Casino di Bagni di Lucca: Una Storia di Terme, Gioco e Società
Siamo abituati a pensare a Campione d'Italia, Sanremo, Saint Vincent e Venezia quando si parla di casinò in Italia. Eppure queste non sono state le uniche sale da gioco presenti sul nostro territorio, e secondo alcuni storici neppure le prime.
Bagni di Lucca, una cittadina famosa per le sue bellezze artistiche, è diventata da poco protagonista di una contesa con Venezia. Oggetto della diatriba è la fondazione del primo Casinò europeo.
La storia dell’Ex Casinò di Bagni di Lucca ha radici molto antiche ed è strettamente legata alle Terme della cittadina. La foto in alto nel titolo mostra alcuni dei frequentatori del Casinò nelle epoche successive. Tra questi uomini un prete, ufficiali , dame di nazionalità inglese, francese e italiana, un bambino con un futuro da militare e la sua balia, politici e uomini d’affari e… persone di colore ( i nuovi ricchi del centro America ).
Le Origini Medievali del Gioco d'Azzardo a Bagni di Lucca
Se si vanno a leggere le carte storiche della città, si potrebbe notare come l’embrione del primo vero e storico Casinò su suolo europeo fosse sorto proprio a Lucca grazie all’idea lungimirante dell’allora Contessa Matilde a capo della Repubblica di Lucca, la quale decise di dare una regolamentazione al gioco che dilagava nelle bische clandestine e nelle osterie della città.
Siamo - udite udite - nel 1308. Nella Repubblica di Lucca c'è un complesso termale molto frequentato, anche da pellegrini e bisognosi. La Contessa Matilde, donna di buon cuore, non negava mai un pasto e un bagno curativo a chi non si poteva permettere di pagarlo. Ma come fare a sostenere queste spese, ingenti, senza gravare sulle tasse dei cittadini?
Voluta nel 1308 dalla contessa Matilde di Canossa che pensò di trasformare le terme locali nella nuova sede del gioco d’azzardo cittadino, fino a quel momento praticato in forma clandestina in osterie e taverne. Il tutto con il fine di regolamentare e tassare quest’attività per generare introiti per garantire un pasto e un bagno curativo alle centinaia di pellegrini e bisognosi che affollavano le strade dell’antica Repubblica.
Per garantire la continuità del servizio a seguito della sua morte, la Repubblica di Lucca permise eccezionalmente di giocare presso i Bagni, in modo tale che gli incassi potessero contribuire al mantenimento delle strutture. Già nello Statuto del Comune di Lucca del 1331 il gioco è regolamentato e dal XVI secolo viene concesso alle donne, per la prima volta in Europa, di recarsi ai tavoli da gioco senza accompagnatori maschili.
Il Regio Casinò: Un Centro di Ritrovo Europeo nel XIX Secolo
Le cose, poi, non si sono certamente fermate e nel 1800 Bagni di Lucca vide una nuova primavera grazie all’intervento della dinastia Borbone: la città toscana divenne meta di aristocratici, borghesi e nobili provenienti dall’intera Europa.
C’erano un po’ tutte le nazionalità, dai francesi agli inglesi, passando per svizzeri, tedeschi, austriaci e russi, senza dimenticare gli spagnoli ovviamente. La statura internazionale di Bagni di Lucca non si limitava a farne il fiore all’occhiello dello stato lucchese, ma spingeva la località a dotarsi di tutto l’occorrente per far sentire a proprio agio gli ospiti che giungevano da tutta Europa.
Per tal motivo, quello che era stato il progetto della Contessa Matilde, divenne definitivamente realtà con Carlo Ludovico di Borbone nel 1838, il quale incaricò un architetto di Parigi per la realizzazione di una struttura nuova che ospitasse il gioco. Ci volle un solo anno: nel 1839 nacque il Regio Casinò, per qualcuno il primo vero casinò su suolo europeo, dato che il Ca’ Vendramin venne riconosciuto solo più avanti come vera e propria sala da gioco legale.
