi e quelli ad incasso possono essere collegati con:

  • Tubo metallico rigido o tubo corrugato formabile PLT-CSST con raccordi filettati o con giunto a tre pezzi (bocchettone)
  • Tubo flessibile di acciaio inossidabile a parete continua di cui alla UNI EN 14800 oppure conforme alla UNI 11353
  • Tubo flessibile non metallico conforme alla UNI 7240 e corredato di dichiarazione di durabilità del fabbricante

Gli apparecchi di cottura non ad incasso devono essere collegati con tubi flessibili non metallici per allacciamento con lunghezza massima pari a 2 m, corredati di indicazione di durabilità del fabbricante.

UNI 7129/15: Aerazione e Ventilazione

Il locale di installazione di un apparecchio di cottura deve essere sempre aerato e ventilato. Le aperture permanenti sono 2:

  • Una destinata all’aerazione del locale di installazione, posizionata in prossimità del soffitto, ad un’altezza non minore di 1,80 m dal livello del pavimento e una sezione netta almeno pari a 100 cm2; l’apertura deve essere realizzata necessariamente nel locale stesso di installazione dell’apparecchio di cottura
  • La seconda è destinata alla ventilazione del locale di installazione, ad un’altezza non maggiore di 30 cm dal pavimento e con sezione netta almeno pari a 100 cm2.

Tubazioni Gas: Materiali e Posa

I tubi di polietilene sono da impiegare unicamente per le tubazioni interrate ed a condizione che il tubo non entri all’interno dell’edificio. È consentito il collegamento diretto fuori terra solo ai gruppi di misura esterni all’edificio installati in armadio o nicchia in conformità alla UNI 9036.

I tubi di materiale multistrato metallo-plastico devono essere conformi alla UNI 11344 e non possono essere installati a vista.

I tubi acciaio inossidabile corrugato PLT-CSST devono essere conformi alla UNI EN 15266 e dotati di idoneo rivestimento protettivo, di materiale conforme alla UNI EN 15266.

Il contatto delle tubazioni gas con tubazioni dell’acqua; per i parallelismi e gli incroci il tubo del gas, se in posizione sottostante, deve essere protetto con una guaina impermeabile, in materiale polimerico. Le tubazioni a vista devono essere posate in modo stabile e sicuro.

Le tubazioni metalliche (acciaio, rame), installate all’esterno (per esempio: cortili, pareti perimetrali, muri di cinta) ed a vista, devono essere collocate in posizione tale da essere protette da urti e danneggiamenti. In particolare, ove necessario - per esempio zone di transito o stazionamento di veicoli a motore, le tubazioni, devono essere protette con guaina di acciaio, di spessore non minore di 2 mm, per un’altezza non minore di 1,5 m.

Posa delle Tubazioni in Alloggiamenti Tecnici

La posa delle tubazioni gas può avvenire all’interno di alloggiamenti tecnici, ovvero all’interno di manufatti edili aventi lo scopo di contenere e proteggere le tubazioni, consentendone l’ispezione, l’accesso e la manutenzione.

In generale un alloggiamento tecnico è realizzato in modo che tra le pareti interne dell’alloggiamento e le pareti esterne della tubazione o tra pareti esterne di tubazioni diverse sia garantita una distanza tale da consentire eventuali manutenzioni o sostituzioni. L’alloggiamento tecnico può avere sviluppo orizzontale, verticale o entrambi, a seconda della tipologia.

Nel caso di tubazioni metalliche è consentita la posa delle tubazioni del gas, sulla parete perimetrale esterna dell’edificio, all’interno di una canaletta di protezione. La canaletta può essere costituita da materiale metallico o plastico. La superficie di chiusura deve essere non a tenuta di gas (per esempio provvista di griglia o di aperture nella parte inferiore e superiore) e rimovibile, al fine di permettere ispezioni e/o manutenzioni. La canaletta deve essere realizzata con materiali resistenti agli agenti atmosferici.

In quest’ultimo caso le pareti, che definiscono l’alloggiamento, devono essere rese stagne verso l’interno della parete nella quale è ricavato. È ammessa l’installazione di una tubazione in canaletta chiusa se provvista alle estremità di opportune aperture di aerazione comunicanti direttamente con l’esterno dell’edificio o con locali aerati o aerabili.

L’asola di servizio può essere ad uso esclusivo della tubazione gas oppure ad uso promiscuo (per esempio: tubazioni gas e tubazioni acqua). Può essere esterna o interna all’edificio. È consentita la posa delle tubazioni gas in asole di servizio contenenti cavi elettrici, cavi di antenne televisive, condotte dell’acqua e altri servizi in generale In questi casi le tubazioni del gas devono essere inserite in guaine aerate e gli eventuali servizi elettrici e/o elettronici devono essere sempre inseriti in guaine.

All’esterno degli edifici, è possibile posare la tubazione del gas all’interno di cunicoli tecnici sotterranei. Tali cunicoli hanno sviluppo prevalentemente orizzontale ed hanno lo scopo di contenere tubazioni gas e altri servizi, garantendo ad essi una adeguata protezione meccanica.

