Bagni Duna Rossa: Storia e Informazioni sull'Incidente a Marina di Ravenna

Il 15 luglio a Marina di Ravenna, nel tratto di spiaggia libera tra il Bagno Duna degli Orsi e il Bagno Dolce Lucia, continuano le ricerche di un oggetto potenzialmente pericoloso, rinvenuto la settimana precedente sulla battigia dopo una mareggiata. Si ipotizza possa trattarsi di una bomba a mano o di un petardo fumogeno.

L'oggetto, presumibilmente sepolto nella sabbia, è stato cercato per giorni senza successo. Alcuni ritengono che la ricerca sia vana, supponendo che il piccolo ordigno sia già stato rimosso e rubato.

Il Comandante della Polizia locale, Andrea Giacomini, ha dichiarato che entro la giornata si prevede di localizzare l'oggetto o di confermare la sua assenza, al fine di tranquillizzare i proprietari degli stabilimenti balneari e i bagnanti.

Ricostruzione dei fatti

Il 7 luglio, a seguito di una mareggiata, un oggetto rosso cilindrico, simile a una lattina arrugginita, è stato ritrovato sulla riva. Angelo D’Angelo, militare in congedo, ha raccontato di averlo scoperto: "Sono stato io il primo a trovare l’ordigno. Era martedì mattina e c’era una mareggiata in atto. Stavo passeggiando ed ero l’unico in spiaggia, assieme ai bagnini. Ad un certo punto, all’altezza del Bagno Dolce Lucia, ho rinvenuto questo ordigno."

D’Angelo ha aggiunto: "È una bomba a mano che conosco molto bene, perché mentre ero in servizio la utilizzavo anche per addestrare i giovani soldati. Il mare era grosso e l’ordigno si trovava proprio sulla battigia, probabilmente l’hanno portato a riva le onde".

L'allarme e le operazioni di recupero

A seguito del ritrovamento, è scattato l'allarme. D’Angelo ha informato una bagnina: "Non avevo il cellulare con me, o avrei chiamato i carabinieri personalmente. La bomba è del tipo Srcm a mano, visivamente somiglia a una lattina da 400 grammi come quelle che si usano per i pomodori pelati ed è rossa. Era tutta arrugginita e aveva ancora una spoletta di sicurezza attaccata, segno che non era esplosa, anche perché integra. Ho detto alla bagnina che secondo me era pericolosa, e che andava segnalata alle autorità. Lei ha fatto delle foto e ha detto che aveva l’obbligo di segnalarla ai suoi superiori, che a sua volta hanno chiamato la Capitaneria di Porto".

È stata avviata la procedura per il recupero dell'ordigno tramite gli artificieri, ma l'intervento non è stato immediato. Nel frattempo, è stato consigliato di seppellire l'oggetto sotto la sabbia in una zona meno frequentata e di segnalare l'area. È stato scelto un tratto di spiaggia libera tra i Bagni Dolce Lucia e Duna degli Orsi, delimitato con bandelle.

Quando gli artificieri sono giunti sul posto, l'oggetto era sparito. D’Angelo ha ipotizzato che la bomba sia stata trafugata durante la notte, data la sua potenziale rivendibilità. Il Comandante Giacomini ha definito questa ipotesi "un po’ azzardata", non escludendo una bravata e precisando che non è certo che si tratti di un ordigno bellico pericoloso.

Nonostante ciò, dopo l'intervento dell'Autorità di pubblica sicurezza, il Sindaco di Ravenna ha emesso un'ordinanza venerdì 10 luglio, vietando l'accesso alla spiaggia per un raggio di 30 metri attorno alla zona del presunto ritrovamento. L'area è stata sorvegliata 24 ore su 24 dal personale della Polizia locale.

Per garantire la sicurezza dell'area recintata, sono stati utilizzati alcuni ombrelloni dei Bagni Duna degli Orsi e Dolce Lucia, suscitando il malcontento dei proprietari, preoccupati per l'inquietudine dei bagnanti.

Oggi, 15 luglio, a otto giorni dal ritrovamento, le ricerche degli artificieri proseguono con apparecchiature più potenti, nella speranza di localizzare l'ordigno e dichiarare la zona sicura.

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