Bagno di Gavorrano: Storia e Informazioni
Gavorrano, situato sul Monte Calvo a 273 metri di altitudine, è un borgo medievale nel cuore dell'alta Maremma grossetana. Da questo punto panoramico, si può ammirare un paesaggio che spazia dal mare alla collina.
Storia di Gavorrano
Le origini di Gavorrano sono senza dubbio etrusche, come testimoniano i resti di varie necropoli risalenti al VII secolo a.C. rinvenute ai piedi del Monte Calvo e appartenenti a insediamenti dipendenti dalla vicina città-stato di Vetulonia.
Il nome di Gavorrano viene citato per la prima volta in un documento ufficiale del 1164, quando Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo, governò Gavorrano fino alla morte. Successivamente, nel XIII secolo, Gavorrano passò ai Conti Pannocchieschi, e nel 1278 Paganello Inghiramo dei Pannocchieschi, detto Nello, divenne podestà.
Durante le lotte tra Massa e Siena, Gavorrano fu conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Nel 1465 Gavorrano fu ceduto definitivamente alla Repubblica di Siena e seguì inesorabilmente le sorti dello stato senese, prima di essere annesso al Granducato di Toscana alla metà del XVI secolo.
Nel territorio di Gavorrano si svolsero gli eventi che portarono alla morte della gentildonna senese Pia de' Tolomei, come Dante narra nel quinto canto del Purgatorio, eventi che si svolsero nel Castel di Pietra. Questa vicenda viene ricordata ogni anno ad agosto nel borgo di Gavorrano con la rievocazione “Salto della Contessa”.
L'Era Mineraria
Facendo un salto nel tempo arriviamo alla fine del XIX secolo. Nel 1898 Francesco Alberti scoprì un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Dal 1898 ai primi anni '80, Gavorrano è stato un importante centro minerario, ospitando la più grande miniera di pirite d'Europa. Questo portò a un forte incremento demografico e uno sviluppo urbano significativo.
Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Le miniere furono chiuse nel 1981 e vi fu un significativo calo della popolazione.
Gavorrano Oggi
Oggi Gavorrano è un tranquillo borgo dell'alta maremma, circondato da ettari di macchia mediterranea, castagneti, oliveti, siti archeologici etruschi e importanti tracce dell'attività mineraria.
Le miniere non sono più attive, ma i siti minerari sono stati riconvertiti a fini turistico-culturali. È stato creato il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano, la cui visita è un'esperienza unica ed affascinante. Tra castelli minerari, oltre cento chilometri di gallerie, grandi cave, villaggi minerari e gallerie-museo, si snodano percorsi suggestivi ed itinerari di archeologia industriale. I visitatori hanno la possibilità di trasformarsi in veri minatori per un giorno.
Lo stesso Parco rappresenta anche una delle porte di accesso al Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, progetto teso alla valorizzazione del territorio fondata sulla riqualificazione ambientale, un parco che si estende sul territorio di ben sette comuni della Maremma, e che è stato inserito tra i geoparchi riconosciuti dall'Unesco.
Cosa Vedere a Gavorrano
Architetture Religiose
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Chiesa di San Giuliano: Costruita nel 1792 sulle mura della rocca originaria, si trova nella parte più antica di Gavorrano. All'interno, si può ammirare una scultura marmorea trecentesca di Madonna con Bambino attribuita a Giovanni d'Agostino.
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Chiesa di San Biagio: Si trova nella frazione di Ravi. È stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell’architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio.
Architetture Militari
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Mura di Gavorrano: Nella parte più antica di Gavorrano, si può riconoscere il circuito murario della rocca, con le torri quadrate e le feritoie strombate. Costruite durante il XII secolo, nel corso del XIV secolo furono ristrutturate dai senesi con l’edificazione di alcune torri di guardia. Si distinguono ancora oggi nel tessuto urbano del centro storico due differenti circuiti murari concentrici.
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Mura di Caldana: Costruite in epoca alto-medievale a difesa dello storico borgo, si presentano con forma quadrangolare, con la presenza, ungo la cinta muraria, di quattro imponenti bastioni angolari.
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Mura di Giuncarico: Costruite nel corso dell’XI secolo, rimasero intatte senza modificazioni per secoli, fino a che in epoca moderna alcune ristrutturazioni hanno inglobato la struttura muraria a pareti esterne di altri edifici.
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Castel di Pietra: Situato nell'estremità nord orientale del territorio di Gavorrano, questo castello è famoso perché tra le sue mura Nello Pannocchieschi fece rinchiudere la moglie Pia de' Tolomei. Oggi il Castello è diroccato ma restano imponenti resti delle mura ed una torre sul dirupo est.
Siti Archeologici
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Necropoli Etrusca di San Germano: Situata sui due versanti del torrente Sovata, fu utilizzata per tutto il VI secolo a.C. ed è composta da oltre venti tombe a tumulo con caratteristiche similari.
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Tumulo Etrusco di Gavorrano: Potete raggiungere il tumulo uscendo da Gavorrano in direzione di Ribolla. È una monumentale tomba etrusca utilizzata dal VII al V secolo a.C. ed appartenente ad una famiglia aristocratica vetuloniese.
Altro da Vedere
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Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano: Un'area che offre un'immersione nella storia mineraria della zona, con gallerie, musei e percorsi tematici.
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Il Teatro delle Rocce: Inaugurato nel settembre del 2003, per rispondere alla domanda culturale particolarmente intensa durante la stagione estiva nell’area metallifera del grossetano. È una struttura suggestiva che evoca la forma caratteristica di un antico teatro greco, inserita nella piccola cava semicircolare ai piedi della grande cava di San Rocco.
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Centro di Documentazione Davide Manni: Nel centro di Gavorrano, in via Terranova 31, ha sede il Centro di Documentazione Davide Manni, in cui sono esposti reperti etruschi provenienti da indagini archeologiche del territorio circostante.
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La Finoria Laboratorio Educazione Ambientale: si trova subito fuori dal borgo, in via Monticello 66. È una struttura di educazione ambientale di primo piano a livello europeo: aule, laboratori e spazi attrezzati all'aperto su un territorio di 8 ettari coperto di boschi e macchia mediterranea.
Bagno di Gavorrano
Nel territorio di Gavorrano troviamo anche i piccoli centri di Bagno di Gavorrano, Ravi e Caldana. Bagno di Gavorrano era un'antica località termale conosciuta cl nome di Bagno di Nerone, fino al 1955 l'acqua sgorgava dal sottosuolo in una vasca circondata da edifici, poi probabilmente l'attività mineraria ha fatto abbassare le falde del bacino e così sono scomparse le acque termali.
Gastronomia Locale
La cucina di Gavorrano riflette la tradizione maremmana, con piatti semplici ma ricchi di sapore, basati su ingredienti locali freschi e genuini. Uno dei piatti più rappresentativi è senza dubbio l’acquacotta, una zuppa rustica a base di pane raffermo ed erbe.
Da provare anche i tortelli maremmani, una pasta ripiena di ricotta e spinaci, condita con burro e salvia o con un ragù di carne. Per gli amanti della carne, il cinghiale in umido è una vera delizia. Viene preparato con carne di cinghiale marinata e cotta lentamente con vino rosso, pomodori e spezie.
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