Bagno Disabili: Normativa, Dimensioni e Requisiti Essenziali

Quando si parla di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche, uno degli spazi più cruciali da considerare con attenzione è il bagno. La progettazione di un bagno per persone con disabilità non è solo una questione di conformità normativa, ma una dichiarazione di inclusività e di rispetto per la dignità di ogni individuo.

Proprio per questo motivo, oggi vorrei parlarti della normativa e delle prescrizioni di legge sul progetto del bagno per i disabili. Il rispetto delle prescrizioni sui servizi igienici per disabili potrebbe essere richiesto anche dai regolamenti edilizi comunali per altri interventi oppure dal SUAP per l'apertura di attività commerciali, industriali, artigianali o di vicinato.

Normativa di riferimento

In Italia, la normativa di riferimento per i bagni destinati a persone con disabilità è stabilita dal Decreto Ministeriale del 14 giugno 1989 n. 236, successivamente confermato dal DPR 24 luglio 1996 n. 503.

Le principali norme di riferimento per progettare un bagno per disabili sono:

  • Legge 13/89 - disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
  • Circolare ministeriale n. 1669 del 22/06/1989 - Ministero Lavori Pubblici - Circolare esplicativa della Legge 9 gennaio 1989, n. 13.
  • D.M. n. 236/89 - prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
  • D.P.R. 503/96 - regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.

Oltre alle norme specifiche, occorre comunque sempre tener conto anche nei piani comunali e delle disposizioni dell’ASL, soprattutto nei casi in cui il bagno è riferito ad un locale aperto al pubblico.

Tale normativa si applica a tutti i bagni dedicati a persone con disabilità o difficoltà motorie, nonché ad anziani non deambulanti.

La presenza dei servizi igienici è obbligatoria in tutti gli esercizi commerciali che prevedono una somministrazione di cibo e bevande. In poche parole, la legge italiana prevede la presenza del bagno nei locali che hanno i “posti a sedere”. Sono esenti dal rispetto di tale normativa quei locali che, pur somministrando cibo, prevedono esclusivamente il servizio d’asporto. L’esempio più concreto sono le gelaterie, ma non solo.

I locali obbligati ad avere i servizi igienici devono sempre considerare due locali separati e distinti per sesso. Anche il wc per disabili è sempre obbligatorio.

La normativa in oggetto si occupa di eliminare tutte le barriere architettoniche che impediscono il corretto utilizzo dei servizi igienici da parte delle persone con disabilità motoria. Questo è valido sia negli edifici pubblici che in quelli privati.

Dimensioni minime e spazi di manovra

Non esiste una dimensione minima del bagno per disabili, ma occorre rispettare una serie di regole che, indirettamente, qualche limite dimensionale lo impongono. Le misure e le dimensioni dei bagni per disabili previste dalla legge sono di almeno 180×180 centimetri. In più, è opportuno considerare lo spazio di manovra in sedia a rotelle all’interno e fuori dal locale del bagno.

Uno dei principi fondamentali nella progettazione di bagni accessibili è garantire sufficiente spazio per il movimento di una sedia a rotelle. Le dimensioni raccomandate per questi spazi sono solitamente di almeno 180 cm x 180 cm, ma è importante verificare le specifiche normative locali che possono variare leggermente.

La conformazione del bagno può assumere diversi aspetti, ma il più funzionale e rispondente alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche nei locali pubblici è quello a pianta quadrata o comunque non molto allungata. Per un bagno con sviluppo a pianta regolare è indispensabile che i servizi siano distanziati tra loro in maniera opportuna, di circa 80 cm quando posti l’uno dinanzi all’altro.

Nell’area del bagno e nelle adiacenze della porta di accesso, i pavimenti devono rispettare alcune regole fondamentali. Il materiale deve essere necessariamente antiscivolo e antisdrucciolo. La pavimentazione non deve presentare deformazioni o affossamenti.

Nel dimensionamento dei locali e nella collocazione degli arredi è indispensabile tenere conto degli ingombri minimi relativi alle diverse disabilità.

  • Una persona che per camminare utilizza il bastone, necessita di uno spazio d’ingombro di larghezza non inferiore a 70-75 cm.
  • Una persona che utilizza le stampelle, o altri sostegni, richiede una dimensione variabile da 80 ai 95 cm.

A seconda del modello e delle modalità d’uso, la carrozzina necessita di spazi diversi:

  • Se spinta da un assistente richiede, per un movimento in linea retta, una larghezza netta minima dello spazio d’ingombro di 80 cm (85 cm per carrozzine più larghe).
  • Se spostata autonomamente dal disabile, in considerazione dell’ingombro dei gomiti o della difficoltà di procedere in maniera perfettamente rettilinea, lo spazio di ingombro minimo diventa di 90 cm.

