Acqua da Bagno: Definizione e Implicazioni
La definizione di "bagno" si è evoluta nel tempo, passando dalla sfera pubblica a quella privata, da un ambito specifico a uno più allargato, fino a diventare il "bagno" come lo intendiamo oggi. Il bagno ha avuto significati, scopi e metodi molto diversi a seconda delle epoche, dei luoghi e dei costumi di ogni cultura, attraverso i quali se ne è riletta la funzione. La vasca da bagno, in particolare, vede la sua comparsa già in tempi antichi. I materiali erano la pietra, lo zinco o la ghisa, mentre le prime vasche in legno risalgono al periodo medievale.
Gli Esordi della Vasca da Bagno
La prima vasca da bagno risale al 1700 a.C. e proviene dal palazzo di Cnosso (Isola di Creta), una delle più importanti costruzioni dell’antichità, dotata di un impianto idrico assolutamente all’avanguardia rispetto ai tempi. Spesso menzionati anche nei poemi omerici, i bagni, usati sia per immersione che per doccia, si diffusero in Grecia solo successivamente, quando ne furono istituiti di pubblici, annessi ai ginnasi.
Il Bagno e la Sua Funzione Sociale
Il bagno per immersione non era altro che l'elemento finale di un rituale molto più complesso, il cui fulcro era costituito dal bagno a vapore, di provenienza orientale, ed era comunque legato alla sfera pubblica. Nel 1828, a Viareggio, si costruì il primo stabilimento balneare.
Il Bagno in Casa
Il bagno come abitudine igienica privata era concepito come un privilegio per pochi, presente solo nei castelli o nei monasteri.
Materiali Utilizzati per le Vasche da Bagno
Nella prima metà dell’800 le vasche erano fabbricate in zinco, mentre dall’inizio del ventesimo secolo, diventano di zinco spesso, in rame galvanizzato, in ghisa smaltata e, più di rado, in arenaria o in marmo. Il loro peso variava da 25 kg per quelle in zinco fino a 130 kg (secondo la loro dimensione) per quelle in ghisa smaltata.
L'Invenzione della Vasca Idromassaggio
Nel 1968, l’americano Roy Jacuzzi inventa la vasca idromassaggio: si è trattato di un'invenzione casuale e nessuno pensava all'idea che avrebbe cambiato le sorti della famiglia Jacuzzi. Quando nel 1956 uno dei figli del signor Jacuzzi iniziò a soffrire di artrosi reumatoide, il padre progettò per lui un'apparecchiatura terapeutica che poteva dare sollievo ai problemi del ragazzo: si trattava di una vasca da bagno unita al meccanismo di una pompa che produceva bollicine massaggianti. L'invenzione rimase in casa fino al 1968, quando Roy Jacuzzi ne intuì le potenzialità e iniziò a pensare che potesse essere prodotta in serie e avere un mercato.
Acque Reflue: Nere, Grigie e Bianche
Ti stai chiedendo cosa sono le acque nere, bianche e grigie? La maggior parte di essi proviene dagli scarichi domestici e dalle attività di aziende agricole e industriali. Distinti in acque nere, acque bianche e acque grigie, finiscono nelle tubature e sono condotti in impianti di depurazione.
Acque Nere
Le acque nere sono fortemente contaminate in quanto ricche di sostanze nocive come detergenti, oli sgrassanti, detersivi e altri composti inquinanti. Le acque nere sono quelle che provengono dai servizi igienici, come WC e bidet. Includono tutto ciò che viene scaricato, comprese feci, urine e carta igienica. Le acque nere sono considerate pericolose principalmente perché contengono materiali fecali, che includono batteri, virus, parassiti e altri patogeni. Inoltre, contengono nutrienti come azoto e fosforo, che possono causare problemi ambientali come l’eutrofizzazione se non vengono trattati adeguatamente. A causa della loro elevata contaminazione, le acque nere richiedono trattamenti più complessi rispetto ad altre tipologie di acque reflue.