Carlo Ludovico di Borbone, Duca di Lucca, decise di spostare il gioco d’azzardo sulla strada carrozzabile, ricca di alberghi e di punti di ritrovo. La costruzione dell’edificio attuale risale al 1839, quando furono presentati due progetti dal suo architetto di corte Pardini.
In stile neoclassico, presenta all’interno diverse sale decorate che, oltre al gioco, ospitavano balli ed eventi musicali e letterari. Gli interni sono impreziositi dai magnifici affreschi di Francesco Bianchi detto il "Diavoletto", il quale ribadisce l'aria di mondanità, rappresentandovi gli strumenti della musica, del gioco e dello spettacolo. Al Casinò si giocava al Faraone, al Biribisso, alla Reale; vi si tenevano però anche grandi balli, eventi musicali e letterari.
L’edificio poggia su di un podio terrazzato imponente, delimitato da una ringhiera di ferro a disegni geometrici, che sono riconoscibili come la firma dell’Architetto Pardini. La facciata si caratterizza per sei semicolonne ioniche con capitelli in cotto a finto marmo e per 4 pilastri ai 4 angoli, questa decorazione riprende quella dell’Eretteo uno dei templi più celebri dell’Acropoli di Atene.
Essa è completata con fasce decorative: quella superiore riporta dei festoni e il giglio borbonico; quella inferiore invece trofei, strumenti musicali e ludici. Al centro della facciata è visibile lo stemma dei Borboni di Parma.
Lo stile di questo artista riprende le tendenze neoclassiche ancora in voga aggiungendovi la semplicità e la linearità tipiche del periodo rinascimentale e i colori in questo caso sono molto chiari per conferire al luogo un aspetto che fosse sì solenne ma allo stesso tempo accogliente e caloroso.
Chiusura e Tentativi di Riapertura
Parliamo del 1946. Purtroppo, la favola del Regio Casinò di Lucca finì dopo poco più di un secolo. Siamo nel periodo del secondo dopoguerra, per la precisione nel 1953, quando si decise di non rinnovare la licenza statale della sala, non pagando la relativa tassa di concessione.
Il casinò praticamente morì in quel momento, nonostante due brevi e fallimentari tentativi di riapertura negli Anni ‘80 e nel 2009. A quasi trent'anni dall'ultima mano giocata, ecco che a sorpresa il Casinò di Bagni di Lucca riapre nel 1981, quando a governare la città c'è la giunta Tintori (Democrazia Cristiana). Arriviamo così ai giorni nostri, nel 2009, quando il Casinò di Bagni di Lucca si trasforma in una sorta di sala giochi automatizzata, questa sì invece completamente legale.
Se questo nome vi è nuovo, non vi preoccupate: il casinò è ormai chiuso da oltre sessant'anni, da quando cioè è scaduta la concessione.
Il Casinò di Bagni di Lucca Oggi: Tra Storia e Futuro
C’è tempo fino al 10 aprile per partecipare al censimento de “I Luoghi del Cuore”, il programma nazionale promosso dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, e tutti, anche coloro che hanno già votato, sono invitati a continuare a farlo, per assicurare un futuro di tutela e valorizzazione ai propri luoghi amati, ma anche ai tanti altri di cui il censimento fa emergere i bisogni.
Consapevoli del grande valore storico che l'edificio riveste, noi di Cassa Depositi e Prestiti siamo orgogliosi di aver contribuito a restaurare il Casinò municipale di Bagni di Lucca e di aver contemporaneamente semplificato la vita di tutti i giorni in città, attraverso la realizzazione del parcheggio comunale e della nuova passeggiata pedonale del borgo.
Il Comitato partecipa al censimento 2024 con l’auspicio che vengano avviati i lavori di restauro che l’edificio necessita. L’ex Casinò dei Giochi di Bagni di Lucca è il luogo del cuore in Toscana, al primo posto della classifica provvisoria del Fondo ambiente italiano.
Certo è che un giorno il casinò di Lucca potrebbe tornare al centro di nuovi progetti di riapertura, annullando ogni ragionamento dei cittadini toscani a riguardo.
tag: #Bagni
