Bagni Ducali di Ferrara: Storia e Trasformazioni
La nostra città è abbracciata da 9 chilometri di mura che ne racchiudono il cuore storico. Oggi le mura costituiscono un enorme giardino da vivere nel tempo libero e non solo. Sono un luogo di incontro, relax e benessere, conformatosi attraverso i secoli.
Baluardi, torrioni, porte ne scandiscono il ritmo, testimoniando anche l’evoluzione delle tecniche di difesa. Un modo diverso per scoprire la storia delle Mura di Ferrara, dalle origini fino ai più recenti restauri?
Le Mura Estensi: Un Esempio di Architettura Militare
Costruite tra il 1493 e il 1505 da Biagio Rossetti, Alessandro Biondo e Bartolomeo Tristano, le mura estensi segnano il passaggio dalla difesa verticale piombante a quella orizzontale o radente e rappresentano uno dei più qualificati esempi di architettura militare italiana di transizione rispetto al sistema bastionato successivo.
Col diametro esterno di 21 m, è il torrione circolare più grande tra quelli costruiti da Biagio Rossetti e Bartolomeo Tristano lungo il perimetro fortificato dell’Addizione Erculea.
Porte e Baluardi: Punti Chiave della Difesa
Situata al termine dell’antica via degli Angeli, la Porta era l’unico varco di accesso settentrionale del circuito fortificato costruito dal 1493 al 1505 attorno alla grande “Terra Nova”, ossia l’ampliamento urbano più noto come Addizione Erculea.
Costruito tra il 1493 e il 1497, il torrione presidiava l’omonima Porta situata allo sbocco orientale del lungo decumano dell’Addizione Erculea.
Dopo l’occupazione francese del 1796, la Porta venne denominata Porta Mare e tutto il complesso subì varie modifiche funzionali.
Prende il nome dalla limitrofa chiesa di San Tommaso, distrutta nel 1836. Tra il 1518 e il 1522 fu innalzata la nuova muraglia tra la Porta di San Giorgio e il Baluardo di San Tommaso.
La Residenza di Diporto dei Bagni Ducali
La residenza di diporto, detta della Montagna, fu fatta costruire sull’omonimo torrione da Ercole II d’Este: oggi nota come Bagni Ducali, venne edificata nel 1541 su progetto di Terzo Terzi.
Il piccolo palazzo rustico presentava i prospetti esterni affrescati da Battista Dossi, Girolamo da Carpi, Camillo Filippi e dal Garofalo. La montagna era rivestita di vigne e fiori e ai suoi piedi si estendeva una peschiera lunga oltre 200 metri (l’attuale viale Alfonso I d’Este).
L’attuale rudere è quanto resta del complesso che fino alla fine del XVI secolo presidiava il principale ingresso meridionale della città.
Il Sistema Difensivo Meridionale
A difesa della Porta di San Giorgio, denominata Porta Romana dal 1798, Ercole II e Alfonso II d’Este tra il 1557 e il 1563 fecero costruire un nuovo baluardo. La Porta fu trasformata in Prospettiva monumentale negli anni ‘80 del XVII secolo e ulteriormente abbellita nel 1847.
Innestato lungo la cortina muraria fatta costruire da Borso d’Este a metà XV secolo, l’odierno Baluardo dell’Amore, dalla tipica forma ad asso di picche, venne realizzato oltre un secolo dopo: fu Alfonso II d’Este a promuovere tra il 1578 e il 1585 un’ingente opera di potenziamento difensivo delle fortificazioni meridionali a ridosso del Po, grazie ai progetti di ingegneri e tecnici militari quali Cornelio Bentivoglio, Marcantonio Pasi, Giulio Thiene e Giovan Battista Aleotti.
Situato in corrispondenza del monastero benedettino di Sant’Antonio in Polesine, è l’elemento centrale del sistema bastionato meridionale a ridosso della sponda del fiume Po, quasi del tutto interrato già alla fine del XVI secolo. Il prosciugamento del ramo del Po lambente il fronte meridionale di Ferrara tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo causò la saldatura all’abitato urbano dell’antica isola fluviale di Sant’Antonio in Polesine.
