La Storia dei Bagni Fiume a Livorno: Un'Icona Costiera

I Bagni Fiume rappresentano una pietra miliare nella storia del litorale livornese, un luogo dove tradizione balneare e innovazione sportiva si fondono in un'esperienza unica. Questo stabilimento, nato alla fine del 1800, ha saputo evolversi nel tempo, mantenendo un forte legame con le radici locali e diventando un punto di riferimento per generazioni di livornesi e turisti.

Le Origini e l'Evoluzione dei Bagni Fiume

L'origine dei Bagni Fiume risale a una piccola struttura costruita da Costante Neri tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900. Fu poi il figlio, il Cavaliere del Lavoro Tito Neri, che intorno al 1918 decise di incrementare ed ampliare questo stabilimento balneare iniziando a costruire con la propria impresa marittima un complesso di strutture in legno fondate su palafitte, così come sono rappresentate sulle foto d’epoca, per utilizzare ai fini della balneazione le porzioni di mare ottenute in concessione.

Inizialmente lo stabilimento era strutturato su un pontile di legno, alla cui estremità si apriva uno specchio acqueo, circondato da un arenile e da poco più di trenta cabine. Sin dalla loro nascita i Bagni Fiume ebbero una connotazione a carattere familiare: i proprietari e una ristretta cerchia di parenti ed amici. Qui si riunivano a godere dei benefici del mare organizzando giochi, attività sportive e feste danzanti durante le serate estive.

L'espansione dei Bagni Fiume continuò anche nel secondo dopoguerra quando, quasi completamente distrutto dai bombardamenti, furono ricostruiti in muratura dotandosi di strutture più moderne e di nuovi impianti. In questi anni, sotto la direzione di Piero Neri, figlio del cav. Tito Neri, venne realizzato, sempre con l’Impresa Marittima Neri, l'odierno complesso così come si può vedere ancora oggi, cioè le imponenti scogliere foranee in massi naturali atte a creare lo spazio necessario all’edificazione delle attuali strutture, quali la grande passeggiata, i moli con le cabine in muratura, il ristorante, gli arenili, le due grandi piscine naturali ricavate negli specchi acquei più profondi interni alle dighe foranee con gli inconfondibili trampolini per i tuffi che sono rimasti ancora oggi il simbolo dello stabilimento balneare.

Grazie a questi interventi di ristrutturazione, lo stabilimento assunse un aspetto nuovo ed accogliente, aprendosi a tutti i bagnanti livornesi. Negli ultimi decenni lo stabilimento ha acquisito una immagine più moderna, dotandosi di strutture e servizi efficienti e funzionali, mantenendo però inalterata l'originaria struttura balneare che da sempre ha caratterizzato i bagni: i due pilastri che segnano l'ingresso e l'antica scalinata di pietra e marmo. Pure la continuità aziendale è garantita con la famiglia Neri.

Il "Gabbione": Un'Invenzione Livornese che ha Conquistato il Mondo

La tradizione sportiva dei bagni nacque intorno agli anni Trenta quando, recintando con vecchie reti da pesca quella che è adesso l'area dedicata al "gabbione", si ottennero un campo da tennis e uno da pallacanestro. I Bagni Fiume furono frequentati da noti esponenti del mondo sportivo sia locale che italiano e straniero come i piloti di auto che disputavano la "Coppa Montenero" e i famosi vogatori livornesi "Scarronzoni", premiati alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932 e a quelle di Berlino del 1936.

Sempre negli anni Cinquanta, per continuare la tradizione sportiva della struttura balneare, venne realizzato un intervento di recinzione e copertura della parte di piazzale utilizzata per giocare sia a basket che a calcio e fu inaugurato il primo "gabbione", così denominato in "gergo" a Livorno, dove nei successivi anni Sessanta Armando Picchi, nipote di Tito Neri, capitano dell’Inter, si ritrovava con noti amici quali Burnich, Facchetti, Mazzola, Lessi per indimenticabili partite.

Un connubio, quello tra mare e pallone, che fu voluto niente di meno che dal livornesissimo Armando Picchi, leggenda dell'Inter degli anni '60 che si impose all'attenzione degli addetti lavori proprio con la maglia amaranto, indossata con orgoglio per cinque stagioni prima di tornare da allenatore nell'annata 1969/1970. Il celebre difensore, ancor prima di affermarsi nel grande calcio, era infatti un abituale frequentatore dei bagni Fiume e nel 1953, sul campo di basket dello stabilimento balneare, fece costruire un gabbione, ovvero un campo recintato da rete metallica alta circa cinque metri, per evitare che il pallone finisse in mare durante le sfide con i suoi amici Enrico Capecchi, Enrico Falorni e Mauro Lessi.

