Bagni San Fruttuoso: Storia e Informazioni

Una piccola spiaggia di ciottoli bianchi dominata da un’antica abbazia e intorno la fitta macchia mediterranea della Liguria. Siamo tra Camogli e Portofino, sulla Riviera di Levante. Acque verde smeraldo fanno da specchio alla vegetazione tra le scogliere. L’Abbazia di San Fruttuoso è un gioiello incastonato tra le rocce e il mare.

Costeggiando il Parco Naturale che da Camogli conduce a Portofino, appare come un miracolo, incastonata in una piccola insenatura protetta da una torre cinquecentesca, un’architettura così felicemente integrata con il suo contesto naturale.

Come Arrivare a San Fruttuoso

In genere si arriva in battello alla Baia di San Fruttuoso, imbarcandosi dalle località vicine oppure da Genova. Il modo migliore per arrivare all’Abbazia è via mare. I battelli turistici ci sono durante tutto l’anno. In estate i battelli salpano da Genova, Portofino, Santa Margherita, Rapallo, Chiavari, Recco, Sestri Levante, Camogli mentre nel resto dell’anno solo da Camogli.

La Baia di San Fruttuoso si raggiunge anche attraverso numerosi sentieri, partendo da San Rocco o Portofino, in circa due ore. Si può arrivare fino a Camogli in auto, ma non a San Fruttuoso.

Un’altra alternativa, come anticipato, è a piedi attraverso i percorsi del Parco Naturale di Portofino, ma occorre abbigliamento adeguato e un buon allenamento. Siamo nel Parco di Portofino, un’area protetta, con 80 chilometri di percorsi ideali per un fantastico trekking naturalistico.

Sentieri e Natura

Mentre la costa vi si spalanca dall’alto, rivelando l’intricata geografia di golfi, insenature, baie, porticcioli e promontori, camminerete tra castagni e ulivi, pinete e boschi di lecci, frutteti e agrumeti. Passo dopo passo, respirerete un’aria tersa e il profumo di erica, corbezzolo, lentisco, euforbia e mirto.

Se decidete di partire da Portofino, fermatevi per visitare l’intero borgo. Il porticciolo è uno dei più celebri al mondo e pullula di lussuosi yacht. Potrete ammirarli da terra, sedendo in uno dei tanti eleganti locali. Poi salite verso l’alto, le ville celate tra il verde sono leggendarie e la passeggiata sul sentiero tra pini marittimi e muretti a secco è un autentico piacere.

Storia dell'Abbazia

Eppure proprio l’inaccessibilità del luogo e la presenza di una sorgente d’acqua dolce ne fecero, nell’VIII secolo d.C., un sito ideale per la fondazione di una chiesa. Secondo la tradizione, nell’VIII secolo d.C., San Fruttuoso stesso avrebbe indicato, in sogno, questa baia a Prospero, vescovo di Tarragona. Prospero era in fuga dalla Spagna invasa dagli Arabi e cercava un posto sicuro per le reliquie del Santo e dei suoi diaconi.

Così, venne fondata una chiesa e, alla fine del 900, dopo essere stata danneggiata dai pirati Saraceni, l’abbazia fu ricostruita come monastero benedettino. La chiesa e il monastero hanno subito da allora vicissitudini e una serie di restauri e oggi è di proprietà del FAI, il Fondo Ambiente Italiano.

Da allora è in corso la rinascita di questo complesso articolato su corpi con caratteristiche molto diverse fra loro e tanto bisognoso di cure costanti e che nell’aprile del 2017 ha visto concludersi gli ultimi restauri che hanno liberato e valorizzato la fonte sorgiva su cui venne costruita la torre nolare.

I Doria e l'Abbazia

Dal Duecento, le sorti dell’Abbazia si legano strettamente alla potente famiglia Doria di Genova. Furono loro a modificarne l’assetto, costruendo un loggiato a due ordini di trifore e trasferendo qui il loro sepolcreto familiare. Le loro tombe sono riconoscibili per le caratteristiche strisce alternate di marmo bianco e ardesia nera.

Nel 1983, la famiglia Doria Pamphilj decise di donare l’intero complesso al FAI (Fondo Ambiente Italiano), che da allora si occupa della sua rinascita, con costanti cure e restauri.

Architettura e Struttura

Hai presente il lato dell’Abbazia che si affaccia sul mare che è anche quella più noto e famoso? Ecco proprio quello è stato aggiunto nel XIII secolo e si caratterizza per due ordini di finestre trifore.

Del X secolo la Torre Originaria che fu, in seguito, sovrapposta da una torre ottagonale che è quella che possiamo vedere oggi.

Il Declino e la Rinascita

A partire dal XII secolo si stabilirono relazioni fra l’abbazia e la famiglia Doria: nel 1125 Martino Doria - divenuto monaco - fece costruire la chiesa di san Matteo a Genova e la pose sotto il controllo dell’abate di Capodimonte; nel 1171 Armando Doria divenne abate.

