Funzionamento e Manutenzione del Cambio Idraulico per Biciclette
La bicicletta è un mezzo di trasporto sempre più popolare, sia in città che in ambienti extraurbani, grazie alla sua praticità e sostenibilità. Le tecnologie legate alla mobilità hanno compiuto passi da gigante, implementando soluzioni sempre più innovative per minimizzare la fatica e aumentare la semplicità e la praticità d’uso.
Tra queste innovazioni, spicca la bici idraulica, una bicicletta elettrica con trasmissione idraulica. Nel settore a due ruote la bici idraulica rappresenta un’innovazione in tutto e per tutto: diminuisce la manutenzione, non sporca e garantisce una fluidità totale.
Come Funziona la Bici Idraulica
La bici idraulica Oyo è una bici senza marce per la quale è richiesta poca manutenzione. Il sistema trasmette alle ruote le forza impressa sul pedale grazie a un fluido idraulico che ha la funzione di sostituire la catena e quindi il cambio. Questo liquido pressurizzato passa attraverso i tubi all’interno del telaio e raggiunge il motore elettrico posizionato posteriormente che sfrutta l’energia cinetica. L’idea è quindi quella di alloggiare un sistema sigillato a circuito chiuso, in cui la potenza della pedalata del ciclista è impiegata per pompare il fluido idraulico che, passando per i tubi di un motore posto nella parte inferiore, muove la ruota posteriore.
In questo modo, il fluido arriva fino alla pompa del pedale anteriore. Questa tipologia di meccanica è unita a un motore elettrico dal movimento centrale pari a 250 watt, che aumenta la potenza della pedalata del ciclista.
Una Bici Elettrica e Smart
La bici idraulica è dotata di particolari sensori che raccolgono dati sulla velocità, sulla cadenza e coppia e modifica in maniera autonoma il rapporto di trasmissione. In questo modo non si avvertiranno scatti tra il cambio di una marcia e l’altra e la pedalata sarà ancora più fluida. Tutto il funzionamento, anche se può sembrare complesso, si basa in realtà su un fluido a pressione che circola tra propulsore e ruota posteriore.
Oltre all’innovativo motore elettrico a propulsione idraulica, Oyo ha un display posizionato sul manubrio in cui sono rilevati i cinque livelli di assistenza elettrica. A completare la struttura di questa bici elettrica vi è un telaio in alluminio, freni idraulici a disco Tektro e sistema di antifurto.
Vantaggi della Bici Idraulica
Sulla mobilità smart, la bici idraulica guadagna punti a non finire: si tratta infatti di una bicicletta funzionale, perfetta per la città, adatta anche a chi non si intende di catene e di dettagli legati alla bici in generale. La velocità massima raggiungibile è di 25 km/h che i sensori integrati tengono costantemente sotto controllo.
Ma la domanda vera adesso è: quali sono i vantaggi delle trasmissioni idrauliche?
Abbiamo già detto che questo tipo di bici richiede in genere poca manutenzione, non ci sono catene che si staccano e rispetto a quelle oggi in circolazione sono più compatte, con meno parti in movimento.
La trasmissione a variazione continua dà alla bici la capacità di passare agilmente da un rapporto a un altro senza che ci siano ingranaggi a inframmezzare la fluidità della pedalata. In questo modo si avranno le stesse capacità di una bici con marce ma senza intervento e quindi più facile da maneggiare. La totale mancanza di ingranaggi distinti, rende Oyo la bicicletta idraulica che potrà essere usata da chiunque nel futuro perché assicura praticità e longevità.
Inoltre, non c’è motivo di preoccuparsi del peso di questa eBike in quanto il telaio resta più leggero assicurando la compattezza necessaria, e compensa l’eventuale peso della batteria e del motore.
Progettualità Dietro la Bici Idraulica
Durante questo periodo di realizzazione, gli esperti potranno portare Oyo a migliorare alcune caratteristiche e a renderla più performante. Questo meccanismo è molto innovativo perché pensato per essere completamente chiuso e compatto, non viene quindi intaccato dallo sporco e se hai bisogno di riparazione, è possibile staccare il meccanismo e inviarlo senza dover spedire l’intera bici.
Manutenzione dei Freni a Disco MTB
Dopo aver approfondito il discorso sui freni a disco mtb e aver compreso come lavorano le pastiglie e quali influenze abbia la scelta di una tipologia piuttosto che un’altra, è giunto il tempo di sporcarsi le mani e di vedere come avviene la manutenzione ordinaria dell’impianto frenante. Si tratta di operazioni importanti, poiché mantenere al meglio i freni permette di ottimizzarne la risposta, aspetto sul quale non possiamo certo essere superficiali, poiché ne va della nostra incolumità.
Le operazioni di manutenzione che possiamo effettuare sul nostro impianto frenante sono di due tipi: ordinaria e straordinaria. La prima include quelle manutenzioni più frequenti che possiamo tranquillamente compiere in autonomia, con un’attrezzatura minima e con poca spesa. La seconda invece include delle operazioni più sofisticate, che si possono fare senza alcun problema ma che necessitano di un’attrezzatura più specifica e di un pizzico di malizia in più.
