Il Significato dei Cartelli nei Bagni: Un'Analisi tra Identità di Genere, Stereotipi e Innovazione
I cartelli nei bagni, sia pubblici che privati, svolgono una funzione cruciale: facilitare l'orientamento e ridurre l'incertezza nella ricerca dei servizi igienici.
L'Evoluzione dei Simboli: Dalla Tradizione all'Innovazione
Già quando si viaggia e si cambia paese le scritte sono diverse e spesso anche i comuni simboli femminili e maschili si differenziano. Ma a volte ci sono certi bar, ristoranti o locali dove i simboli dei bagni sono dei veri e propri elementi creativi che vale la pena osservare.
Spesso quando entriamo in un locale non facciamo neppure caso al bagno che ha, specialmente se ci scappano certi bisogni, ma se la toilette ha un elemento originale o un simbolo creativo sicuramente resta impresso nella memoria.
E così si trovano posti dove il bagno degli uomini è indicato con un semplice "Bla" e quello delle donne con infiniti "Bla" proprio per sottolineare che le donne nel bagno sono solite parlare tanto. Oppure il bagno maschile è indicato con una banana e quello femminile con una patata. Ma ce ne sono di ancora più originali come i simboli della birra tra le gambe maschili e del bicchiere da martini dry tra le gambe femminili per distinguere il bagno degli uomini da quello delle donne in un bar, oltre che la differenza di consumazioni generalmente esistente tra uomo e donna.
A volte certi simboli sono così originali e creativi che per chi ha bevuto un po' troppo può essere anche difficile comprenderli. Di certo in giro per il mondo ci sono tanti ed esilaranti simboli per le toilette che vale la pena dare farsi un giro.
I cartelli o targhette per toilette possono avere moltissime configurazioni diverse. Si va dalle targhette completamente neutre dei luoghi pubblici, con solamente la scritta WC e la sagoma che indica se si tratta del bagno per gli uomini o per le donne, alle targhette decisamente più personalizzate e umoristiche che si trovano nelle case.
Ci sono alcune cose da tenere a mente quando si progetta una targhetta per la toilette. Se la targhetta è per il bagno di casa, l'estetica è importante e la targhetta deve adattarsi allo stile della casa. In questi casi è comune usare lettere più delicate oppure targhette più umoristiche, che le rendono più personali.
In ambienti pubblici, è importante che la targhetta della toilette sia chiara e assolva la sua funzione - mostrare dov'è il bagno.
Cartelli e targhette per WC con simboli
Quando si tratta di progettare cartelli e targhette per locali pubblici, è vantaggioso utilizzare immagini e la parola WC invece di scrivere TOILETTE sul cartello. Ciò facilita la ricerca del bagno anche per gli stranieri.
Oltre a utilizzare immagini e scegliere la parola WC invece di toilette, è bene marcare per chi sono i bagni. Le varianti più comuni sono uomini e donne, che spesso sono indicati da figure in pantaloni o gonna. È anche possibile sfidare la norma di genere e avere altre immagini o altre divisioni.
È importante mostrare chiaramente qual è il bagno per disabili, che spesso è segnalato con una sedia a rotelle.
Questioni di Genere e Identità: Un Dibattito Aperto
Il New Yorker ha pubblicato un articolo che ragiona sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine. Il dibattito su questo argomento, scrive la giornalista Jeannie Suk, è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne.
Le implicazioni di questa discussione quindi vanno ben oltre i bagni, avverte Suk. «I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e sessualità».
Qualche tempo prima, occupandosi dello stesso argomento, il New York Times aveva definito il 2015 “the Year of the Toilet”. La domanda che sempre più persone si fanno è, in breve: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?
«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk.
La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.
A Houston, lo scorso anno, con un referendum è stato abolito a maggioranza un decreto che permetteva, tra le altre cose, alle persone transgender di utilizzare i bagni pubblici in linea con la loro identità di genere: gli oppositori della legge sostenevano che avrebbe «permesso a ogni uomo, in qualsiasi momento, di entrare in un bagno per donne semplicemente affermando di sentirsi donna quel giorno», nonostante il pericolo che corrono i o le transgender nei bagni sia visto esattamente al contrario come motivo per sostenere il libero accesso al bagno che ritengono più adeguato.
