Bagni di Nerone a Pisa: Storia e Recensioni di un Antico Complesso Termale
Le Terme (o Bagni) di Nerone rappresentano l’unico monumento di epoca romana conservato a Pisa. Si tratta di un edificio termale romano del I secolo d.C. sotto l’imperatore Domiziano.
Storia dei Bagni di Nerone
Le terme romane del I sec. d. C., o Bagni di Nerone, erano un complesso molto vasto di strutture, dove la popolazione si recava quasi tutti i giorni per motivi igienici. Le terme erano alimentate dall’acquedotto romano di Caldaccoli, del I sec. d.C., oggi visibile solo in parte nei pressi di San Giuliano Terme, da dove iniziava il suo percorso.
Il coinvolgimento di Nerone nella costruzione delle terme non può essere avvenuto, perché il complesso termale è stato datato nell’ultimo ventennio del I secolo d.C., quindi quasi 20 anni dopo la morte dell’imperatore. Perciò l’origine del nome è da ricercarsi nella leggenda di San Torpé, martire pisano, decapitato nel 68 d.C..
Struttura e Resti Archeologici
La struttura è quadrata all’esterno e ottagonale all’interno. Essa mantiene i quattro muri perimetrali in laterizio ed è stata identificata come il laconicum, per i bagni di aria calda. Sono poi visibili i resti delle mura della palestra, dell’apodyterium (lo spogliatoio) e solo due pareti del tiepidarium.
Il Bastione del Brunelleschi
Nei pressi delle terme si trova il Bastione del Brunelleschi: durante la signoria di Cosimo il Vecchio de’Medici si avviarono alcuni progetti di fortificazione, tra cui la costruzione del Bastione del Parlascio che prende il nome dalla porta più antica, risalente al 1157 inglobata in esso. Filippo Brunelleschi nel 1435 realizzò una controporta interna e ricostruì la torre trecentesca oggi scomparsa, ma l’intero baluardo fu completato solo nel 1543 dall’architetto Nanni Unghero, sotto il governo di Cosimo I. L’intera struttura fu poi convertita in ghiacciaia e così rimase fino agli inizi del XX secolo. Durante la guerra servì da rifugio antiaereo.
La Chiesa di San Torpé
Di fianco ai cosiddetti 'Bagni di Nerone' è situata la chiesa di San Torpé. L'edificio religioso è attestato a partire dal XIII secolo e appartiene ai frati Carmelitani Scalzi. La Chiesa, ampiamente restaurata nel XVIII secolo, dal 1260 conserva all’interno dell’altare maggiore, in un busto d’argento, la testa del santo, considerato uno dei Patroni della città .
La Leggenda di San Torpé
Nel I secolo d.C., il pisano Caius Silvius Torpetius, conosciuto anche come Torpé, Torpete e Tropez, fu ufficiale della corte di Nerone. Erano gli anni successivi al passaggio di Pietro Apostolo presso la basilica di San Piero a Grado e Torpé, convertitosi al cristianesimo facendosi battezzare da un eremita del Monte Pisano, fu catturato e torturato, ma a niente valsero tutte le violenze subite: morì solamente a seguito della decapitazione, il 29 aprile del 68 d.C.
Il simbolo del suo martirio è la generica palma. La testa fu gettata in Arno e al momento del suo ritrovamento venne sepolta nel luogo dove poi nacque la chiesa. Il corpo di Torpé fu abbandonato in un’imbarcazione alla foce dell’Arno, insieme a un gallo (protezione e guida diurna) e a un cane (notturna). Secondo una leggenda, la barca viaggiò fino alle coste francesi, arrivando in una piccola città chiamata Heraclea e ribattezzata Saint-Tropez in onore del Santo di cui ancora ne custodisce le spoglie.
Terme di Nerone nei Campi Flegrei
Le celebri Stufe di Nerone nei Campi Flegrei, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono attribuibili alla particolare personalità dell’imperatore. Esse, invece, devono il nome ad un infausto evento, vale a dire l’assassinio di sua madre Agrippina proprio in queste zone. Gli impianti termali erano già noti come Terme Silviane, in onore di Rea Silvia, madre di Romolo e Remo e dea della fecondità . In epoca romana, erano chiamate Terme di Baia. Qui si incontravano le più grandi personalità del tempo: oltre a Nerone, già citato poc’anzi, spiccano nomi come quelli di Giulio Cesare, Cicerone, Seneca, Caligola, Domiziano e Adriano.