Va ricordato che alcune persone disabili, per indossare o togliere indumenti e/o apparecchi per gli arti inferiori, hanno bisogno di uno spazio minimo, dall’estremità del sedile al più vicino ostacolo frontale, di 65-75 cm.

Il tipo di menomazione, le caratteristiche antropometriche della singola persona, il tipo di carrozzina e la tecnica usata per girarla sono le variabili relative all’ambito spaziale di manovra di una persona disabile in carrozzina.

Nel progettare un bagno per disabili è opportuno prevedere cerchi di rotazione (cioè spazi funzionali a un giro di 360°) di 150-170 cm di diametro; tali dimensioni infatti soddisfano un’ampia casistica.

Elementi essenziali di un bagno per disabili

Gli elementi necessari per progettare correttamente un ‘bagno tipo‘ per disabili sono:

  • WC
  • Corrimani orizzontali
  • Porta con anta scorrevole o con apertura a libro
  • Segnaletica situata sulla porta (lato esterno)
  • Appoggio ribaltabile
  • Lavabo con installazione ad altezza max 80 cm dal pavimento, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile e rubinetteria con leva
  • Specchio con installazione ad altezza compresa tra 90 e 180 cm da terra

Porta

La zona di accesso al bagno dei disabili è un aspetto critico. La porta del bagno deve preferibilmente aprirsi verso l'esterno o essere a scorrimento. La larghezza della porta deve consentire il passaggio della sedia a rotelle. In base alla normativa, deve essere di almeno 75 cm anche se con deroghe apposite è possibile ridurla a 70 cm.

Si deve dare preferenza a rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici. Di conseguenza, l’anta deve essere leggera e facile da aprire e chiudere (meglio se con apertura verso l’esterno).

Nella maggior parte dei casi è bene optare per una porta scorrevole che finisce dentro la parete: si tratta senza dubbio della soluzione più pratica. L’importante è che la porta abbia una maniglia posta a un’altezza accessibile (circa 90 cm), preferibilmente verticale e facile da impugnare. È fondamentale, infine, prestare attenzione alla larghezza, che in base al decreto 236/89 deve essere di almeno 75 cm.

WC e Bidet

Oltre agli spazi di manovra è necessario verificare la possibilità di fruire di ogni singolo sanitario da parte del disabile. È consigliato l'uso di modelli sospesi per quanto riguarda il bidet e il wc. L'altezza da terra del bordo anteriore del sanitario deve essere compresa tra i 45 e i 55 cm e il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore. Inoltre, ti consiglio di posizionare la cassetta di scarico dietro la schiena con funzione di appoggio: meglio se il pulsante di scarico è di grandi dimensioni e di facile azionamento.

L'asse della tazza del wc o del bidet deve essere posto ad una distanza minima di 40 cm dalla parete laterale. Qualora l'asse della tazza wc o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, si deve prevedere, a 40 cm dall'asse dell'apparecchio sanitario un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento.

Per permettere l'accostamento e il trasferimento laterale dalla sedia a ruote alla tazza w.c. e al bidet, se previsto, deve essere garantito uno spazio minimo di 100 cm, misurati dall'asse dell'apparecchio sanitario. Vicino al wc occorre installare il campanello di emergenza. A mio parere, il sistema di scarico dell'acqua deve essere facilmente azionabile e semplice da usare, tipo a pressione su leva o a tiraggio verso il basso.

L'altezza della seduta piuttosto elevata, a circa 45-50 cm. È consigliabile adottare un modello di tipo sospeso che, in caso, deve sporgere dal muro per circa 80 cm, così da permettere l’accostamento della carrozzina.

Come già indicato, in fase di progettazione bisogna tener conto del posizionamento dei due corrimano o maniglioni laterali, che aiutano a usufruire del bagno in autonomia. Il pulsante di scarico e il porta-rotolo devono essere posizionati in modo da essere comodi e ben raggiungibili.

Il wc ha una seduta di 45-50 cm di altezza e deve sporgere 80 cm dal muro. Lo spazio laterale deve essere di almeno un metro. In più, deve essere predisposto un campanello a cordone da suonare in caso di emergenza o necessità.

Lavabo

Per l'accostamento fontale bisogna installare un lavabo a mensola, senza colonna con sifone, accostato o incassato a parete, con il bordo superiore a un'altezza di circa 80 cm dal pavimento, per consentire il passaggio delle gambe. Il lavabo per il bagno disabile deve essere a mensola e deve prevedere uno spazio libero sottostante di 70 cm. Il bordo anteriore deve essere posto a 80 cm dal pavimento e deve possedere almeno 80 cm frontali.