Dal XIV secolo ebbe inizio il declino dell’abbazia: nel 1348 la comunità fu decimata dalla peste, poi nel 1438 venne fusa con quella del monastero di San Gerolamo Cervara, fondato nel 1361. Nel 1467 l’abbazia venne trasformata in commenda, ovvero in beneficio ecclesiastico personale conferito a un secolare, che ne godeva delle rendite.

Fino al 1883 si susseguirono diciannove abati commendatari, tra i quali va ricordato Imperiale Doria (1535-1544), nipote di Andrea: a partire da Imperiale la famiglia Doria governò San Fruttuoso per quasi tre secoli. Nel corso del Cinquecento l’ammiraglio Andrea fece costruire il sepolcreto con le tombe degli avi, trasferendone le spoglie dalla chiesa genovese di San Domenico, eresse la torre che ancora oggi veglia sulla baia, mantenne il complesso.

Alla metà del XIX secolo nel borgo viveva una comunità di un centinaio di abitanti, dediti alla pesca e alla coltivazione. Nel 1860 Filippo Andrea V Doria riacquistò i diritti sulla proprietà, che nel 1915 fu pesantemente danneggiata da una grave alluvione, che causò il crollo della copertura dell’abbazia e della prima campata della chiesa.

Esplorando San Fruttuoso

San Fruttuoso si compone degli ambienti dell’abbazia e della chiesa, oltre che delle abitazioni del piccolo borgo e della Torre Doria. Dal chiostro si può passare alla chiesa medievale, nella cui cripta è visitabile il sepolcro dei Doria. Infine, si può visitare il museo, che occupa due piani dell’Abbazia.

La chiesa, collocata trasversalmente alla piccola valle, custodisce nell’altare maggiore le reliquie di Fruttuoso, Augurio ed Eulogio. A tre navate, presenta una facciata che non è quella originaria: l’attuale fu infatti realizzata nel 1922 tra i pilastri della seconda campata, dopo la distruzione della prima campata con l’alluvione del 1915. Nello spazio rovinato oggi si trova il sagrato.

La visita dell’abbazia ha inizio dal chiostro, su due livelli, interposto con la chiesa e in origine destinato ad area cimiteriale: ricostruito tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, dà accesso a vari ambienti. Il sepolcreto della famiglia Doria ospita le tombe del XIII-XIV secolo: si compone di sei arche in muratura, in marmo bianco e pietra grigia alternati in bicromia.

Ciascun sepolcro è distinto da un’iscrizione e sormontato da un arcosolio a sesto acuto con tettuccio a capanna. Accanto alle tombe si trova un piccolo vano, probabilmente il Sancta santorum del primo cenobio, destinato a custodire le reliquie e i libri liturgici. All’esterno si apre il giardino, da cui si ammira lo splendido panorama della baia di san Fruttuoso e si gode del prospetto della facciata dell’abbazia: occupa lo spazio in cui sorgeva l’ala est del monastero, forse destinato a dormitorio dei monaci, demolito nel XVI secolo per reimpiegarne i materiali nella costruzione della Torre Doria.

Dal giardino si giunge al chiostro superiore, innalzato nel XII secolo sopra l’inferiore - più antico - e rifatto nel XVI secolo nell’ambito del rinnovamento voluto dai Doria: della costruzione primitiva è rimasta una splendida polifora con otto archi a tutto sesto sorretti da colonnine.

Scendendo sulla spiaggetta di San Fruttuoso si possono ammirare le fondazioni del complesso, composte da grandi arcate poggianti su piloni, che sorreggono la chiesa, il chiostro e tutti gli ambienti attigui. Esse affioravano direttamente dal mare, prima che l’alluvione del 1915 creasse la spiaggia.

La Torre Doria

Dall’Abbazia si può raggiungere la Torre Doria attraverso un sentiero leggermente in salita. Costruita in memoria di Andrea Doria, la torre si innalza alla sinistra dell’Abbazia. Il suo antico ruolo era quello di proteggere la baia e la sua fonte d’acqua dolce dalle incursioni dei pirati. Sui due lati della torre rivolti al mare è ancora visibile l’aquila imperiale, lo stemma della famiglia Doria.

Sul crinale a levante della baia si erge la Torre Doria, fatta costruire dagli eredi di Andrea Doria nel 1562: a pianta quadrata su tre piani, presenta sulle facciate rivolte al mare il grande stemma di famiglia affrescato. Persa la sua funzione difensiva, cadde rapidamente in abbandono.

Il Cristo degli Abissi

Il mare della Baia di San Fruttuoso nasconde una sorpresa nelle sue profondità: è il Cristo degli Abissi. A 300 metri dalla spiaggia e a 15 di profondità, la statua è stata posata, o meglio inabissata, nel 1954.

