Andare in Bagno Sempre alla Stessa Ora: Cause e Fattori Influenzanti
Molte persone si interrogano sulla normale frequenza di defecazione, preoccupate che il numero di evacuazioni prodotte sia insufficiente od eccessivo. Alcune persone hanno un atteggiamento quasi maniacale nei confronti di tale aspetto, perché convinte che solo una defecazione quotidiana sia sinonimo di salute. Che se ne parli apertamente o meno, tutti fanno la cacca: non solo è una parte essenziale della vita, ma la frequenza e la consistenza delle feci possono dare un indizio su cosa stia succedendo all'interno del proprio corpo.
La normale frequenza di defecazione varia ampiamente tra le persone sane: alcuni soggetti possono produrre tre defecazioni a settimana, mentre altri possono averne tre al giorno. Nella frequenza di defecazione considerata fisiologica, rientrano dalle tre evacuazioni a settimana alle tre al giorno. Secondo una ricerca condotta nel 2018, gli adulti tendono ad avere movimenti intestinali tra le tre e le 21 volte a settimana.
Il Riflesso Gastrocolico: Un Meccanismo Chiave
Per qualcuno è quasi un "rito": si mangia qualcosa e subito si sentono la pancia che borbotta e l'intestino che si muove, segnali noti che dicono che… occorre andare bagno, spesso subito dopo mangiato. Si tratta di una situazione legata a quello che viene scientificamente chiamato riflesso gastrocolico, derivante dal fatto che, quando viene sollecitato lo stomaco, per esempio, attraverso l'ingestione di alimenti, si muove anche l'intestino. Un fatto del tutto normale ma che in alcune persone ha una connotazione negativa per un eccesso di sensibilità dell'intestino e la comparsa di fastidiosi disturbi. Tuttavia, ci sono casi in cui può aiutare il benessere dell'intestino. Capita, ad esempio, nei bambini e nelle persone anziane, magari in risposta a periodi di stitichezza o pigrizia intestinale.
Il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico automatico coinvolto nel controllo della motilità della parte inferiore dell'apparato digerente dopo un pasto. Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico ha lo scopo di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto, promuovendo la peristalsi e facilitando la progressione degli alimenti in fase di digestione verso l'intestino tenue e crasso e, quindi, verso l'ano.
Per capire meglio il problema esposto può essere utile innanzitutto spiegare come si formano le feci. Se attraverso l'urina prodotta dai reni eliminiamo le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, con le feci, attraverso la defecazione, ci liberiamo dei prodotti di scarto che si producono dopo che l'intestino ha "assorbito" tutto ciò che di utile esiste per l'organismo negli alimenti.
La defecazione coinvolge le ultime porzioni dell'intestino, il colon e il retto, cui giungono i resti dei cibi dopo l'assimilazione dei principi nutritivi effettuata nell'intestino tenue. Una volta che le scorie sono arrivate al colon, cominciano due diversi movimenti (peristalsi) della muscolatura di questa porzione intestinale.
La peristalsi lenta non fa avanzare il contenuto dell'intestino, ma serve soprattutto a rimescolarlo. A far procedere le feci verso l'ampolla del retto, dove poi queste vengono "accumulate", prima di essere espulse, è invece la peristalsi propulsiva, che comincia nella zona del colon trasverso (in pratica nella zona più alta dell'addome). Mentre la peristalsi lenta si ripete diverse volte in un'ora, la peristalsi propulsiva si verifica solo due o tre volte al giorno. A stimolarla sono soprattutto lo sforzo fisico e i pasti.
In genere, in chi soffre di stitichezza la peristalsi propulsiva è più rara o comunque meno efficace nella sua funzione di spinta delle feci verso l'ampolla rettale, una specie di contenitore che, quando si riempie, attraverso specifici recettori nervosi trasmette il segnale di ripienezza al cervello, che stimola la muscolatura dell'ano e quindi consente l'emissione delle feci.
