Bagno alla Triestina: Storia e Benefici di una Tradizione Balneare

Trieste, città di mare senza spiagge sabbiose, ha una lunga e affascinante storia legata alla balneazione, evolutasi nel tempo dalle semplici "tociade" ai più strutturati stabilimenti balneari. Questo articolo esplora le origini e i benefici di questa tradizione unica.

Le Origini della "Tociada" Triestina

A Trieste, la "tociada" avveniva ancora prima della nascita degli stabilimenti balneari. All'inizio dell'800, ragazzini di Città Vecchia e marinai solevano tuffarsi nelle acque del porto o nel Canal Grande, tra una barca e l'altra, rischiando di essere investiti da un veliero che trasportava le merci.

Un "Avviso" del 7 giugno 1809, firmato dal Cavalier Ignazio de Capuano, Preside del Magistrato, testimoniava il divieto di nuotare in determinate zone: “Chiunque verrà trovato a nuotare nudo fra un Lazzaretto e l’altro sarà immancabilmente arrestato e punito, ed in quanto a’ ragazzi, gastigati verranno anche con vergate”. La zona incriminata era lo spazio fra il Lazzaretto Vecchio, quello di San Carlo e il Lazzaretto Nuovo di Maria Teresa.

Quando compariva la scritta ”Luogo di pubblici bagni” su un palo, si poteva fare il bagno, sicuramente fuori dai lazzaretti e specialmente a Sant’Andrea, dove i marinai potevano addestrarsi nel nuoto.

I Primi Stabilimenti Balneari

Il 24 maggio 1823, di fronte a piazza Giuseppina (oggi piazza Venezia), fu aperto il primo stabilimento balneare cittadino, il “Soglio di Nettuno”, raggiungibile in barca o su di una passerella. All’interno furono costruite vasche per fare bagni caldi e di acqua dolce, una caffetteria con rinfreschi, un acquario con flora e fauna del golfo e anche una sala per fumatori.

Seguirono la costruzione di altri “Bagni” galleggianti come il “Bagno Maria”, ormeggiato presso il molo San Carlo (oggi molo Audace). Era uno stabilimento galleggiante, costruito in legno, lungo 50 metri per 26 e d’ estate veniva ormeggiato presso il molo San Carlo (oggi molo Audace). Aveva una capienza di duecento persone, riservato,pare, soprattutto ai clienti del lussuoso Hotel “De la Ville”, sulle rive. Era stato costruito al Cantiere San Rocco a Muggia e, qui, in inverno, ci tornava per la manutenzione. Costruito nel 1857, attivo fino al 1911, quando fu distrutto da una tempesta.

Il “Bagno Boscaglia” aveva una struttura in legno, ancorato in mare aperto, spesso smontato alla fine della stagione balneare oppure ancorato in Sacchetta d’ inverno. Un apposito vaporetto trasportava i bagnanti al “Boscaglia”. Dopo qualche anno dalla sua inaugurazione, cambiò proprietario e divenne il “Bagno Buchler” e nel 1898 fu ristrutturato completamente e modernizzato.

Il “Bagno Fontana” fu costruito verso il 1899 e non era un “Bagno” galleggiante ma ben posizionato a terra nei pressi della Sacchetta. Lussuosamente servito dal tram a cavalli sembra che sia stato distrutto per la costruzione della stazione di Campo Marzio.

La Lanterna: Un Bagno Popolare con Storia

Alla fine dell’800 la scogliera lungo il molo Santa Teresa (oggi Fratelli Bandiera) era il luogo preferito dalla povera gente per prendere il sole sulle rocce chiamate “cape”. Alla fine dell’800 si avvertiva la mancanza di specifiche strutture permanenti che permettessero soprattutto ai cittadini più indigenti di usufruire dei benefici del bagno.

