Bagni alla Reggia di Caserta: Storia, Interni e Descrizione

La Reggia di Caserta, voluta da Carlo di Borbone sul modello della Versailles di Luigi XIV, fu progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli. La sua costruzione cominciò nel 1752: la direzione dei lavori passò prima a Carlo Vanvitelli per proseguire sotto la guida di altri architetti fino al 1847. Il rallentamento dei lavori fu dovuto al calo d’interesse (e di fondi) a seguito della partenza di Carlo III: sotto il suo successore, Ferdinando IV, la corte abitava la reggia solo nella bella stagione, mentre Ferdinando II, l’ultimo re, la elesse a dimora preferita.

La Reggia appartenne ai beni della corona - dei Borbone (tranne durante la parentesi napoleonica), poi dei Savoia - fino al 1921, quando passò allo Stato. L’edificio ha pianta rettangolare, con quattro cortili interni divisi dai due corpi di fabbrica centrali che si intersecano perpendicolarmente. Le due facciate - uguali e rivolte una alla piazza d’Armi, l’altra al parco - sono realizzate in laterizio e travertino con basamento a bugnato, doppio ordine di finestre e balaustra sull’ultimo piano.

Dall’atrio del palazzo si accede al vestibolo inferiore, con prospettiva sui quattro cortili che aprono la vista sul parco. Lo scenografico scalone d’onore, con grande rampa centrale seguita da due rampe laterali, conduce al vestibolo superiore a pianta ottagonale, illuminato da finestroni. Di fronte è la Cappella Palatina, rettangolare con abside semicircolare, decorata da marmi policromi con volta a botte ornata di cassettoni e rosoni dorati, su modello di quella di Versailles. A sinistra della Cappella si aprono gli Appartamenti Reali che comprendono la Sala del trono preceduta da anticamere, l’appartamento del re e quello della regina.

Il Bagno e il Boudoir della Regina Maria Carolina

Nella Reggia di Caserta, il complesso di Bagno e Boudoir della regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone, situato vicino alla Stanza da Letto, è uno scrigno dell'arte Rococò e Neoclassica. Tali Sale volute dalla Regina Maria Carolina, esprimono tutto il gusto Rococò per la cura delle bellezza femminile e, probabilmente, nacquero ispirandosi al famoso Salottino di Porcellana in Portici (ora nel Museo di Capodimonte), creato da Giuseppe Gricci e voluto dalla precedente Regina, Maria Amalia di Sassonia.

Realizzato a inizio Ottocento dall'architetto Carlo Vanvitelli per l’igiene intima della regina, il Real Bagno era composto da diversi ambienti: per lavorare e studiare, per un'immersione nella vasca, per la vestizione e la toletta, fino al Gabinetto. Il Bagno ed il Boudoir sono composti da Stanza da Lavoro, Bagno, Guardaroba e Stanza da Toletta. Sono uno scrigno dell'arte rococò.

Struttura e Decorazioni

Il Bagno della Regina fu decorato da Fedele Fischetti in stile Rocaille con festoni di frutta e fiori e alle pareti, affreschi dedicati a Venere e alle tre Grazie. Le scene sulle pareti probabilmente sono opera di Filippo Pascale, pittore prussiano che abbellì molte pareti della Reggia.

Le anticamere sono: la Sala degli Alabardieri, la Sala delle Guardie del Corpo e la Sala di Alessandro che funge da collegamento tra gli ambienti settecenteschi e quelli ottocenteschi. Di qui si aprono, a sinistra, l’appartamento del Settecento e, a destra, quello dell’Ottocento (cd. Appartamento nuovo). L’Appartamento nuovo, realizzato durante gli anni del regno francese, è introdotto da due anticamere di gusto neoclassico, la Sala di Marte e la Sala di Astrea, dove sono esaltate le virtù militari.

La Stanza da Lavoro della Regina

La Stanza da Lavoro della Regina è un trionfo di specchi di Murano. Ha, infatti, le pareti rivestite di seta gialla con cornici di specchi ed applicazioni dorate eseguite da Gennaro Fiore. Perfino il soffitto è dotato di specchi. L'affresco del soffitto fu affrescato da Fedele Fischetti ed è corredato da applicazioni dorate e specchi di Murano. Anticamente le pareti erano rivestite in seta a fiori su fondo bianco, in modo da creare una sorta di capsula di porcellana (Ricordiamo il famoso Salotto di Porcellana di Capodimonte).

Il Bagno della Regina: Dettagli e Curiosità

Il Bagno nel Boudoir della Regina Maria Carolina si compone di due stanze principali: la Sala della Vasca da Bagno e la Sala del WC. Il progetto è di Carlo Vanvitelli, compresi gli arredi, le applicazioni sono in piombo dorato ad opera di Gennaro Fiore, mentre le dorature sono di Bartolomeo di Natale. La vasca da bagno della Regina è realizzata in marmo di Carrara e rame dorato. Matteo Zecchino creò la vasca in rame, battendo un foglio di rame fino a ricavarne la forma. Ha rubinetti per l’acqua calda e fredda.

Una particolarità della sala adibita alla cura del corpo era un particolare oggetto unico in Italia per il suo genere. Infatti, la regina volle portare dalla Francia un bidet, ovviamente ignorando l’uso che in questa Nazione le meretrici ne facevano. Il bidet, al tempo, era addirittura dotato di rubinetto e scarico, e fu il primo bidet in assoluto presente in Italia.

Le pareti sono decorate con decorazioni vegetali e festoni di derivazione ercolanense, realizzate da Gennaro Fiore e dorate da Bartolomeo di Natale. Sono corredate da enormi e costosissime specchiere, e vi è un oculo che serviva per illuminare la sala.

Il Gabinetto degli Stucchi

Si tratta della Sala da Toletta della Regina (detta Sala degli Stucchi), il luogo in cui, assistita dalle dame di compagnia, soleva farsi bella. L'affresco è opera di Fedele Fischetti, rappresenta “Le Tre Grazie che adornano Venere” ed ha ha dorature a rilievo.

Di notevole livello sono le console e le angoliere (design di Carlo Vanvitelli), di grande modernità le poltroncine. L’orologio musicale di Jacques Pierre Drotz regalo della Regina Maria Antonietta di Francia alla sorella Maria Carolina.

Il Bagno nella Stanza da Letto di Re Francesco II

Il bagno della Stanza da letto di Re Francesco II si compone di una sala centrale e due attigue. Al centro vi è una straordinaria toilette in marmo di carrara, a sinistra una nicchia grande vasca di granito rosso con teste leonine. Gli arredi sono di varie epoche, dall’Impero al Noebarocco. Quetso ambiente fu decorato a partire dal 1807. Affresco a fondo azzurro con stelle in oro ed al bordo decorazioni vegetali e maschere.

Il Giardino Inglese e il Bagno di Venere

Un angolo paradisiaco alle estreme propaggini del Giardino Inglese e della Reggia di Caserta è il Bagno di Venere, un'oasi di rara bellezza in un luogo appartato e incantato, dove una statua della dea della bellezza fa capolino tra le piante, prima di un tempietto a tholos. Fu la regina Maria Carolina a commissionare la realizzazione del Bagno, che secondo alcuni studiosi potrebbe contenere riferimenti esoterici e massonici.

Lo specchio d’acqua su cui si affaccia il Criptoportico ospita una Venere in marmo di Carrara, ispirata al celebre modello classico dell’Afrodite accovacciata. Scolpita da Tommaso Solari nel 1762 fu collocata qui verso il 1840. Alle spalle della statua, un’apertura offre al visitatore un punto di vista privilegiato, dando vita a un intimo dialogo con la dea. Le acque che la circondano scaturiscono dalla base di un albero di Tasso monumentale e da alcune cascatelle connesse alla Fontana del Pastore.

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