Se siete nuotatori provetti, potete anche spingervi fin lì a nuoto, ponendo però massima attenzione alle imbarcazioni che solcano il mare. Personalmente l’ho fatto e, per questo motivo, ne parlo. E’ un’immersione che ti porterà a una quindicina di metri di profondità dove troverai il Cristo degli Abissi.

È una statua in bronzo che rappresenta Gesù con le mani verso l’alto che è stata realizzata per ricordare le vittime del mare. Opera di Guido Galetti da un’idea di Duilio Marcante che fu il padre del nuoto subacqueo a livello nazionale per ricordare l’amico sub Dario Gonzatti che morì qui.

Anche se non sei un sub, se avrai la fortuna di andarci in una giornata serena grazie al mare limpido potrai vedere comunque la statua.

Terminata la visita del complesso monastico, ci si può rinfrescare facendo un bagno nell’acqua cristallina che incornicia la baia. La spiaggia antistante l’Abbazia è infatti balneabile. Sul fondale della baia, a 15 metri di profondità, si erge il famoso Cristo degli Abissi. Gli amanti del diving possono ammirare il Cristo degli Abissi partecipando alle numerose escursioni che vengono organizzate. Quando il mare è calmo e limpido, i meno esperti possono osservare la statua dall’alto, con una semplice maschera subacquea. Ogni anno, l’ultimo sabato di luglio, viene celebrata la Festa del Cristo degli Abissi. Una cerimonia suggestiva e coinvolgente per ricordare i morti in mare.

Il Cristo degli abissi è una statua di bronzo posta sul fondo della baia di San Fruttuoso (Camogli). Il Cristo degli abissi fu posto nel 1954 sul fondo della baia di San Fruttuoso. La baia si trova sul versante meridionale del promontorio esattamente a metà strada tra Camogli e Portofino. Questo è uno dei siti di immersione più famosi di tutta la zona. Grazie alla sua profondità non proibitiva e alle sue dimensioni la statua può essere ammirata anche dalla superficie. Inoltre il monumento in bronzo è inserito in un contesto di assoluta bellezza. La scogliera, le rocce e le acque che lo circondano infatti, sono popolate da numerose specie di animali marini.

La statua si trova a circa 300 metri dalla spiaggia principale.

Informazioni Utili per la Visita

Cominciare a scorgere la caletta è meraviglioso. L’acqua è di una trasparenza cristallina, lascia intravvedere i ciottoli e bagna dolcemente la riva. Il verde a ridosso brilla, l’abbazia aggiunge un’atmosfera sacra e solenne a un santuario della natura. Siamo nel Parco Naturale Regionale di Portofino, in un’area marina protetta.

Qui si possono noleggiare lettini e ombrelloni restando sulla spiaggia, oppure camminare sugli scogli vicini e fermarsi in disparte. C’è un piccolo bar abbarbicato sulle rocce, dove l’aperitivo al tramonto diventa un’esperienza vera. Anche un ristorante offre l’opportunità di rifocillarsi, aperto a pranzo e a cena, proprio a fianco della chiesa.

La spiaggia di San Fruttuoso è unica, con le sue acque trasparenti e limpide. Si tratta di una striscia sottile di ciottoli che si sviluppa tra gli edifici del monastero e il mare.

Il piccolo borgo di pescatori si compone di un gruppo di case che sono raccolte intorno al monastero.

Il periodo migliore per visitare San Fruttuoso è la tarda primavera oppure fine estate - inizio autunno.

L’abbazia è aperta tutti i giorni però durante il periodo estivo l’orario è dalle 10 alle 17:45 mentre nel periodo invernale la chiusura è anticipata alle 15:45. Non è la classica visita in una città o in un museo, ma un’escursione che comporta anche una parte di trekking.

A San Fruttuoso ci sono pochissime strutture dove dormire.

Che sia vero oppure no, è certo che la Baia di San Fruttuoso è il posto perfetto dove ospitare un luogo di culto.

San Fruttuoso di Camogli è una perla rara incastonata nel versante meridionale del Promontorio di Portofino. Qui il tempo sembra essersi fermato, la vita scorre lenta, disturbata d’estate dal turismo mordi e fuggi. Natura e storia si fondono in un paesaggio unico, il profumo di macchia mediterranea e il canto delle cicale completano l’opera. San Fruttuoso di Camogli è in Liguria, nella riviera di Levante, all’interno del comune di Camogli. E’ il cuore del Parco e dell’Area Marina Protetta di Portofino.

Proprio per la sua estrema bellezza e per le ridotte (a dir poco) dimensioni San Fruttuoso di Camogli si riempie facilmente. D’estate la soluzione migliore è quella di arrivare verso le 17 (quando gli ultimi battelli partono e svuotano il paese).

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