Bagni Derivativi: Benefici e Controindicazioni
Le acque termali fanno parte della nostra storia sin dall’antichità. Di strada ne fanno tanta e il loro percorso sotterraneo le rende terapeuticamente attive. C’è chi le usa per rilassarsi e chi per alleviare alcune patologie specifiche.
Cosa sono le acque termali?
Le acque termali sono acque minerali naturalmente riscaldate provenienti dalle profondità della Terra. Attraversano il sottosuolo fino ad affiorare in superficie arricchite di sostanze acquisite durante il loro percorso. Non tutte le acque termali sono uguali, questo perché non tutto il suolo attraversato è dello stesso tipo. Esistono quindi sorgenti differenti con proprietà altrettanto diverse.
In generale possiamo dire che le acque termali contengono zolfo, iodio, cloro, ferro, elementi di calcio e microelementi di altre sostanze.
La cura attraverso le acque termali, definita crenoterapia, si divide infatti in due tipologie: interna ed esterna.
Classificazione delle acque termali
Le acque termali sono classificate in base a vari parametri che ne determinano le proprietà chimiche, fisiche e terapeutiche.
- Temperatura: fredde (inferiori ai 20°C), tiepide (tra i 20°C e i 37°C), calde (superiori ai 37°C).
- Composizione chimica: classificate in base ai minerali disciolti (zolfo, calcio, magnesio, sodio, potassio, ecc.).
- Mineralizzazione totale: oligominerali, mediominerali o ricche di minerali.
- pH: acide (pH inferiore a 7), neutre o alcaline.
- Radioattività: alcune contengono tracce di gas radon.
- Profondità e origine geologica: influenzano la composizione e le proprietà.
Benefici delle acque termali
Da questo dono della natura si possono trarre quindi tanti benefici. L’impiego di acque termali avviene non soltanto per risolvere un problema di salute, ma principalmente per migliorarne la sintomatologia e rallentarne l’avanzamento.
Il bagno nelle acque termali prevede l’immersione in una vasca di acqua calda naturale, con temperatura tra i 36 e 38°C. Cosa accade in questa fase di reazione? Attraverso un’intensa sudorazione, l’organismo attiva una serie di adattamenti vascolari. È proprio la temperatura elevata delle acque termali a influenzare la vasodilatazione cutanea e la circolazione sanguigna muscolare. Il muscolo liscio e striato si rilassa e diminuisce quindi la pressione arteriosa.
Le sorgenti termali con acque sulfuree sono particolarmente indicate in caso di problemi dermatologici. Aiutano i soggetti che presentano forme croniche di dermatiti. Ma non solo, combattono anche l’acne adolescenziale e nutrono le pelli più secche. Si riscontrano importanti benefici anche in caso di soggetti colpiti da psoriasi. Qui i risultati variano notevolmente da soggetto a soggetto, ma in generale i sali contenuti nelle acque termali sono in grado di stimolare il ricambio della pelle e la sua cicatrizzazione.
Le acque termali forniscono buoni risultati anche per combattere disturbi alle vie respiratorie. Le vie respiratorie sono strettamente collegate all’apparato uditivo. La presenza di disturbi al naso può provocare una diminuzione dell’udito di tipo trasmissivo. Per questo, anche in tal caso, è possibile trarre vantaggio dalla crenoterapia.
Come anticipato, alcune acque termali sono potabili e quindi possono essere assunte come bevanda. I medici non pongono limiti di età sull’utilizzo delle acque termali. Risultano infatti efficaci anche per la prevenzione e il trattamento di alcune patologie tipiche dei bambini.
Il calore naturale delle acque termali aiuta a migliorare la circolazione sanguigna, dilatando i vasi sanguigni e favorendo il flusso di sangue verso i muscoli e le articolazioni.
Le proprietà anti-infiammatorie e antibatteriche dello zolfo contenuto nelle acque termali possono essere molto utili per chi soffre di problemi cutanei come eczema, psoriasi e acne.
Un altro beneficio significativo delle acque termali riguarda le vie respiratorie. Le inalazioni di vapori termali ricchi di minerali possono aiutare a decongestionare le vie nasali, alleviare sintomi di bronchite e altre affezioni respiratorie croniche.
Dal punto di vista mentale ed emotivo, le acque termali offrono un potente effetto rilassante. Il calore avvolgente e la pressione dell'acqua stimolano il rilascio di endorfine, gli ormoni del benessere, riducendo lo stress e promuovendo un senso di calma e rilassamento.