E fu una rivoluzione: gabbioni si diffusero ben presto in altri bagni di Livorno, seguiti a ruota dagli stabilimenti del litorale pisano, per poi approdare anche presso le strutture sportive della città. Questo particolare tipo di calcio, precursore del calcetto, ha poi avuto notevoli influenze a livello mondiale: sport come lo showbol e l'indoor soccer statunitense hanno infatti tratto ispirazione proprio dal gabbione voluto da Picchi, che ha stimolato anche la nascita del metodo di allenamento chiamato "gabbia", utilizzato da famosi tecnici quali Arrigo Sacchi, Luigi Maifredi, Corrado Orrico e Roberto Donadoni. Insomma, un'innovazione tutta livornese che ha fatto la storia.

Il Gabbione ha poche regole. Si gioca quattro contro quattro in un campo di circa 25 metri per dieci, delimitato nella parte più bassa dal muro e in quella più alta da grate e reti metalliche che fungono da sponde. Non esiste un “fuori”. Le due porticine alle estremità del campo, che misurano un metro e mezzo di lunghezza per circa due di altezza, possono essere difese da portieri a cui però non è concesso usare le mani, pena un rigore che viene calciato a porta libera da metà campo. Le partite durano 40 minuti, che in questo frullatore infernale sono un tempo infinito.

È naturale pensare che nonostante gli anni di calcio ad alti livelli, prima da giocatore e poi da allenatore, i retaggi delle dinamiche che muovono il gioco nel Gabbione abbiano forgiato e influenzato la sua visione. Anche perché è difficile trovare un allenatore con lo status di Allegri che più di lui abbia costruito un’immagine pubblica così fortemente ricondotta alla propria terra. Ogni intervista, dichiarazione, conferenza stampa è intinta in evocazioni dirette o indirette della sua identità livornese. Che si tratti della sua passione giovanile per i cavalli, di modi di dire o abitudini provinciali, tutto ciò che Allegri comunica è legato a doppio filo con la sua città e la sua biografia.

Il Gabbione l’ha usato per descrivere il suo rapporto mistico con la vittoria: «Nella vita esistono le categorie: ci sono allenatori che vincono ed altri che non vincono mai.

I Bagni Fiume Oggi: Un'Offerta Completa per il Divertimento e il Relax

Oltre alla sua ricca storia, i Bagni Fiume offrono oggi una vasta gamma di servizi e attività per soddisfare le esigenze di ogni visitatore.

  • Corsi: I Bagni Fiume si trasformano in una palestra sul mare grazie ai numerosi corsi organizzati e tenuti da istruttori qualificati.
  • Trampolini: Il trampolino in muratura dei Bagni Fiume è il più alto di tutta la costa Labronica, diventato simbolo dello stabilimento è rappresentato anche nel nostro logo. La piattaforma più alta arriva a 5,50 metri di altezza mentre le piattaforme secondarie poste ai suoi lati sono ad una altezza di 3 metri. Completa la serie un trampolino molleggiato alle sue spalle.
  • Gabbione: Il gabbione è a disposizione gratuitamente per i clienti previa prenotazione da effettuarsi alla biglietteria.
  • Beach Volley: Il campo da beach volley di misura regolamentare permette ai nostri clienti di giocare ad ogni ora del giorno, adiacente ad esso è presente un piccolo campo polivalente per i più giovani. Dopo il "gabbione" è sicuramente una delle nostre strutture più utilizzate per il divertimento dei nostri ospiti.
  • Pallanuoto: Divertiti con i tuoi amici con le nostre porte in acqua per giocare a pallanuoto.
  • Pallavolo in acqua: La zona per giocare a pallavolo in acqua è stata delimitata costruendo un apposito "gabbione" per permettere di giocare in tranquillità senza disturbare gli altri bagnanti. Dove è presente questa struttura il fondale è sabbioso e si riesce a "toccare" per giocare e divertirsi al meglio.
  • Affitto SUP: Il SUP è il diminutivo di Stand Up Paddling ed è un'antica forma di surf che negli ultimi anni è diventata diffusissima grazie anche alla disponibilità di pratiche tavole gonfiabili, le generose dimensioni delle tavole unite ad una alta galleggiabilità rendono questo sport alla portata di tutti. E' possibile noleggiarle rivolgendosi direttamente in biglietteria ed hanno una tariffa orario.

I Fiume sono uno stabilimento giovane, frequentato da tanti ragazzi. E accanto a loro non mancano i “senior” che, magari, trascorrono il tempo al mare con figli e nipoti.

Sono molte le iniziative che i Fiume mettono in programma: molto attese sono, sicuramente, le Fiumiadi.

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