Bagni di Lucca: Cosa Vedere e Fare in Questa Gemma Toscana

In provincia di Lucca, la piccola Bagni di Lucca è una gemma davvero da non perdere. Scoprite quindi questo piccolo angolo di Toscana sconosciuto ai più, in cui venire per rilassarsi immersi in un panorama bellissimo e in un borgo dove si respira la storia: non ve ne pentirete, e non vedrete l’ora di ritornarci.

Bagni di Lucca è una vera oasi di pace e serenità, appoggiata sul versante toscano dell’Appennino Tosco Emiliano e ubicata alla confluenza del torrente Lima con il fiume Serchio. Le sorgenti termali furono sfruttate fin dall’epoca romana, ampiamente valorizzate nell’XI° secolo fino a divenire un punto di riferimento in tutta l’Europa tra il XIII° e il XX°.

Elite del turismo europeo nel secolo XIX fu chiamata dagli inglesi la Svizzera della Toscana. Proprio gli anglosassoni furono fra i primi a scoprire Bagni di Lucca e le proprietĂ  terapeutiche delle sue acque, amandola al punto di farne una piccola patria.

Terme di Bagni di Lucca

Le acque termali di Bagni di Lucca hanno note proprietà curative, soprattutto per le patologie delle vie respiratorie e reumatiche. L’acqua sgorga in diverse sorgenti a temperature elevate, comprese tra 45 e 55 gradi centigradi, alcune delle quali incanalate per formare centri termali che offrono programmi di benessere e relax.

Tra tutti gli stabilimenti, quello più importante si trova all’interno dell’Hotel & Terme Bagni di Lucca, composto dai bagni termali Jean Varaud e Casa Boccella, e da una splendida piscina termale; al suo fianco è nata un’area dedicata al benessere, con fanghi e trattamenti benessere, oltre a massaggi a base di oli essenziali.

Il complesso Jean Varaud comprende anche due splendide grotte, la Grotta Paolina e la Grotta Grande, che all’interno hanno una temperatura costante tra i 40 e i 45 gradi, e per questo usate per i bagni di vapore.

All’interno delle Terme Bagni di Lucca ci sono due grotte a vapore naturale con una temperatura di +40°C. La Grotta Grande è quella principale, alimentata dalla fonte “il Doccione”; all’interno anche una doccia termale fredda utile a riequilibrare l’ipertermia conseguente al bagno di vapore. La Grotta Paolina è la più piccola e suggestiva, così denominata in onore della sorella di Napoleone.

Le acque delle Terme di Bagni di Lucca sono ricche di zolfo, bicarbonato e calcio.

Patologie trattate alle Terme di Bagni di Lucca:

  • Patologie reumatiche (osteoartrosi e altre forme degenerative, reumatismi extra-articolari).
  • Patologie delle vie respiratorie (sindormi rinosinusistiche-bronchiali croniche, bronchiti croniche semplici p accompagnate a componente ostruttiva.
  • Patologie otorinolaringoiatriche (rinopatia vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche, stenosi tubarica, otiti catarrali croniche, otiti croniche purulente non colesteastomatose.
  • Patologie vascolari (postumi di flebopatie di tipo cronico, vasculopatie periferiche.
  • Patologie dermatologiche (psoriasi, eczema e dermatite atopica, dermatite seborroica.
  • Malattie gastroenteriche (sindrome dell’intestino irritabile nella varitĂ  con stipsi, dispepsie di origine gastroenterica o biliare.
  • Patologie ginecologiche (sclerosi dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale e involutiva, leucorrea persistente da vaginiti croniche aspecifiche e distrofiche.

Cosa Vedere a Bagni di Lucca

Bagni di Lucca è un piccolo comune, ma vale la pena soggiornarci per visitare una serie di punti di riferimento e monumenti davvero interessanti.

Ponte delle Catene

Situato in località Fornoli, il Ponte delle Catene è un ponte sospeso in pietra e ferro, progettato dall’architetto Lorenzo Nottolini verso la metà dell’Ottocento. Per l’epoca era un’opera avveniristica, ma per stile e periodo di costruzione ricorda molto il Ponte delle Catene di Budapest, icona della capitale ungherese, che attraversa il Danubio in centro città.

