Bagni a Tonfano: Una Storia di Famiglia e Tradizione
La storia dei bagni di Tonfano, a Marina di Pietrasanta, è un racconto di famiglie, tradizioni e trasformazioni che si intrecciano con l'evoluzione della Versilia stessa.
Il Cambiamento del Territorio
Manlio Cancogni, classe 1916, ricorda con lucidità come la costruzione della litoranea tra Viareggio e Forte dei Marmi abbia segnato la fine della Versilia che aveva conosciuto da bambino. «La litoranea fu completata nel 1933. Fino a quel momento fra Tonfano e Fiumetto si saranno contate a malapena 50 case, sparse qua là. Da Viareggio a Forte si andava con il tram. Poi con la strada cambiò veramente tutto».
Prima della litoranea, la zona era caratterizzata da una natura rigogliosa e da un turismo ancora agli albori. «Sulla spiaggia c’erano farfalle bellissime, erano le belle di notte. Oltre la spiaggia c’erano i campi, gli orti, le vigne. Qui a Tonfano e aFiumetto si coltivava la vigna e i contadini facevano il vino. E’ difficile immaginare oggi cosa fossero Focette, Motrone, Tonfano, Fiumetto. I villeggianti erano pochissimi, vivevano in quelle poche case presenti che affittavano per l’estate. Non credo che arrivassero a più di 50 costruzioni in tutta la Marina. I villeggianti venivano da Firenze, da Lucca e le cabine a quel tempo non erano altro che capanne fatti in spiagge. Si usava il legno e le fronde per ripararsi dal sole. Alla fine della stagione quelle capanne venivano distrutte, magari bruciate sul posto. E così la spiaggia tornava ad essere libera da tutto».
Cancogni ricorda anche il bosco che precedeva la pineta attuale: «C’era il bosco, ma non era una pineta, era un bosco nordi co. Con gli olmi, i frassini: c’era profumo di foglie, di corteccia. La pineta venne piantata dopo».
Con l'arrivo della strada da Viareggio, Fiumetto iniziò a trasformarsi. «A Fiumetto l’arrivo della strada da Viareggio non portò solo le auto. Si iniziò a costruire. Ricordò che Ciampolini costruì il bagno Eldorado. Era una autentica meraviglia dell’epoca. Decorazioni, palme altissime. Ci realizzarono un campo da tennis, era in terra rossa. Ricordo che ingaggiarono anche un istruttore per insegnare a giocare. Era ungherese.
Prima della strada voluta dal Fascismo, si andava a Forte con il tram. «Prima della litoranea voluta dal Fascismo - ricorda lo scrittore - si andava a Forte con il tram. Partiva dalla stazione ferroviaria di Viareggio e raggiungeva il lungomare. Ma a Tonfano passava dietro le prima case sulla spiaggia. E poi a Fiumetto c’era la diramazione per Pietrasanta. Ci metteva un po’ ma era sempre affollato perchè era l’unico mezzo per muoversi. Resistette fino al 1943, poi vennero divelte le rotaie abbattuti i pali ed il servizio venne affidato ai bus, era iniziata l’epoca della motorizzazione».
La Versilia che Cancogni conosceva terminò nel 1940 con l'entrata in guerra dell'Italia. «Per noi l’estate del ’40 fu l’ultima estate di vacanza. Ma non fu un soggiorno felice. I fascisti giravano giorno e notte e a me capitò anche un brutto episodio all’arrivo a Viareggio da Roma. Perchè alla stazione persi l’ultimo tram e mi incamminai di notte verso Tonfano. Mi imbattei in un manipolo di fascisti in bici che si insospettirono alla vista di un giovane che camminava di notte. Erano arroganti, insolenti, volevano capire. Dovetti spiegare che andavo a casa di mio zio, ma ormai avrei aspettato l’alba. Loro mi costrinsero a dormire in una pensione. I tempi cambiavano».
Storie di Stabilimenti Balneari
Molti stabilimenti balneari di Tonfano hanno una storia secolare, tramandata di generazione in generazione. Ecco alcuni esempi:
- Italia: Ha quasi un secolo di vita il bagno realizzato a Tonfano nel ’23 e gestito finora da quattro generazioni della famiglia Dazzini. Oggi i titolari sono i fratelli Claudia e Leonardo.
