Storia e Funzionamento del Casello Idraulico di Follonica
Il Casello Idraulico di Follonica, situato in Via Roma, è un edificio con una storia ricca e variegata, strettamente legata allo sviluppo industriale e culturale della città.
Origini e Funzioni del Casello Idraulico
La progettazione del casello idraulico come edificio in muratura risale al 1840, a cura di un ingegnere il cui nome non viene specificato nel testo.
Nel corso dei decenni, la destinazione del casello ha subito diverse trasformazioni. Verso la fine degli anni '30, in seguito alle ultime bonifiche del Padule di Scarlino, l'edificio cessò di ospitare il Custode del Bonificamento. L'ufficio telegrafico fu trasferito nei magazzini adiacenti.
Trasformazioni Post-Industriali
Dopo la seconda guerra mondiale, il casello fu adibito a circolo ricreativo e biblioteca. Nel 1979, l'edificio rischiò di essere demolito per la costruzione di un nuovo Ufficio Postale.
L'intervento della Soprintendenza ai monumenti salvò il Casello, che, dopo il trasferimento dell'Ufficio Postale accanto alla stazione ferroviaria, passò all'Amministrazione Comunale.
Rinascita Culturale
L'edificio, che riveste un significativo valore storico e culturale per la comunità locale, a seguito dei restauri del 1998 e del 2001, è utilizzato dall'Amministrazione comunale per attività di tipo sociale e culturale.
Il Casello Idraulico è stato anche sede di importanti eventi culturali, come la mostra intercontinentale “Cast Iron Cities - Città di Ghisa”, presentata a New York nel giugno 2002 e approdata a Follonica nel dicembre dello stesso anno. L'evento ha visto l'esposizione di opere già presenti al Museo cittadino e di alcuni pezzi inediti, restaurati appositamente per l'occasione.
Il Casello Idraulico e la Street Art
Il Casello Idraulico si trova in una zona dove si può ammirare street art. In particolare, su una facciata del casello, dove ha sede l'ufficio turistico, si trova un'opera di Opiemme.
Follonica e il suo Sviluppo Urbanistico nell'800
Negli anni trenta dell’800 Follonica conosce l’avvio di un grande sviluppo urbano. Cresce la città dentro la fabbrica e nascono i primi insediamenti residenziali fuori dal recinto dello stabilimento. Si disegna il Villaggetto attorno alla Chiesa. Si prosegue lo Stradone alla Marina. Nel 1836 Follonica viene dotata di un piano di sviluppo urbanistico e si cominciano a costruire i primi edifici cittadini, secondo un impianto moderno a maglie ortogonali.
Le Strutture Industriali di Follonica
Nel corso dell'800, Follonica vide la costruzione di numerose strutture industriali, tra cui:
- La Chiesa di San Leopoldo di Babenberg, costruita a partire dal 1853.
- Un edificio composto da 14 forni delle ringrane, costruito a partire dal 1853 e poi ridotto a 10.
- Un imponente edificio ultimato nel 1839, adibito a magazzino per legnami e semole per cavalli, trasformato in fonderia nel 1918.
- Un locale porticato costruito intorno al 1842, adibito a ospedale ricovero dello stabilimento dal 1838 al 1841.
- Un grande complesso produttivo realizzato a più riprese a partire dal 1834, comprendente il forno San Leopoldo (1835), la fonderia artistica (1837), un carbonile (1840) e il forno Maria Antonia (1841).
- Un nucleo edilizio formato da tre stabili risalenti alla prima metà dell’800, destinati ad alloggi e botteghe.
Il Parco Nazionale delle Colline Metallifere
Il Parco Nazionale delle Colline Metallifere promuove un turismo lento e sostenibile, riscoprendo il lavoro nel sottosuolo e la storia geologica della Terra. Ogni anno si attiva una nuova “Porta” in uno dei comuni della zona. A Follonica, il museo MAGMA fa parte del parco, offrendo la possibilità di scoprire la storia tecnologica, artistica e umana dello stabilimento siderurgico e lo sviluppo della produzione di ghisa.
Oltre a MAGMA, il Parco include altre "Porte" come il Centro civico di Ribolla, il Museo della miniera a Massa Marittima, il Centro Accoglienza e Museo minerario in galleria a Gavorrano, l'area mineraria di Ravi Marchi, il MUBIA a Monterotondo Marittimo, la Riserva Naturale Regionale delle Cornate di Gerfalco e Fosini a Montieri e il MAPS a Scarlino.
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