Le prime azioni di difesa del tessuto urbano inglobato spettano al marchese Nicolò III d’Este (1383-1441).
Fortificazioni Avanzate: Baluardi di San Pietro e San Paolo
Giungendo da Porta Paola, il Baluardo di San Pietro è la prima delle fortificazioni avanzate fatte costruire da Alfonso II d’Este tra il 1578 e il 1585 per ammodernare e rafforzare le preesistenti mura quattrocentesche.
Contemporaneamente alla sua costruzione, nel 1582-1583 furono demoliti i merli delle muraglie quattrocentesche e fu abbattuta la torre in corrispondenza della Porta, mentre nel 1583 si provvide a erigere una nuova prospettiva in marmo in corrispondenza della stessa Porta, su disegno di Giovan Battista Aleotti.
Sorge sul precedente Bastione di Castelnuovo, smantellato tra il 1562 e il 1572. Costruito nel 1583 e ristrutturato in epoca papale, con il precedente Baluardo di San Paolo costituisce il sistema di protezione dell’interposta Porta Paola, edificata nel 1612.
Porta Paola: Un Varco Monumentale
L’odierna struttura fu costruita nel 1612 su disegno dell’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti, che la progettò in onore del papa regnante Paolo V Borghese, da cui derivò la denominazione Porta Paola. È il varco monumentale più prestigioso della città, specie sul piano del linguaggio architettonico tardo manierista e proto-barocco.
I due baluardi sono l’unica testimonianza della cittadella costruita tra il 1608 e il 1618, con la direzione di Mario Farnese e Pompeo Targone, affiancati da Giovan Battista Aleotti.
Nel 1618 risultava ben attrezzata, con cinque baluardi a freccia, l’abitazione del castellano, la chiesa di S. Maria dell’Annunziata e caserme, depositi, polveriere, armerie. Nel 1805 Napoleone ne decretò lo smantellamento parziale, ma la fortezza rinacque dopo il 1814.
Restò inalterata fino al 1859, quando se ne deliberò la definitiva demolizione, che risparmiò solo i baluardi di Santa Maria e di San Paolo e la chiesa, distrutta però dai bombardamenti dell’ultima guerra.
Porta Catena
Sino allo snodo viario degli attuali Corso Porta Po e Viale Cavour, in epoca estense occupato dalla Porta di San Benedetto, non vi sono altre opere che un saliente trapezoidale, a nord del quale furono aperti nel 1938 due fornici (ricostruiti nel 1958), detti di Porta Catena per la vicinanza dell’omonima struttura d’accesso completamente atterrata dai bombardamenti del 1944.
Flora e Fauna delle Mura di Ferrara
Il parco che delinea le mura accoglie circa 240 specie differenti di erbe, alberi e arbusti. È anche il luogo urbano col maggior numero di specie rare. Tanta ricchezza è dovuta all’andamento circolare della cinta muraria e alla presenza dell’ampio vallo circostante, che determinano molteplici e differenti condizioni di insolazione e umidità.
Gli alberi che si possono incontrare più facilmente sono gli alti bagolari e le robinie.
Le mura sono popolate da numerose specie animali. Tra quelle avicole vi sono civette, passeri d’Italia, cinciallegre e cinciarelle, merli, pettirossi, ghiandaie, piccioni, rondini, rondoni, colombacci, cornacchie grigie e taccole, gazze, gheppi, gufi, tortore dal collare. Nella zona nord, più vicina al Po, si trovano aironi cenerini, garzette, gallinelle d’acqua, nitticore e tarabusini.
Fra i mammiferi si registra la presenza di topolini delle case e selvatici, pipistrelli, crocidure e ricci. Anfibi e rettili autoctoni sono presenti e protetti dalla legge regionale sulla “fauna minore” (L.R. 15/2006); tra essi il rospo smeraldino italiano, la lucertola muraiola e il biacco.
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