Nel 1903 il Comune di Trieste costruì, nei pressi della scogliera lungo il molo Santa Teresa (oggi Fratelli Bandiera), il primo stabilimento balneare pubblico il “Bagno Alla Lanterna” il cui nome deriva dalla lanterna collocata sul molo nel 1832 come faro marittimo. Il molo, su cui si sviluppa lo stabilimento, poggia sui resti di un’antica struttura di derivazione romana che congiungeva la terra ferma con l’isolotto o Scoglio detto dello Zucco su cui poggiavano le fondamenta del Faro.

Negli anni ’30 le strutture in legno vennero sostituite col calcestruzzo e nacque così il famoso muro che divide ancora oggi a metà lo stabilimento estendendosi fin dentro il mare.

Benefici del Bagno Marino

La zona di Servola, avendo all’epoca un fondale assai basso (all’incirca mezzo metro), era la zona preferita dall’alta borghesia e dai cavalieri della nobiltà, che vi conducevano le proprie cavalcature. Era infatti convinzione all’epoca che l’acqua marina avesse effetti estremamente benefici tanto per l’uomo, quanto per gli animali.

Più del 70% del Pianeta è coperto d’acqua e la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra è strettamente legata al mare. Mari e oceani hanno un ruolo fondamentale per la nostra salute: rappresentano una fonte di cibo e di altre risorse naturali ma sono anche importanti per il mantenimento della forma e del benessere fisico.

Il Bagno Excelsior di Barcola

In quest’ambito, riveste particolare interesse il Bagno Excelsior: lussuoso stabilimento balneare di fine ottocento e modello per i successivi “Bagni” nella zona di Barcola.

Inizialmente la famiglia Di Salvore, proprietaria di alcuni lotti di terreno nella zona, decise di chiedere la concessione della spiaggia (1886), che verrà inaugurata ufficialmente l’anno seguente (1887) con il patronato di Alessandro Cesare Di Salvore, imprenditore e armatore marittimo. Alessandro Cesare può essere considerato, con alcune esagerazioni, uno dei trasformatori di Barcola da villaggio di pescatori a stazione di soggiorno balneare.

Lo stabilimento si componeva di una spiaggia e un largo edificio edificato da quello stesso architetto Edoardo Tureck responsabile del castelletto neogotico (Viale Miramare, 58), non a caso esclusiva proprietà della famiglia Di Salvore.

Il Bagno Excelsior era uno stabilimento di prim’ordine: una massiccia struttura con un caffè-ristorante, un salone e una terrazza sul mare per chi volesse prendere il sole o liberare gli asmatici polmoni dell’epoca con il vento marino. La struttura sorgeva su un banco naturale di sabbia e si diramava su tre bacini, rispettivamente per gli uomini, le donne e i bambini schiamazzanti. Alle spalle, ben 450 cabine separate e un pontile a mare in legno.

Nonostante alcune ristrutturazioni, il Bagno Excelsior continuò a funzionare attraverso gli anni Trenta, superando indenne la Seconda Guerra Mondiale e gli anni Sessanta e Settanta. Verso gli anni Ottanta tuttavia l’impianto fu chiuso con la scusante di problemi strutturali.

Tabella: Evoluzione degli Stabilimenti Balneari a Trieste

Nome Stabilimento Anno di Apertura Caratteristiche Ubicazione
Soglio di Nettuno 1823 Primo stabilimento cittadino, con vasche, caffetteria e acquario Di fronte a Piazza Giuseppina (Piazza Venezia)
Bagno Maria 1858 Stabilimento galleggiante con cabine, terrazza, sala e caffè Molo San Carlo (Molo Audace)
Bagno Boscaglia/Buchler Verso 1830 Struttura in legno, smontabile, con vaporetto dedicato Antistante Piazza Grande (Piazza Unità)
Bagno Fontana Verso 1890 Stabilimento a terra, con ristorante e tram a cavalli Pressi della Sacchetta
Bagno Alla Lanterna (Pedocin) 1903 Primo stabilimento pubblico, con divisione tra uomini e donne Molo Santa Teresa (Fratelli Bandiera)
Bagno Excelsior 1887 Lussuoso stabilimento con spiaggia, edificio, teatrino e albergo Barcola

tag: #Bagno

Leggi anche: