Bagni di Scafati: Storia e Terme
È in un passato lontanissimo che va collocato l'atto di nascita delle acque termali in Campania e il loro uso terapeutico. Npenthés pharmakon, ovvero «farmaci contro il dolore e le pene» venivano definite le Terme fin dall'epoca dei primissimi insediamenti greci, ma furono poi i romani a sistematizzarne lo sfruttamento fino a renderlo un vero e proprio culto legato alla socialità e al benessere.
Così Plinio il Vecchio descrisse, nel suo «Naturalis Historiae», la massiccia presenza di acque termali e terapeutiche in Campania:
«Sgorgano copiosamente e senz'ordine in moltissimi luoghi, qua fredde, là calde, là miste... altrove tiepide e fresche. Facendo sperare rimedi contro le infermità e scaturendo soltanto a pro degli uomini fra tutti gli esseri viventi, accrescono il numero delle divinità con varie denominazioni e fanno sorgere delle città come Puteoli...».
Puteoli, piccoli pozzi, si chiamava così proprio per le numerose sorgenti di acque termo-minerali che vi si trovavano.
L'importanza dell'acqua nelle civiltà antiche
Salute. Estetica. Benessere. Toccasana per il corpo e per la mente. Nelle civiltà più antiche l'acqua era considerata un elemento sacro. I sacerdoti egizi dovevano lavarsi più volte al giorno per preservare la loro purezza; per questo, di fronte ai loro templi era sempre un lavacro per le abluzioni rituali. L'elemento sacro resterà molto forte anche durante la civiltà ellenica.
Le terme romane: un luogo di incontro e benessere
Nell'epoca romana, le Terme divennero un luogo di incontro frequentato da tutti ed erano composte da 3 aree: il frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Il processo consisteva in una prima immersione nel calidarium, bagno caldo atto a far dilatare i pori della pelle per consentire la fuoriuscita degli umori in eccesso. Il bagnante passava poi al frigidarium, in modo tale da far tonificare i muscoli e richiudere i pori onde evitare l'eccessiva emissione di umori vitali, e al tepidarium per un rilassamento finale. Le sorgenti termali favorite dai Romani erano quelle del golfo di Napoli: Pompei, Pozzuoli, Ischia, Baia.
Inizialmente esistevano dei piccoli bagni pubblici, i balnea, dove era possibile rinfrescarsi e lavarsi, finché, nel corso del I secolo a.C. Sergio Orata, ricco imprenditore dell'epoca, concepì l'idea di realizzare una vera e propria stazione termale, la prima nella storia. Lungo la costa dei campi Flegrei, infatti, in Campania, vi era l'abitudine di curarsi con i vapori bollenti delle sorgenti. Tali vapori venivano convogliati in piccole stanze, i Laconica, dove si entrava e si sudava.
Non solo Puteoli. Lì dove si addensavano le fonti e gli impianti termali romani, nacquero villaggi, intere città.
Anche a Neapolis le Terme conobbero, nell'epoca romana, il periodo di massimo splendore. Furcillensis era, sin dall'antichità, il nome attribuito alla regione Termense. Si trattava di un luogo molto esteso e particolarmente ricco di acque: un'intera insula, tra l'attuale via Duomo e Forcella, era dedicata ai bagni termali. Un quartiere tra i più rinomati nel quale si riversavano persone di ogni ceto sociale: per fare bagni o massaggi, per praticare ginnastica o semplicemente per rilassarsi, magari dilettandosi nel canto o nella recitazione. Ciò che resta delle antiche terme è visibile nei sotterranei dell'Archivio Storico del Banco di Napoli, in via Tribunali. Altre tracce sono visibili nell'area archeologica di San Carminiello ai Mannesi. Ricca di terme era la zona di San Nicola dei Caserti, dove sorge l'omonima chiesa oggi ridotta a rudere.
Le terme in Campania oggi
Tra le fonti termali menzionate da Plinio, e da altri autori del calibro di Virgilio, Strabone e Silio Italico, le sorgenti di Contursi, nel Salernitano occupano un ruolo di primo piano, testimoni ancora oggi di una tradizione antica che anche dopo la caduta di Roma ha continuato a perpetuarsi.
Quel che è certo è che nel comprensorio degli Alburni, alla confluenza dei fiumi Sele e Tanagro, le acque provenienti dalle falde del vulcano preistorico monte Pruno rappresentano da sempre una straordinaria ricchezza naturale. L'intero territorio del comune è disseminato di sorgenti molte delle quali con spiccate qualità curative, e sulle rovine delle antiche terme sono nati ben sei stabilimenti termali: Terme di Vulpacchio, Terme Forlenza,Terme del Tufaro, Terme Cappetta, Terme Rosapepe e Terme Capasso, con una temperatura dalle acque che varia a seconda dello stabilimento e della relativa sorgente.
Anche per il 2025 il Comune di Scafati rinnova l’opportunità per i cittadini over 60 di accedere al servizio di cure termali, promuovendo il benessere e l’invecchiamento attivo. Il progetto prevede dieci giorni di cure termali, con trasporto gratuito in pullman dal lunedì al venerdì, riservato a chi usufruisce di un ciclo di balneofangoterapia (con impegnativa o a pagamento). Il sabato, le cure saranno comunque disponibili, ma con trasporto a carico degli utenti.
Scafati, comune in provincia di Salerno, sorge alle pendici del Vesuvio e sulle rive del Sarno. Come il Santuario della Madonna di Bagni, dall’architettura barocca, sorto in prossimità di una fonte le cui acque, secondo leggenda, hanno effetti curativi sulle malattie cutanee.
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