Gavorrano: Storia e Informazioni di un Borgo Maremmano

Gavorrano, situato sul Monte Calvo a 273 metri di altitudine, è un borgo medievale nel cuore dell'alta Maremma grossetana. Da questo punto panoramico, si può ammirare un paesaggio che spazia dal mare alla collina. Gavorrano è un bellissimo borgo della Maremma che merita sicuramente di essere visitato. Il suo clima mite e le colline che la circondano rendono questo luogo ideale per un weekend fuori casa. Pur trovandosi in altura, inoltre, si trova solo a dieci chilometri di distanza dal mare, diventando una meta ideale soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno.

Storia di Gavorrano

Le origini di Gavorrano sono senza dubbio etrusche, come testimoniano i resti di varie necropoli risalenti al VII secolo a.C. rinvenute ai piedi del Monte Calvo e appartenenti a insediamenti dipendenti dalla vicina città-stato di Vetulonia. Il territorio di Gavorrano risulta essere frequentato già nel periodo etrusco, come testimoniano i resti di varie necropoli rinvenuti in aree pianeggianti ai piedi di Monte Calvo e risalenti al VII secolo a.C. In epoca etrusca l’area era sotto il diretto controllo di Vetulonia che, utilizzando i percorsi lungo le valli dei torrenti Bruna e Sovata, qui concentrava i minerali estratti attorno al Lago dell’Accesa.

Il nome di Gavorrano viene citato per la prima volta in un documento ufficiale del 1164, quando Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Nel primo documento del 1164 Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo governò Gavorrano fino alla morte. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo, governò Gavorrano fino alla morte. Successivamente, nel XIII secolo, Gavorrano passò ai Conti Pannocchieschi, e nel 1278 Paganello Inghiramo dei Pannocchieschi, detto Nello, divenne podestà. Subentrarono quindi i conti Pannocchieschi d’Elci e Gavorrano fu sottomesso prima al Comune di Volterra, e poi a quello di Massa Marittima (1320).

Durante le lotte tra Massa e Siena, Gavorrano fu conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Durante le lotte tra Massa e Siena, il borgo di Gavorrano finì per essere conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Nel 1465 Gavorrano fu ceduto definitivamente alla Repubblica di Siena e seguì inesorabilmente le sorti dello stato senese, prima di essere annesso al Granducato di Toscana alla metà del XVI secolo. Dopo la caduta di quest’ultima Gavorrano entrò a far parte dei territori controllati da Siena. Nella seconda metà del XVI° secolo Gavorrano entrò a far parte del Granducato di Toscana e ne seguì le sorti fino all’Unità d’Italia.

Nel territorio di Gavorrano si svolsero gli eventi che portarono alla morte della gentildonna senese Pia de' Tolomei, come Dante narra nel quinto canto del Purgatorio, eventi che si svolsero nel Castel di Pietra. A Castel di Pietra si concluse l’esistenza di Pia de’ Tolomei, una gentildonna senese che aveva sposato Nello Pannocchieschi, proprietario del castello e podestà di Volterra. Questa vicenda viene ricordata ogni anno ad agosto nel borgo di Gavorrano con la rievocazione “Salto della Contessa”.

L’uomo fece rinchiudere la moglie nel maniero con l’accusa di infedeltà (molto probabilmente falsa). Pochi mesi dopo la donna morì. Si tramanda che fu gettata da una finestra del castello per ordine del marito. In realtà l’uomo si era innamorato di Margherita Aldobrandeschi, moglie di Guido di Monforte. Nello, non più legato da matrimonio, e Margherita (che si riteneva vedova perché del marito, prigioniero in Sicilia, non si avevano più notizie) si sposarono ed ebbero pure un figlio. Papa Bonifacio VIII° annullò il matrimonio per bigamia e il figlio, ritenuto illegittimo, fu ucciso a soli 13 anni da sicari della famiglia Orsini, imparentati con i Tolomei.

L'Era Mineraria

Facendo un salto nel tempo arriviamo alla fine del XIX secolo. Dopo secoli di spopolamento e anonimato, fu con l’Unità d’Italia che Gavorrano si impose a livello nazionale. Nel 1898 Francesco Alberti scoprì un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Nel 1898 infatti Francesco Alberti, ex garibaldino, scoprì un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Dal 1898 ai primi anni '80, Gavorrano è stato un importante centro minerario, ospitando la più grande miniera di pirite d'Europa. In breve tempo Gavorrano divenne un centro minerario di assoluta importanza, possedendo una delle miniere di pirite più importanti d’Europa. Questo portò a un forte incremento demografico e uno sviluppo urbano significativo. Conobbe quindi un forte incremento demografico negli anni dell’attività estrattiva e uno sviluppo urbano non indifferente.

Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Le miniere furono chiuse nel 1981 e vi fu un significativo calo della popolazione. Grazie alla valorizzazione dei vecchi luoghi d’estrazione oggi Gavorrano è un’importante e prestigiosa località turistica. Si stima che la quantità di pirite estratta nella totalità sia di circa 27.000.000 tonnellate.

Gavorrano Oggi

Oggi Gavorrano è un tranquillo borgo dell'alta maremma, circondato da ettari di macchia mediterranea, castagneti, oliveti, siti archeologici etruschi e importanti tracce dell'attività mineraria. Le miniere non sono più attive, ma i siti minerari sono stati riconvertiti a fini turistico-culturali. È stato creato il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano, la cui visita è un'esperienza unica ed affascinante. Il Parco delle Rocce, con il recupero delle gallerie e la costruzione dell’ingresso al museo composto da biglietteria, sale deposito e dal grande cono della sala del plastico, è stato realizzato in una cava di calcare del Monte Calvo il cosiddetto Teatro delle Rocce. È stato recuperato in parte anche l‘insediamento minerario di Ravi Marchi.

Tra castelli minerari, oltre cento chilometri di gallerie, grandi cave, villaggi minerari e gallerie-museo, si snodano percorsi suggestivi ed itinerari di archeologia industriale. Il primo percorso minerario-naturalistico del Parco delle Rocce è costituito dal cosiddetto Museo in galleria, un moderno museo multimediale sotterraneo che descrive le fasi del lavoro in miniera e la vita dei minatori a partire dagli anni cinquanta del XX secolo. I visitatori hanno la possibilità di trasformarsi in veri minatori per un giorno. Lo stesso Parco rappresenta anche una delle porte di accesso al Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, progetto teso alla valorizzazione del territorio fondata sulla riqualificazione ambientale, un parco che si estende sul territorio di ben sette comuni della Maremma, e che è stato inserito tra i geoparchi riconosciuti dall'Unesco. Con decreto del Ministero dell’Ambiente del 28 febbraio 2002, il progetto è stato incorporato nel parco nazionale delle Colline Metallifere.

Cosa Vedere a Gavorrano

I principali punti di interesse nel territorio comunale di Gavorrano sono il centro storico, il Castel di Pietra, il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano con il Teatro delle Rocce, i siti archeologici etruschi e i borghi di Caldana, Giuncarico e Ravi. Sono diverse le cose da vedere nel paese maremmano. Tra chiese e antichi borghi, nell’itinerario non potrebbero mancare:

Architetture Religiose

  • Chiesa di San Giuliano: Costruita nel 1792 sulle mura della rocca originaria, si trova nella parte più antica di Gavorrano. La chiesa di San Giuliano si affaccia sulla piazza centrale di Gavorrano, proprio nel cuore del centro storico. Fu ricostruita alla fine del XVIII° secolo in sostituzione di una precedente chiesa, eretta esattamente nello stesso luogo, sulle mura della rocca. All'interno, si può ammirare una scultura marmorea trecentesca di Madonna con Bambino attribuita a Giovanni d'Agostino. L’edificio ha facciata a capanna e rosone centrale e tre navate con abside semicircolare centrale. Prima di questa chiesa, qui c’era una pieve intitolata a San Gusmè che è citata è citata in una bolla papale del 1188. L’intitolazione a San Giuliano risale al 1529 mentre la chiesa attuale è stata costruita verso la fine del Settecento. Un altro intervento, avvenuto nel 1927, ha invece rimodellato la facciata della chiesa, con l’inserimento di nuovi elementi architettonici. All’interno sono custodite alcune opere interessanti tra cui una pregevole statuetta raffigurante la Madonna col Bambino realizzata nel 1336 da Giovanni d’Agostino (capomastro del Duomo di Siena) ed una serie di pitture (Madonna del Buonconsiglio, Annunciazione e Battesimo di Cristo).
  • Chiesa di San Biagio: Si trova nella frazione di Ravi. La Chiesa di San Biagio, è la chiesa parrocchiale della frazione, è stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell’architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio. È stata costruita nel XVI secolo e la cui facciata è attribuita alla scuola di Antonio da Sangallo il Vecchio, uno dei migliori architetti del Rinascimento. È stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell’architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio. Nel 1828 fu costruito il campanile e nel 1970 tutta la struttura ha subito un notevole intervento di restauro. Se non, secondo recenti scoperte, addirittura a Michelangelo. All’interno dell’abitato c’è la Chiesa di San Biagio, risalente al XVI° secolo. L’edificio fu costruito a somiglianza della Chiesa di Montepulciano (provincia di Siena).