Acque Grigie
Le acque grigie sono quelle che provengono dalle lavanderie e dalle lavorazioni delle cucine, professionali o domestiche. Sono dunque acque contenenti sostanze grasse, detergenti, sbiancanti e altri composti altamente inquinanti. Le acque grigie sono quelle che provengono dagli usi domestici non igienici. Questo tipo di acque contiene prevalentemente residui di sapone, shampoo, detersivi, residui di cibo, sporco e altre sostanze che laviamo via. Anche se contengono queste sostanze, non sono pericolose come le acque nere, che contengono materiale fecale e urine ma devono comunque essere trattate prima di poter essere riutilizzate.
Acque Bianche
Le acque bianche sono quelle derivanti dalla natura o utilizzate pure, senza aggiunta di sostanze. Le acque bianche, o acque bionde, sono quelle che non hanno subito alcuna significativa contaminazione e che possono essere riutilizzate senza la necessità di trattamenti complessi. Raccogliere l’acqua piovana dai tetti o altre superfici impermeabili è una pratica comune. L’acqua che si condensa nei sistemi di climatizzazione o nei deumidificatori è un altro esempio di acqua bianca. Anche l’acqua potabile che beviamo che beviamo quotidianamente può essere considerata acqua bianca, perché è priva di contaminanti ma è comunque stata trattata e purificata per soddisfare gli standard di sicurezza per il consumo umano.
Tabella riassuntiva delle tipologie di acque reflue
| Tipo di Acqua | Origine | Contaminanti | Trattamento Richiesto | Possibile Riutilizzo |
|---|---|---|---|---|
| Acque Nere | WC, bidet | Materiali fecali, patogeni, nutrienti | Complesso (sedimentazione, digestione biologica) | Irrigazione (con trattamento adeguato), scarico sicuro |
| Acque Grigie | Lavanderie, cucine, docce | Saponi, detergenti, grassi, residui di cibo | Medio (filtrazione, trattamenti biologici, disinfezione) | Irrigazione non potabile, scarico WC |
| Acque Bianche | Pioggia, condensa, acqua potabile | Minimi o assenti | Semplice o nullo | Vari usi non potabili, consumo umano (se potabile) |
Sistemi di Scarico: Separazione delle Acque Reflue
La separazione delle acque reflue nel sistema fognario avviene principalmente attraverso due tipi di sistemi: i sistemi fognari separati e i sistemi fognari combinati. Negli impianti combinati invece tutte le acque reflue (nere e grigie) e le acque piovane vengono raccolte insieme in un’unica rete di condotte.
Funzionamento della Rete di Scarico Domestica
La rete di scarico di un’abitazione è come un sistema di tubi che raccoglie l’acqua sporca proveniente dai vari rubinetti, docce, lavandini e wc della casa e la porta fuori dall’edificio. I tubi verticali, chiamati colonne di scarico, raccolgono l’acqua che scende dai diversi piani della casa. Ogni apparecchio sanitario, come il lavandino o la doccia, è collegato a un tubo orizzontale che a sua volta si collega alla colonna di scarico. Questi tubi orizzontali hanno una leggera pendenza per permettere all’acqua di fluire facilmente verso il basso. Per evitare cattivi odori, ogni lavandino, doccia e wc ha un sifone, una curva a U nel tubo che trattiene una piccola quantità di acqua. Oltre ai tubi di scarico, ci sono anche tubi di ventilazione che si estendono fino al tetto. Questi tubi permettono all’aria di entrare nel sistema di scarico, mantenendo una pressione equilibrata e prevenendo il risucchio dell’acqua dai sifoni. Quindi, l’acqua dei lavandini, delle docce e dei wc scorre attraverso i tubi della casa, passando per sifoni che bloccano i cattivi odori, e viene poi convogliata verso l’esterno tramite una tubazione principale, mantenendo la casa pulita e priva di odori sgradevoli.
