Bagni di Rimini: Storia e Servizi di una Tradizione Balneare
Un'escursione alla scoperta dell'architettura balneare di Rimini non può non partire dal simbolo della città, l'imponente Grand Hotel progettato dall'architetto Paolito Somazzi e aperto al pubblico dal 1908. In origine la struttura era sormontata da due grandi cupole, poi rimosse nel 1920 in seguito a un incendio.
Il Grand Hotel ha organizzato un vero e proprio percorso museale in occasione dei 110 anni dalla nascita di Federico Fellini, una visita tra gli splendidi saloni e le stanze arredate con autentici pezzi veneziani e francesi del XVIII secolo. La grande hall si trova poco più avanti e da lì si accede alla Sala Fellini tanto cara al regista e alla moglie Giulietta Masina. Il percorso prosegue nella sala Tonino Guerra, ornata di foto storiche della struttura, e nei Saloni Storici simbolo del jet-set internazionale.
Per la seconda tappa di questa escursione non dovete fare molta strada. Il Nettuno di Rimini, uno dei pochi esempi di architettura balneare arrivati integri ai giorni nostri in Italia, si trova a meno di un chilometro di distanza. È dal 1933 che la Rotonda, come viene chiamata dai Riminesi questa struttura, accoglie i turisti offrendo loro una vista a 360 gradi sulla costa, mentre sorseggiano drink e ammirano il tramonto sulla terrazza.
Pronti a una lunga passeggiata sul lungomare di Rimini? Per la terza e ultima tappa di questa escursione dovrete arrivare al confine con Riccione, percorrendo 7 chilometri di costa in bicicletta, a piedi o prendendo uno dei tanti bus che dal Parco Federico Fellini si dirigono verso sud. A pochi metri di distanza ne potrete ammirare due, la Colonia Bolognese e la Colonia Novarese, costruite a pochi anni l'una dall'altra con uno stile molto diverso.
La Colonia Bolognese è la più antica, costruita tra il 1931 e il 1932 su progetto dell'ingegnere Ildebrando Tabarroni. Dopo aver visto i quattro grandi edifici collegati tra loro da lungo corridoio di 169 metri, vi basterà percorrere 200 metri e attraversare la strada per arrivare davanti al grande edificio dell'ex Colonia Novarese, costruito due anni più tardi su progetto dell'ingegnere torinese Giuseppe Peverelli. Al momento, in attesa di un progetto di riqualificazione, le due colonie sono visibili soltanto dall'esterno salvo avere un pizzico di fortuna.
Le Origini degli Stabilimenti Balneari a Rimini
I bagni della Riviera Romagnola nascono con i romani, che traevano benefici dall’acqua salata. I primi stabilimenti balneari veri e propri nascono come piattaforme site sull’acqua. Dal camerino si scendeva direttamente in acqua, ovviamente c’era una rigorosa divisione tra uomini e donne.
Sempre a fine Ottocento Rimini costruisce il suo Kursaal, era uno stabilimento balneare immenso. Gli ospiti illustri sui Bagni della Riviera non si contano: i Reali di Casa Savoia, Napoleone Bonaparte, Giorgio IV d’Inghilterra, oltre a pittori come Picasso, Dalì, De Chirico… persino personaggi di fantasia sono stati ospiti, come il sig.
Va detto, innanzi tutto, che per l'intero secolo XIX il ruolo della ristorazione pubblica a Rimini fu decisamente marginale. Sul primo numero del "Corriere dei Bagni" (24 luglio 1872) si legge la lettera immaginaria di un milanese a un suo concittadino in cui si citano "Maso, Nando e Cabianca", i cui nomi "suonano illustri del pari nella repubblica gastronomica".
"Venite, venite pure a Rimini," esorta il sedicente milanese "chè qui risotto e trippa sono tenuti in grandissimo onore". Negli annunci pubblicitari "ottima cucina" fa coppia fissa con "prezzi modici", mentre l'accenno ai "vini scelti" e al "servizio inappuntabile" è facoltativo. La marina, dove non erano ancora sorti alberghi, era altrettanto, se non più spoglia di caffè e ristoranti.
