Calcolo dell'Invarianza Idraulica: Normativa e Applicazione

Sul BURL di lunedì 27 novembre 2017 n. 48 (Supplemento) è stato pubblicato il Regolamento regionale 23 novembre 2017 n. 7, recante “Criteri e metodi per il rispetto del principio dell’invarianza idraulica ed idrologica ai sensi dell’articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. Il Regolamento dà attuazione a quanto previsto dallo stesso art. 58 bis, indicando ai Comuni modalità di conseguimento dell’invarianza idraulica e idrologica secondo i criteri e metodi stabiliti dallo stesso Regolamento regionale che dovranno essere recepite nei regolamenti edilizi dei singoli Comuni.

Pertanto le previsioni contenute nel R.R. n. Entrando nel merito del provvedimento l’art. 3, in base a quanto previsto dall’art. 58 bis della L.R. n. 12/2005, disciplina il campo di applicazione del Regolamento che riguarda gli interventi di nuova costruzione, quelli di demolizione, totale o parziale, fino al piano terra, e ricostruzione indipendentemente dalla modifica o dal mantenimento della superficie urbanizzata preesistente, nonché gli interventi di ristrutturazione urbanistica comportanti un ampliamento della superficie edificata o una variazione della permeabilità rispetto alla condizione preesistente all’urbanizzazione.

L’art. 5 del Regolamento disciplina i sistemi di controllo e di gestione delle acque piovane, stabilendo che questa deve avvenire, se possibile, garantendo l’infiltrazione, l’evapotraspirazione e il riuso. La realizzazione di uno scarico delle acque pluviali in un ricettore è dovuta in caso di capacità di infiltrazione dei suoli inferiore rispetto all’intensità delle piogge più intense. Il medesimo scarico deve avvenire a valle di invasi di laminazione dimensionati per rispettare le portate massime ammissibili indicate dal Regolamento e differenziate in ragione della criticità idraulica del Comune in cui si realizzerà l’intervento.

Gli artt. 7, 8 e 9 disciplinano la classificazione degli interventi di invarianza idraulica e idrologica, partendo dall’indicazione dei valori massimi ammissibili della portata meteorica scaricabile nei ricettori, che è differenziata a seconda della criticità idraulica dei Comuni. Questi, infatti, sono stati suddivisi in tre Aree (alta, media e bassa criticità) come indicato nell’Allegato B del Regolamento. Le modalità di calcolo definite agli artt. L’art. 14 prevede la realizzazione da parte di ciascun Comune di uno studio di gestione del rischio idraulico che deve essere recepito nel Piano di Governo del Territorio al momento della revisione di quest’ultimo ai sensi della L.R. 31/2014.

L’art. 1 definisce l'obiettivo del regolamento: garantire l'equilibrio idraulico del territorio attraverso la regolamentazione del deflusso delle acque di drenaggio a seguito di precipitazioni meteoriche, e il contenimento di consumo di suolo.

Definizioni Importanti

L'art. 3 del regolamento fornisce definizioni chiave per l'interpretazione e l'applicazione delle norme. Alcune di queste definizioni includono:

  • Area di Pertinenza: Superficie esterna ad un edificio o manufatto ad esse associati (ad es. tettoie, pavimentazioni, parcheggi, ecc.) che incide sulla trasformazione all'interno di un determinato bacino drenato.
  • Interventi di compensazione: Opere o misure volte a mitigare gli impatti idraulici di una trasformazione (ad es. aree verdi permeabili, tetti verdi).
  • Dispositivi idraulici: I manufatti (quali ad es. trincee drenanti, pozzi perdenti, sistemi di fitodepurazione, ecc.) realizzati per la gestione delle acque meteoriche superficiali provenienti dall'area oggetto della trasformazione.

Modalità di Attuazione e Controllo

L’art. 5 stabilisce che le trasformazioni del territorio regionale devono essere realizzate in modo da non alterare significativamente il regime idrologico preesistente. Ciò implica la necessità di valutare attentamente l'estensione della superficie di riferimento S e di adottare misure di mitigazione appropriate. La realizzazione di invasi e dei dispositivi idraulici deve avvenire nel rispetto delle condizioni ambientali dei luoghi e delle buone pratiche agricole.

L'art. 6 delinea le procedure per la presentazione di piani o progetti ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 10. È fondamentale acquisire il parere dell'ente competente e allegare una tabella riassuntiva di compatibilità idraulica. Nei casi di interventi non significativi, è sufficiente una dichiarazione asseverata di non significatività ai fini dell'invarianza idraulica.

Integrazione con la Pianificazione Territoriale

L'art. 11 sottolinea l'importanza dell'integrazione delle opere di gestione delle acque meteoriche con le opere di urbanizzazione primaria. La manutenzione di tali opere è a spese dei proprietari delle aree interessate dalle trasformazioni, che possono stipulare convenzioni con gli enti gestori per garantire una gestione efficiente e sostenibile.

Modifiche al Regolamento Regionale: Introduzione delle Nature Based Solutions (NBS)

A partire dal 1° aprile 2025, sono ufficialmente entrate in vigore le modifiche al Regolamento Regionale 23 novembre 2017, n. 7. Una delle innovazioni più significative è l’introduzione esplicita delle Nature Based Solutions (NBS) come opzione prioritaria nella gestione delle acque piovane.

Le modifiche al Regolamento Regionale n. 7/2017 rispecchiano un cambio di paradigma: dalla semplice mitigazione del rischio idraulico a una gestione integrata delle acque meteoriche con un’ottica sostenibile e multifunzionale.

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