Tra le operazioni di manutenzione ordinaria dei freni a disco mtb troviamo:
- Sostituzione pastiglie
- Pulizia corpo freno e disco
- Azzeramento corsa pistoni
- Centratura rotore-corpo freno
- Regolazione modulazione leve pompante
In quelle straordinarie per i freni a disco mtb sono comprese:
- Spurgo dei freni
- Sostituzione olio
- Smontaggio pompante
- Sostituzione cavi idraulici
- Smontaggio corpo freno
- Lubrificazione pistoni disassati
- Sostituzione rotore
Cose da Non Fare Assolutamente sui Freni a Disco MTB
Prima di vedere nel dettaglio tutte le manutenzioni, le attrezzature necessarie e come si svolgono le operazioni, chiariamo subito dei punti fermi: le cose da non fare. Inserisco qui questa lista perché è frutto dell’esperienza: sono errori che mi è capitato di combinare e che hanno richiesto tempo, pazienza e anche denaro per essere risolti. Teneteli a mente ogni volta che inizierete un lavoro di manutenzione sui freni a disco e vi terrete lontano dai fastidi:
- Azzerare la corsa dei pistoni con attrezzi non idonei
- Pulire il sistema con sgrassatore universale
- Soffiare con aria compressa
- Maneggiare olio DOT senza cautela
- Lubrificare i pistoni con prodotti non idonei
- Spingere la leva freno senza pastiglie
- Toccare i rotori durante le uscite
Manutenzione 1: Sostituzione delle Pastiglie
Le pastiglie freno lavorano per attrito, dove una mescola di componenti detta ferodo preme sul rotore, frenandone la rotazione. A ogni contatto tra ferodo e rotore avviene un’usura reciproca, ovvero la superficie di entrambe le parti si consuma, anche se con tempistiche e modalità differenti (il ferodo è portato a consumarsi più in fretta di un rotore). Questa usura continua fino a quando la superficie di ferodo o di rotore disponibile non è più sufficiente e quindi l’intero sistema frenante viene compromesso.
Ci sono vari sintomi che indicano che le pastiglie sono da sostituire:
- Diminuzione della reattività del freno
- “Spugnosità” del pompante
- Vetrificazione
- Contaminazione
- Ispezione visiva
Attrezzatura Necessaria
Per sostituire le pastiglie abbiamo bisogno:
- Paia di guanti in nitrile
- Pinza
- Chiave a brugola da 3mm/2,5mm/2mm
- Pastiglie nuove
- Straccio in cotone
- Alcool isopropilico o disc cleaner
- Cacciagomme
Step per la sostituzione delle pastiglie
- Rimuovere la ruota
- Rimuovere il pin
- Rimuovere la vite (o la copiglia)
- Estrarre le pastiglie
- Spruzzate l’agente pulente e pulite
- Azzerate la corsa dei pistoni
- Montare le pastiglie nuove
- Rimontare vite (o copiglia)
- Rimontate il pin (o piegate la copiglia)
- Rimontate la ruota
Manutenzione 2: Centratura Rotore - Corpo Freni a Disco
Provate a mettere in rotazione la ruota senza toccare minimamente le leve freno: se avvertite il classico rumore di sfregamento tra pastiglia e disco (anche impercettibile, come una specie di “zin” che ricorda il suono dell’affettatrice dal salumiere), significa che il rotore, durante la rotazione, sfrega contro il ferodo di una o dell’altra pastiglia e per questo va centrato sul corpo freno. Si tratta di un problema comune e di facile soluzione.
Attrezzatura Necessaria
Per centrare i dischi abbiamo bisogno di:
- Chiave a brugola da 5mm
- Chiave dinamometrica (consigliata)
Step per il centraggio del corpo freni a disco sul rotore
- Allentare il corpo freno
- Premere il freno
- Avvitare leggermente le viti del corpo freno
- Rilasciare il freno e premerlo dolcemente
- Serrare le viti del corpo freno
- Rilasciare il freno e provate a far girare la ruota
Infatti le leve dei freni hanno un registro, che si può regolare per ottenere più o meno reattiva di risposta, in base ai propri gusti ed esigenze di guida. La regolazione la si fa agendo su una vite di registro presente sulla leva del pompante.
In qualsiasi caso risulta essenziale verificare con relativa frequenza lo spessore residuo della pastiglia: se questo è inferiore al mezzo millimetro è assolutamente necessaria la sostituzione, perché, oltre a rovinare il rotore, una pastiglia degradata farà scadere nettamente le qualità frenanti. Per verificare lo spessore di una pastiglia è bene rimuoverla dal suo alloggiamento nella pinza e misurarla con il calibro; in realtà anche il semplice colpo d’occhio della pinza (ovviamente priva di ruota) può bastare ad informarci se l’altezza è prossima alla pericolosa soglia minima di mezzo millimetro.
Una raccomandazione importante ogni volta che si sostituisce il rotore è quella di sostituire anche le vecchie pastiglie, perché quelle vecchie potrebbero consumare oltremodo la superficie del nuovo disco. I detergenti specifici per rotori rimuovono invece i residui dello sfregamento delle pastiglie e che andrebbero utilizzati anche per pulire le pastiglie.
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