Nel 1867 un'"antica" trattoria al Battello garantiva "esattezza e pulizia di servizio, vino scielto [sic] ed ottime vivande". Di ristoranti o caffè-ristoranti aggregati al primo Stabilimento Bagni non si hanno notizie. Un "grande esercizio ristorante", funzionante fin dall'estate del 1872, vantava invece il secondo Stabilimento Bagni, il famoso Kursaal. Al locale era riservata una sala a pianterreno, a sinistra dell'atrio, di 180 metri quadrati.
Dalla lista delle vivande, per altro ampia e varia, era del tutto assente, stranamente, il pesce. I vini, bianchi e rossi, indigeni e forestieri, erano sfusi e in bottiglia. I prezzi che il ristorante praticava erano ragionevolissimi.
L'antipasto più caro (la "galantina con gelatina") costava 70 centesimi (3.000 lire d'oggi); una porzione di autentico caviale era offerta al prezzo stracciato di 60 centesimi (2.500 lire). Si pagava 60 centesimi anche la minestra più dispendiosa (le bolognesi tagliatelle al prosciutto). Le cotolette ai tartufi costavano una lira (circa 5.000 lire). Un po' più cari erano i dolci: per un'"omelette soufflee " alla vaniglia era richiesta una lira e mezza (più di 7.000 lire).
Per i "menù turistici", poi, si spendeva una miseria: un "pranzo di zuppa, cinque piatti di cucina, frutta, formaggio, pane e mezzo litro di vino" costava 4 lire e mezza, corrispondenti a 25.000 lire odierne. Il prezzo del vino, in rapporto a quello dei piatti, era piuttosto salato, e proibitivi erano i migliori vini d'Oltralpe.
Chi voleva risparmiare ulteriormente, poteva pranzare nell'adiacente Capanna Svizzera, un edificio di legno dove funzionava dal 1873 una megatrattoria di 600 metri quadrati. Del livello gastronomico del locale - assimilabile, per il numero dei coperti e i prezzi contenuti, alle nostre pizzerie - sappiamo ben poco, e niente delle sue specialità (se non che serviva un "presciutto squisito"). Il settimanale "Il Nettuno" la definisce "una trattoria al massimo buon mercato, con un servizio decentissimamente condotto".
Un'alternativa era il vecchio ristorante Daino (ribattezzato Margherita in onore della regina), "in amena posizione sul lido". La cucina era naturalmente "squisita" e i vini "eccellenti". Dell'"inappuntabilità del servizio" si faceva personalmente garante l'"egregio proprietario e direttore" Alfredo Arcangeli, "sempre in abito bianco".
In luglio è caduta una ricorrenza molto significativa per la Romagna e, nello specifico, per Rimini. Esattamente 146 anni fa, infatti, nasceva ufficialmente l’industria turistica riminese. Ferruccio Farina, giornalista, ricercatore e studioso di storia di Rimini e della Romagna, di sociologia del turismo e di storia della comunicazione visiva, oltre che Direttore Responsabile e cofondatore con Pier Giorgio Pasini della rivista “Romagna Arte e Storia”, riporta indietro le lancette del tempo proprio a quegli anni così importanti per la città riminese, raccontando gli albori di quella che oggi definiamo l’industria del turismo balneare nel libro Una costa lunga due secoli: storie e immagini della Riviera di Rimini (Panozzo Editore, 2003).
Farina parte da lontano, illustrando come siano stati gli inglesi, nel 1750 a Brighton, a istituire la prima colonia permanente di bagnanti, e di come fosse anglosassone anche la “prima bagnante” della storia di Rimini: l’irlandese Elisabeth Kenny, moglie del marchese Rondanini (quelli della Pietà, l’ultima opera di Michelangelo che rimase incompiuta), che per 15 giorni, nell’agosto dello stesso 1750, fece il bagno nel nostro mare. Fu il riminese Jano Planco (Giovanni Bianchi), medico, letterato e importante studioso che il 29 luglio 1746, quindi prima di Elisabeth Kenny, fece il bagno nel mare di Rimini, testando le idee degli inglesi secondo le quali i bagni nell’acqua di mare potessero portare a importanti benefici per la salute.
Ma non solo. Anche personalità di un’importante famiglia come quella dei Bonaparte rientrano nel novero dei primissimi bagnanti di Rimini. Ma devono passare ancora 25 anni per avere le prime tracce di stabilimenti balneari, anche se ancora molto semplici e sperimentali.