Fanghi termali
I fanghi termali sono delle miscele di argilla e acqua termale che vengono applicate su tutto il corpo oppure su una zona localizzata. Il tempo di applicazione del trattamento è di massimo 30 minuti. L’impacco viene poi rimosso e segue un bagno nelle acque termali. Questa seconda fase ha la funzione di potenziare l’azione curativa già esercitata dai fanghi.
Controindicazioni delle acque termali
In particolari situazioni le cure termali possono essere controindicate. Sebbene le acque termali siano note per i loro numerosi benefici terapeutici, è importante riconoscere che ci sono alcune controindicazioni e precauzioni da considerare.
Innanzitutto, le persone con problemi cardiovascolari devono fare attenzione. L'esposizione prolungata al calore delle acque termali può causare un aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco. Per coloro che soffrono di ipertensione, insufficienza cardiaca o altre patologie cardiache, è fondamentale consultare un medico prima di intraprendere trattamenti termali.
Le donne in gravidanza devono essere particolarmente caute. Anche se il bagno in acque termali può essere rilassante, l'elevata temperatura dell'acqua potrebbe non essere sicura per il feto, soprattutto nei primi mesi di gestazione.
Un'altra considerazione riguarda le condizioni respiratorie croniche.
Le persone anziane o con condizioni di salute fragili devono fare attenzione alla durata e alla frequenza dei bagni termali.
Infine, l'assunzione di alcuni farmaci potrebbe interagire con gli effetti del bagno termale. Ad esempio, i diuretici possono aumentare il rischio di disidratazione, mentre altri farmaci possono influenzare la regolazione della temperatura corporea o la circolazione sanguigna.
Bagni derivativi: cosa sono?
Il bagno derivativo - che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise - è conosciuto da migliaia di anni. I bagni derivativi, che consistono nel raffreddare la zona inguinale e genitale in modi diversi e specifici che vedremo in seguito, hanno una storia antica. Scopriamo assieme che cosa sono più da vicino, come farli, quali benefici apportano (saranno davvero utili anche per dimagrire?) e quali sono le loro eventuali controindicazioni.
Se però il nome di Sebastian Kneipp con il suo omonimo percorso per l'attivazione della circolazione sanguigna, ottenuta camminando in acqua sui sassi con getti alternati di acqua calda e fredda, si è diffuso sino ad oggi nelle Spa e nei centri benessere di tutto il mondo, quello del suo coevo Louis Kuhne e dei suoi bagni derivativi è davvero meno noto. Non per questo è meno importante nell'ambito dell'idroterapia, ossia delle cure di salute che prevedono l'utilizzo di acqua. Spesso, come in questo caso, terapie di benessere assolutamente gratuite e semplicissime da portare avanti anche nella quotidianità delle proprie case. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.
Origini e Assunti di Base
Sul finire del 1800, il medico tedesco Louis Kuhne descrisse questa pratica con il nome di «semicupi con frizioni», in seguito divenuta nota con il nome di «bagno derivativo». Egli spiegava come la digestione procuri ogni giorno al nostro corpo dei «sovraccarichi». Questi si trasformano ad esempio sotto forma di calore (ma non solo) e hanno la tendenza a spostarsi alle nostre estremità (mani, piedi e testa, come anche sottopelle) procurando vari fastidi. In questo senso, frizionare in acqua fresca le aree attigue alle vie di eliminazione, può aiutare l'intestino a espellere scorie e grassi in eccesso per via naturale, ossia tramite urina e feci.
Nel successivo Trattato della scienza dell'espressione del viso degli inizi del Novecento, lo studioso aggiunse un ulteriore passo alla sua elaborazione, dicendo che è possibile identificare l'accumulo di questi sovraccarichi, grazie all'osservazione della forma del volto e del corpo di ciascuna persona. Ossia queste eccedenze sono in relazione diretta con la condizione degli organi e si rivelavano già ad un primo sguardo. Un po' come quando la famosa ideatrice del Metodo Kousmine per un'alimentazione che sia fonte di forza per il nostro sistema immunitario, parla della nostra pelle come specchio dello stato della membrana del nostro intestino.
Evidenze e studi a conferma
Guardando semplicemente a ciò che accadeva in chi praticava con costanza questi bagni derivativi - che tra poco spiegheremo bene nel dettaglio - Kuhne ne ricavò l'evidenza che grazie a questi: le evacuazioni si fanno più abbondanti, la traspirazione si regolarizza, si perdono chili in eccesso e cellulite.
