Via Riserva del Bagno: Un Viaggio nella Storia di Castel Fusano

L'itinerario si svolge tra la storia antica e quella recente in un ambiente di Pineta e macchia mediterranea di grande suggestione. Vari sono gli itinerari di esplorazione della Pineta lungo direzioni parallele e perpendicolari al mare.

La Macchia Mediterranea: Un Ecosistema Unico

La vegetazione caratteristica della macchia mediterranea presenta foglie dure e coriacee per resistere ai lunghi periodi di siccitĂ  estiva. In primavera ed in autunno si possono ammirare le fioriture della macchia: in primavera cisti, erica arborea, lentisco, ginestra, il viburno fine inverno inizi primavera, mirto e clematide inizi estate.

Una peculiare caratteristica di questo ambiente è la presenza di numerose liane rampicanti che, come un mantello, avvolgono gli arbusti rendendo il bosco impenetrabile e contribuendo in questo modo a mantenere l’umidità del terreno.

Le Origini Antiche: Dalle Lagune alla Costa Attuale

Duemila anni fa la linea di costa era molto arretrata, all’altezza di Ostia Antica circa, e dietro una fascia di dune si trovavano estese lagune oggi prosciugate. Il fiume Tevere ha nel tempo portato grandi quantità di limo e di sabbia, che si sono accumulati in cordoni paralleli al mare, portando alla creazione dell’attuale linea di costa.

La Storia di Castel Fusano: Dalle Ville Romane al Parco Pubblico

La storia di Castel Fusano è molto antica. Due iscrizioni ritrovate a Castel Fusano ce ne parlano descrivendo i restauri del ponte confine tra i territori degli Ostiensi e dei Laurentini, attraverso il quale la via superava il canale dello Stagno, detto anche canale dei Pescatori, opera degli imperatori Carino e Numeriano, e le costruzione di argini presso Ardea volute da Massimino e Massimo, per difendere la costa dalle mareggiate.

La via diviene ben presto anche comodo accesso alle numerose ville che i nobili romani si erano fatti costruire come residenza estiva vicina alla città di Roma e prossima al mare. La villa all’interno di Castel Fusano pare sia quella dell’oratore Ortensio che fu pretore di una flotta romana durante le guerre macedoni.

La villa per lungo tempo considerata quella di Plinio il giovane viene da lui descritta nell’epistola all’amico Gallo (Epistulae . 11, 17). La villa tuttora viene chiamata Villa di Plinio, è costruita sul terrapieno circondata da magnifici lecci. Della villa oggi rimane poco.

Gli scavi iniziati nel 1700 su richiesta dei Musei Vaticani e successivamente ad opera del comune di Roma l’anno spogliata degli arredi marmorei. Si può rilevare un quadriporto e un adiacente complesso balneare. L’acqua veniva attinta dal sottosuolo per mezzo di una ruota idraulica, i resti delle Mura sono ancora in buono stato forse perché protetti dalla vegetazione.

L'Etimologia del Nome Fusano

Il nome Fusano certamente di origine Romana trova riscontro in molte epigrafi ostiensi. La sua etimologia viene riferita alla Gens Furia o Fusia che possedeva fondi nella contrada chiamata fusiano.

Dal Medioevo al Seicento: Passaggi di ProprietĂ  e Sfruttamento del Territorio

La tenuta nel 1118 viene concessa da papa Celestino III al monastero di Sant’Anastasio “ad acquas salvias” che negli anni successivi annette fondi limitrofi. L’intero litorale doveva in quegli anni e essere molto ricco di selvaggina.

Nel 1190 il 25 agosto il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone di passaggio per la terza crociata attraversava un bosco che abbondava di cervi e caprioli. L’abbondanza di animali selvatici spinge molti abitanti di Ostia ad entrare senza permesso nella tenuta per esercitarne abusivamente la caccia.

In quesgli anni sorse al proposito una vertenza tra i proprietari del fondo e gli ostiensi controversia che si risolse a favore del monastero con una sentenza riconfermata poi nel 1277 che fa divieto di uccellare e transitare senza autorizzazione. Negli anni che seguirono vi furono numerosi passaggi di proprietĂ  di tutta o di parti della tenuta che fu nel monastero di San saba degli Orsini, poi dei De Fabi, dei Mazzinghi.

Nel 1620 i creditori di Vincenzo Mazzinghi passano la proprietà, denominata tumuleto di Fassano, per 16.000 scudi al cardinale Giulio Sacchetti, la cui famiglia nel 1607 era affittuaria della confinante tenuta di Decima. La famiglia Sacchetti, successivamente, acquista la tenuta di Spinerba e il casale di Fusano. Siamo nel 1634, l’intero fondo ha una superficie di 2.078 ha. L’area giunta ai nostri giorni è ben più piccola, circa 1000 ettari.

Inoltre vengono date concessioni annuali per la di caccia, dove si elencano cinghiali, caprioli, cervi, lepri, istrici, ricci. I temi degli affreschi, probabilmente scelti dal committente, il potente Cardinale Giulio Sacchetti, sono tutti di carattere religioso nel primo piano, di carattere mitologico e scientifico nel secondo piano, ma hanno un unico filo conduttore che allude al carattere agricolo della Tenuta.

Il Settecento e l'Ottocento: La Pineta e le Bonifiche

Ai primi del 1700 forse perché provenienti dalla Toscana dove già si era sperimentato il valore economico delle pinete, i Sacchetti iniziarono con la semina del pino domestico. Nel 1733 erano già stati piantati con successo sei 6/7000 esemplari, vennero anche messi a dimora pioppi, olmi e salici lungo le sponde dei canali e si iniziò la conversione nella zona più vicina al mare della macchia in Llecceta.

La storia della tenuta continua e siamo nel 1755 quando il 27 giugno la proprietà con opportuno chirografo di Papa Benedetto XIV viene venduta per 135.000 scudi al principe Agostino Chigi. Quest’ultimo continua all’impianto dei pini in interi quarti della tenuta fino al 1887 data delle ultime piantagioni effettuate.

Per le zone paludose però è un altro discorso una prima bonifica dei Pantani viene intrapresa dal principe Chigi nel 1884. Pochi anni dopo però ampie zone si allagano di nuovo a causa della vicinanza dello stagno di Ostia. Nel 1896 lo stato prende il problema a suo carico e prosciugò lo stagno. Nel 1916 i Pantani furono messi a coltura.

Il Novecento: Castel Fusano Diventa Parco Pubblico

Nel 1932 Francesco Chigi vende la tenuta riservandosi il castello ed una certa quantità di terreno circostante- 22 ha, al Governatorato. Castel Fusano diventa così il 13 aprile 1933 il grande parco di Roma, meta giornaliera di migliaia di persone e viene aperto un varco nella duna per congiungere l’area verde alla spiaggia, oggi viale Mediterraneo.

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