È il 1842 quando Claudio e Alessandro Tintori, in unione con il conte Ruggero Baldini, decidono di realizzare una struttura organizzata per favorire i bagni al mare, seguendo l’esempio dell’Inghilterra e della Francia ma con il vantaggio di avere un clima più adatto alla balneazione.
Guido Pasini ricostruisce questo primo progetto con precisione: “Ottenuto il prestito di 2mila scudi romani (la Romagna faceva parte dello Stato Pontificio) dalla Cassa di Risparmio di Faenza, il primo rudimentale stabilimento balneare era creato; era formato da una struttura di legno su palafitte diviso in due zone separate, una per i maschi e l’altra per le femmine, che si raggiungevano con due pontili sorretti da corde. Claudio Tintori, inoltre, si dedicò anche all’organizzazione di tutte le attività accessorie, necessarie per far funzionare al meglio il neonato stabilimento: accordi con i vetturini di piazza per collegare la città al mare, la nomina di un direttore e l’impiego di due uomini con funzioni di guardia e soccorso (prime forme degli attuali bagnini di salvataggio) e camerieri, due per gli uomini e due per le donne.
Il cambiamento decisivo avvenne nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, con la realizzazione della linea ferroviaria Bologna-Ancona. La linea permetteva di raggiungere la costa romagnola in modo agevole, e l’unica zona dotata di valide infrastrutture e organizzazione, grazie agli esperimenti precedenti, era quella riminese. Nel 1866 Paolo Mantegazza, Senatore del Regno d’Italia nonché medico e professore di fama internazionale, fu nominato consulente dello stabilimento.
Lo stabilimento necessitava di migliorie: dalla Municipalità fu incaricato l’ingegnere riminese Gaetano Urbani al fine di sistemare al meglio la struttura e renderla il più funzionale possibile. Continua nella descrizione Guido Pasini: “Fu abbattuto il vecchio stabilimento, fu costruita la piattaforma con i camerini, non più separati in maschi e femmine; alcuni camerini vennero costruiti sulla spiaggia come servizio base alla vita di mare; venne realizzato il Kursaal, salotto mondano per i piaceri dei bagnanti, la Capanna Svizzera, inizialmente utilizzata come ricovero delle vetture e dei cavalli, poi trasformato in ristorante e padiglione per esposizioni e feste popolari, dove anche il ‘popolino’ con poca spesa poteva godere dei piaceri marini.
A quel punto Rimini comincia ad assomigliare sempre di più a quella odierna. Si trovava nettamente divisa dalla linea ferroviaria e presentava, come ancora oggi, due modi di vivere: a monte della ferrovia si sviluppava la vita tradizionale, come in qualunque altra città, con le dinamiche e la quotidianità del paese, mentre a mare la città si concentrava sul piacere e sul divertimento. Iniziava, così, quella vita mondana che ancora oggi caratterizza gran parte dell’identità e dell’anima di Rimini.
Giovani, per lo più, che si spogliavano, o meglio si cambiavano d’abito sotto le vecchie barche arrovesciate, lasciate a morire tra la sabbia. L’anno di nascita di Rimini, come stazione balneare, è però il 1843. Questo era poi una costruzione di legno sorgente su palafitte, dall’acqua, a trenta passi dalla spiaggia a cui si accedeva per un pontile. Aveva sei camerini e fu inaugurato dal Cardinale Legato. Un servizio di carrozza a cavalli collegava la città, che ancora non si spingeva fino al mare, con il lido. La gestione del primo anno si chiuse con un passivo di 700 scudi sì che il Tintori uscì dalla società e parvero avverarsi le previsioni dei benpensanti che non capivano come si potessero buttare tempo e denari nella sabbia e nell’acqua, ma i Baldini non si scoraggiarono ed ebbero ragione. n. La spiaggia che oggi è un modello di organizzazione e pulizia per tutti, allora era tutt’altro; dune, sterpaglie, niente lungomare, niente alberghi.
Il 1972 è un anno di grandi battaglie per la nostra categoria in quanto l’azienda di soggiorno non poteva più subconcedere l’arenile ai singoli operatori. La grande passione per questo lavoro ci porta ogni giorno a cercare innovazione e creazione di servizi sempre piu su misura per tutti coloro che intendono frequentare le nostre spiagge.