- Laura: Da 23 anni Giampolo Bazzichi gestisce lo storico bagno costruito circa 100 anni fa e che rappresenta la memoria storica dei primi bagni fortemarmini essendo accanto al pontile.
- Biancamano: Cinquant’anni dopo il Biancamano è sempre lì, nel cuore pulsante di Tonfano.
- Marzocco: Il bagno Marzocco ha festeggiato i 100 anni di vita ed è l’unico gestito da una cooperativa senza scopo di lucro: 58 soci attuali, ormai nipoti e pronipoti di coloro che decisero di dar vita a quella solida unione a scopo mutualistico.
Questi stabilimenti, e molti altri, rappresentano un pezzo importante della storia di Tonfano e della Versilia. Hanno saputo adattarsi ai cambiamenti dei tempi, mantenendo vive le tradizioni e l'amore per il mare.
Il Bagno Biancamano: Una Storia di Famiglia
Linbergo Taccola entrò in casa, riunì la famiglia e la buttò li: «Che dite, lo compriamo un bagno a Tonfano?». Mara, la moglie, lo squadrò come solo una moglie sa fare in certi momenti per poi urlargli, tutto d’un fiato, di lasciare perdere. La sera stessa “il Taccola” aveva firmato il contratto di acquisto del Biancamano. Cinquant’anni dopo il Biancamano è sempre lì, nel cuore pulsante di Tonfano: Linbergo Taccola, invece, non c’è più, ci ha lasciato tre lustri fa anche se le sue parole, il suo amore per quel pezzo di spiaggia e per quelle onde scorre nelle vene al salmastro di un’intera famiglia, dei figli Marna e Daniele, dei nipoti Clelia, Alessio, Elia, Theo e Romeo. E ovviamente della moglie Mara.
«Per il babbo - ricorda Marna - il Biancamano era il luogo più bello al mondo anche se poi, in estate, dormivamo in quattro stipati in una mezza cameretta ed i sacrifici furono tantissimi. Babbo aveva un negozio storico a Viareggio, in via Regia: vendeva baccalà e stoccafisso, una nicchia frequentatissima a quei tempi. Però d’estate il lavoro nel negozio calava e allora, visto che si annoiava, pensò di comprare uno stabilimento balneare: girò mezza Versilia, cercando di fare combaciare ambizioni e denaro, che da parte nostra - raccontano i figli - non era poi molto: alla fine si invaghì di questo spiaggione desolato, con cabine fatiscenti, una casetta umida e crepata, nessuna comodità, ombrelloni rattoppati e ghiaia al posto dei pavimenti e con un paesone, Tonfano, alle spalle, ancora in divenire. Per noi che arrivavamo, vagamente superbi, dalla più famosa Viareggio, rappresentò, inizialmente, la vera desolazione. Era il 1969: seguirono anni e anni di cambiali. Mamma Mara era sempre lì, a firmarle. E il polso faceva male».
Oggi il Biancamano, alla pari della quasi totalità degli altri stabilimenti, è tutt’altra realtà: la piscina, i giochi per i più piccoli, l’animazione, il bar-cucina, arredamenti ergonomici, una spiaggia che qualche decade fa si viveva solamente nelle ore meno calde e che oggi, invece, è habitat dove si resta da mattina a sera. E anche Tonfano non è più quel paesone in embrione: ristoranti, alberghi, negozi, bar e mille problemi in scia, anche se questa è un’altra storia.
«Anche se alle tradizioni, ci teniamo in modo significativo e infatti, davanti a noi abbiamo visto scorrere generazioni di clienti affezionati a questa nostra idea di mare. E i nostri figli hanno tutti lavorato o dato una mano, e c’è chi continua a darla - aggiungono Daniele e Marna - su spiaggia: negli anni hanno poi preso altre strade, perseguendo diverse priorità professionali. Ma tutto è partito da qui, da un arenile che solo “il Taccola” - fra l’altro il primo a battere il calcio di inizio all’edizione numero uno dei bar di Viareggio poi diventato Coppa Carnevale, ndr - agli albori degli anni sessanta, riusciva ad intravedere qualcosa di straordinario. Un visionario di successo, come altri in quel periodo. E ogni tanto ci sembra di scorgerlo ancora là, sulla battigia, quell’uomo di salsedine con un pugno di sabbia in mano e in tutta la sua felicità. Che è poi, oggi, la nostra felicità».