Fattori che Influenzano il Riflesso Gastrocolico
Diversi fattori possono però interferire, rallentandolo, sul normale processo di svuotamento intestinale. L'orologio biologico, si sa conta. Ci sono ritmi e tempi che l'organismo naturalmente sfrutta per tenersi in forma. Ad esempio, per la maggior parte delle persone la prima colazione rappresenta la "riaccensione" dei movimenti intestinali e ciò facilita il bisogno di andare in bagno, anche per la presenza del riflesso gastrocolico. Per questo i piccoli e gli anziani dovrebbero sfruttare questo momento.
C'è chi ha bisogno di accendere una sigaretta, la mattina, per sentire l'intestino muoversi. C'è chi, invece, deve correre in bagno dopo il caffè o comunque dopo una colazione robusta. Il riflesso gastrocolico può essere influenzato anche da fattori psicologici. Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute.
Insomma, sono davvero tanti i fattori che possono influire sul riflesso gastrocolico, che in alcuni casi può anche un indice di patologia, come, ad esempio, in caso di sindrome da colon irritabile o di "riduzione" della motilità dello stomaco in caso di diabete, con conseguente stitichezza.
Condizioni mediche che influenzano il riflesso gastrocolico
- Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)
- Celiachia
- Diabete
- Diverticolite
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS)
- Problemi infiammatori al fegato e al pancreas
- Calcoli alla cistifellea (colecisti)
Fattori psicologici
- Stress
- Ansia
Consigli per la Regolarità Intestinale
Se si tende a soffrire di stitichezza, può essere utile bere caffè al mattino, poiché questa bevanda sembra favorire la motilità intestinale e lo stimolo fecale in molte persone. Naturalmente, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica vale il discorso inverso.
Un altro accorgimento anti-stipsi è mangiare a colazione banane, preferibilmente non troppo mature: sono ricche di fibre e di potassio, elemento che contribuisce al corretto controllo nervoso della peristalsi intestinale.
Anche l’assunzione, in caso di stipsi, di un lassativo stimolante (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile), che “irrita” le terminazioni nervose presenti nelle pareti dell’intestino tenue e crasso, può sollecitare il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.
Un aspetto chiave riguarda l’assunzione di una sufficiente quantità di fibre (almeno 25 grammi al giorno), che possono essere ottenute da frutta e verdura crude o cotte, cereali, pane, riso e pasta integrali e, se necessario, anche attraverso integratori alimentari di crusca o fibre idrosolubili come i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS).
È necessario trovare un momento nella giornata in cui si possa andare in bagno con tranquillità, senza essere disturbati e senza avere fretta, meglio se alla stessa ora. Per individuare questo momento provate a favorire lo spontaneo movimento intestinale. Cercate, quindi, di assecondarlo dopo i pasti (per esempio dopo cena o dopo colazione) o dopo l’assunzione di bevande stimolanti come il caffè.
Se avete difficoltà ad espellere le feci, può essere che la posizione sul WC (innaturale per il nostro corpo) non vi aiuti. Stare seduti sul water fa sì che l’intestino retto si pieghi e non faciliti quindi l’apertura dello sfintere anale. Provate a mettere uno sgabellino sotto i piedi e a piegarvi in avanti o ad accovacciarvi sulla tazza come fareste in un bagno “alla turca”.
Quando Consultare un Medico
Ovviamente, sta al medico indagare le cause delle alterazioni di ritmi intestinali potenzialmente correlate al riflesso gastrocolico. In caso di sintomi che si mantengono nel tempo, solo il curante può indicare il da farsi. Infine, se con i suggerimenti indicati restasse un problema scaricarsi con regolarità e in modo soddisfacente, è necessario per voi rivolgervi a uno specialista gastroenterologo. Il consulto potrebbe essere, infatti, utile a individuare eventuali esami di approfondimento e l’aiuto farmacologico più appropriato. Il rischio, in caso contrario, è quello di fare un uso improprio di lassativi “da banco”.
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