Perchè Tipici? Il turismo riminese. L’attività balneare, sulle spiagge riminesi, nasce nel (1834) con la creazione del primo “Stabilimento Privilegiato Di Bagni Marittimi” primo lido riminese consistente in una struttura che fungeva da ingresso ad una palazzina in legno contenente sei cabine. Nel 1868 il Comune di Rimini acquista lo Stabilimento Bagni, demolisce la costruzione e da vita al celeberrimo stabilimento Kursaal, molto più vasto e sfarzoso, che viene inaugurato nel luglio del 1873. Spettacoli, balli, il cinematografo, rappresentazioni teatrali, manifestazioni, giochi, sport, aste d'arte, mostre, tanta mondanità e feste d'ogni genere rallegrano le vacanze di questo turismo colto e raffinato.
Si tratta tuttavia di una stagione piuttosto effimera, destinata a non sopravvivere alla censura della Grande Guerra.E' nel secondo dopoguerra, con il boom economico e il riconoscimento delle ferie pagate che i ceti medi iniziano a viaggiare e a scegliere come meta di villeggiatura la Riviera Romagnola e in particolare Rimini. Iniziano così a sorgere alberghi di piccole e medie dimensioni.All’inizio degli anni cinquanta, gli stabilimenti balneari sono già un numero considerevole seppur le loro caratteristiche sono molto semplici. Si tratta per lo più di ampi tratti di arenile non recintati su cui sorgono qua e la, senza alcun ordine, cabine in legno e alcune tende variopinte fissate su bastoni piantati alla meglio sulla sabbia.
Nasce in questi anni e su queste spiagge il mito del bagnino, che nella maggior parte dei casi era anche un pescatore, esperto di mare e di “tempo”, e che diviene ben presto una figura carismatica e un importante punto di riferimento per il turista.E’ intorno alla fine degli anni sessanta che il boom del turismo balneare esplode. Rimini viene presa d'assalto dagli Italiani, la vacanza un tempo esclusiva di pochi diventa usufruibile da tutti. Nasce il turismo riminese così come come lo si conosce oggi.Tutt'ora la spiaggia di Rimini ha un tratto di arenile (fronte mare) di 4.500 ml. circa, gli stabilimenti sono a "schema aperto", ossia non sono delimitati da recinzioni o altro tipo di barriere, che impediscano la libera fruizione dell’ intera area e sono super attrezzati riuscendo a soddisfare ogni esigenza da quella dei più piccoli a quella dei più anziani.Il turista, quindi, può liberamente fruire della spiaggia, muoversi a suo piacimento nell’intero ambito della stessa e fare uso, gratuitamente, di tutti i servizi generici presenti (tra cui docce, servizi igienici, servizio di salvataggio in mare, giochi per bambini ecc...), senza dover sostenere alcun costo.
La Mostra "Tutti al mare (1843-2023)"
Era il mese di luglio del 1843 quando grazie ai conti Baldini aprivano i Bagni Marittimi di Rimini. Sono trascorsi 180 anni da allora, da quando lungo la costa del mar Adriatico aprì il primo stabilimento balneare. Da allora anche la spiaggia ha saputo trasformarsi in storia e cultura, ha saputo nell’arco dei decenni dettare le mode e le tendenze, ma anche unire le persone, tramandare tradizioni e usanze di tanti turisti che arrivavano a Rimini da località differenti d’Italia e del mondo. Una passeggiata in riva al mare attraverso 180 anni di storia balneare.
100 plance, quasi 200 fotografie, oltre 20 manifesti accompagnano lo spettatore lungo due secoli di curiosità, luoghi e abitudini a partire dal 1843, l’anno in cui prende avvio questa meravigliosa storia, fino ad oggi, attraverso gli snodi irrinunciabili che vedono Rimini affermarsi come la più importante realtà balneare. Dal 1° luglio al 31 agosto il programma culturale estivo si arricchisce di una nuova mostra fotografica ‘diffusa’ sulla spiaggia: “Tutti al mare (1843-2023). Il percorso è composto da 8 sezioni che raccontano gli albori della vita balneare (Si comincia!), il mare e suoi modi di salparlo (Tuffi e spruzzi), l’eleganza dei costumi e il senso del pudore (Chic&Chic), il lungomare e i suoi eventi (Parate e sfilate), l’organizzazione di spiaggia e le sue architetture (Capanni e rose), i giochi (Palette e secchielli), le attività per il benessere del corpo (Su le braccia, giù le braccia) e i rituali con i suoi personaggi (Tipi e riti).