Il Bagno Marzocco: Un'Esperienza Cooperativa
Dall’avventura imprenditoriale - e pionieristica - di un gruppo di fiorentini è nata un’esperienza originalissima (e insolita) nella storia della balneazione versiliese. Il bagno Marzocco ha festeggiato i 100 anni di vita ed è l’unico gestito da una cooperativa senza scopo di lucro: 58 soci attuali, ormai nipoti e pronipoti di coloro che decisero di dar vita a quella solida unione a scopo mutualistico.
Era infatti il 1922 quando la cooperativa edilizia Il Marzocco, composta da un gruppo di fiorentini, decise di realizzare una fila di casette al mare a Tonfano, dove ancora c’era palude e dove l’idea di villeggiatura era davvero lontana. La strada dove furono edificate le prime villette fu chiamata, appunto, via Firenze; poi partì la costruzione di un vagone nella vicina via Roma (diventata via Pistoia quando il Duce battezzò via Roma il lungomare). Quelle cinquanta casette furono distribuite ai soci e in cambio del permesso di edificarle fu imposta la concessione del tratto di spiaggia demaniale: fu così che nel 1922 nacque il bagno Marzocco che, inizialmente, comprendeva anche il bagno Luciano che fu ceduto dalla coop al bagnino che gli dette il nome del suo primogenito.
Lo stabilimento allora era su palafitte, tanto che prese completamente fuoco durante la Guerra e il Comune ne impose la ricostruzione in cemento. Nel 1947 infatti i fiorentini sfollati tornarono a riappropriarsi delle proprie casette al mare, la società cooperativa fu messa in liquidazione e ne fu fatta una nuova proprio per dedicarla alla ripartenza del bagno, fissando la partecipazione delle singole azioni in mille lire. Si unirono nuove famiglie anche illustri (come i Pineider) per scommettere in quella esperienza vacanziera.
A progettare la struttura fu l’architetto fiorentino Danilo Santi, professore universitario facente parte del team di tecnici deputati alla ricostruzione post bellica. Il risultato fu di una struttura minimalista che è rimasta a lungo interamente in cemento armato, per poi subire progressive trasformazioni (per mano dell’ingegner Roberto Tofani) con l’aggiunta di cabine, la creazione della grande piscina, il bar ristorante e l’alloggio per il bagnino. Oggi a rimanere testimonianza originale di quel progetto è la scala che conduce all’area terrazza-solarium di oltre 600 metri quadrati.
E se oggi il Marzocco è uno stabilimento elegante e sempre al passo con i tempi - gli utili infatti vengono reinvestiti per ammodernare ogni spazio - a renderlo speciale è il sapore degli aneddoti e delle storie che ciascuno ha da raccontare. Perchè sono parte delle dinamiche delle proprie famiglie e perchè raccontano uomini e comportamenti che tradiscono un’Italia di valori.
Attualmente il consiglio di amministrazione è composto dalla presidente Elisabetta Chiuri mentre vice è Maurizio Bruscoli e consiglieri Alfredo Pianorsi, Antonella Bisiach e Letizia Lucchesi.
Altri Stabilimenti Storici
Oltre ai bagni Biancamano e Marzocco, altri stabilimenti hanno segnato la storia di Tonfano:
- Pinocchio: In attività dal 1953, sempre in mano agli stessi proprietari, il bagno si affaccia sulla piazza principale della Terrazza.
- Imperiale: Lo stabilimento di Fiumetto è stato avviato nel ’50 da Bruno Benedetti.
- Riviera: Costruito nel ’45 tra Fiumetto e Tonfano, il bagno fu comprato nel ’68 dal compianto Luciano Melai.
- Nettuno Alba: Presente a Motrone dal ’76, è da sempre gestito dalla famiglia Summonti.
- Rorò: Il bagno è stato avviato nel dopoguerra da Severino Gambogi.
- Gioconda: Il bagno di Fiumetto è stato rilevato nel 1979.
- La Perla: La famiglia ne è il segreto del successo.
- San Francesco: Da 31 anni è gestito le sorelle Camilla e Ginevra Giusti, richiama una curiosità storica.
- Rossella: Rossella Negrini ha dato il proprio nome, nel 1984, allo stabilimento balneare che gestisce con successo e che ha ereditato dalla nonna.
Questi stabilimenti, con le loro storie e tradizioni, contribuiscono a rendere unica l'esperienza balneare a Tonfano.
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