All’interno di un cunicolo tecnico sotterraneo, è possibile posare le tubazioni gas anche in presenza di tubazioni dell’acqua, cavi elettrici o telefonici; in tale caso, sia le tubazioni del gas che gli eventuali servizi elettrici e/o elettronici devono essere sempre inseriti in guaine aerate.

Posa Sotto Traccia

Le tubazioni inserite sotto traccia devono essere posate, parallele agli spigoli, ad una distanza non maggiore di 200 mm dagli spigoli stessi. I tratti terminali per l’allacciamento degli apparecchi (per esempio: scaldaacqua, caldaia) devono avere la minore lunghezza possibile al di fuori dei 200 mm dagli spigoli. Non è consentita la posa delle tubazioni sotto traccia, compreso sotto pavimento, nei locali costituenti le parti comuni dell’edificio.

Interramento delle Tubazioni

Le tubazioni devono essere posate su un letto di sabbia o di materiale inerte vagliato e stabilizzato (granulometria non maggiore di 6 mm, nel caso di tubazioni metalliche, di polietilene o corrugate formabili PLT-CSST; granulometria non maggiore di 2,5 mm, nel caso di tubazioni multistrato metallo-plastico), di spessore non minore di 100 mm e ricoperte, per altri 100 mm, con materiale dello stesso tipo.

È inoltre necessario prevedere, sopra le tubazioni e ad una quota non minore di 300 mm dalle tubazioni stesse, la posa di nastro di segnalazione di colore giallo. Nel caso in cui la tubazione fuoriesca dal terreno all’esterno dell’edificio, subito dopo l’uscita fuori terra, la tubazione deve essere segnalata con il medesimo colore per un tratto non minore di 300 mm o altro riferimento permanente (tuba con rivestimento di colore giallo, etichetta con scritta “GAS”, ecc.). Tale disposizione può non essere applicata per il tratto di tubazione di collegamento al gruppo di misura.

La profondità d’interramento della tubazione deve essere almeno pari a 600 mm. Nel caso di tubazioni interrate orizzontali parallele ai muri perimetrali esterni degli edifici, la distanza tra i tubi e il muro non deve essere inferiore a 1 metro.

Tutti i tratti interrati di tubazioni di rame devono essere conformi alla UNI 10823, cioè dotati di un rivestimento protettivo. Tutti i tratti interrati di tubazioni per sistema PLT-CSST e di tubazioni multistrato devono essere inseriti all’interno di una guaina; lungo tutto il percorso ed all’interno della guaina, il rivestimento dei tubi deve risultare integro.

Gli alloggiamenti tecnici sopra elencati devono essere realizzati tenendo conto delle eventuali sollecitazioni a cui le tubazioni del gas potrebbero essere sottoposte, incluso l’eventuale stazionamento o transito di veicoli.

Attraversamento Muri Perimetrali

Nell’attraversamento di muri perimetrali esterni (mattoni pieni, mattoni forati e pannelli prefabbricati), la tubazione del gas non deve presentare giunzioni - ad eccezione del raccordo di ingresso e di uscita - e va protetto con guaina aerata passante impermeabile al gas.

Nel caso di tubazioni multistrato metallo-plastico, i tubi guaina devono essere costituiti da materiali aventi classe A1 di reazione al fuoco secondo UNI EN 13501-1, idonei alla posa entro murature. Le guaine non devono presentare giunzioni di alcun tipo.

Verifiche e Certificazioni

La verifica ad alta pressione è tesa a constatare la corretta esecuzione dell’impianto e la sua idoneità meccanica. Tale verifica, precede quella di tenuta ed è necessaria solo nei casi previsti al punto nel caso di utilizzo di tubazioni multistrato metallo-plastiche e di raccordi a pressare. Nel caso in cui il fabbricante dichiari non necessaria la prova ad alta pressione, deve documentare l’utilizzo di un accorgimento tecnico specifico che permetta di individuare già mediante la verifica di tenuta, eventuali raccordi non pressati.

La verifica di tenuta può essere effettuata mediante un manometro a colonna d’acqua acqua o apparecchio equivalente di sensibilità minima di 0, 1 mbar (1 mm H20). Per la stessa verifica è possibile utilizzare strumenti aventi le caratteristiche minime riportate nel prospetto 10. 1. 2. 3.

La verifica della manovrabilità dei rubinetti prevede che, se un rubinetto non è facilmente manovrabile, nel senso che sia anomalo lo sforzo necessario per effettuare le manovre di apertura e di chiusura, occorre sostituirlo.

Per la certificazione degli impianti, il DM 37/08 prevede che solo le imprese abilitate possano rilasciare la relativa Dichiarazione di Conformità, redatta secondo il modello all’allegato 1 del D.M. 37/08 modificato dal D.M.

Il committente ha l’obbligo di verifica dei requisiti professionali richiesti, dal medesimo Decreto Ministeriale, alle imprese affidatarie dei lavori/installatrici (art.

L’impresa ha l’obbligo di realizzare i lavori a regola d’arte rispettando le norme vigenti in materia di impianti (DM 37/08) e nel rispetto delle normative in materia di sicurezza. Al termine dei lavori l’impresa dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità come disposto dal DM. 37/08, art.

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