L’espressione scherzosa “Questa mostra non ha un verso” restituisce uno dei caratteri più originali di questo allestimento, dove l’ampiezza del percorso (2,5 km) non consentiva un racconto di tipo cronologico e sequenziale. Di qui il racconto per otto tappe autonome che aggregano immagini evocative di alcuni temi che dimostrano straordinaria persistenza e ricorrenza nel corso dei 180 anni considerati: la moda con l’evolvere dei costumi, la spiaggia con le sue architetture e oggetti, i giochi e i passatempi, i tipi da spiaggia.
Seguono l’apparizione dei villini sul lido (foto 1892) e nel 1908 l’apertura del Grand Hotel con l’invenzione dello slogan Rimini l’Ostenda d’Italia. E ancora, la rapida e prodigiosa ripartenza postbellica alla fine degli anni Quaranta, lo spazio della spiaggia che si riempie al perfezionarsi dell’organizzazione dei servizi di spiaggia.
“Volevamo festeggiare - commenta il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad - questi 180 anni di vita della spiaggia di Rimini attraverso una mostra insolita e suggestiva che raccontasse la trasformazione della spiaggia da risorsa naturale sempre esistita a straordinaria industria del turismo. Un luogo fisico, ma anche un paesaggio immateriale e metaforico che da quel primo luglio 1843, anno di fondazione del primo stabilimento balneare, passando per il 1873 con l’inaugurazione del Kursaal, si è affermata come la più importante realtà balneare d’Europa, diventando il simbolo della vacanza al mare e Rimini la località più riconoscibile di quella “inversione rituale” che è la vacanza.
Un ringraziamento particolare va a “Piacere spiaggia Rimini” e a quello scrigno prezioso che custodisce la memoria visiva dei mutamenti antropologici e dell’evoluzione estetica della nostra città che è l’archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga. Le immagini provengono in massima parte dalle collezioni comunali conservate alla Biblioteca Gambalunga, a partire dalla produzione dei fotografi Contessi e dal fondo Tonini per la documentazione ottocentesca. Sono attinte dalle collezioni Battaglini, Freddi, Maioli e Rusticani le immagini dei primi decenni del '900, mentre alle raccolte dell'Enit e dello studio riminese Moretti fa capo la documentazione degli anni Cinquanta. Dagli archivi Apt e Minghini provengono le immagini della spiaggia degli anni '60, '70 e '80, dall'archivio Raggi Rimini Press le immagini per i due decenni successivi. La Rimini degli ultimi vent'anni rivive nelle foto provenienti dall'Ufficio Stampa del Comune, in gran parte a firma di Emilio Salvatori.
I Servizi Attuali degli Stabilimenti Balneari di Rimini
Gli stabilimenti balneari di Rimini, ancora oggi sono tra i più attrezzati d’Europa e forse del mondo, nessuna costa ha l’accoglienza balneare con tutti i servizi come li ha la Riviera Romagnola. Gli Stabilimenti Balneari sono la principale attività balneare commerciale di Rimini, che si è sviluppata dando vita a vere e proprie oasi di servizi poste sulla spiaggia, idea esportata in tutto il mondo. Bagnini efficienti e preparati controllano metro per metro tutto il litorale garantendo la totale sicurezza del bagnante. Questa idea di piattaforma sul mare viene successivamente “copiata e realizzata” in altre località balneari come Venezia e San Benedetto.
La spiaggia di Rimini si estende per 15 chilometri. L’arenile è ampio e per la maggior parte organizzato in stabilimenti balneari attrezzati e dotati di ogni servizio: centri sportivi, aree fitness, animazione, giochi per bambini, docce e zone relax, bar e ristoranti. Ci sono poi stabilimenti particolari attrezzati per l’accesso ai disabili, altri che si distinguono per la cura alla sostenibilità ambientale o per dare la possibilità di accedervi con i propri animali. La spiaggia di Rimini conta circa 250 stabilimenti balneari, aperti dall’ultimo weekend di maggio alla seconda domenica di settembre. L’accesso è libero, ma per usufruire dei servizi è necessario affittare ombrellone e lettini con tariffa giornaliera, settimanale o stagionale. A Marina centro la spiaggia resta viva tutto l’anno.
