Bagni Freddi ai Genitali: Benefici e Controindicazioni
L’antica tecnica dei bagni derivativi è stata resa celebre in Europa dal medico tedesco Louis Kuhne già nell’800 e poi ripresa dalla giornalista francese France Guillain, autrice di “Il nuovo libro dei bagni derivativi” edizioni l’Etá dell’Acquario, del 2010.
Origini e Principi dei Bagni Derivati
Il nome bagni derivativi è stato usato per la prima volta da Henri-Charles Geoffrey, in Francia, negli anni Settanta. Riprese il termine dalla pratica naturale promossa dal tedesco Louis Kuhne che li definiva “semicupi con frizioni”, che aveva notato che si tratta di un’igiene di vita, una tecnica naturale - che gli animali compiono quotidianamente - che consente di ritrovare la naturale frescura in una zona del corpo che negli animali si trova al fresco, favorendo in questo modo una migliore circolazione e l’espulsione dei grassi, che diventano nocivi quando si accumulano.
Secondo Kuhne il nostro organismo tende a immagazzinare dei sovraccarichi, quelle che noi oggi definiamo tossine, che si spostano dentro al corpo raggiungendo le estremità (mani, piedi, testa e pelle), sotto l’eccessivo calore eccessivo del ventre. Questi accumuli sono la causa delle malattie: ecco quindi che rinfrescando il basso ventre con i semicupi con frizioni, la temperatura interna scende di qualche grado e fa tornare verso l’intestino le scorie che possono essere eliminate attraverso le feci.
La zona che viene trattata attraverso i bagni derivativi è quella del perineo, la parte che si estende fra l’ano e i genitali, che è un complesso sistema formato dall’insieme di fasce, cioè delle membrane che sono costituite da tantissimi piccoli canali che circondano i muscoli, gli organi e le ossa e sostengono i muscoli e gli organi, avvolgendoli come una calza. Queste fasce hanno una funzione connettiva: fanno da sostegno e allo stesso tempo hanno una competenza immunitaria.
Fra le funzioni delle fasce c’è anche quella di trasporto dei grassi, ma per poterlo fare deve essere mobile, dotata di microvibrazioni che spingono i grassi e li spostano da una parte all’altra. Altra caratteristica indispensabile è la fluidità di questi grassi, al fine di poter essere meglio spostati: quando infatti si ispessiscono, è più facile che compaiano cuscinetti e rigonfiamenti nei punti sbagliati, come la pancetta o i glutei voluminosi.
Il trasporto operato dalle fasce può essere ostacolato e bloccato ad esempio da abiti troppo attillati, calze troppo strette, reggiseno che segna, oppure anche da ferite e interventi chirurgici. Anche la paura, l’ansia e lo stress contribuiscono a un blocco di questo sistema.
Ed è qui che vengono in aiuto i bagni derivativi, che aiutano a mantenere l’equilibrio di questa parte del corpo. Da molti anni il nostro modo di vestire, le condizioni di lavoro, lo stile di vita sedentario e anche il nostro bere poca acqua contribuiscono ad innalzare la temperatura interna del corpo.
Come Praticare i Bagni Derivativi
Il bagno derivativo ideato da Kuhne consiste nel rinfrescare il perineo con delle frizioni con acqua fresca: si riempie il bidet con acqua fresca, non gelida, e ci si siede in maniera confortevole al di sopra dell’acqua, in modo che i glutei non vengano bagnati.
Con l’aiuto di un guanto da bagno o di una spugna naturale, da immergere nell’acqua fredda, si fanno delle frizioni sul perineo: lo si fa scorrere ad esempio sul lato destro nella piega inguinale, fino all’altezza dell’osso pubico (o della radice del pene per gli uomini) e poi si scende seguendo lo stesso percorso, per poi passare sul lato sinistro. Si ripete più volte, immergendo ogni volta la spugna o il guanto nell’acqua così che rimanga sempre fresco, senza strizzarlo. Queste operazioni andrebbero fatte per un minimo di 10 minuti a un massimo di 40 minuti, senza interruzioni.
Per chi ha problemi di tempi, un metodo molto più veloce è quello di utilizzare l'apposita poche - o fondello - fatta in materiale gelatinoso non tossico che si rinfresca in freezer e si indossa fino a che non perdono la freschezza. La poche va avvolta nell’apposito rivestimento, non va mai messa a contatto con la pelle nuda, e si indossa in modo che rinfreschi la zona.