Nell'agosto del 1995, l'osservazione del tutto empirica di Kuhne, è stata confutata presso la Scuola Superiore di Studi di Fisica e Chimica Industriale di Parigi. La ricerca ha messo in evidenza come, in un liquido bollente, le particelle pesanti siano attratte verso il fondo del recipiente dai cubetti di ghiaccio. Così riporta uno dei principali testi tradotti in italiano sull'argomento, ossia Il bagno derivativo - Cento anni dopo Louis Kuhne di France Guillan (Edizioni L'Età dell'Acquario, 2010), che ha seguito i precetti del medico tedesco, attualizzandoli e portandoli ai nostri giorni con un nuovo metodo a cui ha dato nome.
Come fare un bagno derivativo: il metodo pratico
Come si fa un bagno derivativo? Innanzitutto, la procedura è valida sia per la donna che per l'uomo. La pratica consiste nel rinfrescare con acqua fredda le parti basse, tra le due pieghe dell'inguine. Dal pube all'ano, si fa scorrere un panno di fibra naturale immergendolo continuamente in acqua. Ci si muove delicatamente, avanti e indietro, tra l'acqua e la parte da rinfrescare. Praticando insieme al rinfrescamento, anche una piccola frizione. Si può usare un pezzo di stoffa in fibra naturale, oppure un guanto da bagno o una spugna naturale.
La naturopata francese France Guillan per rendere più agevole il metodo ha addirittura inventato una piccola sacca di gel refrigerante, che si indossa come un'assorbente esterno, la cosiddetta poche Yookol. Ma buste di gel simili a queste, anche senza la medesima forma anatomica, sono facilmente reperibili in ogni farmacia o su Amazon.
Stanza e corpo vanno mantenuti al caldo. La posizione ideale potrebbe essere quella di sedersi in un bidet, contenente un catino di acqua fresca (ma non gelida!). Si consiglia di iniziare gradualmente. La durata ottimale può arrivare a stabilizzarsi su una media che va dai 10 ai 30 minuti, ma a seconda di come ci si sente. Anche la frequenza è piuttosto soggettiva, ma si consigliano periodi di tre settimane almeno, con una seduta al giorno. Mai dopo i pasti, preferibilmente la mattina a digiuno. Terminata la seduta, è buona norma riscaldarsi.
Bisogna effettuare con l’acqua fredda delle spugnature nella zona genitale esercitando una leggera frizione . A tale scopo si può usare un guanto di spugna in cotone, senza infilarlo nella mano perché altrimenti si riscalda (io in mancanza del guanto che non ho ancora comprato utilizzo un normale panno/spugna in cotone).
Benefici dei bagni derivativi
I bagni derivativi portano tantissimi benefici al nostro organismo, per lo più in maniera immediata. I bagni depurativi mettono in movimento le tossine facendole fuoriuscire dal corpo grazie alla differenza di temperatura. Questo metodo è un vero toccasana per combattere e prevenire ogni tipo di infiammazioni e infezioni: dalle cisti alle emorroidi, dalle candide ai pruriti.
Inoltre i bagni derivativi aiutano a contrastare i disturbi ormonali, dall'acne ai problemi del ciclo e della menopausa, da problemi umorali a vampate di calore.
Favorendo in modo naturale l'accelerazione del metabolismo, i bagni derivativi sono consigliati anche per dimagrire! Non c'è bisogno di dirlo: i bagni derivativi possono aiutarti, ma non devi dimenticare di farli assieme a dell'attività fisica e a una dieta equilibrata!
Gli effetti sulla circolazione saranno immediati e così anche quelli sul metabolismo e sul tuo umore!
Controindicazioni dei bagni derivativi
Premesso che anche una cultrice sfegatata di questa pratica, come la sua formulatrice France Guillan, scrive ovviamente di rivolgersi al medico per malanni e possibili reazioni avverse, «il bagno derivativo non è in alcun modo un trattamento medico, non cura e non guarisce» e ci sono alcuni campanelli d'allarme a cui è particolarmente opportuno prestare attenzione.
Senso di spossatezza e sfinimento sono un chiaro ostacolo alla pratica: tradotto, se non vi sentite, non fatelo. Così come lo è una recente operazione chirurgica. Soprattutto all'inizio, è facile che compaiano dei piccoli foruncoli sottopelle, da tenere d'occhio. Fa parte del suo essere un metodo decongestionante.
Dal momento che i bagni derivativi hanno un effetto sul metabolismo, possono risultare pericolosi per persone con problemi di peso, che si tratti di sottopeso o di obesità.
Al di là di questo, non ci sono vere e proprie controindicazioni, piuttosto una precauzione: se decidi di fare un bagno derivativo fai-da-te, comincia in maniera graduale. 5 minuti la prima volta basteranno!