Deve essere garantito lo spazio necessario per l'accostamento frontale al lavabo che deve essere del tipo a mensola. I sanitari bagno per disabili devono essere preferibilmente del tipo sospeso. Di tipo sospeso (o a mensola) per favorire l’inserimento di gambe o carrozzina, il lavabo deve essere più basso di quello comunemente usato, con il piano superiore ad 80 cm dal pavimento.

Va posizionato preferibilmente nella parete opposta a quella del WC, anche se non necessariamente deve essere nel locale dove c’è il wc: può essere utile, ma in caso di spazio ristretto può anche essere nell’antibagno.

Per ovvie ragioni di comfort nell’avvicinarsi e nella fase di lavaggio, sono da preferirsi i lavabi con il fronte concavo, che permettono un accostamento ottimale a chi è in carrozzella. In molti casi è possibile anche scegliere dei modelli con spazio sufficiente in larghezza per appoggiare accessori da toeletta.

Per la rubinetteria, è da preferirsi quella a leva clinica, elettronica o temporizzata.

Doccia e Vasca

La doccia deve essere del tipo a pavimento: sono esclusi, perciò, i piatti doccia con i bordi rialzati. La doccia deve essere dotata di sedile ribaltabile, facilmente raggiungibile per il trasferimento carrozzina-seggiolino e doccia a telefono. Occorre installare i maniglioni di sostegno. A mio parere, la dimensione minima ideale del piatto doccia dovrebbe essere di 90 x 90cm, con un'inclinazione del 3% per far defluire l'acqua.

La doccia non deve avere un gradino, ma essere posta a filo con il pavimento. Se nel bagno per disabili è presente una doccia, il piatto deve essere a filo con il pavimento.

Per far sì che si possa accostare la carrozzina lateralmente alla vasca, ci deve essere uno spazio libero di 140 x 80cm. In prossimità della vasca, ci devono essere almeno un corrimano a parete ed un campanello di emergenza, meglio se del tipo con cordicella. Le vasche devono essere dotate, al loro interno, di uno zoccolo o di un sedile, fisso o mobile.

La vasca deve essere munita di sportello apribile verso l’esterno fino a 180° e largo tra i 70 e gli 85 cm. Deve presentare un sedile interno alto tra i 50 e i 55 cm. Oltre a questo, deve possedere un doccino estraibile e flessibile.

Corrimano

Per assicurare una solida presa nei trasferimenti (carrozzina-wc, carrozzina-doccia) è necessario installare opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca. Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e installare il corrimano in prossimità della tazza wc, posto ad altezza di 80 cm dal calpestio, e di diametro 3-4 cm; se fissato a parete deve essere posto a 5 cm dalla stessa.

Devono essere presenti due corrimano verticali vicino al wc fissati al pavimento e al soffitto per favorire il corretto utilizzo del bagno da parte del disabile. Il primo corrimano deve essere a sinistra, distante 40 cm dall’asse e 15 cm dalla parete retrostante.

Il bagno destinato a persone con disabilità deve essere provvisto di una serie di corrimani, realizzati in tubo di acciaio da un pollice, rivestito e verniciato con materiale plastico, preferibilmente di colore bianco, tutti fissati ad un’altezza di 80 cm dal pavimento ed a una distanza di 5 cm dalle pareti:

  • Il primo corrimano deve essere installato sulla porta, ad un’altezza di 80 cm, per consentire l’apertura verso l’esterno.
  • Il secondo corrimano deve essere presente per l’intero perimetro (escluso lo spazio interessato dal lavabo e dalla porta) e deve essere fissato ad un’altezza di 80 cm dal pavimento ed a una distanza di 5 cm dalle pareti.
  • Un terzo corrimano, definito appoggio a ribalta, facilita la seduta e l’alzata dal vaso wc del disabile.
  • L’ultimo corrimano deve essere installato all’interno della porta per facilitare l’apertura a spinta verso l’esterno.

Pavimentazione e Altro

Sarebbe meglio usare utilizzare una pavimentazione antisdrucciolo (obbligatoria nei bagni per disabili ad uso pubblico). È opportuno evitare i gradini che renderebbero impossibile il passaggio del disabile. Se possibile, posizionare il bagno al piano terra.

Lo specchio deve essere posizionato tra i 90 e i 170 cm da terra, sopra il lavabo e deve essere reclinabile. Deve essere garantita la dotazione di un campanello di emergenza posto in prossimità del wc o della vasca.

La progettazione di un bagno per disabili richiede un'attenta considerazione di normative e spazi, ma l'obiettivo finale è garantire un ambiente sicuro, accessibile e dignitoso per tutti.

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