Architetture Militari

  • Mura di Gavorrano: Nella parte più antica di Gavorrano, si può riconoscere il circuito murario della rocca, con le torri quadrate e le feritoie strombate. Come ogni borgo medievale che si rispetti, anche Gavorrano era provvisto di un sistema difensivo basato su solide mura e torri. Costruite durante il XII secolo, nel corso del XIV secolo furono ristrutturate dai senesi con l’edificazione di alcune torri di guardia. Le mura di Gavorrano furono costruite nel corso del XII secolo al tempo della dominazione dei conti Alberti di Mangona. Un secolo più tardi furono rinforzate dai senesi che aggiunsero alcune torri all’impianto originario. Si distinguono ancora oggi nel tessuto urbano del centro storico due differenti circuiti murari concentrici. Dopo un periodo di abbandono, le mura sono state restaurate nel corso del Novecento ed oggi si presentano in buone condizioni.
  • Mura di Caldana: Costruite in epoca alto-medievale a difesa dello storico borgo, si presentano con forma quadrangolare, con la presenza, ungo la cinta muraria, di quattro imponenti bastioni angolari.
  • Mura di Giuncarico: Costruite nel corso dell’XI secolo, rimasero intatte senza modificazioni per secoli, fino a che in epoca moderna alcune ristrutturazioni hanno inglobato la struttura muraria a pareti esterne di altri edifici.
  • Castel di Pietra: Situato nell'estremità nord orientale del territorio di Gavorrano, questo castello è famoso perché tra le sue mura Nello Pannocchieschi fece rinchiudere la moglie Pia de' Tolomei. I ruderi del Castel di Pietra si trovano su una collina posta a nord-est di Gavorrano. Il castello è documentato fin dall’XI secolo quando faceva parte dei possedimenti dell’Abbazia di Sestinga. Dopo un periodo in cui fu incluso tra le proprietà dei conti Aldobrandeschi, il castello passò ai Pannocchieschi che lo governarono tra il XIII ed il XIV secolo. Proprio in questo periodo accadde un episodio che rese celebre il Castel di Pietra. Secondo la tradizione Nello Pannocchieschi avrebbe qui commesso l’omicidio di sua moglie Pia de’ Tolomei di cui voleva liberarsi per poter sposare Margherita Aldobrandeschi. L’omicidio sarebbe stato commesso gettando la moglie dal castello. Questo episodio è ancora oggi ricordato con la rievocazione storica del “Salto della Contessa”. Oggi il Castello è diroccato ma restano imponenti resti delle mura ed una torre sul dirupo est. Nel corso dei secoli il castello è stato abbandonato ed oggi è ridotto allo stato di rudere però restano alcuni tratti di mura ed anche una torre. Nel 1997, l’Università di Siena ha iniziato una serie di scavi archeologici volti ad indagare la storia di questo importante castello.

Siti Archeologici

  • Necropoli Etrusca di San Germano: Situata sui due versanti del torrente Sovata, fu utilizzata per tutto il VI secolo a.C. ed è composta da oltre venti tombe a tumulo con caratteristiche similari. Necropoli di San Germano, situata lungo il corso del torrente Sovata a nord di Giuncarico, risale al VI secolo a.C. ed era probabilmente alla dipendenze di un villaggio vicino, oggi scomparso, centro satellite della città etrusca di Vetulonia. È una mostra incentrata sul rapporto tra gli Etruschi e il vino, con esposizione di reperti provenienti dalla necropoli di San Germano.
  • Tumulo Etrusco di Gavorrano: Potete raggiungere il tumulo uscendo da Gavorrano in direzione di Ribolla. È una monumentale tomba etrusca utilizzata dal VII al V secolo a.C. ed appartenente ad una famiglia aristocratica vetuloniese.

