Bagni di Vinadio: Informazioni Turistiche

Nell’alta valle Stura, in uno dei posti più incontaminati delle Alpi Marittime, a 1320 metri di altezza si trovano le Terme di Vinadio. Lungo il torrente Corborant, in una valletta laterale al solco della Stura di Demonte, sorge Bagni di Vinadio, stazione climatica e luogo di villeggiatura estiva e invernale.

Storia e Proprietà delle Acque

Note già in epoca romana, le proprietà terapeutiche delle acque di Bagni di Vinadio vengono descritte a partire dal Cinquecento. Durante il periodo sabaudo il sito sale in grande auge come luogo di soggiorno e cura degli ufficiali del regio esercito.

Il primo nucleo di fabbricati destinati a sfruttare le proprietà benefiche delle acque, risalente alla metà del XVIII secolo, ha subito successivi ampliamenti e una radicale trasformazione all’inizio del Novecento; in anni più recenti è stato affiancato dal Grand Hotel Terme, oggi dotato di beauty farm, centro congressi e aree sportive attrezzate. Al piano seminterrato è stata ricavata una sontuosa piscina termale coperta, mentre il piano terreno ospita il bel reparto fanghi.

Sorgenti Termali

Le acque termali di Bagni di Vinadio sono caratterizzate da diverse sorgenti, tra cui:

  • Fonte Fango Antico: 52 °C solfurea.
  • Fonte Roccia 2: 50 °C solfurea.
  • Sorgente della Roccia 3: 61 °C solfureo-clorato-calcico-litiosa.
  • Sorgente della Stufa Antica: 55 °C solfureo-clorato-calcico-litiosa.
  • Sorgente della Stufa Santelli.

La Valle Stura

Le sorgenti della Stura di Demonte, sul colle della Maddalena, sono il punto di transizione dalle Alpi Marittime alle Cozie. La valle, all’inizio stretta e impervia - qui la Stura scorre impetuosa nelle forre dell’Olla - si apre poi in dolci declivi. Tipiche della valle sono le case in pietra e, singolare, il modo in cui sono state adattate alla morfologia del terreno.

A Borgo San Dalmazzo si può visitare la parrocchiale del santo patrono, un tempo fulcro di un’abbazia a lui dedicata, e l’annesso museo che raccoglie reperti romani e altomedievali. Il borgo di Demonte, principale centro della vallata, ha impianto medievale; l’oratorio secentesco dedicato a S. Giovanni, con facciata affrescata, ha all’interno un pregevole altare ligneo. Ad Aisone, interessante il campanile della parrocchiale, aperto da bifore.

Pecora Sambucana

Procedendo oltre Vinadio, si possono visitare la comunità dell’alta valle, il cui simbolo è la pecora sambucana da cui si ricavano formaggi, carne e lana pregiati. Le è dedicato il piccolo ecomuseo a Pontebernardo, frazione di Pietraporzio. Presso il moderno punto vendita è possibile inoltre acquistare i manufatti in lana di pecora.

Uno dei simboli della valle Stura di Demonte, terra occitana, è la pecora sambucana, che prende il nome da Sambuco, un insieme di frazioni sparse dell’alta valle. Ha groppa larga e muscolosa, testa piccola senza corna e orecchie portate orizzontali; la sua lana è candida - rarissimi gli esemplari con vello nero e piccola stella sulla fronte - e assai pregiata per la produzione di maglioni e plaid. Speciali anche le sue carni, saporite e poco grasse; particolarmente apprezzate quelle del tardoun, l’agnellone che si macella a ottobre.

Verso la metà degli anni Ottanta del secolo scorso la razza ha rischiato l’estinzione e in tutta la valle non se ne contavano che un’ottantina di capi. Ma un oculato progetto di rivalorizzazione ne ha rilanciato l’allevamento presso piccoli proprietari che ne garantiscono la genuinità.

Escursioni e Attività

Tra le possibili escursioni non vanno trascurate le risalite lungo le valli secondarie: oltre a quella che porta a Bagni (1305 m), da non perdere quella al vallone di Sant’Anna con l’omonimo santuario del 1680, tra i più alti d’Europa (2010 m), accessibile solo durante l’estate. I Bagni di Vinadio sono una frazione di Vinadio situata nell’omonimo vallone, diramazione laterale della valle Stura. In senso ampio include le borgate Besmorello, Strepeis, Callieri e San Bernolfo.