In questo caso invece, il ponte attraversa il piccolo fiume Lima, ed è molto meno imponente, sebbene comunque degno di nota e di una visita. A margine, ricordiamo che il ponte delle Catene di Fornoli, proprio come il suo fratello maggiore di Budapest, venne minato dalle forze armate tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale; il ripristino della struttura avvenne soltanto dopo la guerra.

Cappella Demidoff

Quando il principe russo Niccolò Demidoff si stabilì in Toscana e raggiunse Bagni di Lucca, decise di costruire un ospedale dedicato a coloro che non potevano permettersi le cure termali. Al suo fianco decise di far costruire una cappella, che oggi è la cappella Demidoff, che in piccolo ricorda da vicino il Pantheon di Roma, grazie al suo impianto di forma cilindrica e alle sue colonne che sovrastano il portone d’ingresso.

La cappella è collegata all’ospedale da un ponte, originariamente in legno, che però crollò durante una piena del fiume sottostante. Per questo motivo, esso fu ricostruito in muratura, molto elegante, con parapetti in ferro e un’arcata in mattoni e marmo.

Museo dell’impossibile

Una delle attrazioni più curiose di Bagni di Lucca è il museo dell’impossibile. Si trova all’interno di villa Buonvisi Webb, dove tra gli altri soggiornò Lord Byron, e l’esposizione cambia di tanto in tanto, pertanto è un’ottima occasione per tornare a visitare la città.

All’interno le tematiche trattate spaziano dall’esoterismo alle credenze più o meno attendibili, da reperti misteriosi a ispirazioni horror. Sarete seguiti durante il vostro percorso da esperte guide che sapranno narrarvi al meglio quello che state guardando.

Il museo dell’impossibile si trova in piazza Webb; la visita è guidata, esclusivamente in italiano, e dura circa un’ora e 30 minuti. Per le tematiche trattate, si sconsiglia la visita del museo ai minori di 16 anni.

Villa Ada

In via Evangelina Wipple fa bella mostra di sè villa Ada, un’antica struttura rinascimentale completamente ristrutturata durante l’800 dal console britannico di Livorno Sir Mac Bean. Costruito su una struttura tardo-rinascimentale di proprietà della famiglia lucchese De Nobili, l’edificio fu completamente ristrutturato nel XIX° secolo da Sir Mac Bean, console britannico a Livorno. Contemporaneamente furono costruite le due alte torri esagonali che conferiscono un aspetto caratteristico.

Oggi, la villa è circondata da uno splendido giardino all’inglese, in cui sono state costruite delle grotte artificiali fatte di pietra calcarea e una serie di elementi d’arredo risalenti all’epoca della sua costruzione. Un sentiero, che parte dal terrazzo posto nei pressi della villa, conduce a un pergolato proseguendo quindi verso una grotta artificiale.

Acquistata dal comune di Bagni di Lucca, che la adibì a stabilimento termale, oggi purtroppo villa Ada è abbandonata e ha perso attrattività, anche se, visitandola da fuori, non può che emanare ancora un immenso fascino. Alle sue spalle, tuttavia, si trova la bella piscina di Villa Ada, questa invece molto frequentata, specialmente durante l’estate.

Casinò di Bagni di Lucca

Tra tutte le attrazioni di Bagni di Lucca spicca sicuramente il suo casinò. Può fregiarsi del titolo di casinò più antico d’Europa, persino più vecchio degli illustri casinò di Monte Carlo o Venezia. L’edificio consta di varie sale dove si svolgevano giochi d’azzardo, feste da ballo, duelli tra nobili, gabinetto di lettura, accademie letterarie e musicali.

Aperto nel 1308 per volere della contessa Matilde e chiuso nel 1953 assieme a tutti gli altri casinò sul territorio italiano, venne riaperto soltanto nel 2009 in maniera del tutto automatizzata, ossia in nessuno dei tavoli da gioco è presente il croupier, ma soltanto schermi dove poter giocare con slot e video poker.

Anche chi non vuole giocare può addentrarsi per le lussuose sale del casinò di Bagni di Lucca, in quanto al suo interno si trova un museo dedicato al gioco d’azzardo.

Interessante la storia del casinò di Bagni di Lucca nel 1981, quando l’amministrazione decise di riaprirlo in maniera provocatoria; l’apertura però durò soltanto poche ore, il tempo necessario alla Guardia di Finanza per arrivare in città e rimettere i sigilli su indicazione del Prefetto di Lucca, poichè mancava la concessione statale.

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