Il Processo di Depurazione delle Acque Reflue
Una volta che le acque reflue vengono raccolte tramite il sistema di tubature che le porta verso un impianto di depurazione, l’acqua subirà un pre-trattamento: passa attraverso delle griglie che rimuovono i detriti più grandi, come carta, plastica e altri rifiuti solidi. Qui l’acqua viene lasciata riposare in grandi vasche. I solidi più pesanti si depositano sul fondo (fanghi) e quelli più leggeri, come oli e grassi, salgono in superficie. Questi vengono poi rimossi. Poi si passa al trattamento secondario: in questa fase, dei batteri “buoni” vengono usati per mangiare i materiali organici ancora presenti nell’acqua. Una volta trattata, l’acqua è abbastanza pulita e depurata per essere reimmessa nei fiumi, nei laghi o nel mare. In alcuni casi, può essere riutilizzata per scopi agricoli o industriali. Mentre, i fanghi raccolti durante il trattamento primario e secondario vengono trattati ulteriormente. Possono essere stabilizzati, essiccati e utilizzati come fertilizzanti, oppure inceneriti o smaltiti in discariche.
WC Senza Brida: Una Scelta Moderna
Per chi sta ristrutturando il proprio bagno o se lo si sta progettando per la prima volta, una delle scelte più importanti riguarda la tipologia di WC da installare. Tra le opzioni più moderne e innovative troviamo i WC senza brida, anche conosciuti come WC rimless. Questi sanitari offrono vantaggi sia estetici che funzionali, ma sono anche accompagnati da alcuni svantaggi.
Cos’è la Brida nei Sanitari?
Prima di comprendere i benefici e i difetti dei WC senza brida, è importante capire cosa sia la brida. La brida è una parte del WC tradizionale, ovvero una sorta di bordo o anello che si trova all'interno della tazza. La sua funzione principale è quella di “guidare” l’acqua dello scarico verso le pareti interne della tazza durante la fase di risciacquo (cioè dopo aver azionato lo sciacquone), garantendo una pulizia quanto più possibile uniforme. Nei WC senza brida, questa parte viene eliminata: la tazza è infatti progettata con un bordo più semplice e lineare, in modo che l’acqua fluisca direttamente e in modo più efficiente all’interno della tazza, senza la presenza del bordo tradizionale. Questa novità (che non è soltanto di design) dei sanitari da bagno consente di migliorare l'igiene del sanitario e la facilità di pulizia.
Pro e Contro dei WC Senza Brida
I WC senza brida (o rimless) hanno guadagnato molta popolarità negli ultimi anni, grazie ai loro numerosi vantaggi. Tuttavia, come ogni prodotto, presentano anche alcuni aspetti negativi che sarà bene considerare prima di effettuare una scelta.
Vantaggi:
- Migliore igiene: La mancanza della brida rende il WC più facile da pulire, poiché non ci sono angoli difficili da raggiungere dove inevitabilmente va ad accumularsi lo sporco.
- Flusso d’acqua ottimizzato: Grazie alla progettazione rimless, l’acqua viene distribuita in modo uniforme, garantendo una migliore performance di scarico.
- Minor consumo di acqua: I WC senza brida sono progettati per utilizzare meno acqua rispetto ai WC tradizionali, risultando quindi più ecologici ed economici, sul lungo periodo.
- Design moderno: Questi wc godono naturalmente di un aspetto più elegante e minimalista rispetto ai modelli tradizionali, adattandosi perfettamente a bagni moderni e di design.
Svantaggi:
- Prezzo più elevato: Rispetto ai sanitari classici, il costo può rappresentare un ostacolo se si ha un budget limitato.
- Scarico più rumoroso: L’acqua esce con un flusso più intenso e rumoroso rispetto a quello di un WC tradizionale.
- Manutenzione specifica: I WC rimless richiedono una manutenzione specifica, soprattutto per il meccanismo di scarico, e le riparazioni potrebbero risultare più complicate e quindi costose.
WC con o Senza Brida: Quale Scegliere?
La scelta tra un WC con o senza brida dipende principalmente dalle esigenze personali e dalle caratteristiche del bagno. Se l’obiettivo è migliorare l’igiene e ridurre al minimo lo sforzo di pulizia, un sanitario senza brida potrebbe essere la soluzione ideale. Il design moderno e la facilità di manutenzione sono infatti tra i principali vantaggi di questi sanitari. I WC tradizionali sono ancora molto diffusi e funzionano perfettamente ma richiedono maggiore impegno per quanto riguarda la pulizia.
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