Stereotipi sui costumi da bagno: un'evoluzione di stile e libertà
Durante l’estate, al mare, le donne sfoggiano colorati costumi da bagno.
Al giorno d’oggi esistono tantissimi modelli: interi, due pezzi, con o senza lacci; quindi a volte è molto difficile scegliere quello perfetto.
Ma solo un secolo fa, la gente sarebbe rimasta scioccata guardando i costumi da bagno moderni. In effetti il costume da bagno è decisamente cambiato, quasi irriconoscibile dalla sua nascita, dopo aver rotto tutte le barriere e gli stereotipi. Ma vediamo insieme la sua evoluzione negli ultimi 100 anni.
L'evoluzione del costume da bagno nel tempo
19° secolo
Un corpetto, una gonna a cerchio, calze, e un berretto. Ecco come le signore affrontavano le loro vacanze estive nel 19° secolo. Questa era semplicemente la realtà di quel tempo, niente di più.
1900
Le donne andavano a nuotare indossando un costume da bagno di questo tipo agli inizi del 20° secolo. Il costume da bagno consisteva in un paio di enormi mutande, una gonna corta completa, e un corpetto. Tra l’altro questo completo era considerato provocatorio ai tempi.
1910
L’attrice Annette Kellerman scioccò la società dell’epoca indossando un costume da bagno attillato. Fu anche arrestata una volta.
1920
Un decennio più tardi, le mani ed i piedi nudi non erano più vietati. La caratteristica distintiva dei costumi da bagno di quel periodo era una cuffia.
1930
Era il momento di sperimentare con disegni, tessuti, colori e stampe. I costumi venivano fatti per accentuare il corpo della donna, per quanto possibile.
Benvenuto due pezzi! Una vera e propria rivoluzione stava accadendo nel mondo della moda.
1940
Gli anni 40 sono poco fantasiosi per la moda dei costumi da bagno, ma iniziano ad assomigliare a mini abiti moderni, che accentuano il corpo perfettamente. Basta vederne uno indossato dalla splendida Marilyn Monroe!
1950
Nel 1946, lo stilista Louis Reard debuttò con il primo bikini. Si scherzava dicendo che questo costume da bagno rivelava tutto di una ragazza tranne che il cognome da nubile della madre.
1960
Nel film di James Bond del 1962, Ursula Andress esce dal mare indossando un bikini bianco che divenne ben presto un simbolo! Tuttavia, i costumi interi erano ancora di moda. Elizabeth Taylor ne indossa uno nel film “Improvvisamente l’estate scorsa”.
1970
L’evoluzione del costume da bagno si sarebbe potuta fermare a questo punto, ma gli stilisti introdussero il tanga.
1980
Dopo le dimensioni ridotte, gli stilisti hanno iniziato a sperimentare diversi stili. Una scollatura profonda era l’ultima tendenza negli anni ’80.
1990
Le immagini di donne bellissime dalla famosa serie televisiva Baywatch erano estremamente popolari negli anni ’90. Chi non ricorda l’iconico costume da bagno rosso di Pamela Anderson?
Oggi
Oggi, le donne di tutto il mondo hanno una vasta scelta di costumi da bagno. La fantasia degli stilisti non ha limiti. Non ci sono divieti e confini. Le donne possono decidere autonomamente se vogliono vestire modestamente o in modo sexy. Essere originali è tutto ciò che conta.
Il superamento degli stereotipi e l'accettazione del corpo
Dopo anni in cui ci è stato detto di adattare le nostre forme a un tipo di corpo “da spiaggia”, ora stiamo vivendo un momento di liberazione da vecchi stereotipi e celebrazione dei corpi (specialmente femminili) per quello che sono: diversi, unici e bellissimi. Ognuno a modo suo, con le sue peculiarità.
E dunque, anche rispetto alla famigerata “prova costume” si è detto basta all’egemonia dell’estetica a favore di una maggiore conoscenza delle esigenze di tutti i corpi. Al “come indossare al meglio i modelli dei costumi più in voga“, si è ceduto il passo a “cosa valorizza la diversità di ogni corpo“?