Nel 2006, per fare un esempio più vicino a noi, la deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini aveva dichiarato di essere rimasta scioccata dall’incontro nei bagni della Camera con Vladimir Luxuria.
I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa.
È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi.
Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni.
La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima. E questa impostazione ha infatti avuto conseguenze giuridiche molto rilevanti.
Nel 1873 Myra Bradwell sfidò uno statuto dell’Illinois che limitava solo agli uomini l’applicazione della legge sul lavoro libero, incluso il diritto di scegliere la propria occupazione. La Corte Suprema respinse la richiesta di Bradwell: i principi del lavoro libero non valevano per le donne, dal momento che la loro natura le aveva assegnate alla sfera domestica.
La Corte, nella stessa sentenza, precisò anche come non fosse incostituzionale per uno stato negare alle donne l’ingresso al bar, sulla base del loro sesso, spiegando la decisione con una formula che è diventata emblematica dell’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne: «L’uomo è, o dovrebbe essere, protettore e difensore della donna. Questi stessi principi dell’età vittoriana (riassumibili nella parola “paternalismo”) hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di ambiti distinti in base al sesso e alla designazione di alcuni spazi fisici riservati alle donne, inclusi i bagni dei locali pubblici: spazi sicuri e nascosti in un mondo in cui le donne erano e continuano a essere oggetti da proteggere.
«La nostra società», dice Suk, «sta vivendo una recrudescenza di questa stessa preoccupazione paternalistica che continua a considerare le donne come creature vulnerabili».
Suk dice anche di non essere a conoscenza di statistiche affidabili che indichino che i bagni pubblici siano più pericolosi per quanto riguarda le aggressioni sessuali rispetto ad altri posti.
E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere?
«Quando uomini, gay o etero possono stare tranquillamente fianco a fianco negli orinatoi, perché donne e uomini non possono condividere lo stesso bagno, soprattutto in luoghi chiusi che rispettino la loro privacy?», scrive il New Yorker.
Lo scorso dicembre, durante un comizio in Michigan, il candidato Repubblicano alle primarie americane Donald Trump ha preso in giro Hillary Clinton perché la sera del dibattito televisivo era arrivata in ritardo sul palco a causa del bagno per donne che era occupato: «Non vedendola, ho pensato che avesse rinunciato. Dov’era andata? Dove se ne era andata Hillary? Hanno dovuto cominciare senza di lei. E io so dov’era andata: è disgustoso, nemmeno ne voglio parlare».
Il bagno pubblico è l’istituzione sociale più evidente e diffusa in cui la separazione per sesso è ancora la norma e disfare questa separazione potrebbe avere un significato che va oltre la questione dei bagni.
Se una donna trans può usare il bagno delle signore il messaggio implicito è che sì, è accettata come donna. Se un uomo trans può usare il bagno degli uomini, vale la stessa cosa.
Perché, si chiede il New York Times schierandosi a favore di un bagno per tutte e tutti, Hillary Clinton non ha riconosciuto pubblicamente che il suo ritardo era dovuto a un’ingiustizia? Il bagno riservato alle donne era - ed è ancora molto spesso - scomodo, spesso c’è la fila, ed è il simbolo di molte verità su quanto possa essere difficile, quando si è una donna, vivere in un mondo costruito a misura d’uomo.
«Che succederebbe se una donna dicesse tutta la verità sulla sua vita? Il mondo finirebbe in pezzi», scriveva la poeta Muriel Rukeyser.
Lo scorso dicembre il senatore dell’Indiana Jim Tomes ha presentato una proposta che, se approvata, renderebbe un reato utilizzare bagni, docce, spogliatoi riservati a un sesso da parte di persone di sesso diverso da quanto indicato nel certificato di nascita. Ordinanze sui bagni simili a quelle dell’Indiana sono state proposte in diversi altri stati americani (Arizona, Texas, Florida e Kentucky, tra gli altri) e vogliono contrastare una tendenza contraria: quella che prevede di estendere le protezioni ai transgender e che permette di conseguenza alle persone transgender di accedere a una serie di servizi che corrispondono alla loro identità di genere.