Un altro metodo probabilmente più pratico per chi ha una vita sempre di corsa è il metodo con le Poches. Si usano le Poches Bikun ergonomiche, adatte a uomini, donne e bambini (acquistabili in parafarmacia). Occorre possederne almeno due, così una è quella che usiamo e l’altra è di ricambio dentro il freezer. Mettiamo poi le poches nel freezer (con il loro apposito contenitore) per almeno due ore.
La comodità di usare il fondello è data dal fatto che non c’è bisogno di interrompere le proprie attività per poter fare i bagni derivativi, ma si possono continuare a fare le proprie mansioni. L’unica accortezza da adottare è che la sensazione di freddo non deve essere sgradevole e la pelle non si deve arrossare, l’effetto deve sempre essere dolce e gradevole.
Se usiamo l’acqua, un bagno derivativo di 30 minuti due volte al giorno è già una buona durata. I bagni derivativi vanno praticati lontano dai pasti.
Benefici dei Bagni Derivativi
A cosa servono i bagni derivativi? I benefici che si possono trarre dall’abituale pratica sono diversi, perché permettono in primo luogo di eliminare le tossine che si accumulano dentro all’organismo. In questo si previene anche la formazione di quegli accumuli che rischiano di creare una condizione cronica, difficile da riequilibrare.
I bagni derivativi possono essere indicati per migliorare:
- le affezioni cutanee
- le emorroidi
- l'insonnia
- il ciclo mestruale
- i disturbi della menopausa
- la stitichezza
- il sovrappeso
- la ritenzione idrica
Aiutano anche ad alleviare i dolori generali che si possono manifestare in seguito ad accumulo di tossine, e risultano benefici anche nel caso di fibromialgia, artrosi e artrite.
Rischi e Controindicazioni
La terapia dell'acqua fredda, anche nota come idroterapia a freddo, consiste nell'utilizzo di acqua a meno di 15 °C per trattare condizioni mediche o stimolare effetti positivi per la salute. Il motivo è che l'acqua fredda, provocando la costrizione dei vasi sanguigni, riduce il flusso del sangue in una determinata area.
Quando ci si sottopone a un'immersione a freddo si entra in una vasca piena di acqua ghiacciata per un breve periodo di tempo. A causa dello shock termico al quale il corpo è sottoposto con i bagni ghiacciati, oltre ai potenziali benefici questa tecnica avrebbe anche diverse controindicazioni, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare.
Ecco alcuni rischi associati:
- Aumento della pressione sanguigna: La risposta naturale del corpo all'acqua fredda è quella di restringere i vasi sanguigni, che possono aumentare la pressione sanguigna.
- Innesco dell'aritmia cardiaca
- Diminuzione della frequenza cardiaca: Sebbene la pressione sanguigna possa aumentare, la frequenza cardiaca, al contrario, se sottoposta all'immersione a freddo può rallentare in alcune persone.
- Ipotermia: L'esposizione prolungata all'acqua fredda può far abbassare la temperatura interna del corpo, portando all'ipotermia.
Poiché l'immersione in acqua fredda influisce sulla pressione sanguigna, sulla frequenza cardiaca e sulla circolazione, può causare un grave stress cardiaco. Una volta terminata, quindi, è fondamentale cercare di scaldarsi all'istante togliendosi gli indumenti bagnati e sostituendoli con altri asciutti e caldi, iniziando dalla parte superiore del corpo.
È importante:
- Ottenere prima l'approvazione del proprio medico.
- Portare con sé un amico.
- Riscaldarsi lentamente una volta usciti dall'acqua. Quando si termina l'immersione è importante riscaldare il corpo gradualmente, così da dare al sistema nervoso e al cuore un po' di tempo per adattarsi al cambiamento di temperatura.
Senso di spossatezza e sfinimento sono un chiaro ostacolo alla pratica: tradotto, se non vi sentite, non fatelo. Così come lo è una recente operazione chirurgica. Soprattutto all'inizio, è facile che compaiano dei piccoli foruncoli sottopelle, da tenere d'occhio. Fa parte del suo essere un metodo decongestionante.
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