Per poter rispondere a queste domande bisogna innanzitutto conoscere la forma del proprio corpo. Si sente parlare molto delle famigerate forme a clessidra, pera, mela, rettangolo e triangolo invertito. Questo a seconda delle proporzioni e delle misure di fianchi, vita, torace e seno. Ma al di là delle definizioni del nostro corpo, la cosa più importante è rispondere alle sue esigenze, laddove ne si senta il bisogno.
- Per il seno grosso? Via libera per costumi con spalline larghe, quelli interi con lo scollo a V (o incrociati) coppe rigide, i balconcini con ferretto e i triangoli a bande larghe. Sono tutti modelli che sorreggono bene il seno e permettono di muoversi in libertà.
Pudore, una collezione di costumi da bagno che è anche la narrazione di queste estate 2023. Pezzi unici, creati all’uncinetto e che vogliono propagare l’immagine di una donna fiera delle sue forme e del suo essere interiore. La femminilità trascritta da una creativa esclamazione hot!
Il costume da bagno di Melissa Passeri è realizzato all’uncinetto con tessuti naturali ed ha un sistema di applicazione brevettato così da proteggere l’areola e il capezzolo dai raggi ultravioletti del sole, ma permette al contempo un’abbronzatura omogenea e sicura.
L’innovazione, il self-care e la sensazione di libertà che si ha indossandolo non sono le uniche caratteristiche di questo originale costume da bagno perché entra in gioco l’artigianalità. Ne da conferma la mano che lo realizza utilizzando cotoni naturali. Ogni pezzo è infatti unico.
L’obiettivo del progetto Pudore è anche quello di donare una parte degli introiti ad un’associazione chiamata Coraggio che combatte contro i disturbi comportamentali alimentari e che opera in Umbria, il cuore verde d’Italia.
Stelle, fette d’anguria, margherite, emoticon sono solo alcune delle forme create dall’uncinetto di Pudore e che coprono con sicurezza una delle superfici esterne, delicate, del corpo. Oltre al sito web del marchio, le creazioni di Melissa Passeri si trovano anche nella galleria fotografica della pagina ufficiale di Pudore sul network Instagram.
La linea di costumi da bagno, che è stata creata da una ragazza che, a soli 23 anni ha intuito quale corrente stilistica intraprendere per soddisfare le esigenze delle donne con dettagli che rendono creativo il corpo femminile. Ma non solo! Melissa ha colto quanto fosse decisiva la particolarità delle sue creazioni a tal punto da comprendere come, questi costumi sono la novità per l’estate 2023.
Combattere il bodyshaming
Il bodyshaming è una di quelle pessime abitudini davvero dure a morire; anzi, come se non bastasse, il propagarsi dilagante dei social media ha acuito ancor di più quello che è a tutti gli effetti un grosso problema, e non un semplice modo per divertirsi. Non tutti, infatti, sono sufficientemente forti da fregarsene dei giudizi al vetriolo e delle risatine sardoniche di chi evidentemente trova “sconveniente”, poco attraente o di cattivo gusto che una persona con presunti difetti fisici, o con un certo tipo di fisicità, o persino di una certa età, abbia la libertà di vestirsi o di mostrare il proprio corpo esattamente come tutti gli altri.
C’è chi soffre, e molto, per la non accettazione della società, amplificata a dismisura da quei modelli estetici tanto perfetti quanto irreali, anche se qualcuno, di frequente, sembra dimenticarsene e prenderli come veritieri al 100%. Perché una persona con dei chili di troppo non vorrebbe essere appellata solo come “grassa”, “cicciona” o con tutta quella sequela di aggettivi davvero poco edificanti con cui l’ignorante malignità di molti le qualifica; quasi che, oltre i chili in più, non esistesse nessuna altra caratteristica per cui valga la pena notarla. Vorrebbe solo essere accettata, e molte volte, per queste persone, “accettate” significa solo essere ignorate.
Nessuno può dirci che siamo sbagliate; nessuno deve dircelo. E, se proprio non dobbiamo piacere a qualcuno, quel qualcuno possiamo essere solo noi, le uniche che hanno il diritto di dirsi “Coraggio, metticela tutta per migliorare!”.
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