Lo scorso anno il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha pubblicato nuove linee guida che raccomandano ai datori di lavoro di consentire ai e alle dipendenti transgender di usare il bagno che ritengono più adatto a sé. Lo scorso aprile la Casa Bianca ha aperto la sua prima “gender-neutral toilet” (si trova nell’Eisenhower Executive Office, l’edificio che ospita uffici e dipendenti dell’amministrazione).
L'Adozione dei Bagni Gender Neutral in Italia
In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.
Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”. Ecco, invece la cartellonistica di un liceo di Torino.
Progettare Cartelli per Toilette: Funzionalità ed Estetica
Sia nel privato che nel pubblico, i cartelli della toilette sono tra i più usati. Hanno una funzione molto importante: rendono la ricerca più facile ed eliminano quella fastidiosa sensazione di incertezza che si prova quando si è alla ricerca di un bagno.
La segnaletica affissa sulle porte dei bagni è parte integrante di una segnaletica complessivamente chiara ed esaustiva. Informano, forniscono chiarezza e risparmiano domande imbarazzanti.
Progettare e far realizzare online con signlabs i propri cartelli per toilette è facile. Puoi scegliere uno dei nostri modelli e adattarlo alle tue esigenze, oppure puoi dare completamente sfogo alla tua creatività. Una volta che avrai un’idea precisa di ciò che ti serve, puoi decidere di usare uno dei cartelli in legno o in plastica come base e di trasformare la tua idea in realtà.
Nell'editor online, carica i tuoi file, aggiungendo il lettering se necessario. Hai a disposizione una scelta davvero ampia di design e di colori e puoi quindi adattare il tuo cartello o la tua targhetta all’aspetto dell’ambiente e alle tue idee.
I cartelli, poi, una volta pronti, potranno essere applicati in vari modi. Per esempio, si può scegliere il tipo autoadesivo, quello a vite o quello con distanziatori in grado di forare anche un muro di pietra. È anche possibile utilizzare cartelli magnetici o cartelli con funzione di scorrimento.
In questo modo, hai anche la possibilità di utilizzare cartelli speciali per i momenti di pulizia o di manutenzione, per indicare che i servizi igienici sono temporaneamente fuori servizio. Alla fine di questi momenti particolari, si può usare la funzione di scorrimento per tornare ai cartelli originari.
Oltre la Funzione: Umorismo e Stile
La funzione principale dei cartelli per toilette è quella di evitare la noiosa successione continua delle stesse domande da parte di clienti, ospiti e avventori. Ma questo non significa che anche lo stile stesso dei cartelli debba essere noioso. Perché non cogliere l'occasione per mettere in gioco un po' di umorismo?
Se il tuo locale o la tua azienda si presta, sono davvero molte le possibilità. Puoi ad esempio utilizzare l’immagine di personaggi divertenti. Oppure potresti disegnare dei cartelli in stile retrò che ti ricordino i bei tempi andati. Potresti anche gradire invece soluzioni in stile puramente tipografico, elegante e sobrio. Le parole "Signore" e "Signori" da sole potrebbero addirittura essere sufficienti, se realizzate nello stile più adatto.
Ovviamente, anche soluzioni molto spiritose sono possibili, se lo stile complessivo del luogo è adatto. Lo stesso discorso può applicarsi anche agli ambienti domestici. Si può differenziare ad esempio in maniera simpatica l’indicazione del bagno di casa e quella del bagno per gli ospiti.
La Separazione degli Utenti: Ordine e Benessere
Nelle strutture pubbliche, di contro, c'è quasi sempre una separazione tra le toilette per donne e quelle riservate agli uomini. Senza dimenticare, naturalmente, le toilette per disabili. Molto spesso, poi, è presente anche una baby room, dove i genitori possono trovare tutto l’occorrente per cambiare il pannolino dei loro bambini.
La separazione per gruppi di utenti assicura più ordine e una sensazione generale di benessere. In molte aziende, c'è anche una separazione tra le toilette per i dipendenti e quelle per gli ospiti. I cartelli possono allora essere contrassegnati dalla dicitura aggiuntiva "Solo per i clienti" o "Toilette per i clienti", oppure “riservato al personale”.
tag: #Bagno