Il potere curativo di queste acque e il fascino del paesaggio circostante attirarono, nel 178, il console Gneo Cornelio che vi curò l’artrite. I luoghi suggestivi e l’atmosfera magica ispirarono non pochi scrittori e poeti. Per Orazio, infatti «Nessun golfo del mondo risplende più dell’amena Baia!». Cicerone, invece, la definì “pusilla Roma”, cioè piccola Roma, in quanto divenne un centro culturale, ricreativo e di mondanità . Del resto, anche Plinio il Vecchio, profondo conoscitore e amante della zona, riconosceva che nessun altro luogo del mondo potesse vantare una grande abbondanza di acque quanto il golfo baiano.
Le Stufe di Nerone, inserite nella splendida cornice dei Campi Flegrei, conservano a tutt’oggi il loro prestigio e la loro fama di fonti termali più antiche d’Italia. Ancora oggi, chi sceglie le le Stufe di Nerone o Terme di Pozzuoli lo fa in nome dell'armonia tra corpo e mente. Sono ideali per le cure termali e per ritrovare il benessere in un ambiente genuino e naturale.
Le acque termali, che sgorgano a 74°, sono ricche di elementi per la cura di malattie come reumatismi o artrosi. Ci sono due piscine termali, una interna (40°) e una esterna (35°), e due stufe termali riscaldate dalle acque termali sottostanti. In altre parole, si tratta di una sorta di sauna all'interno delle grotte. La temperatura (circa 53°) di questo ambiente, già ricco di sali minerali, crea le condizioni ideali per l'antroterapia.
Il parco termale è aperto tutto l’anno e rappresenta un importante centro ricreativo e sociale, proprio come avveniva per i Romani. Al suo interno, sono presenti una ventina di sorgenti termali calde e fredde che danno vita a due caratteristici laghetti. Le Stufe di Nerone distano da Al Chiar di Luna circa 10 chilometri, percorribili facilmente e comodamente in auto.
ProprietĂ Terapeutiche delle Acque Termali
Le acque delle Terme Stufe di Nerone sono classificate come salsobromoiodiche, caratterizzate da un’elevata concentrazione di cloruro di sodio, bromo e iodio. Queste acque sgorgano a temperature elevate, intorno agli 80°C e sono particolarmente apprezzate per le loro proprietà terapeutiche.
Le proprietà antinfiammatorie delle acque salsobromoiodiche le rendono ideali per il trattamento di patologie articolari come artriti, reumatismi e dolori muscolari. L’immersione nelle piscine termali favorisce la riduzione dell’infiammazione, migliorando la mobilità e riducendo il dolore.
Le acque delle Stufe di Nerone sono utilizzate anche per trattamenti respiratori, grazie alle loro proprietà mucolitiche. I trattamenti inalatori e gli aerosol, effettuati con l’uso delle acque termali, aiutano a liberare le vie respiratorie, migliorando la respirazione e alleviando i sintomi di malattie come bronchiti croniche, asma e sinusiti. Questi trattamenti sono particolarmente efficaci per chi soffre di problemi respiratori cronici o per chi cerca sollievo da malattie stagionali.
Trattamenti Termali e Benessere
Le Terme Stufe di Nerone offrono una vasta gamma di trattamenti termali e benessere, tutti basati sulle proprietĂ curative delle acque salsobromoiodiche:
- Fangoterapia: I fanghi salsobromoiodici sono utilizzati per trattare patologie osteoarticolari, come reumatismi, artriti e dolori muscolari.
- Cure inalatorie: Le cure inalatorie, effettuate con i vapori delle acque termali, sono indicate per chi soffre di patologie respiratorie, come bronchiti, asma e sinusiti.
- Balneoterapia: L’immersione nelle piscine termali è uno dei trattamenti più richiesti presso le Stufe di Nerone.
- Massaggi e percorsi benessere: Oltre ai trattamenti termali, il centro offre una vasta gamma di massaggi rilassanti e percorsi detox.
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