Canapa per Idraulica: Caratteristiche e Utilizzo

Nel settore idraulico, la sigillatura dei raccordi filettati è essenziale per garantire l'impermeabilità degli impianti. Tradizionalmente, si utilizzano materiali come la canapa, ma oggi esistono alternative come il teflon. Questo articolo esplora le caratteristiche e gli usi della canapa in idraulica, confrontandola con le opzioni moderne.

Cos'è la Canapa Idraulica (Stoppa)?

Per molti idraulici, soprattutto quelli della vecchia guardia, la canapa rappresenta una soluzione ideale per sigillare i tubi. Si presenta come ciuffi di filamenti stopposi che, avvolti intorno alla filettatura, creano una guarnizione efficace. Il motivo per cui viene ancora utilizzata è che rappresenta un ottimo materiale sigillante, dato che si gonfia al contatto con l’acqua.

Come si Applica sui Tubi?

La canapa si applica avvolgendo i vari filamenti intorno alla filettatura, insieme alla famosa pasta verde che ne aumenta l’efficacia. Questo meccanismo rende il lavoro più articolato e legato ad attese maggiori. La tecnica è abbastanza semplice: bisogna dividere le fibre e inserirle tra i solchi del metallo. Si gira la canapa in senso orario in modo che segua il movimento di avvitamento.

Così si salda con maggior forza durante l’inserimento del raccordo. Devi coprire tutta la filettatura mantenendo i ciuffi in tensione e dividendola in modo omogeneo. Per poi passare una punta di pasta verde che fa da fissante.

Alternativa: Il Teflon per Tubi Idraulici

Una soluzione alternativa alla stoppa idraulica è il teflon, un materiale che puoi acquistare in qualsiasi ferramenta in forma di rotoli più o meno grandi. Stiamo parlando delle bande di teflon, una sorta di nastro da applicare sulla filettatura.

Il politetrafluoroetilene (PTFE) si presenta come una banda molto sottile. Risultato? Alla fine del raccordo si vedrà solo un piccolo anello bianco. Tra i vantaggi c’è sicuramente una maggior semplicità di applicazione.

L’applicazione del teflon è praticamente simile ma più semplice. Inizia ad avvitare in senso orario il nastro intorno alla filettatura, partendo dal basso e senza esagerare con il materiale depositato lungo la filettatura.

Una volta finito puoi avvitare senza tempi di attesa e usare il tubo per i tuoi lavori di idraulica.

Meglio Teflon o Canapa Idraulica?

La risposta è chiara: non c’è una reale differenza tra teflon o canapa idraulica ma è chiaro che ci sono delle preferenze in base all’utilizzo e alle abitudini. Ed è sempre importante approfondire per chi si dedica al fai da te.

Non esiste una risposta certa, in entrambi i casi puoi ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione dei raccordi idraulici. Evitando così fuoriuscite e perdite di acqua che potrebbero portare a grandi problemi.

Di sicuro la canapa è meno pratica del rotolo di teflon, sia per il trasporto che per l’applicazione: le fibre di pettinato meccanico devono essere messe con cognizione sulla filettatura, ma una volta asciugata la pasta verde prima di far passare acqua il risultato è uguale.

In ogni caso, che sia canapa o teflon, prima di applicare qualcosa su una filettatura assicurati che sia libera da residui di guarnizioni precedenti. Magari usa una spazzola di ferro per pulire i canali, può essere molto utile in quest’occasione.

La Storia e gli Usi Versatili della Canapa

Coltivata prima dai Mongoli, poi dai Tartari e dai Giapponesi, la canapa è una pianta con una storia misteriosa e antichissima. Le sue origini sono molto più antiche di quelle del cotone e della seta. Anche se si pensa che sia originaria dell’Asia e del Medio Oriente, recenti studi affermano che la canapa era presente in Italia e nel bacino Mediterraneo già 13.500 anni fa.