Ulteriori controindicazioni potrebbero presentarsi per chi ha subito da poco un intervento, ha messo impianto esterno (un pacemaker o un impianto dentale o una protesi o simili) o, ancora, è malato terminale.
Bagni di ghiaccio
Il bagno in acqua fredda è una pratica che prevede l’immersione in acqua ghiacciata per qualche secondo o per pochi minuti, per evitare controindicazioni per il corpo. L'immersione a freddo o pratica dei bagni ghiacciati è una procedura che consiste nell'immergersi in acqua ghiacciata per alcuni secondi. Quando ci si sottopone a un'immersione a freddo si entra in una vasca piena di acqua ghiacciata per un breve periodo di tempo.
Benefici del bagno nel ghiaccio
I benefici del bagno nel ghiaccio sono molti e riguardano non solo il corpo umano, ma anche la sfera psichica ed emotiva.
- Riduzione dell'infiammazione e del dolore: l'esposizione al freddo provoca la contrazione dei vasi sanguigni, riducendo il flusso sanguigno alle aree infiammate.
- Miglioramento della circolazione sanguigna: appena usciti dal bagno ghiacciato, quando il corpo torna a riscaldarsi, i vasi sanguigni si dilatano (vasodilatazione), migliorando il flusso sanguigno.
Accortezze per i bagni di ghiaccio
Esistono delle accortezze da tenere in considerazione per fare i bagni di ghiaccio in sicurezza: questa pratica, infatti, non deve essere presa con disinvoltura o fatta in modo improvvisato. È fondamentale che i primi bagni in acqua fredda siano brevi e soprattutto serve il tempo giusto per dare al corpo il tempo di abituarsi alla temperatura estremamente fredda.
Inoltre, prima di fare un bagno in acqua ghiacciata è importante avere l’approvazione del medico, per evitare controindicazioni e problematiche di salute. Mentre, appena usciti dall’acqua fredda, è fondamentale coprirsi e scaldarsi in modo graduale, per dare il tempo al corpo e agli organi (cuore compreso) di adattarsi nuovamente alla temperatura.
Chi dovrebbe evitare i bagni di ghiaccio?
Tuttavia, non tutti possono fare il bagno in acqua ghiacciata: ci sono delle persone alle quali potrebbe causare delle criticità.
- Chi ha problemi cardiaci o chi soffre di ipertensione dovrebbe evitarlo poiché il freddo può causare un restringimento dei vasi sanguigni e aumentare la pressione.
- Anche soggetti con problemi respiratori dovrebbero evitare l'immersione in acqua fredda, in quanto potrebbe causare difficoltà respiratorie o spasmi bronchiali, peggiorando eventuali condizioni come l'asma.
- Se si soffre di diabete, meglio evitare i bagni di ghiaccio: la sensibilità ridotta nelle estremità può impedire di percepire correttamente la temperatura, aumentando il rischio di lesioni da freddo.
Possibili effetti collaterali
I possibili effetti collaterali del bagno ghiacciato, come l’ipotermia, lo shock termico, l’aumento dello stress o di eventuali dolori, quali crampi muscolari, e disagio generale, possono essere attuate da alcune alternative, senza rinunciare totalmente a questa pratica ricca di proprietà benefiche. Ad esempio, si può optare per delle docce fredde, che sicuramente avranno benefici minori, ma daranno al corpo ciò di cui ha bisogno in modo più graduale e “soft”; oppure si può scegliere la macchina per la crioterapia: la crioterapia è un particolare tipo di terapia che fa uso del ghiaccio per abbassare la temperatura corporea.
A causa dello shock termico al quale il corpo è sottoposto con i bagni ghiacciati, oltre ai potenziali benefici questa tecnica avrebbe anche diverse controindicazioni, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare.
- Aumento della pressione sanguigna. La risposta naturale del corpo all'acqua fredda è quella di restringere i vasi sanguigni, che possono aumentare la pressione sanguigna.
- Innesco dell'aritmia cardiaca.
- Diminuzione della frequenza cardiaca. Sebbene la pressione sanguigna possa aumentare, la frequenza cardiaca, al contrario, se sottoposta all'immersione a freddo può rallentare in alcune persone.
- Ipotermia. L'esposizione prolungata all'acqua fredda può far abbassare la temperatura interna del corpo, portando all'ipotermia.
Consigli per un'immersione sicura
- Ottenere prima l'approvazione del proprio medico.
- Portare con sé un amico.
- Riscaldarsi lentamente una volta usciti dall'acqua. Quando si termina l'immersione è importante riscaldare il corpo gradualmente, così da dare al sistema nervoso e al cuore un po' di tempo per adattarsi al cambiamento di temperatura.
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