Un tempo noto per l’omonimo stabilimento termale, chiuso dal 2015, oggi è molto frequentato in tutte le stagioni per le escursioni che offre. Arroccato su un poggio roccioso al fondo di un immenso altopiano, da lontano il rifugio Migliorero pare un castello delle fiabe. Solo avvicinandosi si scopre un severo e un po’ trasandato edificio in pietra, ingentilito dalle persiane azzurre, costruito nella prima metà del Novecento come albergo in quota. All’altezza del rifugio Migliorero, sulla destra orografica del vallone dell’Ischiator, si stacca il vallone superiore dell’Alpette che risale verso il passo di Laroussa.

Il monte Vaccia è una cima arrotondata e molto panoramica, ubicata sulla dorsale che divide il vallone dell’Ischiator dal vallone del Piz e può essere raggiunta da Besmorello, da Pietraporzio o da Sambuco. La prima tappa risale interamente il vallone d’Insciauda fino al panoramico passo di Bravaria, per poi costeggiare dall’alto il vallone di Sant’Anna e giungere con alcuni saliscendi all’omonimo santuario, meta della giornata, passando nei pressi del piccolo lago inferiore Mouton. Bel percorso ad anello partendo da S. Bernolfo.

Raggiunto il vallone di Barbacana percorriamo il laterale Vallone Dossi con salita alla casermetta situata nel Vallone Seccia.

Centro Fondo Bagni di Vinadio

Il centro fondo di Bagni di Vinadio (in località Strepeis) propone agli appassionati 20 km di piste che si snodano lungo boschi e paesaggi mozzafiato. Sono presenti percorsi per racchette da neve in loc. Strepeis.

Dettagli sulle Piste:

  • Totale: 20 km di piste (4 tracciati)
  • Facilissime: 3 km
  • Medie: 10 km
  • Difficili: 7 km

Vinadio: Storia e Cultura

Situato su di un piano inclinato posto alla confluenza dei valloni di Neraissa, Rio Freddo e Sant'Anna, Vinadio affonda le sue radici in epoca pre-romana, come conferma il toponimo che deriva dal nome dalla tribù dei Veneni. Antica piazzaforte militare, il paese è caratterizzato per la presenza del Forte Albertino, un'opera architettonica imponente voluta da Carlo Alberto di Savoia nel 1830 per sbarrare la valle e la pianura cuneese ai vicini transalpini e di fatto mai utilizzata per scopi bellici.

Sede dell'ufficio turistico, la struttura ospita tra i molti servizi (campeggio, lago balneabile, pista pattinaggi, spazio eventi) l'innovativo Museo Montagna in Movimento che attraverso un affascinante percorso multimediale ripercorre la storia della valle e non solo. Nella parte alta del paese svetta il campanile romanico decorato da due ordini di bifore della Chiesa Parrocchiale di San Fiorenzo (XVII secolo).

Distanti dal capoluogo comunale, ma punti obbligati per una visita sono il Santuario di Sant'Anna di Vinadio e le Terme di Vinadio. Di origine medievale, il santuario (il più alto d'Europa) è raggiungibile percorrendo per 16 km l'affascinante strada panoramica che risale l'omonimo vallone.

L’origine del Comune propriamente detto ebbe luogo verso la fine del sec. XI. La valle Stura venne in quei tempi divisa in due: Valle Soprana e Valle Sottana. La valle soprana aveva principio dal Comune di Aisone e fine, com’è naturale, al Colle dell’Argentera. I comuni della valle Stura Soprana per propria difesa fecero allora lega tra di loro armandosi e fortificandosi e in quell’epoca probabilmente venne costruito il castello di Vinadio.

La parte più antica del paese si sviluppa lungo Via N. Sauro, meglio conosciuta come la “Chariero Drecho”, per via dei 28 metri di dislivello che si devono superare per raggiungere il suo fulcro, la chiesa parrocchiale di S. Fiorenzo. Nello stemma del Comune è rappresentato un grappolo d'uva con la scritta "sicut vitis abudans", anche l'etimo del Comune richiama il vino che, sicuramente, non vuol significare “Vino addio”. Vinadio è, infatti, la traduzione italiana del nome occitano Vinai che potrebbe essere la contrazione di “Vin aigre - vino aspro” oppure potrebbe essere derivato dall’antica popolazione dei Galli Veneni che abitavano la valle. Anticamente a Vinadio, quota limite per la coltivazione della vite, si produceva vino locale, ma non così pregiato.

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