Questa pianta dai mille usi è stata però demonizzata per tantissimi anni a causa della sua associazione alla cannabis. Amata da molti e odiata da altri, oggi la canapa tessile è apprezzata e utilizzata per il packaging tessile, l’edilizia e persino come medicinale. È quindi impossibile negarne la versatilità.

Utilizzo della Canapa Tessile

La canapa da fibra è utilizzata in tantissimi settori, tra cui:

  • Tessile e packaging: per fabbricare corde, tele, sacchi, tappeti, accessori e abbigliamento
  • Biocarburante: per la produzione di combustibili da biomasse come l’etanolo, il carburante alternativo al petrolio
  • Bioedilizia: come buon isolante termico (unita alla calce)
  • Bioplastiche: per la creazione di plastiche meno inquinanti (sia per il processo di creazione che per lo smaltimento)
  • Carta: con la cellulosa della canapa è possibile produrre enormi quantità di carta
  • Cosmetica: l’olio di canapa ha proprietà antinfiammatorie e rigeneranti ottime per la pelle (viene utilizzato anche come antibatterico e antifungino, soprattutto negli ospedali americani)
  • Automotive: come rivestimento dei sedili, cruscotti, pannelli delle portiere e volanti

I Vantaggi della Coltivazione della Canapa Tessile

La canapa è una fibra tessile molto resistente, biodegradabile e compostabile. Essendo naturale, durante i lavaggi non disperde microplastiche; inoltre, la manutenzione della canapa è semplice e il tessuto si presta a numerosi e svariati utilizzi. Coltivarla, inoltre, offre molti vantaggi anche per il pianeta perché:

  • gli basta poca acqua (quella piovana può essere sufficiente);
  • cresce a un ritmo molto veloce;
  • ha un’elevata produttività;
  • controlla l’erosione del suolo;
  • libera il terreno dalle erbacce e dalle piante infestanti;
  • non necessita di dosi massicce di concimi e fitosanitari;
  • assorbe più CO2 di quanto emetta (ne assorbe circa 4 volte in più rispetto alle altre piante);
  • necessita di minori trattamenti di colorazione.

La Canapa in Edilizia: Calcecanapa

Le prime sperimentazioni d’uso della canapa in edilizia si hanno intorno agli anni ’80 del 1900, tuttavia la canapa è una pianta millenaria e amica dell’uomo da sempre: prove del suo utilizzo si hanno fin dal Neolitico; si pensi infatti che il più antico manufatto umano ritrovato è proprio un pezzo di stoffa di canapa, risalente all’8000 a.C.

In Italia, solo nel 2016 con la Legge 242 che contiene «Disposizioni per la promozione della coltivazione della filiera agroindustriale della canapa» è iniziata una lenta rinascita in diversi settori economici. La norma sopra citata riguarda solo la Cannabis Sativa L., ossia la sub-specie con un contenuto di THC minore dello 0,2%, che non rientra quindi nell’applicazione delle leggi sulle sostanze psicotrope e stupefacenti.

Appartiene alla famiglia delle Cannabinacee ed è formata da fusto, apparato radicale, foglie e semi. La coltivazione di canapa determina forte assorbimento di CO2 dall’atmosfera: la rapida crescita della pianta la rende uno strumento di conversione di anidride carbonica in biomassa, fissandola permanentemente all’interno della fibra e del canapulo.

L’Analisi del Ciclo di Vita - LCA di una parete in Calcecanapa®, applicata a spruzzo, mostra che la produzione di materie prime è la fase più impattante, principalmente a causa della produzione della calce. Tuttavia il bilancio complessivo di sequestro di anidride carbonica è negativo, in quanto l’assorbimento di CO2 durante il processo di fotosintesi è superiore alle emissioni date dai processi industriali e di produzione del legante.

Calcecanapa può essere riutilizzato a fine vita sgretolandolo, mescolandolo con acqua e altro legante di calce e gettandolo di nuovo. Il materiale ha anche un potenziale di riciclaggio in altre applicazioni come il compostaggio, il rinterro, la frantumazione e lo spargimento su aiuole o campi per aumentare il pH del terreno e introdurre una pacciamatura.

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