Qui i bagni continuano ad essere allestiti anche in autunno e in inverno. I campi da beach volley, da beach tennis, le attrezzature sportive e i giochi per i bambini sono sempre aperti e utilizzabili liberamente da tutti in attesa che ritorni la bella stagione. La spiaggia di Rimini è quindi fruibile dodici mesi all’anno.
Alle spalle della spiaggia di Rimini si trova il nuovo lungomare, un waterfront allestito con spazi di convivialità e socialità, isole fitness per l’attività fisica outdoor e votate al benessere, salotti relax con divanetti per sentirsi come a casa. In spiaggia a Rimini l’accoglienza è unica, tanto che potremmo considerarla un patrimonio culturale legato agli usi sull’arenile, in cui è fondamentale la caratteristica del rapporto personale con il cliente. Le persone in spiaggia a Rimini si sentono come a casa. I bagnini accudiscono la spiaggia minuziosamente, affinché la sua sabbia dorata sia sempre soffice e pulita. Il bagno in mare a Rimini è sicuro grazie al servizio di salvataggio.
Sulle spiagge della provincia di Rimini sogni 150 metri sono presenti le torrette di avvistamento dei Marinai di Salvataggio. In ogni postazione di salvataggio è preposto un assistente bagnanti munito di brevetto rilasciato dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla Federazione Italiana Nuoto (Sezione Salvamento). L’assistente bagnanti è nella postazione di salvataggio pronto ad entrare in acqua con il moscone. Ogni giorno sulla spiaggia di Rimini è attivo il servizio Publiphono. Con la sua principale trasmissione, Radio Vacanza, fa sentire la sua voce lungo tutto il litorale attraverso un capillare impianto di diffusione sonora. Oltre a musica e informazioni sulle attività locali, Publiphono diffonde messaggi per la ricerca dei bambini o anziani smarriti in spiaggia. Ogni estate sono centinaia le persone che vengono trovate.
Già da anni la spiaggia di Rimini è plastic free. È vietata quindi la vendita e la distribuzione di bevande in bicchieri e con cannucce di plastica usa e getta. L’ultima tendenza della spiaggia di Rimini sono i chiringuiti, chioschi in riva al mare che servono da bere e stuzzichini tutto il giorno. E che a partire dal pomeriggio, fino a tarda sera, propongono aperitivi con dj set, feste e serate live. Vengono inoltre offerte diverse opportunità per divertirsi in mare come banana boat, ciambelloni, crazy ufo, divani, disco boat, toro extreme e wakeboard.
Se preferiamo una dimensione più libera e meno organizzata possiamo scegliere una delle spiagge libere di Rimini. Ovunque scegliamo di soggiornare avremo sempre un’alternativa libera agli stabilimenti balneari. È possibile trovare sia spiagge libere attrezzate con servizi minimi (docce, pedane di accesso e servizio di salvataggio) sia non attrezzate. La spiaggia libera più frequentata è quella di Marina Centro in corrispondenza di Piazzale Boscovich, in zona porto.
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Tabella dei Servizi Offerti negli Stabilimenti Balneari di Rimini
| Servizio | Descrizione |
|---|---|
| Centri sportivi | Campi da beach volley, beach tennis, ecc. |
| Aree fitness | Spazi attrezzati per l'attività fisica |
| Animazione | Attività per adulti e bambini |
| Giochi per bambini | Aree dedicate al divertimento dei più piccoli |
| Docce e zone relax | Spazi per rinfrescarsi e rilassarsi |
| Bar e ristoranti | Offerta gastronomica varia |
| Accesso disabili | Strutture attrezzate per persone con disabilità |
| Sostenibilità ambientale | Stabilimenti eco-friendly |
| Accesso animali | Stabilimenti che accettano animali domestici |
| Servizio di salvataggio | Assistenza bagnanti per la sicurezza in mare |
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