Altro da Vedere

  • Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano: Un'area che offre un'immersione nella storia mineraria della zona, con gallerie, musei e percorsi tematici. Inaugurato nel 2003, il Parco minerario naturalistico di Gavorrano è stato istituito con lo scopo di valorizzare e riqualificare l’area delle miniere di pirite attive tra il 1898 ed il 1981. Il parco minerario, insieme a tutto il territorio del comune di Gavorrano, fa parte del più vasto Parco tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere grossetane. L’attività estrattiva ha segnato un secolo di storia di Gavorrano ed il parco minerario rappresenta un’ottima occasione per conoscere meglio questo periodo e tutto il mondo delle miniere. Il parco è suddiviso in due aree principali: il Parco delle Rocce che si trova subito fuori dal centro storico di Gavorrano e la Miniera di Ravi Marchi che invece si trova a 3 chilometri di distanza.
  • Il Teatro delle Rocce: Inaugurato nel settembre del 2003, per rispondere alla domanda culturale particolarmente intensa durante la stagione estiva nell’area metallifera del grossetano. Nel Parco delle Rocce si può visitare il Museo in Galleria, un percorso multimediale sotterraneo nel quale sono descritte nel dettaglio le varie fasi del lavoro dei minatori. Non lontano dal museo si trova il Teatro delle Rocce, un teatro all’aperto che è stato realizzato all’interno di una cava di calcare, sfruttando la morfologia preesistente. È una struttura suggestiva che evoca la forma caratteristica di un antico teatro greco, inserita nella piccola cava semicircolare ai piedi della grande cava di San Rocco. Ogni anno, in estate, il teatro ospita un’interessante rassegna di spettacoli teatrali e concerti musicali.
  • Centro di Documentazione Davide Manni: Nel centro di Gavorrano, in via Terranova 31, ha sede il Centro di Documentazione Davide Manni, in cui sono esposti reperti etruschi provenienti da indagini archeologiche del territorio circostante. Espone i reperti provenienti dagli scavi nell’area di Castel di Pietra, sopratutto ritrovamenti alto-medievali. Il centro espone anche reperti rinvenuti negli scavi in località Santa Teresa, dove è stata scoperta una necropoli etrusca con cinque tombe a tumulo risalenti al VII°-VI° secolo a.C.
  • La Finoria Laboratorio Educazione Ambientale: si trova subito fuori dal borgo, in via Monticello 66. È una struttura di educazione ambientale di primo piano a livello europeo: aule, laboratori e spazi attrezzati all'aperto su un territorio di 8 ettari coperto di boschi e macchia mediterranea.

Bagno di Gavorrano

Nel territorio di Gavorrano troviamo anche i piccoli centri di Bagno di Gavorrano, Ravi e Caldana. Bagno di Gavorrano, antico centro termale a valle di Gavorrano, divenuto oggi il vero centro del comune, essendo il più popolato e il più fornito di numerosi impianti e servizi. Bagno di Gavorrano era un'antica località termale conosciuta cl nome di Bagno di Nerone, fino al 1955 l'acqua sgorgava dal sottosuolo in una vasca circondata da edifici, poi probabilmente l'attività mineraria ha fatto abbassare le falde del bacino e così sono scomparse le acque termali.

Gastronomia Locale

La cucina di Gavorrano riflette la tradizione maremmana, con piatti semplici ma ricchi di sapore, basati su ingredienti locali freschi e genuini. Uno dei piatti più rappresentativi è senza dubbio l’acquacotta, una zuppa rustica a base di pane raffermo ed erbe. Da provare anche i tortelli maremmani, una pasta ripiena di ricotta e spinaci, condita con burro e salvia o con un ragù di carne. Per gli amanti della carne, il cinghiale in umido è una vera delizia. Viene preparato con carne di cinghiale marinata e cotta lentamente con vino rosso, pomodori e spezie.

Come Arrivare a Gavorrano

Gavorrano ha una stazione ferroviaria che però si trova in località Potassa, ad alcuni chilometri di distanza dal centro storico. Questa stazione è regolarmente servita da treni regionali che la collegano con Pisa e Grosseto. Ad ogni modo, se vi muovete con i mezzi pubblici probabilmente farete meglio a prendere un treno fino a Follonica per poi proseguire con un autobus.

In auto se venite da nord dovete prendere l’Autostrada A12 in direzione Roma e proseguire sulla SS1 Aurelia (sempre in direzione Roma) fino all’uscita di Gavorrano. Da lì, seguendo le indicazioni, potrai raggiungere il centro del paese in pochi minuti. In alternativa, se preferisci i mezzi pubblici, ci sono collegamenti ferroviari che ti porteranno fino alla stazione di Gavorrano, da cui potrai proseguire con autobus locali.

Vivere a Gavorrano

L’antico borgo minerario non è solo un luogo da visitare, ma anche il posto perfetto per decidere di trasferirsi. La qualità della vita qui è elevata, grazie a un ambiente sereno e ai ritmi lenti e tranquilli, ideali per chi cerca una pausa dai ritmi frenetici della città. La sua vicinanza a Grosseto permette, poi, di godere di tutti i servizi necessari per la quotidianità, mentre l’Aurelia e la linea ferroviaria garantiscono collegamenti regolari per Roma e Firenze.

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